<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801</id><updated>2012-01-31T15:22:59.612Z</updated><title type='text'>visionimarziane</title><subtitle type='html'>il mondo visto da marte</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>158</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-9008887440004994620</id><published>2008-04-22T19:22:00.000Z</published><updated>2008-04-22T19:23:25.923Z</updated><title type='text'>Ground Zero</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#38579c;"&gt;LA PREGHIERA           A GROUND ZERO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dio d’amore, misericordia e guarigione, guarda il           popolo dalle molte fedi e tradizioni diverse che si riunisce oggi in           questo luogo, scenario di violenza e dolore indicibili. Ti chiediamo           nella tua bontà di dare luce e pace eterne a tutti coloro che sono           morti qui, quanti hanno eroicamente risposto per primi, insieme a           tutti gli uomini e le donne innocenti vittime di questa tragedia solo           perché il loro lavoro o il loro servizio li hanno portati qui l’11           settembre 2001.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ti chiediamo, nella tua misericordia, di portare           consolazione a quanti, a causa della loro presenza qui quel giorno,           soffrono per ferite e malattie. Guarisci anche il dolore delle           famiglie ancora in lutto e tutti coloro che hanno perso i propri cari           in questa tragedia. Da’ loro la forza per continuare a vivere con           coraggio e speranza. Ricordiamo anche quanti hanno subito morte,           ferite e perdite lo stesso giorno al Pentagono e a Shanksville,           Pennsylvania. Il nostro cuore è unito al loro, mentre la nostra           preghiera abbraccia il loro dolore e la loro sofferenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;img src="http://www.stpauls.it/fc/0817fc/images/0817f32b.jpg" alt="L'area di Ground Zero, dove sorgevano le Torri gemelle, nella quale il Papa ha recitato la sua accorata preghiera per le vittime e i loro familiari." border="0" height="302" width="245" /&gt;&lt;br /&gt;          &lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;L’area di Ground Zero, dove sorgevano           le Torri gemelle,&lt;br /&gt;          nella quale il Papa ha recitato la sua accorata preghiera&lt;br /&gt;          per le vittime e i loro familiari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dio di pace, porta la tua pace nel nostro mondo           violento: pace nel cuore di tutti gli uomini e le donne e pace tra le           nazioni. Volgi sulla tua via d’amore quanti hanno il cuore e la           mente consumati dall’odio. Dio di comprensione, sopraffatti dall’enormità           di questa tragedia, cerchiamo la tua luce e la tua guida mentre           affrontiamo eventi terribili di questo genere. Fa’ che coloro la cui           vita è stata risparmiata possano vivere in modo che le vite perse qui           non siano state perse invano. Confortaci e consolaci, rafforzaci nella           speranza e donaci la saggezza e il coraggio per lavorare           instancabilmente per un mondo in cui regnino pace e amore veri tra le           nazioni e nel cuore di tutti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;i&gt;Benedetto XVI&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-9008887440004994620?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/9008887440004994620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=9008887440004994620&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/9008887440004994620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/9008887440004994620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2008/04/ground-zero.html' title='Ground Zero'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-5204849847051127066</id><published>2008-01-08T10:45:00.000Z</published><updated>2008-01-08T10:45:51.162Z</updated><title type='text'>Moratoria contro il divorzio. aborto della famiglia.</title><content type='html'>di Marco Baldassari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa hanno in comune aborto e divorzio? Tutto, tanto e' vero che la jihad cristiana si sta solo occupando dell'aborto, perche' il principio fondamentale e' lo stesso da cui naturalmente discende la moratoria sul divorzio. Nascono spontaneamente le associazioni. Pannella, l'anticristo per eccellenza, diventa l'anello di congiunzione tra l'uomo e la bestia. Moratoria contro la pena di morte, lui che fu il primo a mettere a morte il sacro. Vita, educazione e morte. Dall'aborto alle canne, passando per il divorzio. Non a caso, non ha figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aborto e divorzio nascono nello stesso periodo. Mentre l'onda della rivoluzione di Berkeley nasce contro la guerra in vietnam, portando PEACE AND LOVE contro la guerra e contro la violenza, in quel melting pot prende corpo il pensiero di onnipotenza femminile sui figli da cui derivano il rifuto della maternita' e il rifiuto della famiglia. Aborto e divorzio legalizzano e consentono di rimuovere psicologicamente quel limite che tiene insieme la famiglia: essere genitori significa vivere per i propri figli. L'aborto infrange questo limite. La famiglia e' fondata su questo limite posto all'egoismo del genitore, che amando il figlio si sacrifica. Non e' piu' una coppia ma una triade, indissolubile, perche' porta i legami piu' profondi della nostra esistenza. Il legame del figlio verso suo padre e sua madre sono cosi' fondamentali da segnare la sua vita per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La famiglia si fonda sul rispetto della sacra vita che nasce. Amando questa vita e vivendo per il bambino che nasce e cresce, perpetuiamo la nostra vita, contro ogni legge dell'entropia. Siamo genitori accogliendo il mistero della vita che crea ordine dal disordine. Accogliere il sacro della vita e scoprire il senso della nostra esistenza sono passi che si compiono naturalmente se siamo prima stati educati e quindi veniamo rapiti dalla nostra esperienza diretta, che  dopo il concepimento ci fa imparare giorno per giorno a camminare da genitori, come uomini e donne nuovi, rinati. Soltanto un genitore puo' comprendere di cosa sto parlando, sentendolo dentro di se come verita' essenziale e palese. Questa sacralita' della vita del bambino che nasce e' fondamentale per noi, per la societa' di oggi e domani. Rimuovere il significato tragico dell'aborto rendendolo un banale gesto di "autodeterminazione" nasconde la violenza sotto il tappeto. La violenza rimane ma non si vede. Collettivamente la societa' si dispone a giustificare e anzi pretendere come "diritto" la violazione della vita del figlio. &lt;a href="http://claudiorise.blogsome.com/2007/12/22/p330/"&gt;Apre le porte a ogni tipo di violenza sulla famiglia&lt;/a&gt;, in nome della "autodeterminazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il divorzio e' l'aborto della famiglia. Se si perde il senso della tragedia che aborto e divorzio comportano, con la gravissima sofferenza dei figli e dunque violenza sulla vita sacra nascente, la societa' perde quel principio fondamentale che regge la struttura sociale. La perdita di riferimenti, la confusione mentale, la soluzione violenta di qualsiasi disagio o ferita. Giusto dunque lanciare una &lt;a href="http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=30635&amp;amp;idsezione=4#"&gt;moratoria contro il divorzio&lt;/a&gt; come fa in modo provocatorio questo avvocato di dichiarata fede materialista-socialista dalle colonne di IMG press.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Nei giorni scorsi, quando una mia assistita è venuta in studio rattristata poiché i suoi tre figli, già felicemente accasati, le erano improvvisamente ritornati in casa portandosi dietro il carico economicamente oneroso dei mantenimenti a ex-coniugi e pargoli, mentre lei stessa e il marito sono ormai avanti negli anni e non in buona salute, ho subito pensato: perché non integrare il ventaglio delle moratorie proponendone una anche per il Divorzio? Se dalle colonne del Foglio si propone la moratoria per la legge 194, ormai vecchia perché dei primi anni ’80, perché da quelle di IMGPress non si può “proporre” quella per la legge Fortuna-Baslini, di qualche decennio più anziana, mentre quasi quasi in Parlamento qualcuno vorrebbe far passare il peccaminoso “divorzio express” alla Zapatero? Penso che Vaticano e Cei ne sarebbero ben lieti essendo ancora il matrimonio un vincolo indissolubile, di conseguenza per coronare degnamente il provvedimento sarebbe bene anche reintrodurre il reato di bigamia. Ricordate in proposito le vicissitudini di Fausto Coppi e della Dama Bianca? O di Carlo Ponti e della bella Sophia? Che dire poi del giubilo dei teodem che finalmente vedrebbero riconosciuto il loro peso specifico nel condurre l’ex Bel Paese al tanto agognato Stato Confessionale cui non fanno troppi misteri di voler arrivare? Sicuramente questa proposta potrebbe far venire il mal di pancia, speriamo non la tanto paventata meningite che imperversa, a tanti leaders di centro e di destra che si trovano in situazioni imbarazzanti. E’ anche vero però che chi vive dell’altare, o meglio delle parrocchie attingendone il voto, e difende le dichiarazioni Vaticane in merito a coppie di fatto, aborto e fecondazione artificiale, non può non servire l’altare appoggiando la peggiore espressione del relativismo: il Divorzio, ovvero la dissoluzione della tanto celebrata Famiglia.&lt;/blockquote&gt;Bravo, benissimo, perfettamente corretto: non possiamo soltanto mettere in moratoria l'aborto senza mettere in moratoria il divorzio. Pur cogliendo soltanto gli effetti economici sulla societa' (nonni che debbono occuparsi di figli e nipoti) questa lettera lancia quella che l'autore crede semplice provocazione, mentre in realta' non fa che sottolineare chiaramente il forte legame che esiste tra aborto e divorzio. Come si fa a condannare penalmente la bigamia (recentemente un magistrato ha perseguito un latitante che si era risposato in Russia) quando e' lo stesso stato che facilita la "bigamia seriale" con le faide tra figli dispersi nelle famiglie "allargate"? Piuttosto che creare quei drammi come quelli della Denise Pipitone o dei due fratellini di Gravina, non e' forse molto meglio la poligamia islamica, dove la prima moglie ha un ruolo, avendo voce in capitolo nella scelta delle mogli succesive che saranno sempre a lei sottoposte rimanendo tutti nella stessa famiglia? Vogliamo la parita' dei sessi? Si possono istituzionalizzare le famiglie allargate, registrando la comune in comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse esiste un equilibrio nella tradizione cattolica che essendo frutto dell'elaborazione di millenni di esperienza di vita, dai greci in poi, sarebbe bene non disprezzare con la pretesa della "modernita'" tecnologica. Possiamo vivere meglio, con meno problemi, ma l'uomo e la donna restano quelli delle caverne, non essendo ancora disponibile un "retrofit" come vorrebbe l'arzillo Veronesi che sogna la societa' omosessuale con i figli fatti in provetta e allevati dal kibbutz dello stato socialista. Mavaffanculo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coerenza e verita' sono fondamentali non tanto per la dottrina cattolica, quanto per la nostra "igiene mentale" che il relativismo socialista di stato cerca di distruggere sistematicamente. (Gia' in Russia l'esperienza accumulata potrebbe essere analizzata in modo da risparmiarci questa sperimentazione delirante). Infatti la dottrina assegna al diavolo l'origine del male, della divisione e della confusione.&lt;br /&gt;Quello che gli dei vogliono distruggere prima lo confondono. Il diavolo ci confonde facendoci vedere il contrario di quello che e' la realta'. Le balle, insomma, sono sempre state dannose per l'umanita'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, altro leit-motif di congiuzione tra aborto e divorzio, sono le colossali balle che vengono portate come giustificativo delle scelte violente che pochi "illuminati" hanno imposto alla popolazione mondiale. &lt;a href="http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm"&gt;CON QUALE “BALLA” PROPAGANDISTICA SI OTTENNE LA LEGALIZZAZIONE DELL’ABORTO IN ITALIA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ginecologiaediritti.it/testo194.htm"&gt;Il testo della legge 194/78. Analisi della legge&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui il sommario&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Qui il resto del post&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-5204849847051127066?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ginecologiaediritti.it/testo194.htm' title='Moratoria contro il divorzio. aborto della famiglia.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/5204849847051127066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=5204849847051127066&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5204849847051127066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5204849847051127066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2008/01/moratoria-contro-il-divorzio-aborto.html' title='Moratoria contro il divorzio. aborto della famiglia.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-7937610491319026546</id><published>2008-01-03T19:53:00.000Z</published><updated>2008-01-03T19:53:47.417Z</updated><title type='text'>oggi, la sovversione è la tradizione.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.rinascita.info/cc/RQ_Cultura/EEAlkFyAuluxfIiTJM.shtml"&gt;"L'uomo maschio" di Eric Zemmour&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="rqArtByline"&gt;Venerdi 21 Dicembre 2007 – 14:35  – Luca Desideri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table class="rqIndexDiv" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;                                                                  &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;                                   &lt;td class="IndexTxt" valign="top"&gt;&lt;p class="rqArtTxt"&gt;Ecco Eric Zemmour, astro nascente del giornalismo francese, il giorno in cui era invitato a “Tout le monde en parle”, storico talk-show della rete pubblica francese, France 2: stava subendo un autentico linciaggio morale, nonché una vera e propria aggressione verbale: attaccato da uomini e donne, tutti i personaggi presenti sul plateau si davano man forte per provocarlo. Financo i comici, grandi assertori della massima tolleranza, in salsa politicamente corretta, s’intende, spalleggiavano l’assalto. E lui impassibile, rispondeva bellamente e senza affanno, colpo su colpo, con la virtù dei forti, contro le litanie della massa ferita e incattivita.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="rqArtTxt"&gt;&lt;br /&gt;Presentava il suo libro, “L’uomo maschio”, tradotto dal titolo francese “Le premier sexe”. Un pamphlet incisivo, ficcante, concreto, che inizia descrivendo i postulati della società occidentale contemporanea imperniata su “grandi principi, universalità, umanità: niente più uomini, niente più donne, solo esseri umani uguali, inevitabilmente uguali, anche più che uguali, identici, indifferenziati, intercambiabili”. Il concetto è forte, si parte dalla femminizzazione dell’uomo per andare a ritroso alla ricerca delle cause che l’hanno favorita. Un processo relativamente breve, che si sviluppa nell’arco dell’ultimo secolo con una escalation impressionante negli ultimi decenni. E’ la prima guerra mondiale che dà il là al processo: in trincea l’uomo è annichilito, svigorito e sostituito per la prima volta dalle donne in fabbrica. Si scopre vittima. I regimi autoritari tra le due guerre fanno ritrovare all’uomo la virilità perduta ma è come un colpo di coda nell’evoluzione della specie: i figli di quella generazione saranno i sessantottini, che mineranno il potere senza prenderlo, rifiutando responsabilità ma imponendo la loro morale. Saranno la generazione della rinuncia. Dal ’68 ad oggi la donna, infatti, non è più un sesso, è un ideale. Condiviso dagli uomini, tutti allevati da ragazze madri, rivoluzionarie e femministe.&lt;/p&gt;&lt;p class="rqArtTxt"&gt;L’obiettivo di quest’ultime era la libertà sessuale, l’emancipazione dal giogo patriarcale. Bisognava dimostrare come la natura non fosse altro che il prodotto di logiche sociali e culturali.&lt;br /&gt;Le donne hanno anticipato il fenomeno migratorio, chiedendo e ottenendo di lavorare, con conseguenze negative sul potere d’acquisto dei salari. Hanno creato i presupposti per “investire” i settori prevalentemente maschili quali la politica salvo accorgersi poi che il vero potere è restato nelle mani tutte maschili della grande finanza. Hanno provato a “mettere i pantaloni” ma si sono ritrovate sole, divorziate, spesso con figli a carico ed in una situazione di precarietà diffusissima.&lt;/p&gt;&lt;p class="rqArtTxt"&gt;Fallito quindi il progetto di cambiare le donne il femminismo, come una macchina che genera uguali, sta riuscendo a cambiare gli uomini alleandosi con i suoi più acerrimi rivali, gli omosessuali.