venerdì, giugno 23, 2006

La Testimonianza più dura

Questa foto e' il ricordo bellissimo di un padre e di un bambino, suo figlio, che siede sulle spalle del suo papa'. Questi momenti che la vita ci offre quando ci dona un figlio che sappiamo accogliere e crescere come altri hanno fatto con noi, ci rendono padri. Quel bambino stava felice sulle spalle di un padre, che non desiderava altro che fare il padre e donarsi al figlio. Quel padre e' Antonio Faccini, carabiniere e servitore dello Stato, che chissa' quante volte avra' avuto paura di non poter fare ritorno a casa, da suo figlio. Come tutti i Carabinieri, anche Antonio era un uomo e aveva paura. Cosa sia avvenuto perche' lo Stato abbia deciso di tradire la fiducia di Antonio, togliendogli il figlio, impedendogli di fare il padre e' da analizzare nel dettaglio. Noi tutti vogliamo sapere.

Vogliamo sapere perche' quel padre sorridente sia entrato in cura per una depressione. Vogliamo sapere perche' dopo 18 mesi di cura anti-depressiva, Antonio stava ancora male. Vogliamo sapere perche' la madre del bambino che Antonio amava non voleva piu' il padre accanto al figlio, ne impediva le frequentazioni e minacciava il padre di togliergli la patria potesta'. Vogliamo sapere perche' quel giorno una mano che aveva stilato un'istanza per attuare in giudizio quel desiderio, abbia poi messo nel fax mandandola ad Antonio Faccini una comunicazione asciutta che lo informava dell'inizio del procedimento per eliminarlo come padre.

Vogliamo sapere cosa puo' accadere nella mente di uomini e donne quando rifiutano di ascoltare il cuore e dal dono di se incondizionato per un figlio, passano all'odio, al risentimento, alla distruttivita' che di azione in reazione porta a una spirale di morte che fa 100 vittime ogni anno. Noi vogliamo sapere perche' nessuno sa fermare questa morte, questa assurda spirale di violenza. Noi vogliamo sapere per quale motivo la violenza psicologica sia tollerata.

Questa e' la testimonianza di uno dei tanti casi che non trovate mai sui giornali, perche' con la sua richiesta di perdono Antonio Faccini risveglia la coscienza e ci chiama in causa, tutti.

Perche' non abbiamo fatto nulla per prevenire questo e tanti altri drammi, tragedie annunciate?
Per quale motivo si e' perso il sacro rispetto per il padre e per la madre? Per quale motivo nessuno pensa di dare ascolto a chi e' vittima della violenza psicologica, per sostenerla e spezzare la spirale di accuse con cui, attuando una forma genitoriale del mobbing, si aliena un padre? Come avviene il mobbing genitoriale e in che modo si passa da un desiderio malsano di una singola persona alla persecuzione di un mobbing verticale di stato, che distrugge chi non ha risorse per sopravvivere?

Se volete avere risposta, come noi che pretendiamo sia fatta luce e vogliamo sapere, fatevi sentire. Un caso analogo e' stato documentato in un rapporto Eurispes, Il caso Galoppo.

9 commenti:

stefania orru ha detto...

Appunto, chiediamoci se oltre lui, qualcun'altro merita di andare in prigione....no scusate ma non me la sento di condannarlo fino in fondo.....non appoggio il reato gravissimo che ha commesso, troppi padri soffrono di questo male, padri che amano i propri figli e che qualcuna solo per dispetto gli nega...no non ci sto mi dispiace ma questa merda deve finire, e lui a suo modo, vedendosi sbattere troppe porte in faccia, si è fatto giustizia da solo.....mettetevi per un secondo al posto di quel padre che va a prendere la figlia SUO DIRITTO, e prima di arrivare a questa si deve scontrare con COMPAGNO SUOCERA E MADRE....sapete, come qualcuno ha già detto, non tutti siamo capaci di reagire con calma e usare la ragione, e questi episodi non succedono una due o tre volte, ma tante , troppe volte, e sapete perche?...perche qualcuno chiamato Stato, giudice, magistrato, assistente sociale eccc glielo permette, a questo punto vi chiedo :" chi, olttre quest'uuomo, secondo voi, dovrebbe essere in galera?"