&lt;br /&gt;“Ogni differenza, che sia fisica, sociale o psicologica, è ormai paragonabile alla diversità, nuovo peccato mortale del nostro tempo.” Ed è qui il nocciolo della teoria di Zemmour: il desiderio, infatti, poggia sull’attrazione delle differenze; riducendole sempre più, il femminismo ha allontanato i due sessi aumentando il campo d’azione degli omosessuali. Ma è un progetto sposato anche da esperti di marketing e della pubblicità. “Il pubblicitario non è un profeta; è il braccio armato del pensiero dominante. Non annuncia la società che viene, la impone a suon di promozioni.” Per citare un esempio quanto più lampante, la società multiculturale “suggerita” vent’anni or sono dalle campagne di Benetton, è oggi realtà. Già oltre un secolo fa Oscar Wilde preannunciava come “la natura imita l’arte”. L’arte, purtroppo in questo caso è la moda ed i corpi femminili si sono trasformati “sotto la matita degli stilisti che non apprezzano le donne ma le considerano semplici attaccapanni”. I creatori di moda, a stragrande maggioranza omosessuali, oltre a causare grossi disturbi psicologici spingendo le adolescenti verso l’anoressia, impongono una bellezza femminile androgina.&lt;/p&gt;&lt;p class="rqArtTxt"&gt;L’uomo attuale, invece, è sottoposto all’azione martellante di un’overdose di immagini di corpi femminili, di una promiscuità castrante fin da bambino ed al contempo sempre più oppresso dalla cultura totalizzante che impone una visione femminile della vita. Il risultato di questa morsa duale lo rende vieppiù effeminato e sempre meno responsabilizzato. “Persi i privilegi gli uomini si disfano anche dei doveri che vi erano affiancati.” Ne consegue una vera e propria società del disordine dove anche i ruoli all’interno della famiglia non sono più ben delineati come un tempo. In linea col postulato del filosofo Alain Finkielkraut: “Un tempo, la sovversione era il contrario della tradizione; oggi, la sovversione è la tradizione”&lt;/p&gt;&lt;p class="rqArtTxt"&gt;Tutto è in atto per contrastare la natura predatrice dell’uomo. Con l’abuso di vecchie e nuove leggi, il famoso “mobbing” su tutte, ogni tentativo di seduzione può essere considerato una manipolazione, una forzatura, persino una violenza. Solo l’amore può redimere i comportamenti sessuali dell’universo maschile. L’uomo deve amare e rispettare, ma i nostri illustri antenati Rousseau, Stendhal e Freud, pur con sfumature differenti, distinguevano chiaramente l’amore fisico da quello morale. Si ribadisce come il desiderio maschile poggi prevalentemente sulla dissacrazione, pur solo ideale, della figura femminile tramite “frazionamento” delle sue parti del corpo. La valvola di sfogo della prostituzione ne è un’evidente chiave di lettura: criminalizzandola, oggi, si cerca di imporre il diktat del rispetto e dell’amore obbligatorio. “Bisogna che l’uomo rinunci spontaneamente a un tipo di relazione sessuale che non sia consacrato dall’amore”.&lt;/p&gt;&lt;p class="rqArtTxt"&gt;Il “femminilmente corretto” sta divampando e con esso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l’uomo effeminato, un prodotto fortemente voluto dal capitalismo&lt;/span&gt; che, dopo aver optato per la società multirazziale e multiculturale, ha scelto il campo della femminizzazione degli uomini. Un lento ed inesorabile declino della virilità nostrana che, scontrandosi con quella emergente degli altri popoli ci ha spinto a “rinunciare ad assimilare gli immigrati e i loro figli ovvero rinunciare a imporre loro, virilmente, la nostra cultura”.&lt;/p&gt;&lt;p class="rqArtTxt"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tutto rientra nel diabolico disegno del capitale apolide, circa la “fabbricazione di un uomo senza radici ne razza, senza frontiere ne paesi, senza sesso ne identità. Un cittadino del mondo meticciato e asessuato. Consumatore.”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="rqArtTxt"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;Un libro che non dà ricette istantanee ma pone, senza tanti giri di parole, un problema da troppo tempo eluso, una critica che richiede un brusco cambio di rotta nell’analisi del rapporto tra i due sessi. Le differenze che la natura ha creato hanno una ragion d’essere. La posta in palio è altissima.&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                                 &lt;/tr&gt;                               &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;                                                          &lt;img src="http://www.rinascita.info/images/nav/inv.gif" alt="inv" name="inv" id="logo16" border="0" height="2" width="7" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-7937610491319026546?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.rinascita.info/cc/RQ_Cultura/EEAlkFyAuluxfIiTJM.shtml' title='oggi, la sovversione è la tradizione.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/7937610491319026546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=7937610491319026546&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7937610491319026546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7937610491319026546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2008/01/oggi-la-sovversione-la-tradizione.html' title='oggi, la sovversione è la tradizione.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-1817680206594212524</id><published>2007-12-26T15:38:00.000Z</published><updated>2007-12-26T15:38:14.490Z</updated><title type='text'>mummificato dalla separazione</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/morto-sei-mesi/morto-sei-mesi/morto-sei-mesi.html"&gt;La sorella lo cerca per fargli auguri ma era morto in casa da quasi sei mesi - cronaca - Repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VASTO - Lo hanno scoperto la mattina di Natale, grazie a quella telefonata di auguri che si fa almeno una volta l'anno anche tra parenti che non si frequentano mai.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Il cadavere mummificato dell'uomo è stato rinvenuto ieri mattina dai carabinieri nell sua casa di Vasto dopo che una sorella aveva cercato invano di raggiungerlo telefonicamente per gli auguri natalizi. Insospettita dalla mancanza di risposte, la donna ha avvisato i militari. Questi ultimi, una volta fatta irruzione nell'appartamento con l'aiuto dei vigili del fuoco, hanno fatto la macabra scoperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salvatore stando al referto del medico legale era deceduto per cause naturali da almeno sei mesi, ma nessuno se ne era accorto. Il corpo giaceva ancora nel letto, in avanzato stato di decomposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo viveva con una pensione che riscuoteva mensilmente e non aveva problemi economici. A mandarlo in crisi era stata la separazione dalla moglie. Dopo questo trauma si era chiuso in una sorta di mutismo rifiutando il dialogo con chiunque. Rotti i rapporti con la coniuge, Salvatore, a detta dei vicini, passava le giornate quasi sempre in casa a causa di una patologia alle ossa che gli rendevano i movimenti difficili.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-1817680206594212524?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/morto-sei-mesi/morto-sei-mesi/morto-sei-mesi.html' title='mummificato dalla separazione'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/1817680206594212524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=1817680206594212524&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1817680206594212524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1817680206594212524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/12/mummificato-dalla-separazione.html' title='mummificato dalla separazione'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-6211062051232733493</id><published>2007-12-11T22:04:00.000Z</published><updated>2007-12-11T22:14:16.004Z</updated><title type='text'>Vero Natale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2007/12_Dicembre/11/supe/01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2007/12_Dicembre/11/supe/01.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_11/tir_incontro_palazzo_chigi_9c17f37a-a7c6-11dc-9708-0003ba99c53b.shtml"&gt;Blocco dei Tir, distributori a secco.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che bello lo sciopero dei TIR sotto Natale, proprio quando la gente gira in tondo per vetrine.&lt;br /&gt;Spero tanto che duri tutte le feste e che venga una bella nevicata.&lt;br /&gt;Le auto senza benzina ferme a diventare prototipi bianchi da sgonfiare in primavera.&lt;br /&gt;Vorrei tanta tanta neve per rendere tutto bianco e silenzioso.&lt;br /&gt;Tutti in giro con gli sci a fare palle di neve.&lt;br /&gt;Nessuno che lavora, serrande chiuse, dormiglioni sotto le coperte.&lt;br /&gt;Magari finisse anche l'elettricita' in modo da fermare veramente tutto quanto.&lt;br /&gt;Televisioni spente per fare riposare il cervello, rotative spente per far riposare gli occhi.&lt;br /&gt;Anche internet tutta spenta, sia questo il mio ultimo messaggio.&lt;br /&gt;Tutti aspettando Gesu' bambino a riscaldarci col bue e l'asinello.&lt;br /&gt;Lasciando defluire dalla nostra mente tutte le cazzate che sembrano indispensabili.&lt;br /&gt;Forse si ritroverebbe un po' di umanita' nelle persone.&lt;br /&gt;Magari i primi giorni strillerebbero un po' con qualche imprecazione.&lt;br /&gt;Al terzo giorno di astinenza pero' il cervello dovrebbe riaccendersi di pensieri.&lt;br /&gt;Tornare tutti bambini, come Marcovaldo nella neve a Torino.&lt;br /&gt;Tutti fermi. Zitti. Buoni.&lt;br /&gt;Bravi non trasportate piu' niente.&lt;br /&gt;Fateci il piu' bel regalo di Natale.&lt;br /&gt;Solo il silenzio dei nostri pensieri e dei nostri passi sulla neve.&lt;br /&gt;Tra gli alberi, che forse, ascoltando bene, li riusciremo di nuovo a sentire.&lt;br /&gt;Mentre crescono lenti e fermi. Sereni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-6211062051232733493?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_11/tir_incontro_palazzo_chigi_9c17f37a-a7c6-11dc-9708-0003ba99c53b.shtml' title='Vero Natale'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/6211062051232733493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=6211062051232733493&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6211062051232733493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6211062051232733493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/12/vero-natale.html' title='Vero Natale'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-7072284161058259365</id><published>2007-12-11T20:34:00.000Z</published><updated>2007-12-11T20:39:41.494Z</updated><title type='text'>Natale squallido senza famiglia</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Uno sguardo all’ultimo decennio di storia sociale italiana ci restituisce un’immagine della famiglia tutt’altro che edificante. Le ideologie inneggianti alla secolarizzazione, al laicismo, al “libero amore” ecc.. hanno purtroppo prodotto i loro devastanti effetti.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Padre, madre, figli, nonni: erano le figure e gli affetti intorno ai quali si coagulava la famiglia tradizionale – nella quale una malintesa emancipazione ha voluto vedere l’odiato simbolo del patriarcato – e che noi, invece, consideriamo nucleo della società e depositaria di valori fondanti ed irrinunciabili della nostra civiltà.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Oggi a difendere quei valori è rimasta solo &lt;st1:personname st="on" productid="la Chiesa"&gt;la Chiesa&lt;/st1:personname&gt; e le denunce di relativismo etico più volte lanciate da Papa Ratzinger restano inascoltate; anzi, si va sempre più verso l’individualismo, fomentato dall’edonismo, dall’affannosa ricerca del benessere materiale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Non neghiamo l’indispensabilità della ricerca scientifica, se tesa alla tutela del benessere: non accettiamo, però, che essa venga strumentalizzata per protagonismo e sete di guadagno.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le statistiche ufficiali svelano cifre impressionanti: calano i matrimoni ed aumentano convivenze, separazioni, famiglie mono-genitoriali; la natalità dà timidi cenni di ripresa, ma l’Italia resta ultima in Europa; la nascita del primo figlio è sempre più posticipata; sempre più figli nascono al di fuori del matrimonio.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In questo bailamme si delinea il “bamboccione”, il giovane adulto che, spaventato da quello scenario, comprensibilmente non vuole abbandonare il rifugio della famiglia d’origine.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le proposte di alcune forze politiche sembrano talvolta voler distruggere la famiglia, anziché conservarla &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;e sostenerla. “Violenza” è un’espressione generica, indica un fenomeno che investe tutti, non soltanto le donne; e non esiste solo quella fisica, ma tante violenze, dirette anche contro gli uomini. La tendenza all’iper-protezione di un Genere passa attraverso la speculare e pervasiva colpevolizzazione e svalutazione dell’altro Genere, inibendolo così nella sua naturale propensione verso il primo ed allontanando sempre più gli uomini dal proposito di formare una famiglia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Di questo passo si arriverà ad una società in cui l’uomo rivestirà un ruolo sempre più marginale e misconosciuto; ove la donna, indotta all’esasperata illusione autarchica ed autocratica, giungerà a considerare la fecondazione artificiale quale diritto che la società è tenuta a garantirle; e poco male se, in nome di un simile egocentrismo, s’ignorerà l’altro diritto – quello del nascituro - a crescere con due genitori… E’ una prospettiva, questa, solo apparentemente paradossale: si stanno gettando le basi perché essa possa avverarsi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Noi che viviamo il dramma della dissoluzione della famiglia, con tutte le tristi ricadute sui figli, non accettiamo il modernismo se questo è sinonimo di distruzione della famiglia e della società.&lt;/p&gt;Natale di Gesu' bambino diventa ogni anno sempre piu' squallido e freddo. Glaciale.&lt;br /&gt;Dovrebbe nascere Amore e famiglia - sacra - che sempre piu' raramente si ritrova.&lt;br /&gt;Individui dispersi nel freddo della poltiglia umana muoiono ogni giorno un poco di piu'.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-7072284161058259365?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/7072284161058259365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=7072284161058259365&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7072284161058259365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7072284161058259365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/12/natale-squallido-senza-famiglia.html' title='Natale squallido senza famiglia'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-5559624194991638606</id><published>2007-12-06T03:05:00.000Z</published><updated>2007-12-06T03:10:05.084Z</updated><title type='text'>Torino capitale. del disfacimento della famiglia.</title><content type='html'>di Marco Baldassari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bujarda apre la cronaca cittadina sottolineando l'ennesimo primato torinese:  a Torino e al Piemonte il primato italiano dei matrimoni falliti. &lt;a href="http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200712articoli/5332girata.asp"&gt;(La città dei divorzi - LASTAMPA.it)&lt;/a&gt; Non vi e' molto di cui andare fieri.  Infatti gli articoli che riempiono le prime due pagine interne, non vengono inseriti nelle pagine nazionali.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;"nel 2005, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ogni cento mila abitanti&lt;/span&gt;, nel distretto della Corte d’Appello di Torino sono state ratificate oltre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;231 &lt;/span&gt;pratiche di divorzio e più di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;353 &lt;/span&gt;di separazione. Milano resta ferma a quota &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;195 &lt;/span&gt;istanze di divorzio, Venezia a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;169&lt;/span&gt;, Bologna a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;192, &lt;/span&gt;Roma a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;201&lt;/span&gt;."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Difficile spiegare quale sia la specificità torinese – spiega &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chiara Saraceno&lt;/span&gt; -. Una ragione potrebbe essere che si tratta di una città in cui &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il tasso di donne che lavorano è alto.&lt;/span&gt; Si sa che questo è un elemento che aumenta la propensione alla separazione». Ipotesi che trae forza dai numeri Istat: il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;73 per cento delle donne che si separa ha un’occupazione stabile&lt;/span&gt;, circostanza che, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nel caso dei divorzi, sale fino all’80 per cento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;«Un’altra spiegazione possibile sta nelle particolari tensioni vissute negli ultimi anni – prosegue la Saraceno -: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la crisi economica e le difficoltà di molte industrie certamente non hanno facilitato la vita coniugale.&lt;/span&gt; È possibile che in molte coppie, che già vivevano un conflitto latente, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la perdita del lavoro abbia generato ulteriori tensioni&lt;/span&gt; impossibili da reggere».&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Dunque &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che le donne abbiano un lavoro non aiuta affatto l'unita' familiare&lt;/span&gt;, anzi diventa un fattore di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tensione proprio quando la crisi economica si fa sentire e il marito perde il lavoro.&lt;/span&gt; Va detto che le donne sono presenti con quote bulgare nella scuola, nella sanita', amministrazioni pubbliche, tribunali, mentre la crisi economica si fa sentire pesantemente nell'industria e nei servizi all'industria, dove fioccano licenziamenti e chiusure. Che questo provochi il disfacimento della famiglia con figli fa pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto a Milano l'impiego femminile e' senz'altro anche superiore, ma evidentemente le tensioni economiche sono piu' infrequenti rispetto a Torino per la migliore prospettiva di lavoro - sempre piu' persone daTorino vanno a lavorare a Milano come pendolari, ogni giorno.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;In Piemonte, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;oltre il 42 per cento delle unioni si svolgono con rito civile&lt;/span&gt;, segno – come conferma Chiara Saraceno - «di un robusto processo di secolarizzazione: spesso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il matrimonio non è più percepito come un’istituzione intrisa di sacralità&lt;/span&gt;».&lt;/blockquote&gt;Ah certo, Torino citta' magica, iscritta nel triangolo Torino-Londra-San Francisco della magia nera e nel Torino-Praga-Lione della magia bianca, culla dell'esoterismo e dell'anticlericalismo antagonista. Ecco un fattore interessante da correlare anche con la massiccia presenza della sinistra che dai DS ai Comunisti praticamente governa la citta' e tutto il dirigismo di banche e fondazioni in cascata. Potremmo dire che Torino e' contemporaneamente la capitale del laicismo e del dirigismo socialista industriale.&lt;br /&gt;Laboratorio della societa' liquida, della massima diffusione di coca (ma se si sfasciano le famiglie dove li trovano i soldi) del consumismo come dipendenza, dell'individualismo, del pensiero debole. La famiglia non e' piu' la risorsa che rafforza la solidarieta' e la cooperazione per vincere le difficolta' della vita, ma uno status-symbol che viene a pesare quando i soldi sono pochi. E &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allora conviene mettere il marito alla porta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;«Può darsi che influiscano i connotati di città industriale, e i conflitti che si ripercuotono sulla coppia: i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ritmi della vita di una città come la nostra possono allontanare i coniugi&lt;/span&gt;»&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La gestione della prole, del resto, rappresenta uno dei maggiori motivi di scontro&lt;/span&gt; tra coniugi che aspirano al titolo di ex. «Determinante è la sensibilità dei genitori per attutire al massimo gli attriti che possono compromettere la relazioni con i figli». Nella maggior parte dei casi si schierano accanto alla madre e riallacciare i contatti diventa un’impresa titanica.&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;Spesso proprio a causa della volontà delle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;donne, artefici per «oltre l’80% della decisione di rompere il matrimonio».&lt;/span&gt; Sono solitamente autonome, sia da un punto di vista economico sia affettivo.&lt;/blockquote&gt;Ma come? Non era stata varata un anno fa la legge sull'affido condiviso, che sanciva in modo categorico il diritto del minore a mantenere rapporti equilibrati con ciascun genitore? Quella che sanciva il coinvolgimento diretto di ciascun genitore nei compiti di cura dei figli, richiamato a provvedere direttamente al loro mantenimento in proporzione al reddito? Con l'assegno perequativo nei casi di differenza trai redditi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricapitoliamo: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;80% delle donne inizia la separazione.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;80% delle donne lavora. &lt;/span&gt;Spesso a causa della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;volonta' delle donne&lt;/span&gt; i figli si schierano con la madre compromettendo le relazioni con il padre. Fattori catalizzanti sono le difficolta' economiche e il fatto che la donna lavori, con un matrimonio laico, provvisorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che l'articolo non dice affatto (ma chissa' poi perche'?) e' che la legge 54/06 sull'affidamento condiviso non viene applicata alla lettera, ma che i tribunali continuano a:&lt;br /&gt;- mantenere la convivenza dei figli presso la madre (ecco perche' la relazione col padre si fotte)&lt;br /&gt;- assegnare la casa familiare alla madre, invitando il padre a sloggiare entro 2 mesi&lt;br /&gt;- imporre comunque un assegno che il padre dovra' pagare alla madre (per i figli)&lt;br /&gt;Ma allora e' tutto come prima? Si chiama condiviso ma e' un affidamento esclusivo?&lt;br /&gt;Ecco, esattamente, ma questo non viene neppure lontanamente accennato in due pagine emmezza di bujarda. Del resto gli intervistati sono il presidente dell'associazione degli avvocati divorzisti e la sociologa che era andata a scuola con Renato Curcio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'integrazione dei fatti - che come dice Travaglio tendono sempre piu' a mancare nell'informazione istituzionale - potremmo azzardare qualche ipotesi sul trend dissolutivo della famiglia?&lt;br /&gt;La famiglia si trova in difficolta' perche' il padre perde il lavoro o la madre si trova un altro amore?&lt;br /&gt;Semplice no? Fai istanza di separazione e il marito lo mandi per prataiole.&lt;br /&gt;Non ti rompe piu' le balle sull'educazione dei figli e hai l'assegno di mantenimento sicuro.&lt;br /&gt;La casa si fa piu' abitabile e hai piu' posto per ospitare la zia, la mamma, la sorella, le amiche.&lt;br /&gt;La casa era sua? Meglio ancora! Sai cosa costerebbe comprarsela con i mutui al giorno d'oggi?&lt;br /&gt;Ma lui non ha lavoro, dove va a dormire? Ma vada a vendere il culo e scaricare cassette.&lt;br /&gt;Eccerto che i figli vedendo cacciare il padre di casa, riterranno che il giudice avra' compreso che proprio uno stinco di santo non doveva essere. Andare da papa'? Ma se vive sotto i ponti. Che gli dico agli amici? Che ho un padre sfigato che non ha neppure il ferrarino per farsi l'amante come tutti i quarantenni fichi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, oggi fare famiglia e' come giocare alla roulette russa, mettersi un Bin Laden in casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-5559624194991638606?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/5559624194991638606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=5559624194991638606&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5559624194991638606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5559624194991638606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/12/torino-capitale-del-disfacimento-della.html' title='Torino capitale. del disfacimento della famiglia.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-1126012216659895094</id><published>2007-12-04T22:10:00.000Z</published><updated>2007-12-04T22:10:41.785Z</updated><title type='text'>nella speranza siamo stati salvati</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html"&gt;Spe Salvi - Benedetto XVI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;« &lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;SPE SALVI facti sumus&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;nella speranza siamo stati salvati, dice  san Paolo ai Romani e anche a noi (&lt;i&gt;Rm &lt;/i&gt;8,24).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La « redenzione », la  salvezza, secondo la fede cristiana, non è un semplice dato di fatto. La  redenzione ci è offerta nel senso che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ci è stata donata la speranza&lt;/span&gt;, una  speranza affidabile, in virtù della quale &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;noi possiamo affrontare il nostro  presente&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il presente, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;anche un presente faticoso, può essere vissuto ed  accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere  sicuri&lt;/span&gt;, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino. Ora,  si impone immediatamente la domanda: ma di che genere è mai questa speranza per  poter giustificare l'affermazione secondo cui a partire da essa, e semplicemente  perché essa c'è, noi siamo redenti? E di quale tipo di certezza si tratta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La fede è speranza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;Prima di dedicarci a queste nostre domande, oggi particolarmente sentite,  dobbiamo ascoltare ancora un po' più attentamente la testimonianza della Bibbia  sulla speranza. « Speranza », di fatto, è una parola centrale della fede biblica  – al punto che in diversi passi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;le parole « fede » e « speranza » sembrano  interscambiabili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così la&lt;i&gt; Lettera agli Ebrei &lt;/i&gt;lega strettamente alla «  pienezza della fede » (10,22) la « immutabile professione della speranza »  (10,23). Anche quando la &lt;i&gt;Prima Lettera di Pietro&lt;/i&gt; esorta i cristiani ad  essere sempre pronti a dare una risposta circa il&lt;i&gt; logos&lt;/i&gt; – il senso e la  ragione – della loro speranza (cfr 3,15), « speranza » è l'equivalente di « fede  ». Quanto sia stato determinante per la consapevolezza dei primi cristiani  l'aver ricevuto in dono una speranza affidabile, si manifesta anche là dove  viene messa a confronto l'esistenza cristiana con la vita prima della fede o con  la situazione dei seguaci di altre religioni. Paolo ricorda agli Efesini come,  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;prima del loro incontro con Cristo, fossero « senza speranza e senza Dio nel  mondo »&lt;/span&gt; (&lt;i&gt;Ef &lt;/i&gt;2,12). Naturalmente egli sa che essi avevano avuto degli dèi,  che avevano avuto una religione, ma i loro dèi si erano rivelati discutibili e  dai loro miti contraddittori non emanava alcuna speranza. Nonostante gli dèi,  essi erano « senza Dio » e conseguentemente si trovavano in un mondo buio,  davanti a un futuro oscuro. « &lt;i&gt;In nihil ab nihilo quam cito recidimus&lt;/i&gt; »  (Nel nulla dal nulla quanto presto ricadiamo)[&lt;a linkindex="1" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;1&lt;/a&gt;] dice un epitaffio di  quell'epoca – parole nelle quali appare senza mezzi termini ciò a cui Paolo  accenna. Nello stesso senso egli dice ai Tessalonicesi: Voi non dovete «  affliggervi come gli altri che non hanno speranza » (&lt;i&gt;1 Ts&lt;/i&gt; 4,13). Anche  qui compare come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;elemento distintivo dei cristiani il fatto che essi hanno un  futuro&lt;/span&gt;: non è che sappiano nei particolari ciò che li attende, ma sanno  nell'insieme che la loro vita non finisce nel vuoto. Solo quando il futuro è  certo come realtà positiva, diventa vivibile anche il presente. Così possiamo  ora dire: il cristianesimo non era soltanto una « buona notizia » – una  comunicazione di contenuti fino a quel momento ignoti. Nel nostro linguaggio si  direbbe: il messaggio cristiano non era solo « informativo », ma « performativo  ». Ciò significa: il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si  possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita. La  porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chi ha speranza vive  diversamente; gli è stata donata una vita nuova.&lt;/span&gt; &lt;p align="left"&gt;3. Ora, però, si impone la domanda: in che cosa consiste questa speranza che,  come speranza, è « redenzione »? Bene: il nucleo della risposta è dato nel brano  della &lt;i&gt;Lettera agli Efesini&lt;/i&gt; citato poc'anzi: gli Efesini, prima  dell'incontro con Cristo erano senza speranza, perché erano « senza Dio nel  mondo ». Giungere a conoscere Dio – il vero Dio, questo significa ricevere  speranza. Per noi che viviamo da sempre con il concetto cristiano di Dio e ci  siamo assuefatti ad esso, il possesso della speranza, che proviene dall'incontro  reale con questo Dio, quasi non è più percepibile. L'esempio di una santa del  nostro tempo può in qualche misura aiutarci a capire che cosa significhi  incontrare per la prima volta e realmente questo Dio. Penso all'africana  Giuseppina Bakhita, canonizzata da Papa Giovanni Paolo II. Era nata nel 1869  circa – lei stessa non sapeva la data precisa – nel Darfur, in Sudan. All'età di  nove anni fu rapita da trafficanti di schiavi, picchiata a sangue e venduta  cinque volte sui mercati del Sudan. Da ultimo, come schiava si ritrovò al  servizio della madre e della moglie di un generale e lì ogni giorno veniva  fustigata fino al sangue; in conseguenza di ciò le rimasero per tutta la vita  144 cicatrici. Infine, nel 1882 fu comprata da un mercante italiano per il  console italiano Callisto Legnani che, di fronte all'avanzata dei mahdisti,  tornò in Italia. Qui, dopo « padroni » così terribili di cui fino a quel momento  era stata proprietà, Bakhita venne a conoscere un « padrone » totalmente diverso  – nel dialetto veneziano, che ora aveva imparato, chiamava « paron » il Dio  vivente, il Dio di Gesù Cristo. Fino ad allora aveva conosciuto solo padroni che  la disprezzavano e la maltrattavano o, nel caso migliore, la consideravano una  schiava utile. Ora, però, sentiva dire che esiste un « paron » al di sopra di  tutti i padroni, il Signore di tutti i signori, e che questo Signore è buono, la  bontà in persona. Veniva a sapere che questo Signore conosceva anche lei, aveva  creato anche lei – anzi che Egli la amava. Anche lei era amata, e proprio dal «  Paron » supremo, davanti al quale tutti gli altri padroni sono essi stessi  soltanto miseri servi. Lei era conosciuta e amata ed era attesa. Anzi, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;questo  Padrone aveva affrontato in prima persona il destino di essere picchiato e ora  la aspettava « alla destra di Dio Padre ». Ora lei aveva « speranza » &lt;/span&gt;– non più  solo la piccola speranza di trovare padroni meno crudeli, ma la grande speranza:  io &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sono definitivamente amata e qualunque cosa accada – io sono attesa da questo  Amore.&lt;/span&gt; E così la mia vita è buona. Mediante la conoscenza di questa speranza lei  era « redenta », non si sentiva più schiava, ma libera figlia di Dio. Capiva ciò  che Paolo intendeva quando ricordava agli Efesini che prima erano senza speranza  e senza Dio nel mondo – senza speranza perché senza Dio. Così, quando si volle  riportarla nel Sudan, Bakhita si rifiutò; non era disposta a farsi di nuovo  separare dal suo « Paron ». Il 9 gennaio 1890, fu battezzata e cresimata e  ricevette la prima santa Comunione dalle mani del Patriarca di Venezia. L'8  dicembre 1896, a Verona, pronunciò i voti nella Congregazione delle suore  Canossiane e da allora – accanto ai suoi lavori nella sagrestia e nella  portineria del chiostro – cercò in vari viaggi in Italia soprattutto di  sollecitare alla missione: la liberazione che aveva ricevuto mediante l'incontro  con il Dio di Gesù Cristo, sentiva di doverla estendere, doveva essere donata  anche ad altri, al maggior numero possibile di persone. La speranza, che era  nata per lei e l'aveva « redenta », non poteva tenerla per sé; questa speranza  doveva raggiungere molti, raggiungere tutti.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa  primitiva&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;4. Prima di affrontare la domanda se l'incontro con quel Dio che in Cristo ci ha  mostrato il suo Volto e aperto il suo Cuore possa essere anche per noi non solo  « informativo », ma anche « performativo », vale a dire se possa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;trasformare la  nostra vita così da farci sentire redenti mediante la speranza&lt;/span&gt; che esso esprime,  torniamo ancora alla Chiesa primitiva. Non è difficile rendersi conto che  l'esperienza della piccola schiava africana Bakhita è stata anche l'esperienza  di molte persone picchiate e condannate alla schiavitù nell'epoca del  cristianesimo nascente. Il cristianesimo non aveva portato un messaggio  sociale-rivoluzionario come quello con cui Spartaco, in lotte cruente, aveva  fallito. Gesù non era Spartaco, non era un combattente per una liberazione  politica, come Barabba o Bar-Kochba. Ciò che Gesù, Egli stesso morto in croce,  aveva portato era qualcosa di totalmente diverso: l'incontro col Signore di  tutti i signori, l'incontro con il Dio vivente e così l'incontro con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una  speranza che era più forte delle sofferenze della schiavitù&lt;/span&gt; e che per questo  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;trasformava dal di dentro la vita e il mondo.&lt;/span&gt; Ciò che di nuovo era avvenuto  appare con massima evidenza nella&lt;i&gt; Lettera&lt;/i&gt; di san Paolo&lt;i&gt; a Filemone&lt;/i&gt;.  