Saluti. Stefania.

ade ha detto...

Si può perdonare
Si può capire.
Si può tutto
Ma sinceramente come fai a dire ad un bambino ho ucciso tua madre e tua nonna perchè ti tenevano lontano da me...
Ma se fossi tu quella bambina.. capiresti? perdoneresti?
Io no...
ogni volta vedrei solo un'uomo che mi ha portato via una parte di me..
e che nn ne aveva nessun diritto...
mia madre ai suoi occhi poteva essere anche l'essere peggiore del mondo ma era mia MADRE
lo stesso vale al contrario naturalmente
ade
Ora quel bambino accanto nn ha nessuno...
e questo trauma se lo porterà dentro per tutta la vita
ade

franco ha detto...

Qui nessuno, nessuno si è chiesto se lui riuscirà a perdonare chi lo ha messo in quelle condizioni! Ha chiesto aiuto a tutti, è stato seguito a livello psicologico... per fargli capire cosa? Che vedere il figlio non era più un suo diritto... e tutti glielo hanno negato.

Non è l'unico a dover fare i conti con la sua coscienza.

Se davvero si vogliono evitare queste tragedie annunciate, che hanno alla base lo stesso comune denominatore, bisogna tener presente che un uomo ha una dignità. La sua è stata schiacciata all'inverosimile da tutti, e per molto tempo, ma a quanto ne so, nessuno è stato condannato per averlo a lungo umiliato, vessato, forse deriso.

Dire che il suo gesto non trova giustificazione è scontato, dire che il suo gesto una spiegazione ce l'ha, molto meno. Ma è quella l'unica strada da seguire per evitare che fatti del genere si ripetano.

In Italia di situazioni simili ce ne sono a centinaia, e l'estate, come dice Giorgio è vicina. Lo sgomento, spesso insignificante del dopo, è solo più irritante.

Franco

giorgio ceccarelli ha detto...

Antonio Faccini, è uno dei tanti padri che ha ucciso dopo la separazione

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/04_Aprile/02/stragevercelli.shtml

Tra pochi giorni cominceranno le vacanze per milioni di separati e conteremo le tragedie familiari legate ai figli contesi (il periodo estivo e quello natalizio sono i più neri).

Vorremmo che questo drammatico esempio venisse valutato e discusso a 360 gradi per evitare che in futuro ci possano essere altre tragedie simili (omicidi, suicidi e stragi varie) .

Da padre e da cattolico mi auguro che il pentimento del Faccini sia veramente sincero e che possa, un giorno, aiutarlo a rivedere il figlio con il perdono di tutti coloro che sono stati colpiti e distrutti da quel folle gesto.


Giorgio Ceccarelli
pres. ass. Figli Negati

Nick ha detto...

Rimaneno in tema ..........ho sentito una mia amica anche lei separata ,il figlio questo fine settimana doveva stare con il papa', e' voluto rimanere qualche giorno di piu' con il padre ,( il papa' vive in abruzzo lo viene a prendere )e' tornato ieri , e mi ha detto sai mi sono sentita sola senza di lui, sto' meglio quando c'e' lui in casa , gli ho fatto notare scherzosamente che loro si sentono forti che la Legge li affida sempre e sempre a loro , quello che lei sente tanti e tanti padri lo sentono sempre ,e vero bisogna vivere condividere con questa situazione ,ma il nostro cuore non si fa mai una ragione a stare lontano da un amore cosi forte!
Io quando riaccompagno mia figlia dalla madre , mi vede e mi dice....... "papa' perche' sei triste adesso ...perche' tra un po' ti lascio... ma mi mi rivedi ci sentiamo per telefono ......si ma non mi stai vicino !
E'questa la differenza ,non ci si fa 'uan ragione , domandiamoci se
fosse il contrario ,non giustifico gesti esasperati,ma domandiamoci
se si possono evitare se la legge li puo' evitare ,e prendesse provvedimenti celeri in questi casi in tutti i casi ,dove non c'e' un comportamento idoneo e logico da ambo i genitori ,portare all'esaperazione una persona una circostanza poi le conseguenze non si controllano , non nascondiamoci sotto falsi moralismi ,lo sappiamo tutti come funzionano queste cose, si sa come si agisce quando si ha il cortello dalla parte del manico !
Penso a quello a quel padre che non puo' vedere i figli non a quello che non li vuol vedere !
Questo non significa piangersi addosso questo e' quello che crea la nostra legge , non si puor far niente ad una madre che agisce cosi ,
e costatazione di fatto .