Si tratta di una lettera molto personale, che Paolo scrive nel carcere e affida  allo schiavo fuggitivo Onesimo per il suo padrone – appunto Filemone. Sì, Paolo  rimanda lo schiavo al suo padrone da cui era fuggito, e lo fa non ordinando, ma  pregando: « Ti supplico per il mio figlio che ho generato in catene [...] Te  l'ho rimandato, lui, il mio cuore [...] Forse per questo è stato separato da te  per un momento, perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma  molto più che schiavo, come un fratello carissimo » (&lt;i&gt;Fm &lt;/i&gt;10-16). &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gli  uomini che, secondo il loro stato civile, si rapportano tra loro come padroni e  schiavi, in quanto membri dell'unica Chiesa sono diventati tra loro fratelli e  sorelle&lt;/span&gt; – così i cristiani si chiamavano a vicenda. In virtù del Battesimo erano  stati rigenerati, si erano abbeverati dello stesso Spirito e ricevevano insieme,  uno accanto all'altro, il Corpo del Signore. Anche se le strutture esterne  rimanevano le stesse, questo cambiava la società dal di dentro. Se la &lt;i&gt;Lettera  agli Ebrei&lt;/i&gt; dice che i cristiani quaggiù non hanno una dimora stabile, ma  cercano quella futura (cfr&lt;i&gt; Eb&lt;/i&gt; 11,13-16; &lt;i&gt;Fil&lt;/i&gt; 3,20), ciò è  tutt'altro che un semplice rimandare ad una prospettiva futura: la società  presente viene riconosciuta dai cristiani come una società impropria; essi  appartengono a una società nuova, verso la quale si trovano in cammino e che,  nel loro pellegrinaggio, viene anticipata.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;5. Dobbiamo aggiungere ancora un altro punto di vista. La&lt;i&gt; Prima Lettera ai  Corinzi &lt;/i&gt;(1,18-31) ci mostra che una grande parte dei primi cristiani  apparteneva ai ceti sociali bassi e, proprio per questo, era disponibile  all'esperienza della nuova speranza, come l'abbiamo incontrata nell'esempio di  Bakhita. Tuttavia fin dall'inizio c'erano anche conversioni nei ceti  aristocratici e colti. Poiché proprio anche loro vivevano « senza speranza e  senza Dio nel mondo ». Il mito aveva perso la sua credibilità; la religione di  Stato romana si era sclerotizzata in semplice cerimoniale, che veniva eseguito  scrupolosamente, ma ridotto ormai appunto solo ad una « religione politica ». &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il  razionalismo filosofico aveva confinato gli dèi nel campo dell'irreale.&lt;/span&gt; Il  Divino veniva visto in vari modi nelle forze cosmiche, ma un Dio che si potesse  pregare non esisteva. Paolo illustra la problematica essenziale della religione  di allora in modo assolutamente appropriato, quando contrappone alla vita «  secondo Cristo » una vita sotto la signoria degli « elementi del cosmo » (&lt;i&gt;Col&lt;/i&gt;  2,8). In questa prospettiva un testo di san Gregorio Nazianzeno può essere  illuminante. Egli dice che nel momento in cui i magi guidati dalla stella  adorarono il nuovo re Cristo, giunse la fine dell'astrologia, perché ormai le  stelle girano secondo l'orbita determinata da Cristo[&lt;a linkindex="2" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn2" name="_ftnref2" title=""&gt;2&lt;/a&gt;]. Di fatto, in  questa scena è capovolta la concezione del mondo di allora che, in modo diverso,  è nuovamente in auge anche oggi. Non sono gli elementi del cosmo, le leggi della  materia che in definitiva governano il mondo e l'uomo, ma un Dio personale  governa le stelle, cioè l'universo; non le leggi della materia e dell'evoluzione  sono l'ultima istanza, ma ragione, volontà, amore – una Persona. E se conosciamo  questa Persona e Lei conosce noi, allora veramente l'inesorabile potere degli  elementi materiali non è più l'ultima istanza; allora non siamo schiavi  dell'universo e delle sue leggi, allora siamo liberi. Una tale consapevolezza ha  determinato nell'antichità gli spiriti schietti in ricerca. Il cielo non è  vuoto. La vita non è un semplice prodotto delle leggi e della casualità della  materia, ma in tutto e contemporaneamente al di sopra di tutto c'è una volontà  personale, c'è uno Spirito che in Gesù si è rivelato come Amore[&lt;a linkindex="3" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn3" name="_ftnref3" title=""&gt;3&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;6. I sarcofaghi degli inizi del cristianesimo illustrano visivamente questa  concezione – al cospetto della morte, di fronte alla quale la questione circa il  significato della vita si rende inevitabile. La figura di Cristo viene  interpretata sugli antichi sarcofaghi soprattutto mediante due immagini: quella  del filosofo e quella del pastore. Per filosofia allora, in genere, non si  intendeva una difficile disciplina accademica, come essa si presenta oggi. Il  filosofo era piuttosto colui che sapeva insegnare l'arte essenziale: l'arte di  essere uomo in modo retto – &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'arte di vivere e di morire. &lt;/span&gt;Certamente gli uomini  già da tempo si erano resi conto che gran parte di coloro che andavano in giro  come filosofi, come maestri di vita, erano soltanto dei ciarlatani che con le  loro parole si procuravano denaro, mentre sulla vera vita non avevano niente da  dire. Tanto più si cercava il vero filosofo che sapesse veramente indicare la  via della vita. Verso la fine del terzo secolo incontriamo per la prima volta a  Roma, sul sarcofago di un bambino, nel contesto della risurrezione di Lazzaro,  la figura di Cristo come del vero filosofo che in una mano tiene il Vangelo e  nell'altra il bastone da viandante, proprio del filosofo. Con questo suo bastone  Egli vince la morte; il Vangelo porta la verità che i filosofi peregrinanti  avevano cercato invano. In questa immagine, che poi per un lungo periodo  permaneva nell'arte dei sarcofaghi, si rende evidente ciò che le persone colte  come le semplici trovavano in Cristo: Egli ci dice chi in realtà è l'uomo e che  cosa egli deve fare per essere veramente uomo. Egli ci indica la via e questa  via è la verità. Egli stesso è tanto l'una quanto l'altra, e perciò è anche la  vita della quale siamo tutti alla ricerca. Egli indica anche la via oltre la  morte; solo chi è in grado di fare questo, è un vero maestro di vita. La stessa  cosa si rende visibile nell'immagine del pastore. Come nella rappresentazione  del filosofo, anche per la figura del pastore la Chiesa primitiva poteva  riallacciarsi a modelli esistenti dell'arte romana. Lì il pastore era in genere  espressione del sogno di una vita serena e semplice, di cui la gente nella  confusione della grande città aveva nostalgia. Ora l'immagine veniva letta  all'interno di uno scenario nuovo che le conferiva un contenuto più profondo: «  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla ... Se dovessi camminare in una  valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me&lt;/span&gt; ... » (&lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt; 23  [22], 1.4). Il vero pastore è Colui che conosce anche la via che passa per la  valle della morte; Colui che anche sulla strada dell'ultima solitudine, nella  quale nessuno può accompagnarmi, cammina con me guidandomi per attraversarla:  Egli stesso ha percorso questa strada, è disceso nel regno della morte, l'ha  vinta ed è tornato per accompagnare noi ora e darci la certezza che, insieme con  Lui, un passaggio lo si trova. La consapevolezza che esiste Colui che anche  nella morte mi accompagna e con il suo « bastone e il suo vincastro mi dà  sicurezza », cosicché « &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non devo temere alcun male&lt;/span&gt; » (cfr&lt;i&gt; Sal &lt;/i&gt;23 [22],4)  – era questa la nuova « speranza » che sorgeva sopra la vita dei credenti.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;7. Dobbiamo ancora una volta tornare al Nuovo Testamento. Nell'undicesimo  capitolo della &lt;i&gt;Lettera agli Ebrei&lt;/i&gt; (v.1) si trova una sorta di definizione  della fede che intreccia strettamente questa virtù con la speranza. Intorno alla  parola centrale di questa frase si è creata fin dalla Riforma una disputa tra  gli esegeti, nella quale sembra riaprirsi oggi la via per una interpretazione  comune. Per il momento lascio questa parola centrale non tradotta. La frase  dunque suona così: « La fede è&lt;i&gt; hypostasis&lt;/i&gt; delle cose che si sperano;  prova delle cose che non si vedono ». Per i Padri e per i teologi del Medioevo  era chiaro che la parola greca &lt;i&gt;hypostasis &lt;/i&gt;era da tradurre in latino con  il termine &lt;i&gt;substantia&lt;/i&gt;. La traduzione latina del testo, nata nella Chiesa  antica, dice quindi: « &lt;i&gt;Est autem fides sperandarum substantia rerum,  argumentum non apparentium&lt;/i&gt; » – la fede è la « sostanza » delle cose che si  sperano; la prova delle cose che non si vedono. Tommaso d'Aquino[&lt;a linkindex="4" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn4" name="_ftnref4" title=""&gt;4&lt;/a&gt;],  utilizzando la terminologia della tradizione filosofica nella quale si trova,  spiega questo così: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la fede è un « &lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;habitus&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; », cioè una costante  disposizione dell'animo&lt;/span&gt;, grazie a cui la vita eterna prende inizio in noi e la  ragione è portata a consentire a ciò che essa non vede. Il concetto di «  sostanza » è quindi modificato nel senso che per la fede, in modo iniziale,  potremmo dire « in germe » – quindi secondo la « sostanza » –&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; sono già presenti  in noi le cose che si sperano&lt;/span&gt;: il tutto, la vita vera. E proprio perché la cosa  stessa è già presente, questa presenza di ciò che verrà crea anche certezza:  questa « cosa » che deve venire non è ancora visibile nel mondo esterno (non «  appare »), ma a causa del fatto che, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;come realtà iniziale e dinamica, la  portiamo dentro di noi&lt;/span&gt;, nasce già ora una qualche percezione di essa. A Lutero,  al quale la &lt;i&gt;Lettera agli Ebrei&lt;/i&gt; non era in se stessa molto simpatica, il  concetto di « sostanza », nel contesto della sua visione della fede, non diceva  niente. Per questo intese il termine &lt;i&gt;ipostasi/sostanza&lt;/i&gt; non nel senso  oggettivo (di realtà presente in noi), ma in quello soggettivo, come espressione  di un atteggiamento interiore e, di conseguenza, dovette naturalmente  comprendere anche il termine&lt;i&gt; argumentum &lt;/i&gt;come una disposizione del  soggetto. Questa interpretazione nel XX secolo si è affermata – almeno in  Germania – anche nell'esegesi cattolica, cosicché la traduzione ecumenica in  lingua tedesca del Nuovo Testamento, approvata dai Vescovi, dice: «&lt;i&gt; Glaube  aber ist: Feststehen in dem, was man erhofft, Überzeugtsein von dem, was man  nicht sieht&lt;/i&gt; » (fede è: stare saldi in ciò che si spera, essere convinti di  ciò che non si vede). Questo in se stesso non è erroneo; non è però il senso del  testo, perché il termine greco usato (&lt;i&gt;elenchos&lt;/i&gt;) non ha il valore  soggettivo di « convinzione », ma quello oggettivo di « prova ». Giustamente  pertanto la recente esegesi protestante ha raggiunto una convinzione diversa: «  Ora però non può più essere messo in dubbio che questa interpretazione  protestante, divenuta classica, è insostenibile »[&lt;a linkindex="5" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn5" name="_ftnref5" title=""&gt;5&lt;/a&gt;]. La fede non è  soltanto un personale protendersi verso le cose che devono venire ma sono ancora  totalmente assenti; essa ci dà qualcosa. Ci dà già ora qualcosa della realtà  attesa, e questa realtà presente costituisce per noi una « prova » delle cose  che ancora non si vedono. Essa attira dentro il presente il futuro, così che  quest'ultimo non è più il puro « non-ancora ». &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il fatto che questo futuro  esista, cambia il presente; il presente viene toccato dalla realtà futura, e  così le cose future si riversano in quelle presenti e le presenti in quelle  future.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;8. Questa spiegazione viene ulteriormente rafforzata e rapportata alla vita  concreta, se consideriamo il versetto 34 del decimo capitolo della&lt;i&gt; Lettera  agli Ebrei&lt;/i&gt; che, sotto l'aspetto linguistico e contenutistico, è collegato  con questa definizione di una fede permeata di speranza e la prepara. Qui  l'autore parla ai credenti che hanno subito l'esperienza della persecuzione e  dice loro: « &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato  con gioia di essere spogliati delle vostre sostanze&lt;/span&gt; (&lt;i&gt;hyparchonton&lt;/i&gt; – Vg:&lt;i&gt;  bonorum&lt;/i&gt;), &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sapendo di possedere beni migliori&lt;/span&gt; (&lt;i&gt;hyparxin&lt;/i&gt; – Vg: &lt;i&gt; substantiam&lt;/i&gt;) e più duraturi ».&lt;i&gt; Hyparchonta&lt;/i&gt; sono le proprietà, ciò che  nella vita terrena costituisce il sostentamento, appunto la base, la « sostanza  » per la vita sulla quale si conta. Questa « sostanza », la normale sicurezza  per la vita, è stata tolta ai cristiani nel corso della persecuzione. L'hanno  sopportato, perché comunque &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ritenevano questa sostanza materiale trascurabile.  Potevano abbandonarla, perché avevano trovato una « base » migliore per la loro  esistenza – una base che rimane e che nessuno può togliere.&lt;/span&gt; Non si può non  vedere il collegamento che intercorre tra queste due specie di « sostanza », tra  sostentamento o base materiale e l'affermazione della fede come « base », come «  sostanza » che permane. La fede conferisce alla vita una nuova base, un nuovo  fondamento sul quale l'uomo può poggiare e con ciò il fondamento abituale,  l'affidabilità del reddito materiale, appunto, si relativizza. Si crea una nuova  libertà di fronte a questo fondamento della vita che solo apparentemente è in  grado di sostentare, anche se il suo significato normale non è con ciò  certamente negato. Questa nuova libertà, la consapevolezza della nuova «  sostanza » che ci è stata donata, si è rivelata non solo nel martirio, in cui le  persone si sono opposte allo strapotere dell'ideologia e dei suoi organi  politici, e, mediante la loro morte, hanno rinnovato il mondo. Essa si è  mostrata soprattutto nelle grandi rinunce a partire dai monaci dell'antichità  fino a Francesco d'Assisi e alle persone del nostro tempo che, nei moderni  Istituti e Movimenti religiosi, per amore di Cristo hanno lasciato tutto per  portare agli uomini la fede e l'amore di Cristo, per aiutare le persone  sofferenti nel corpo e nell'anima. Lì la nuova « sostanza » si è comprovata  realmente come « sostanza », &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dalla speranza di queste persone toccate da Cristo  è scaturita speranza per altri che vivevano nel buio e senza speranza.&lt;/span&gt; Lì si è  dimostrato che questa nuova vita possiede veramente « sostanza » ed è una «  sostanza » che suscita vita per gli altri. Per noi che guardiamo queste figure,  questo loro agire e vivere è di fatto una « prova » che le cose future, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la  promessa di Cristo non è soltanto una realtà attesa, ma una vera presenza&lt;/span&gt;: Egli  è veramente il « filosofo » e il « pastore » che ci indica che cosa è e dove sta  la vita.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;9. Per comprendere più nel profondo questa riflessione sulle due specie di  sostanze – &lt;i&gt;hypostasis &lt;/i&gt;e&lt;i&gt; hyparchonta &lt;/i&gt;– e sui due modi di vita  espressi con esse, dobbiamo riflettere ancora brevemente su due parole attinenti  l'argomento, che si trovano nel decimo capitolo della&lt;i&gt; Lettera agli Ebrei&lt;/i&gt;.  Si tratta delle parole &lt;i&gt;hypomone &lt;/i&gt;(10,36) e&lt;i&gt; hypostole&lt;/i&gt; (10,39). &lt;i&gt; Hypomone&lt;/i&gt; si traduce normalmente con « &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pazienza &lt;/span&gt;» – &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;perseveranza&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;costanza&lt;/span&gt;.  Questo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;saper aspettare sopportando pazientemente&lt;/span&gt; le prove è necessario al  credente per poter « ottenere le cose promesse » (cfr 10,36). Nella religiosità  dell'antico giudaismo questa parola veniva usata espressamente per l'attesa di  Dio caratteristica di Israele: per questo perseverare nella fedeltà a Dio, sulla  base della certezza dell'Alleanza, in un mondo che contraddice Dio. Così la  parola indica una speranza vissuta, una vita basata sulla certezza della  speranza. Nel Nuovo Testamento questa attesa di Dio, questo stare dalla parte di  Dio assume un nuovo significato: in Cristo Dio si è mostrato. Ci ha ormai  comunicato la « sostanza » delle cose future, e così l'attesa di Dio ottiene una  nuova certezza. È attesa delle cose future a partire da un presente già donato.  È attesa, alla presenza di Cristo, col Cristo presente, del completarsi del suo  Corpo, in vista della sua venuta definitiva. Con &lt;i&gt;hypostole&lt;/i&gt; invece è  espresso il sottrarsi di chi non osa dire apertamente e con franchezza la verità  forse pericolosa. Questo nascondersi davanti agli uomini per spirito di timore  nei loro confronti conduce alla « perdizione » (&lt;i&gt;Eb&lt;/i&gt; 10,39). « Dio non ci  ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza » – così  invece la&lt;i&gt; Seconda Lettera a Timoteo&lt;/i&gt; (1,7) caratterizza con una bella  espressione l'atteggiamento di fondo del cristiano.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La vita eterna – che cos'è?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;10. Abbiamo finora parlato della fede e della speranza nel Nuovo Testamento e  agli inizi del cristianesimo; è stato però anche sempre evidente che non  discorriamo solo del passato; l'intera riflessione interessa il vivere e morire  dell'uomo in genere e quindi interessa anche noi qui ed ora. Tuttavia dobbiamo  adesso domandarci esplicitamente: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la fede cristiana è anche per noi oggi una  speranza che trasforma e sorregge la nostra vita?&lt;/span&gt; È essa per noi « performativa  » – un messaggio che plasma in modo nuovo la vita stessa, o è ormai soltanto «  informazione » che, nel frattempo, abbiamo accantonata e che ci sembra superata  da informazioni più recenti? Nella ricerca di una risposta vorrei partire dalla  forma classica del dialogo con cui il rito del Battesimo esprimeva l'accoglienza  del neonato nella comunità dei credenti e la sua rinascita in Cristo. Il  sacerdote chiedeva innanzitutto quale nome i genitori avevano scelto per il  bambino, e continuava poi con la domanda: « Che cosa chiedi alla Chiesa? »  Risposta: « La fede ». « E che cosa ti dona la fede? » « La vita eterna ».  Stando a questo dialogo, i genitori cercavano per il bambino l'accesso alla  fede, la comunione con i credenti, perché vedevano nella fede la chiave per « la  vita eterna ». Di fatto, oggi come ieri, di questo si tratta nel Battesimo,  quando si diventa cristiani: non soltanto di un atto di socializzazione entro la  comunità, non semplicemente di accoglienza nella Chiesa. I genitori si aspettano  di più per il battezzando: si aspettano che la fede, di cui è parte la  corporeità della Chiesa e dei suoi sacramenti, gli doni la vita – la vita  eterna. Fede è sostanza della speranza. Ma allora sorge la domanda: Vogliamo noi  davvero questo – vivere eternamente? Forse oggi molte persone rifiutano la fede  semplicemente perché la vita eterna non sembra loro una cosa desiderabile. Non  vogliono affatto la vita eterna, ma quella presente, e la fede nella vita eterna  sembra, per questo scopo, piuttosto un ostacolo. Continuare a vivere in eterno –  senza fine – appare più una condanna che un dono. La morte, certamente, si  vorrebbe rimandare il più possibile. Ma vivere sempre, senza un termine –  questo, tutto sommato, può essere solo noioso e alla fine insopportabile. È  precisamente questo che, per esempio, dice il Padre della Chiesa Ambrogio nel  discorso funebre per il fratello defunto Satiro: « È vero che la morte non  faceva parte della natura, ma fu resa realtà di natura; infatti Dio da principio  non stabilì la morte, ma la diede quale rimedio [...] A causa della  trasgressione, la vita degli uomini cominciò ad essere miserevole nella fatica  quotidiana e nel pianto insopportabile. Doveva essere posto un termine al male,  affinché la morte restituisse ciò che la vita aveva perduto. L'immortalità è un  peso piuttosto che un vantaggio, se non la illumina la grazia »[&lt;a linkindex="6" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn6" name="_ftnref6" title=""&gt;6&lt;/a&gt;]. Già  prima Ambrogio aveva detto: « Non dev'essere pianta la morte, perché è causa di  salvezza... »[&lt;a linkindex="7" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn7" name="_ftnref7" title=""&gt;7&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;11. Qualunque cosa sant'Ambrogio intendesse dire precisamente con queste parole  – è vero che l'eliminazione della morte o anche il suo rimando quasi illimitato  metterebbe la terra e l'umanità in una condizione impossibile e non renderebbe  neanche al singolo stesso un beneficio. Ovviamente c'è una contraddizione nel  nostro atteggiamento, che rimanda ad una contraddittorietà interiore della  nostra stessa esistenza. Da una parte, non vogliamo morire; soprattutto chi ci  ama non vuole che moriamo. Dall'altra, tuttavia, non desideriamo neppure di  continuare ad esistere illimitatamente e anche la terra non è stata creata con  questa prospettiva. Allora, che cosa vogliamo veramente? Questo paradosso del  nostro stesso atteggiamento suscita una domanda più profonda: che cosa è, in  realtà, la « vita »? E che cosa significa veramente « eternità »? Ci sono dei  momenti in cui percepiamo all'improvviso: sì, sarebbe propriamente questo – la «  vita » vera – così essa dovrebbe essere. A confronto, ciò che nella quotidianità  chiamiamo « vita », in verità non lo è. Agostino, nella sua ampia lettera sulla  preghiera indirizzata a Proba, una vedova romana benestante e madre di tre  consoli, scrisse una volta: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In fondo vogliamo una sola cosa – « la vita beata »&lt;/span&gt;,  la vita che è semplicemente vita, semplicemente « &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;felicità &lt;/span&gt;». Non c'è, in fin  dei conti, altro che chiediamo nella preghiera. Verso nient'altro ci siamo  incamminati – di questo solo si tratta. Ma poi Agostino dice anche: guardando  meglio, non sappiamo affatto che cosa in fondo desideriamo, che cosa vorremmo  propriamente. Non conosciamo per nulla questa realtà; anche in quei momenti in  cui pensiamo di toccarla non la raggiungiamo veramente. « &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sappiamo che cosa  sia conveniente domandare&lt;/span&gt; », egli confessa con una parola di san Paolo (&lt;i&gt;Rm&lt;/i&gt;  8,26). Ciò che sappiamo è solo che non è questo. Tuttavia, nel non sapere  sappiamo che questa realtà deve esistere. « C'è dunque in noi una, per così  dire, dotta ignoranza » (&lt;i&gt;docta ignorantia&lt;/i&gt;), egli scrive. Non sappiamo che  cosa vorremmo veramente; non conosciamo questa « vera vita »; e tuttavia  sappiamo, che deve esistere un qualcosa che noi non conosciamo e verso il quale  ci sentiamo spinti[&lt;a linkindex="8" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn8" name="_ftnref8" title=""&gt;8&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;12. Penso che Agostino descriva lì in modo molto preciso e sempre valido la  situazione essenziale dell'uomo, la situazione da cui provengono tutte le sue  contraddizioni e le sue speranze. Desideriamo in qualche modo la vita stessa,  quella vera, che non venga poi toccata neppure dalla morte; ma allo stesso tempo  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non conosciamo ciò verso cui ci sentiamo spinti.&lt;/span&gt; Non possiamo cessare di  protenderci verso di esso e tuttavia sappiamo che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; tutto ciò che possiamo  sperimentare o realizzare non è ciò che bramiamo.&lt;/span&gt; Questa « cosa » ignota è la  vera « speranza » che ci spinge e il suo essere ignota è, al contempo, la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;causa  di tutte le disperazioni come pure di tutti gli slanci positivi o distruttivi&lt;/span&gt;  verso il mondo autentico e l'autentico uomo. La parola « vita eterna » cerca di  dare un nome a questa sconosciuta realtà conosciuta. Necessariamente è una  parola insufficiente che crea confusione. « Eterno », infatti, suscita in noi  l'idea dell'interminabile, e questo ci fa paura; « vita » ci fa pensare alla  vita da noi conosciuta, che amiamo e non vogliamo perdere e che, tuttavia, è  spesso allo stesso tempo più fatica che appagamento, cosicché mentre per un  verso la desideriamo, per l'altro non la vogliamo. Possiamo soltanto cercare di  uscire col nostro pensiero dalla temporalità della quale siamo prigionieri e in  qualche modo presagire che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'eternità non sia un continuo susseguirsi di giorni  del calendario, ma qualcosa come il momento colmo di appagamento, in cui la  totalità ci abbraccia e noi abbracciamo la totalità.&lt;/span&gt; Sarebbe &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il momento  dell'immergersi nell'oceano dell'infinito amore&lt;/span&gt;, nel quale il tempo – &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il prima e  il dopo – non esiste più.&lt;/span&gt; Possiamo soltanto cercare di pensare che questo  momento è la vita in senso pieno, un sempre nuovo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;immergersi nella vastità  dell'essere&lt;/span&gt;, mentre siamo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;semplicemente sopraffatti dalla gioia.&lt;/span&gt; Così lo esprime  Gesù nel Vangelo di Giovanni: « Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si  rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia » (16,22). Dobbiamo  pensare in questa direzione, se vogliamo capire a che cosa mira la speranza  cristiana, che cosa aspettiamo dalla fede, dal nostro essere con Cristo[&lt;a linkindex="9" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn9" name="_ftnref9" title=""&gt;9&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La speranza cristiana è individualistica?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;13. Nel corso della loro storia, i cristiani hanno cercato di tradurre questo  sapere che non sa in figure rappresentabili, sviluppando immagini del « cielo »  che restano sempre lontane da ciò che, appunto, conosciamo solo negativamente,  mediante una non-conoscenza. Tutti questi tentativi di raffigurazione della  speranza hanno dato a molti, nel corso dei secoli, lo slancio di vivere in base  alla fede e di abbandonare per questo anche i loro « &lt;i&gt;hyparchonta&lt;/i&gt; », le  sostanze materiali per la loro esistenza. L'autore della&lt;i&gt; Lettera agli Ebrei&lt;/i&gt;,  nell'undicesimo capitolo ha tracciato una specie di storia di coloro che vivono  nella speranza e del loro essere in cammino, una storia che da Abele giunge fino  all'epoca sua. Di questo tipo di speranza si è accesa nel tempo moderno una  critica sempre più dura: si tratterebbe di puro individualismo, che avrebbe  abbandonato il mondo alla sua miseria e si sarebbe rifugiato in una salvezza  eterna soltanto privata. Henri de Lubac, nell'introduzione alla sua opera  fondamentale « &lt;i&gt;Catholicisme. Aspects sociaux du dogme&lt;/i&gt; », ha raccolto  alcune voci caratteristiche di questo genere di cui una merita di essere citata:  « Ho trovato la gioia? No ... Ho trovato la mia gioia. E ciò è una cosa  terribilmente diversa ... La gioia di Gesù può essere individuale. Può  appartenere ad una sola persona, ed essa è salva. È nella pace..., per ora e per  sempre, ma lei sola. Questa solitudine nella gioia non la turba. Al contrario:  lei è, appunto, l'eletta! Nella sua beatitudine attraversa le battaglie con una  rosa in mano »[&lt;a linkindex="10" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn10" name="_ftnref10" title=""&gt;10&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;14. Rispetto a ciò, de Lubac, sulla base della teologia dei Padri in tutta la  sua vastità, ha potuto mostrare che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la salvezza è stata sempre considerata come  una realtà comunitaria.&lt;/span&gt; La stessa &lt;i&gt;Lettera agli Ebrei&lt;/i&gt; parla di una « città  » (cfr 11,10.16; 12,22; 13,14) e quindi di una salvezza comunitaria.  Coerentemente,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; il peccato viene compreso dai Padri come distruzione dell'unità  del genere umano&lt;/span&gt;, come frazionamento e divisione. Babele, il luogo della  confusione delle lingue e della separazione, si rivela come espressione di ciò  che in radice è il peccato. E così &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la « redenzione » appare proprio come il  ristabilimento dell'unità&lt;/span&gt;, in cui ci ritroviamo di nuovo insieme in un'unione  che si delinea nella comunità mondiale dei credenti. Non è necessario che ci  occupiamo qui di tutti i testi, in cui appare il carattere comunitario della  speranza. Rimaniamo con la &lt;i&gt;Lettera a Proba&lt;/i&gt; in cui Agostino tenta di  illustrare un po' questa sconosciuta conosciuta realtà di cui siamo alla  ricerca. Lo spunto da cui parte è semplicemente l'espressione « vita beata  [felice] ». Poi cita il &lt;i&gt;Salmo&lt;/i&gt; 144 [143],15: « Beato il popolo il cui Dio  è il Signore ». E continua: « Per poter appartenere a questo popolo e giungere  [...] alla vita perenne con Dio, “il fine del precetto è l'amore che viene da un  cuore puro, da una coscienza buona e da una fede sincera” (&lt;i&gt;1 Tim &lt;/i&gt;1,5) »[&lt;a linkindex="11" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn11" name="_ftnref11" title=""&gt;11&lt;/a&gt;].  Questa vita vera, verso la quale sempre cerchiamo di protenderci, è legata  all'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;essere nell'unione esistenziale con un « popolo » e può realizzarsi per ogni  singolo solo all'interno di questo « noi »&lt;/span&gt;. Essa presuppone, appunto, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'esodo  dalla prigionia del proprio « io »&lt;/span&gt;, perché solo nell'apertura di questo soggetto  universale si apre anche lo sguardo sulla fonte della gioia, sull'amore stesso –  su Dio.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;15. Questa visione della « vita beata » orientata verso la comunità ha di mira,  sì, qualcosa al di là del mondo presente, ma proprio così ha a che fare anche  con la edificazione del mondo – in forme molto diverse, secondo il contesto  storico e le possibilità da esso offerte o escluse. Al tempo di Agostino, quando  l'irruzione dei nuovi popoli minacciava la coesione del mondo, nella quale era  data una certa garanzia di diritto e di vita in una comunità giuridica, si  trattava di fortificare i fondamenti veramente portanti di questa comunità di  vita e di pace, per poter sopravvivere nel mutamento del mondo. Cerchiamo di  gettare, piuttosto a caso, uno sguardo su un momento del medioevo sotto certi  aspetti emblematico. Nella coscienza comune, i monasteri apparivano come i  luoghi della fuga dal mondo («&lt;i&gt; contemptus mundi&lt;/i&gt; ») e del sottrarsi alla  responsabilità per il mondo nella ricerca della salvezza privata. Bernardo di  Chiaravalle, che con il suo Ordine riformato portò una moltitudine di giovani  nei monasteri, aveva su questo una visione ben diversa. Secondo lui, i monaci  hanno un compito per tutta la Chiesa e di conseguenza anche per il mondo. Con  molte immagini egli illustra la responsabilità dei monaci per l'intero organismo  della Chiesa, anzi, per l'umanità; a loro egli applica la parola dello  Pseudo-Rufino: « &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il genere umano vive grazie a pochi&lt;/span&gt;; se non ci fossero quelli,  il mondo perirebbe... »[&lt;a linkindex="12" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn12" name="_ftnref12" title=""&gt;12&lt;/a&gt;]. I contemplativi – &lt;i&gt;contemplantes&lt;/i&gt; –  devono diventare lavoratori agricoli – &lt;i&gt;laborantes&lt;/i&gt; –, ci dice. La nobiltà  del lavoro, che il cristianesimo ha ereditato dal giudaismo, era emersa già  nelle regole monastiche di Agostino e di Benedetto. Bernardo riprende nuovamente  questo concetto. I giovani nobili che affluivano ai suoi monasteri dovevano  piegarsi al lavoro manuale. Per la verità, Bernardo dice esplicitamente che  neppure il monastero può ripristinare il Paradiso; sostiene però che esso deve,  quasi luogo di dissodamento pratico e spirituale, preparare il nuovo Paradiso.  Un appezzamento selvatico di bosco vien reso fertile – proprio mentre vengono  allo stesso tempo abbattuti gli alberi della superbia, estirpato ciò che di  selvatico cresce nelle anime e preparato così il terreno, sul quale può  prosperare pane per il corpo e per l'anima[&lt;a linkindex="13" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn13" name="_ftnref13" title=""&gt;13&lt;/a&gt;]. Non ci è dato forse di  costatare nuovamente, proprio di fronte alla storia attuale, che nessuna  positiva strutturazione del mondo può riuscire là dove le anime  inselvatichiscono?&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La trasformazione della fede-speranza cristiana nel tempo moderno&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;16. Come ha potuto svilupparsi l'idea che il messaggio di Gesù sia strettamente  individualistico e miri solo al singolo? Come si è arrivati a interpretare la «  salvezza dell'anima » come fuga davanti alla responsabilità per l'insieme, e a  considerare di conseguenza il programma del cristianesimo come ricerca egoistica  della salvezza che si rifiuta al servizio degli altri? Per trovare una risposta  all'interrogativo dobbiamo gettare uno sguardo sulle componenti fondamentali del  tempo moderno. Esse appaiono con particolare chiarezza in Francesco Bacone. Che  un'epoca nuova sia sorta – grazie alla scoperta dell'America e alle nuove  conquiste tecniche che hanno consentito questo sviluppo – è cosa indiscutibile.  Su che cosa, però, si basa questa svolta epocale? È la nuova correlazione di  esperimento e metodo che mette l'uomo in grado di arrivare ad un'interpretazione  della natura conforme alle sue leggi e di conseguire così finalmente « la  vittoria dell'arte sulla natura » (&lt;i&gt;victoria cursus artis super naturam&lt;/i&gt;)[&lt;a linkindex="14" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn14" name="_ftnref14" title=""&gt;14&lt;/a&gt;].  