web/ste ha detto...

Uccidere, è fuori da qualsiasi ragionamento.
Porre fine ad una vita, è un arbitrio troppo assurdo.
E' la negazione della ragione, il dono più grande.

In quel momento, non ha riflettuto sul figlio.
Ha agito la sua collera.
Il disprezzo.
Forse la cosa che avrebbe invece dovuto dissuaderlo.
Per dare a quel ragazzo una alternativa.

Avrebbe dovuto combattere come un leone.
Scendere in piazza.
Provat a pensare a Salvatore Gallo, il ragazzo di Napoli.

Due domeniche fa, siamo entrati in chiesa dove si trovava la moglie con la figlia più grande.
La ragazza non lo degna di uno sguardo.
Lo deride.
La madre le da manforte.

La CTU è stata favorevole a lui.
La moglie è sotto processo, appena iniziato.
E' un caso da corte europea: 104 denuncie.

Non riesce ad abbracciare i figli da 8 anni.
Eppure, per il pochissimo che lo conosco, mi è apparso una persona più che tranquilla.

Cosa dovrebbe fare, se non quello che già fa?

Ciao, Web/Ste

vincenzo ha detto...

beh... ho letto tutti i vostri commenti e desidero aggiungere qualcosa in più.
Io ho conosciuto Antonio faccini, l'Antonio che aveva già commesso quel'orribile crimine.
Posso dirvi questo: nessuno, pur sforzandosi pur scavando nel fondo proprio animo, potrà mai immaginare, potrà mai capire e sentire quanto orribile, quanto disumana sia stata quell' azione più di quanto la senta lui.
Ho conosciuto Antonio e per sei lunghi mesi, 24 ore su 24, siamo stati gomito a gomito.
E' difficile per me scrivere quello che di lui ho capito e quanto questo mi ha turbato, non sono uno scrittore e pur sforzandomi sarò sempre lontano dall'esprimere tutto quello che ho visto in lui.
avrebbero dovuto aiutarlo, avrebbero dovuto impedire che l'amore per suo figlio misto al terrore di perderlo si trasformasse in follia.
La colpa è sempre degli altri? No, non è sempre degli altri ma in questo caso, cari miei...
Lui vive in una cella del carcere di alba di due metri per tre, con la foto di Ale,la stessa foto che è postata su questo blog, sul comodino. Lui, come un bambino spera che passi la notte e che il giorno si porti via gl'incubi, vive il suo eterno incubo giorno dopo giorno sperando che qualcuno lo porti via.
qualcuno deve aiutarlo, non basta chiudere per tutta la vita una persona come lui in una stanza chiusa per sentire questa società migliore.
i giorni passano uno dopo l'altro lui è la, sempre davanti allo stesso muro, sempre davanti alla realtà della sua coscienza che gli dice: sei un mostro.
No, Antonio non è un mostro.
dovreste parlargli, dovreste scrivergli, dovreste imparare a capire.

maria pia ha detto...

Io penso che tutti sono colpevoli di qualcosa ma pochi, pochissimi forse nessuno è colpevole di tutto.
Antonio ha commesso un reato orribile,ma non è un mostro.
Bisognerebbe consentire al figlio di Antonio più che di dimenticare DI SCEGLIERE.

Anonimo ha detto...

Ora che ho personalmente conosciuto Antonio Faccini devo aggiungere che affermare che non è un mostro sicuramente non è offensivo per le vittime, tenerlo in carcere è però molto offensivo per una società che si definisce civile.