La novità – secondo la visione di Bacone – sta in una nuova correlazione tra  scienza e prassi. Ciò viene poi applicato anche teologicamente: questa nuova  correlazione tra scienza e prassi significherebbe che il dominio sulla  creazione, dato all'uomo da Dio e perso nel peccato originale, verrebbe  ristabilito[&lt;a linkindex="15" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn15" name="_ftnref15" title=""&gt;15&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;17. Chi legge queste affermazioni e vi riflette con attenzione, vi riconosce un  passaggio sconcertante: fino a quel momento il ricupero di ciò che l'uomo nella  cacciata dal paradiso terrestre aveva perso si attendeva dalla fede in Gesù  Cristo, e in questo si vedeva la « redenzione ». Ora questa « redenzione », la  restaurazione del « paradiso » perduto, non si attende più dalla fede, ma dal  collegamento appena scoperto tra scienza e prassi. Non è che la fede, con ciò,  venga semplicemente negata; essa viene piuttosto spostata su un altro livello –  quello delle cose solamente private ed ultraterrene – e allo stesso tempo  diventa in qualche modo irrilevante per il mondo. Questa visione programmatica  ha determinato il cammino dei tempi moderni e influenza pure l'attuale crisi  della fede che, nel concreto, è soprattutto una crisi della speranza cristiana.  Così anche la speranza, in Bacone, riceve una nuova forma. Ora si chiama: fede  nel progresso. Per Bacone, infatti, è chiaro che le scoperte e le invenzioni  appena avviate sono solo un inizio; che grazie alla sinergia di scienza e prassi  seguiranno scoperte totalmente nuove, emergerà un mondo totalmente nuovo, il  regno dell'uomo[&lt;a linkindex="16" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn16" name="_ftnref16" title=""&gt;16&lt;/a&gt;]. Così egli ha presentato anche una visione delle  invenzioni prevedibili – fino all'aereo e al sommergibile. Durante l'ulteriore  sviluppo dell'ideologia del progresso, la gioia per gli avanzamenti visibili  delle potenzialità umane rimane una costante conferma della fede nel progresso  come tale.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;18. Al contempo, due categorie entrano sempre più al centro dell'idea di  progresso: ragione e libertà. Il progresso è soprattutto un progresso nel  crescente dominio della ragione e questa ragione viene considerata ovviamente un  potere del bene e per il bene. Il progresso è il superamento di tutte le  dipendenze – è progresso verso la libertà perfetta. Anche la libertà viene vista  solo come promessa, nella quale l'uomo si realizza verso la sua pienezza. In  ambedue i concetti – libertà e ragione – è presente un aspetto politico. Il  regno della ragione, infatti, è atteso come la nuova condizione dell'umanità  diventata totalmente libera. Le condizioni politiche di un tale regno della  ragione e della libertà, tuttavia, in un primo momento appaiono poco definite.  Ragione e libertà sembrano garantire da sé, in virtù della loro intrinseca  bontà, una nuova comunità umana perfetta. In ambedue i concetti-chiave di «  ragione » e « libertà », però, il pensiero tacitamente va sempre anche al  contrasto con i vincoli della fede e della Chiesa, come pure con i vincoli degli  ordinamenti statali di allora. Ambedue i concetti portano quindi in sé un  potenziale rivoluzionario di un'enorme forza esplosiva.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;19. Dobbiamo brevemente gettare uno sguardo sulle due tappe essenziali della  concretizzazione politica di questa speranza, perché sono di grande importanza  per il cammino della speranza cristiana, per la sua comprensione e per la sua  persistenza. C'è innanzitutto la Rivoluzione francese come tentativo di  instaurare il dominio della ragione e della libertà ora anche in modo  politicamente reale. L'Europa dell'Illuminismo, in un primo momento, ha guardato  affascinata a questi avvenimenti, ma di fronte ai loro sviluppi ha poi dovuto  riflettere in modo nuovo su ragione e libertà. Significativi per le due fasi  della ricezione di ciò che era avvenuto in Francia sono due scritti di Immanuel  Kant, in cui egli riflette sugli eventi. Nel 1792 scrive l'opera: « &lt;i&gt;Der Sieg  des guten Prinzips über das böse und die Gründung eines Reichs Gottes auf Erden&lt;/i&gt;  » (La vittoria del principio buono su quello cattivo e la costituzione di un  regno di Dio sulla terra). In essa egli dice: « Il passaggio graduale dalla fede  ecclesiastica al dominio esclusivo della pura fede religiosa costituisce  l'avvicinamento del regno di Dio »[&lt;a linkindex="17" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn17" name="_ftnref17" title=""&gt;17&lt;/a&gt;]. Ci dice anche che le  rivoluzioni possono accelerare i tempi di questo passaggio dalla fede  ecclesiastica alla fede razionale. Il « regno di Dio », di cui Gesù aveva  parlato ha qui ricevuto una nuova definizione e assunto anche una nuova  presenza; esiste, per così dire, una nuova « attesa immediata »: il « regno di  Dio » arriva là dove la « fede ecclesiastica » viene superata e rimpiazzata  dalla « fede religiosa », vale a dire dalla semplice fede razionale. Nel 1795,  nello scritto « &lt;i&gt;Das Ende aller Dinge&lt;/i&gt; » (La fine di tutte le cose) appare  un'immagine mutata. Ora Kant prende in considerazione la possibilità che,  accanto alla fine naturale di tutte le cose, se ne verifichi anche una contro  natura, perversa. Scrive al riguardo: « Se il cristianesimo un giorno dovesse  arrivare a non essere più degno di amore [...] allora il pensiero dominante  degli uomini dovrebbe diventare quello di un rifiuto e di un'opposizione contro  di esso; e l'anticristo [...] inaugurerebbe il suo, pur breve, regime (fondato  presumibilmente sulla paura e sull'egoismo). In seguito, però, poiché il  cristianesimo, pur essendo stato destinato ad essere la religione universale, di  fatto non sarebbe stato aiutato dal destino a diventarlo, potrebbe verificarsi,  sotto l'aspetto morale, la fine (perversa) di tutte le cose »[&lt;a linkindex="18" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn18" name="_ftnref18" title=""&gt;18&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;20. L'Ottocento non venne meno alla sua fede nel progresso come nuova forma  della speranza umana e continuò a considerare ragione e libertà come le  stelle-guida da seguire sul cammino della speranza. L'avanzare sempre più veloce  dello sviluppo tecnico e l'industrializzazione con esso collegata crearono,  tuttavia, ben presto una situazione sociale del tutto nuova: si formò la classe  dei lavoratori dell'industria e il cosiddetto « proletariato industriale », le  cui terribili condizioni di vita Friedrich Engels nel 1845 illustrò in modo  sconvolgente. Per il lettore doveva essere chiaro: questo non può continuare; è  necessario un cambiamento. Ma il cambiamento avrebbe scosso e rovesciato  l'intera struttura della società borghese. Dopo la rivoluzione borghese del 1789  era arrivata l'ora per una nuova rivoluzione, quella proletaria: il progresso  non poteva semplicemente avanzare in modo lineare a piccoli passi. Ci voleva il  salto rivoluzionario. Karl Marx raccolse questo richiamo del momento e, con  vigore di linguaggio e di pensiero, cercò di avviare questo nuovo passo grande  e, come riteneva, definitivo della storia verso la salvezza – verso quello che  Kant aveva qualificato come il « regno di Dio ». Essendosi dileguata la verità  dell'aldilà, si sarebbe ormai trattato di stabilire la verità dell'aldiquà. La  critica del cielo si trasforma nella critica della terra, la critica della  teologia nella critica della politica. Il progresso verso il meglio, verso il  mondo definitivamente buono, non viene più semplicemente dalla scienza, ma dalla  politica – da una politica pensata scientificamente, che sa riconoscere la  struttura della storia e della società ed indica così la strada verso la  rivoluzione, verso il cambiamento di tutte le cose. Con puntuale precisione,  anche se in modo unilateralmente parziale, Marx ha descritto la situazione del  suo tempo ed illustrato con grande capacità analitica le vie verso la  rivoluzione – non solo teoricamente: con il partito comunista, nato dal  manifesto comunista del 1848, l'ha anche concretamente avviata. La sua promessa,  grazie all'acutezza delle analisi e alla chiara indicazione degli strumenti per  il cambiamento radicale, ha affascinato ed affascina tuttora sempre di nuovo. La  rivoluzione poi si è anche verificata nel modo più radicale in Russia.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;21. Ma con la sua vittoria si è reso evidente anche l'errore fondamentale di  Marx. Egli ha indicato con esattezza come realizzare il rovesciamento. Ma non ci  ha detto come le cose avrebbero dovuto procedere dopo. Egli supponeva  semplicemente che con l'espropriazione della classe dominante, con la caduta del  potere politico e con la socializzazione dei mezzi di produzione si sarebbe  realizzata la Nuova Gerusalemme. Allora, infatti, sarebbero state annullate  tutte le contraddizioni, l'uomo e il mondo avrebbero visto finalmente chiaro in  se stessi. Allora tutto avrebbe potuto procedere da sé sulla retta via, perché  tutto sarebbe appartenuto a tutti e tutti avrebbero voluto il meglio l'uno per  l'altro. Così, dopo la rivoluzione riuscita, Lenin dovette accorgersi che negli  scritti del maestro non si trovava nessun'indicazione sul come procedere. Sì,  egli aveva parlato della fase intermedia della dittatura del proletariato come  di una necessità che, però, in un secondo tempo da sé si sarebbe dimostrata  caduca. Questa « fase intermedia » la conosciamo benissimo e sappiamo anche come  si sia poi sviluppata, non portando alla luce il mondo sano, ma lasciando dietro  di sé una distruzione desolante. Marx non ha solo mancato di ideare gli  ordinamenti necessari per il nuovo mondo – di questi, infatti, non doveva più  esserci bisogno. Che egli di ciò non dica nulla, è logica conseguenza della sua  impostazione. Il suo errore sta più in profondità. Egli ha dimenticato che  l'uomo rimane sempre uomo. Ha dimenticato l'uomo e ha dimenticato la sua  libertà. Ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male.  Credeva che, una volta messa a posto l'economia, tutto sarebbe stato a posto. Il  suo vero errore è il materialismo: l'uomo, infatti, non è solo il prodotto di  condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall'esterno creando  condizioni economiche favorevoli.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;22. Così ci troviamo nuovamente davanti alla domanda: che cosa possiamo sperare?  È necessaria un'autocritica dell'età moderna in dialogo col cristianesimo e con  la sua concezione della speranza. In un tale dialogo anche i cristiani, nel  contesto delle loro conoscenze e delle loro esperienze, devono imparare  nuovamente in che cosa consista veramente la loro speranza, che cosa abbiano da  offrire al mondo e che cosa invece non possano offrire. Bisogna che  nell'autocritica dell'età moderna confluisca anche un'autocritica del  cristianesimo moderno, che deve sempre di nuovo imparare a comprendere se stesso  a partire dalle proprie radici. Su questo si possono qui tentare solo alcuni  accenni. Innanzitutto c'è da chiedersi: che cosa significa veramente « progresso  »; che cosa promette e che cosa non promette? Già nel XIX secolo esisteva una  critica alla fede nel progresso. Nel XX secolo, Theodor W. Adorno ha formulato  la problematicità della fede nel progresso in modo drastico: il progresso, visto  da vicino, sarebbe il progresso dalla fionda alla megabomba. Ora, questo è, di  fatto, un lato del progresso che non si deve mascherare. Detto altrimenti: si  rende evidente l'ambiguità del progresso. Senza dubbio, esso offre nuove  possibilità per il bene, ma apre anche possibilità abissali di male –  possibilità che prima non esistevano. Noi tutti siamo diventati testimoni di  come il progresso in mani sbagliate possa diventare e sia diventato, di fatto,  un progresso terribile nel male. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se al progresso tecnico non corrisponde un  progresso nella formazione etica dell'uomo, nella crescita dell'uomo interiore  (cfr&lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt; Ef &lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3,16;&lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt; 2 Cor&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; 4,16), allora esso non è un progresso, ma una  minaccia per l'uomo e per il mondo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;23. Per quanto riguarda i due grandi temi « ragione » e « libertà », qui possono  essere solo accennate quelle domande che sono con essi collegate. Sì, la ragione  è il grande dono di Dio all'uomo, e la vittoria della ragione sull'irrazionalità  è anche uno scopo della fede cristiana. Ma quand'è che la ragione domina  veramente? Quando si è staccata da Dio? Quando è diventata cieca per Dio? La  ragione del potere e del fare è già la ragione intera? &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se il progresso per  essere progresso ha bisogno della crescita morale dell'umanità, allora la  ragione del potere e del fare deve altrettanto urgentemente essere integrata  mediante l'apertura della ragione alle forze salvifiche della fede, al  discernimento tra bene e male.&lt;/span&gt; Solo così diventa una ragione veramente umana.  Diventa umana solo se è in grado di indicare la strada alla volontà, e di questo  è capace solo se guarda oltre se stessa. In caso contrario la situazione  dell'uomo, nello squilibrio tra capacità materiale e mancanza di giudizio del  cuore, diventa una minaccia per lui e per il creato. Così in tema di libertà,  bisogna ricordare che la libertà umana richiede sempre un concorso di varie  libertà. Questo concorso, tuttavia, non può riuscire, se non è determinato da un  comune intrinseco criterio di misura, che è fondamento e meta della nostra  libertà. Diciamolo ora in modo molto semplice: l'uomo ha bisogno di Dio,  altrimenti resta privo di speranza. Visti gli sviluppi dell'età moderna,  l'affermazione di san Paolo citata all'inizio (cfr&lt;i&gt; Ef&lt;/i&gt; 2,12) si rivela  molto realistica e semplicemente vera. Non vi è dubbio, pertanto, che un « regno  di Dio » realizzato senza Dio – un regno quindi dell'uomo solo – si risolve  inevitabilmente nella « fine perversa » di tutte le cose descritta da Kant:  l'abbiamo visto e lo vediamo sempre di nuovo. Ma non vi è neppure dubbio che Dio  entra veramente nelle cose umane solo se non è soltanto da noi pensato, ma se  Egli stesso ci viene incontro e ci parla. Per questo la ragione ha bisogno della  fede per arrivare ad essere totalmente se stessa: ragione e fede hanno bisogno  l'una dell'altra per realizzare la loro vera natura e la loro missione.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La vera fisionomia della speranza cristiana&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;24. Chiediamoci ora di nuovo: che cosa possiamo sperare? E che cosa non possiamo  sperare? Innanzitutto dobbiamo costatare che un progresso addizionabile è  possibile solo in campo materiale. Qui, nella conoscenza crescente delle  strutture della materia e in corrispondenza alle invenzioni sempre più avanzate,  si dà chiaramente una continuità del progresso verso una padronanza sempre più  grande della natura. Nell'ambito invece della consapevolezza etica e della  decisione morale non c'è una simile possibilità di addizione per il semplice  motivo che la libertà dell'uomo è sempre nuova e deve sempre nuovamente prendere  le sue decisioni. Non sono mai semplicemente già prese per noi da altri – in tal  caso, infatti, non saremmo più liberi. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La libertà presuppone che nelle decisioni  fondamentali ogni uomo, ogni generazione sia un nuovo inizio. &lt;/span&gt;Certamente, le  nuove generazioni possono costruire sulle conoscenze e sulle esperienze di  coloro che le hanno precedute, come possono attingere al tesoro morale  dell'intera umanità. Ma possono anche rifiutarlo, perché esso non può avere la  stessa evidenza delle invenzioni materiali. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il tesoro morale dell'umanità non è  presente come sono presenti gli strumenti che si usano&lt;/span&gt;; esso esiste come invito  alla libertà e come possibilità per essa. Ma ciò significa che:&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;i&gt;a&lt;/i&gt;) il retto stato delle cose umane, il benessere morale del mondo non può mai  essere garantito semplicemente mediante strutture, per quanto valide esse siano.  Tali strutture sono non solo importanti, ma necessarie; esse tuttavia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non  possono e non devono mettere fuori gioco la libertà dell'uomo.&lt;/span&gt; Anche le  strutture migliori funzionano soltanto se in una comunità sono vive delle  convinzioni che siano in grado di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;motivare gli uomini ad una libera adesione  all'ordinamento comunitario.&lt;/span&gt; La libertà necessita di una convinzione; una  convinzione non esiste da sé, ma deve essere sempre di nuovo riconquistata  comunitariamente.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;i&gt;b&lt;/i&gt;) Poiché l'uomo rimane sempre libero e poiché la sua libertà è sempre anche  fragile, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non esisterà mai in questo mondo il regno del bene definitivamente  consolidato.&lt;/span&gt; Chi promette il mondo migliore che durerebbe irrevocabilmente per  sempre, fa una promessa falsa; egli ignora la libertà umana. La libertà deve  sempre di nuovo essere conquistata per il bene. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La libera adesione al bene non  esiste mai semplicemente da sé.&lt;/span&gt; Se ci fossero strutture che fissassero in modo  irrevocabile una determinata – buona – condizione del mondo, sarebbe negata la  libertà dell'uomo, e per questo motivo non sarebbero, in definitiva, per nulla  strutture buone.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;25. Conseguenza di quanto detto è che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la sempre nuova faticosa ricerca di retti  ordinamenti per le cose umane è compito di ogni generazione&lt;/span&gt;; non è mai compito  semplicemente concluso. Ogni generazione, tuttavia, deve anche recare il proprio  contributo per stabilire convincenti ordinamenti di libertà e di bene, che  aiutino la generazione successiva come orientamento per l'uso retto della  libertà umana e diano così, sempre nei limiti umani, una certa garanzia anche  per il futuro. In altre parole: le buone strutture aiutano, ma da sole non  bastano. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'uomo non può mai essere redento semplicemente dall'esterno. &lt;/span&gt;Francesco  Bacone e gli aderenti alla corrente di pensiero dell'età moderna a lui ispirata,  nel ritenere che l'uomo sarebbe stato redento mediante la scienza, sbagliavano.  Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza; questa specie di speranza è  fallace. La scienza può contribuire molto all'umanizzazione del mondo e  dell'umanità. Essa però può anche distruggere l'uomo e il mondo, se non viene  orientata da forze che si trovano al di fuori di essa. D'altra parte, dobbiamo  anche constatare che il cristianesimo moderno, di fronte ai successi della  scienza nella progressiva strutturazione del mondo, si era in gran parte  concentrato soltanto sull'individuo e sulla sua salvezza. Con ciò ha ristretto  l'orizzonte della sua speranza e non ha neppure riconosciuto sufficientemente la  grandezza del suo compito – anche se resta grande ciò che ha continuato a fare  nella formazione dell'uomo e nella cura dei deboli e dei sofferenti.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;26. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non è la scienza che redime l'uomo. L'uomo viene redento mediante l'amore.  &lt;/span&gt;Ciò vale già nell'ambito puramente intramondano. Quando uno nella sua vita fa  l'esperienza di un grande amore, quello è un momento di « redenzione » che dà un  senso nuovo alla sua vita. Ma ben presto egli si renderà anche conto che l'amore  a lui donato non risolve, da solo, il problema della sua vita. È un amore che  resta fragile. Può essere distrutto dalla morte. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'essere umano ha bisogno  dell'amore incondizionato.&lt;/span&gt; Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: « Né  morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né  altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di  Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore » (&lt;i&gt;Rm&lt;/i&gt; 8,38-39). &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se esiste  questo amore assoluto con la sua certezza assoluta, allora – soltanto allora –  l'uomo è « redento », qualunque cosa gli accada nel caso particolare.&lt;/span&gt; È questo  che si intende, quando diciamo: Gesù Cristo ci ha « redenti ». Per mezzo di Lui  siamo diventati certi di Dio – di un Dio che non costituisce una lontana « causa  prima » del mondo, perché il suo Figlio unigenito si è fatto uomo e di Lui  ciascuno può dire: « Vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha  dato se stesso per me » (&lt;i&gt;Gal &lt;/i&gt;2,20).&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;27. In questo senso è vero che chi non conosce Dio, pur potendo avere molteplici  speranze, in fondo è senza speranza, senza la grande speranza che sorregge tutta  la vita (cfr&lt;i&gt; Ef &lt;/i&gt;2,12). &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La vera, grande speranza dell'uomo, che resiste  nonostante tutte le delusioni, può essere solo Dio&lt;/span&gt; – il Dio che ci ha amati e ci  ama tuttora « sino alla fine », « fino al pieno compimento » (cfr &lt;i&gt;Gv&lt;/i&gt; 13,1  e 19, 30). Chi viene toccato dall'amore comincia a intuire che cosa propriamente  sarebbe « vita ». Comincia a intuire che cosa vuole dire la parola di speranza  che abbiamo incontrato nel rito del Battesimo: dalla fede aspetto la « vita  eterna » – la vita vera che, interamente e senza minacce, in tutta la sua  pienezza è semplicemente vita. Gesù che di sé ha detto di essere venuto perché  noi abbiamo la vita e l'abbiamo in pienezza, in abbondanza (cfr&lt;i&gt; Gv&lt;/i&gt;  10,10), ci ha anche spiegato che cosa significhi « vita »: « &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questa è la vita  eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio&lt;/span&gt;, e colui che hai mandato, Gesù Cristo  » (&lt;i&gt;Gv&lt;/i&gt; 17,3). La vita nel senso vero non la si ha in sé da soli e neppure  solo da sé: essa è una relazione. E la vita nella sua totalità è relazione con  Colui che è la sorgente della vita. Se siamo in relazione con Colui che non  muore, che è la Vita stessa e lo stesso Amore, allora siamo nella vita. Allora «  viviamo ».&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;28. Ma ora sorge la domanda: in questo modo non siamo forse ricascati nuovamente  nell'individualismo della salvezza? Nella speranza solo per me, che poi,  appunto, non è una speranza vera, perché dimentica e trascura gli altri? No. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il  rapporto con Dio si stabilisce attraverso la comunione con Gesù – da soli e con  le sole nostre possibilità non ci arriviamo. &lt;/span&gt;La relazione con Gesù, però, è una  relazione con Colui che ha dato se stesso in riscatto per tutti noi (cfr&lt;i&gt; 1 Tm&lt;/i&gt;  2,6). L'essere in comunione con Gesù Cristo ci coinvolge nel suo essere « per  tutti », ne fa il nostro modo di essere. Egli ci impegna per gli altri, ma solo  nella comunione con Lui diventa possibile esserci veramente per gli altri, per  l'insieme. Vorrei, in questo contesto, citare il grande dottore greco della  Chiesa, san Massimo il Confessore († 662), il quale dapprima esorta a non  anteporre nulla alla conoscenza ed all'amore di Dio, ma poi arriva subito ad  applicazioni molto pratiche: « &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chi ama Dio non può riservare il denaro per sé.  Lo distribuisce in modo ‘divino' &lt;/span&gt;[...] nello stesso modo secondo la misura della  giustizia »[&lt;a linkindex="19" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn19" name="_ftnref19" title=""&gt;19&lt;/a&gt;]. Dall'amore verso Dio consegue la partecipazione alla  giustizia e alla bontà di Dio verso gli altri; amare Dio richiede la libertà  interiore di fronte ad ogni possesso e a tutte le cose materiali: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'amore di Dio  si rivela nella responsabilità per l'altro&lt;/span&gt;[&lt;a linkindex="20" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn20" name="_ftnref20" title=""&gt;20&lt;/a&gt;]. La stessa connessione  tra amore di Dio e responsabilità per gli uomini possiamo osservare in modo  toccante nella vita di sant'Agostino. Dopo la sua conversione alla fede  cristiana egli, insieme con alcuni amici di idee affini, voleva condurre una  vita che fosse dedicata totalmente alla parola di Dio e alle cose eterne.  Intendeva realizzare con valori cristiani l'ideale della vita contemplativa  espressa dalla grande filosofia greca, scegliendo in questo modo « la parte  migliore » (cfr&lt;i&gt; Lc &lt;/i&gt;10,42). Ma le cose andarono diversamente. Mentre  partecipava alla Messa domenicale nella città portuale di Ippona, fu dal Vescovo  chiamato fuori dalla folla e costretto a lasciarsi ordinare per l'esercizio del  ministero sacerdotale in quella città. Guardando retrospettivamente a quell'ora  egli scrive nelle sue&lt;i&gt; Confessioni&lt;/i&gt;: « Atterrito dai miei peccati e dalla  mole della mia miseria, avevo ventilato in cuor mio e meditato la fuga nella  solitudine. Ma tu me l'hai impedito e mi hai confortato con la tua parola: «  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cristo è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi,  ma per colui che è morto per tutti&lt;/span&gt; » (cfr&lt;i&gt; 2 Cor &lt;/i&gt;5,15) »[&lt;a linkindex="21" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn21" name="_ftnref21" title=""&gt;21&lt;/a&gt;].  Cristo è morto per tutti. Vivere per Lui significa lasciarsi coinvolgere nel suo  « essere per ».&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;29. Per Agostino ciò significò una vita totalmente nuova. Egli una volta  descrisse così la sua quotidianità: « Correggere gli indisciplinati, confortare  i pusillanimi, sostenere i deboli, confutare gli oppositori, guardarsi dai  maligni, istruire gli ignoranti, stimolare i negligenti, frenare i litigiosi,  moderare gli ambiziosi, incoraggiare gli sfiduciati, pacificare i contendenti,  aiutare i bisognosi, liberare gli oppressi, mostrare approvazione ai buoni,  tollerare i cattivi e [ahimè!] amare tutti »[&lt;a linkindex="22" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn22" name="_ftnref22" title=""&gt;22&lt;/a&gt;]. « È il Vangelo che mi  spaventa »[&lt;a linkindex="23" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn23" name="_ftnref23" title=""&gt;23&lt;/a&gt;] – quello spavento salutare che ci impedisce di vivere  per noi stessi e che ci spinge a trasmettere la nostra comune speranza. Di  fatto, proprio questa era l'intenzione di Agostino: nella situazione difficile  dell'impero romano, che minacciava anche l'Africa romana e, alla fine della vita  di Agostino, addirittura la distrusse, trasmettere speranza – la speranza che  gli veniva dalla fede e che, in totale contrasto col suo temperamento  introverso, lo rese capace di partecipare decisamente e con tutte le forze  all'edificazione della città. Nello stesso capitolo delle&lt;i&gt; Confessioni&lt;/i&gt;, in  cui abbiamo or ora visto il motivo decisivo del suo impegno « per tutti », egli  dice: Cristo « intercede per noi, altrimenti dispererei. Sono molte e pesanti le  debolezze, molte e pesanti, ma più abbondante è la tua medicina. Avremmo potuto  credere che la tua Parola fosse lontana dal contatto dell'uomo e disperare di  noi, se questa Parola non si fosse fatta carne e non avesse abitato in mezzo a  noi »[&lt;a linkindex="24" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn24" name="_ftnref24" title=""&gt;24&lt;/a&gt;]. In virtù della sua speranza, Agostino si è prodigato per la  gente semplice e per la sua città – ha rinunciato alla sua nobiltà spirituale e  ha predicato ed agito in modo semplice per la gente semplice.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;30. Riassumiamo ciò che finora è emerso nello sviluppo delle nostre riflessioni.  L'uomo ha, nel succedersi dei giorni, molte speranze – più piccole o più grandi  – diverse nei diversi periodi della sua vita. A volte può sembrare che una di  queste speranze lo soddisfi totalmente e che non abbia bisogno di altre  speranze. Nella gioventù può essere la speranza del grande e appagante amore; la  speranza di una certa posizione nella professione, dell'uno o dell'altro  successo determinante per il resto della vita. Quando, però, queste speranze si  realizzano, appare con chiarezza che ciò non era, in realtà, il tutto. Si rende  evidente che l'uomo ha bisogno di una speranza che vada oltre. Si rende evidente  che può bastargli solo qualcosa di infinito, qualcosa che sarà sempre più di ciò  che egli possa mai raggiungere. In questo senso il tempo moderno ha sviluppato  la speranza dell'instaurazione di un mondo perfetto che, grazie alle conoscenze  della scienza e ad una politica scientificamente fondata, sembrava esser  diventata realizzabile. Così la speranza biblica del regno di Dio è stata  rimpiazzata dalla speranza del regno dell'uomo, dalla speranza di un mondo  migliore che sarebbe il vero « regno di Dio ». Questa sembrava finalmente la  speranza grande e realistica, di cui l'uomo ha bisogno. Essa era in grado di  mobilitare – per un certo tempo – tutte le energie dell'uomo; il grande  obiettivo sembrava meritevole di ogni impegno. Ma nel corso del tempo apparve  chiaro che questa speranza fugge sempre più lontano. Innanzitutto ci si rese  conto che questa era forse una speranza per gli uomini di dopodomani, ma non una  speranza per me. E benché il « per tutti » faccia parte della grande speranza –  non posso, infatti, diventare felice contro e senza gli altri – resta vero che  una speranza che non riguardi me in persona non è neppure una vera speranza. E  diventò evidente che questa era una speranza contro la libertà, perché la  situazione delle cose umane dipende in ogni generazione nuovamente dalla libera  decisione degli uomini che ad essa appartengono. Se questa libertà, a causa  delle condizioni e delle strutture, fosse loro tolta, il mondo, in fin dei  conti, non sarebbe buono, perché un mondo senza libertà non è per nulla un mondo  buono. Così, pur essendo necessario un continuo impegno per il miglioramento del  mondo, il mondo migliore di domani non può essere il contenuto proprio e  sufficiente della nostra speranza. E sempre a questo proposito si pone la  domanda: Quando è « migliore » il mondo? Che cosa lo rende buono? Secondo quale  criterio si può valutare il suo essere buono? E per quali vie si può raggiungere  questa « bontà »?&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;31. Ancora: noi abbiamo bisogno delle speranze – più piccole o più grandi – che,  giorno per giorno, ci mantengono in cammino. Ma senza la grande speranza, che  deve superare tutto il resto, esse non bastano. Questa grande speranza può  essere solo Dio, che abbraccia l'universo e che può proporci e donarci ciò che,  da soli, non possiamo raggiungere. Proprio l'essere gratificato di un dono fa  parte della speranza. Dio è il fondamento della speranza – non un qualsiasi dio,  ma quel Dio che possiede un volto umano e che ci ha amati sino alla fine: ogni  singolo e l'umanità nel suo insieme. Il suo regno non è un aldilà immaginario,  posto in un futuro che non arriva mai; il suo regno è presente là dove Egli è  amato e dove il suo amore ci raggiunge. Solo il suo amore ci dà la possibilità  di perseverare con ogni sobrietà giorno per giorno, senza perdere lo slancio  della speranza, in un mondo che, per sua natura, è imperfetto. E il suo amore,  allo stesso tempo, è per noi la garanzia che esiste ciò che solo vagamente  intuiamo e, tuttavia, nell'intimo aspettiamo: la vita che è « veramente » vita.  Cerchiamo di concretizzare ulteriormente questa idea in un'ultima parte,  rivolgendo la nostra attenzione ad alcuni « luoghi » di pratico apprendimento ed  esercizio della speranza.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;« Luoghi » di apprendimento e di esercizio della speranza&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;b&gt;I. La preghiera come scuola della speranza&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;32. Un primo essenziale luogo di apprendimento della speranza è la preghiera. Se  non mi ascolta più nessuno, Dio mi ascolta ancora. Se non posso più parlare con  nessuno, più nessuno invocare, a Dio posso sempre parlare. Se non c'è più  nessuno che possa aiutarmi – dove si tratta di una necessità o di un'attesa che  supera l'umana capacità di sperare – Egli può aiutarmi[&lt;a linkindex="25" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn25" name="_ftnref25" title=""&gt;25&lt;/a&gt;]. Se sono  relegato in estrema solitudine...; ma l'orante non è mai totalmente solo. Da  tredici anni di prigionia, di cui nove in isolamento, l'indimenticabile  Cardinale Nguyen Van Thuan ci ha lasciato un prezioso libretto:&lt;i&gt; Preghiere di  speranza&lt;/i&gt;. Durante tredici anni di carcere, in una situazione di disperazione  apparentemente totale, l'ascolto di Dio, il poter parlargli, divenne per lui una  crescente forza di speranza, che dopo il suo rilascio gli consentì di diventare  per gli uomini in tutto il mondo un testimone della speranza – di quella grande  speranza che anche nelle notti della solitudine non tramonta.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;33. In modo molto bello Agostino ha illustrato l'intima relazione tra preghiera  e speranza in una omelia sulla &lt;i&gt;Prima Lettera di Giovanni&lt;/i&gt;. Egli definisce  la preghiera come un esercizio del desiderio. L'uomo è stato creato per una  realtà grande – per Dio stesso, per essere riempito da Lui. Ma il suo cuore è  troppo stretto per la grande realtà che gli è assegnata. Deve essere allargato.  « Rinviando [il suo dono], Dio allarga il nostro desiderio; mediante il  desiderio allarga l'animo e dilatandolo lo rende più capace [di accogliere Lui  stesso] ». Agostino rimanda a san Paolo che dice di sé di vivere proteso verso  le cose che devono venire (cfr &lt;i&gt;Fil &lt;/i&gt;3,13). Poi usa un'immagine molto bella  per descrivere questo processo di allargamento e di preparazione del cuore  umano. « Supponi che Dio ti voglia riempire di miele [simbolo della tenerezza di  Dio e della sua bontà]. Se tu, però, sei pieno di aceto, dove metterai il miele?  » Il vaso, cioè il cuore, deve prima essere allargato e poi pulito: liberato  dall'aceto e dal suo sapore. Ciò richiede lavoro, costa dolore, ma solo così si  realizza l'adattamento a ciò a cui siamo destinati[&lt;a linkindex="26" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn26" name="_ftnref26" title=""&gt;26&lt;/a&gt;]. Anche se  Agostino parla direttamente solo della ricettività per Dio, appare tuttavia  chiaro che l'uomo, in questo lavoro col quale si libera dall'aceto e dal sapore  dell'aceto, non diventa solo libero per Dio, ma appunto si apre anche agli  altri. Solo diventando figli di Dio, infatti, possiamo stare con il nostro Padre  comune. Pregare non significa uscire dalla storia e ritirarsi nell'angolo  privato della propria felicità. Il giusto modo di pregare è un processo di  purificazione interiore che ci fa capaci per Dio e, proprio così, anche capaci  per gli uomini. Nella preghiera l'uomo deve imparare che cosa egli possa  veramente chiedere a Dio – che cosa sia degno di Dio. Deve imparare che non può  pregare contro l'altro. Deve imparare che non può chiedere le cose superficiali  e comode che desidera al momento – la piccola speranza sbagliata che lo conduce  lontano da Dio. Deve purificare i suoi desideri e le sue speranze. Deve  liberarsi dalle menzogne segrete con cui inganna se stesso: Dio le scruta, e il  confronto con Dio costringe l'uomo a riconoscerle pure lui. « Le inavvertenze  chi le discerne? Assolvimi dalla colpe che non vedo », prega il Salmista  (19[18],13). Il non riconoscimento della colpa, l'illusione di innocenza non mi  giustifica e non mi salva, perché l'intorpidimento della coscienza, l'incapacità  di riconoscere il male come tale in me, è colpa mia. Se non c'è Dio, devo forse  rifugiarmi in tali menzogne, perché non c'è nessuno che possa perdonarmi,  nessuno che sia la misura vera. L'incontro invece con Dio risveglia la mia  coscienza, perché essa non mi fornisca più un'autogiustificazione, non sia più  un riflesso di me stesso e dei contemporanei che mi condizionano, ma diventi  capacità di ascolto del Bene stesso.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;34. Affinché la preghiera sviluppi questa forza purificatrice, essa deve, da una  parte, essere molto personale, un confronto del mio io con Dio, con il Dio  vivente. Dall'altra, tuttavia, essa deve essere sempre di nuovo guidata ed  illuminata dalle grandi preghiere della Chiesa e dei santi, dalla preghiera  liturgica, nella quale il Signore ci insegna continuamente a pregare nel modo  giusto. Il Cardinale Nguyen Van Thuan, nel suo libro di Esercizi spirituali, ha  raccontato come nella sua vita c'erano stati lunghi periodi di incapacità di  pregare e come egli si era aggrappato alle parole di preghiera della Chiesa: al  Padre nostro, all'Ave Maria e alle preghiere della Liturgia[&lt;a linkindex="27" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn27" name="_ftnref27" title=""&gt;27&lt;/a&gt;]. Nel  pregare deve sempre esserci questo intreccio tra preghiera pubblica e preghiera  personale. Così possiamo parlare a Dio, così Dio parla a noi. In questo modo si  realizzano in noi le purificazioni, mediante le quali diventiamo capaci di Dio e  siamo resi idonei al servizio degli uomini. Così diventiamo capaci della grande  speranza e così diventiamo ministri della speranza per gli altri: la speranza in  senso cristiano è sempre anche speranza per gli altri. Ed è speranza attiva,  nella quale lottiamo perché le cose non vadano verso « la fine perversa ». È  speranza attiva proprio anche nel senso che teniamo il mondo aperto a Dio. Solo  così essa rimane anche speranza veramente umana.&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;b&gt;II. Agire e soffrire come luoghi di apprendimento della  speranza&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;35. Ogni agire serio e retto dell'uomo è speranza in atto. Lo è innanzitutto nel  senso che cerchiamo così di portare avanti le nostre speranze, più piccole o più  grandi: risolvere questo o quell'altro compito che per l'ulteriore cammino della  nostra vita è importante; col nostro impegno dare un contributo affinché il  mondo diventi un po' più luminoso e umano e così si aprano anche le porte verso  il futuro. Ma l'impegno quotidiano per la prosecuzione della nostra vita e per  il futuro dell'insieme ci stanca o si muta in fanatismo, se non ci illumina la  luce di quella grande speranza che non può essere distrutta neppure da  insuccessi nel piccolo e dal fallimento in vicende di portata storica. Se non  possiamo sperare più di quanto è effettivamente raggiungibile di volta in volta  e di quanto di sperabile le autorità politiche ed economiche ci offrono, la  nostra vita si riduce ben presto ad essere priva di speranza. È importante  sapere: io posso sempre ancora sperare, anche se per la mia vita o per il  momento storico che sto vivendo apparentemente non ho più niente da sperare.  Solo la grande speranza-certezza che, nonostante tutti i fallimenti, la mia vita  personale e la storia nel suo insieme sono custodite nel potere indistruttibile  dell'Amore e, grazie ad esso, hanno per esso un senso e un'importanza, solo una  tale speranza può in quel caso dare ancora il coraggio di operare e di  proseguire. Certo, non possiamo « costruire » il regno di Dio con le nostre  forze – ciò che costruiamo rimane sempre regno dell'uomo con tutti i limiti che  sono propri della natura umana. Il regno di Dio è un dono, e proprio per questo  è grande e bello e costituisce la risposta alla speranza. E non possiamo – per  usare la terminologia classica – « meritare » il cielo con le nostre opere. Esso  è sempre più di quello che meritiamo, così come l'essere amati non è mai una  cosa « meritata », ma sempre un dono. Tuttavia, con tutta la nostra  consapevolezza del « plusvalore » del cielo, rimane anche sempre vero che il  nostro agire non è indifferente davanti a Dio e quindi non è neppure  indifferente per lo svolgimento della storia. Possiamo aprire noi stessi e il  mondo all'ingresso di Dio: della verità, dell'amore, del bene. È quanto hanno  fatto i santi che, come « collaboratori di Dio », hanno contribuito alla  salvezza del mondo (cfr&lt;i&gt; 1 Cor &lt;/i&gt;3,9; &lt;i&gt;1 Ts &lt;/i&gt;3,2). Possiamo liberare la  nostra vita e il mondo dagli avvelenamenti e dagli inquinamenti che potrebbero  distruggere il presente e il futuro. Possiamo scoprire e tenere pulite le fonti  della creazione e così, insieme con la creazione che ci precede come dono, fare  ciò che è giusto secondo le sue intrinseche esigenze e la sua finalità. Ciò  conserva un senso anche se, per quel che appare, non abbiamo successo o  sembriamo impotenti di fronte al sopravvento di forze ostili. Così, per un  verso, dal nostro operare scaturisce speranza per noi e per gli altri; allo  stesso tempo, però, è la grande speranza poggiante sulle promesse di Dio che,  nei momenti buoni come in quelli cattivi, ci dà coraggio e orienta il nostro  agire.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;36. Come l'agire, anche la sofferenza fa parte dell'esistenza umana. Essa  deriva, da una parte, dalla nostra finitezza, dall'altra, dalla massa di colpa  che, nel corso della storia, si è accumulata e anche nel presente cresce in modo  inarrestabile. Certamente bisogna fare tutto il possibile per diminuire la  sofferenza: impedire, per quanto possibile, la sofferenza degli innocenti;  calmare i dolori; aiutare a superare le sofferenze psichiche. Sono tutti doveri  sia della giustizia che dell'amore che rientrano nelle esigenze fondamentali  dell'esistenza cristiana e di ogni vita veramente umana. Nella lotta contro il  dolore fisico si è riusciti a fare grandi progressi; la sofferenza degli  innocenti e anche le sofferenze psichiche sono piuttosto aumentate nel corso  degli ultimi decenni. Sì, dobbiamo fare di tutto per superare la sofferenza, ma  eliminarla completamente dal mondo non sta nelle nostre possibilità –  semplicemente perché non possiamo scuoterci di dosso la nostra finitezza e  perché nessuno di noi è in grado di eliminare il potere del male, della colpa  che – lo vediamo – è continuamente fonte di sofferenza. Questo potrebbe  realizzarlo solo Dio: solo un Dio che personalmente entra nella storia facendosi  uomo e soffre in essa. Noi sappiamo che questo Dio c'è e che perciò questo  potere che « toglie il peccato del mondo » (&lt;i&gt;Gv&lt;/i&gt; 1,29) è presente nel  mondo. Con la fede nell'esistenza di questo potere, è emersa nella storia la  speranza della guarigione del mondo. Ma si tratta, appunto, di speranza e non  ancora di compimento; speranza che ci dà il coraggio di metterci dalla parte del  bene anche là dove la cosa sembra senza speranza, nella consapevolezza che,  stando allo svolgimento della storia così come appare all'esterno, il potere  della colpa rimane anche nel futuro una presenza terribile.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;37. Ritorniamo al nostro tema. Possiamo cercare di limitare la sofferenza, di  lottare contro di essa, ma non possiamo eliminarla. Proprio là dove gli uomini,  nel tentativo di evitare ogni sofferenza, cercano di sottrarsi a tutto ciò che  potrebbe significare patimento, là dove vogliono risparmiarsi la fatica e il  dolore della verità, dell'amore, del bene, scivolano in una vita vuota, nella  quale forse non esiste quasi più il dolore, ma si ha tanto maggiormente l'oscura  sensazione della mancanza di senso e della solitudine. Non è lo scansare la  sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l'uomo, ma la capacità di  accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante  l'unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore. Vorrei in questo  contesto citare alcune frasi di una lettera del martire vietnamita Paolo  Le-Bao-Thin († 1857), nelle quali diventa evidente questa trasformazione della  sofferenza mediante la forza della speranza che proviene dalla fede. « Io,  Paolo, prigioniero per il nome di Cristo, voglio farvi conoscere le tribolazioni  nelle quali quotidianamente sono immerso, perché infiammati dal divino amore  innalziate con me le vostre lodi a Dio: eterna è la sua misericordia (cfr &lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt;  136 [135]). Questo carcere è davvero un'immagine dell'inferno eterno: ai crudeli  supplizi di ogni genere, come i ceppi, le catene di ferro, le funi, si  aggiungono odio, vendette, calunnie, parole oscene, false accuse, cattiverie,  giuramenti iniqui, maledizioni e infine angoscia e tristezza. Dio, che liberò i  tre giovani dalla fornace ardente, mi è sempre vicino; e ha liberato anche me da  queste tribolazioni, trasformandole in dolcezza: eterna è la sua misericordia.  In mezzo a questi tormenti, che di solito piegano e spezzano gli altri, per la  grazia di Dio sono pieno di gioia e letizia, perché non sono solo, ma Cristo è  con me [...] Come sopportare questo orrendo spettacolo, vedendo ogni giorno  imperatori, mandarini e i loro cortigiani, che bestemmiano il tuo santo nome,  Signore, che siedi sui Cherubini (cfr&lt;i&gt; Sal &lt;/i&gt;80 [79], 2) e i Serafini? Ecco,  la tua croce è calpestata dai piedi dei pagani! Dov'è la tua gloria? Vedendo  tutto questo preferisco, nell'ardore della tua carità, aver tagliate le membra e  morire in testimonianza del tuo amore. Mostrami, Signore, la tua potenza, vieni  in mio aiuto e salvami, perché nella mia debolezza sia manifestata e glorificata  la tua forza davanti alle genti [...]. Fratelli carissimi, nell'udire queste  cose, esultate e innalzate un perenne inno di grazie a Dio, fonte di ogni bene,  e beneditelo con me: eterna è la sua misericordia. [...] Vi scrivo tutto questo,  perché la vostra e la mia fede formino una cosa sola. Mentre infuria la  tempesta, getto l'ancora fino al trono di Dio: speranza viva, che è nel mio  cuore... »[&lt;a linkindex="28" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn28" name="_ftnref28" title=""&gt;28&lt;/a&gt;]. Questa è una lettera dall'« inferno ». Si palesa tutto  l'orrore di un campo di concentramento, in cui ai tormenti da parte dei tiranni  s'aggiunge lo scatenamento del male nelle stesse vittime che, in questo modo,  diventano pure esse ulteriori strumenti della crudeltà degli aguzzini. È una  lettera dall'inferno, ma in essa si avvera la parola del&lt;i&gt; Salmo&lt;/i&gt;: « Se  salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti [...]. Se dico:  “Almeno l'oscurità mi copra” [...] nemmeno le tenebre per te sono oscure, e la  notte è chiara come il giorno; per te le tenebre sono come luce » (&lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt;  139 [138] 8-12; cfr anche &lt;i&gt;Sal&lt;/i&gt; 23 [22],4). Cristo è disceso nell'« inferno  » e così è vicino a chi vi viene gettato, trasformando per lui le tenebre in  luce. La sofferenza, i tormenti restano terribili e quasi insopportabili. È  sorta, tuttavia, la stella della speranza – l'ancora del cuore giunge fino al  trono di Dio. Non viene scatenato il male nell'uomo, ma vince la luce: la  sofferenza – senza cessare di essere sofferenza – diventa nonostante tutto canto  di lode.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;38. La misura dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la  sofferenza e col sofferente. Questo vale per il singolo come per la società. Una  società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire  mediante la com-passione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata  anche interiormente è una società crudele e disumana. La società, però, non può  accettare i sofferenti e sostenerli nella loro sofferenza, se i singoli non sono  essi stessi capaci di ciò e, d'altra parte, il singolo non può accettare la  sofferenza dell'altro se egli personalmente non riesce a trovare nella  sofferenza un senso, un cammino di purificazione e di maturazione, un cammino di  speranza. Accettare l'altro che soffre significa, infatti, assumere in qualche  modo la sua sofferenza, cosicché essa diventa anche mia. Ma proprio perché ora è  divenuta sofferenza condivisa, nella quale c'è la presenza di un altro, questa  sofferenza è penetrata dalla luce dell'amore. La parola latina &lt;i&gt;con-solatio&lt;/i&gt;,  consolazione, lo esprime in maniera molto bella suggerendo un essere-con nella  solitudine, che allora non è più solitudine. Ma anche la capacità di accettare  la sofferenza per amore del bene, della verità e della giustizia è costitutiva  per la misura dell'umanità, perché se, in definitiva, il mio benessere, la mia  incolumità è più importante della verità e della giustizia, allora vige il  dominio del più forte; allora regnano la violenza e la menzogna. La verità e la  giustizia devono stare al di sopra della mia comodità ed incolumità fisica,  altrimenti la mia stessa vita diventa menzogna. E infine, anche il « sì »  all'amore è fonte di sofferenza, perché l'amore esige sempre espropriazioni del  mio io, nelle quali mi lascio potare e ferire. L'amore non può affatto esistere  senza questa rinuncia anche dolorosa a me stesso, altrimenti diventa puro  egoismo e, con ciò, annulla se stesso come tale.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;39. Soffrire con l'altro, per gli altri; soffrire per amore della verità e della  giustizia; soffrire a causa dell'amore e per diventare una persona che ama  veramente – questi sono elementi fondamentali di umanità, l'abbandono dei quali  distruggerebbe l'uomo stesso. Ma ancora una volta sorge la domanda: ne siamo  capaci? È l'altro sufficientemente importante, perché per lui io diventi una  persona che soffre? È per me la verità tanto importante da ripagare la  sofferenza? È così grande la promessa dell'amore da giustificare il dono di me  stesso? Alla fede cristiana, nella storia dell'umanità, spetta proprio questo  merito di aver suscitato nell'uomo in maniera nuova e a una profondità nuova la  capacità di tali modi di soffrire che sono decisivi per la sua umanità. La fede  cristiana ci ha mostrato che verità, giustizia, amore non sono semplicemente  ideali, ma realtà di grandissima densità. Ci ha mostrato, infatti, che Dio – la  Verità e l'Amore in persona – ha voluto soffrire per noi e con noi. Bernardo di  Chiaravalle ha coniato la meravigliosa espressione:&lt;i&gt; Impassibilis est Deus,  sed non incompassibilis&lt;/i&gt;[&lt;a linkindex="29" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn29" name="_ftnref29" title=""&gt;29&lt;/a&gt;] – Dio non può patire, ma può  compatire. L'uomo ha per Dio un valore così grande da essersi Egli stesso fatto  uomo per poter com-patire con l'uomo, in modo molto reale, in carne e sangue,  come ci viene dimostrato nel racconto della Passione di Gesù. Da lì in ogni  sofferenza umana è entrato uno che condivide la sofferenza e la sopportazione;  da lì si diffonde in ogni sofferenza la&lt;i&gt; con-solatio&lt;/i&gt;, la consolazione  dell'amore partecipe di Dio e così sorge la stella della speranza. Certo, nelle  nostre molteplici sofferenze e prove abbiamo sempre bisogno anche delle nostre  piccole o grandi speranze – di una visita benevola, della guarigione da ferite  interne ed esterne, della risoluzione positiva di una crisi, e così via. Nelle  prove minori questi tipi di speranza possono anche essere sufficienti. Ma nelle  prove veramente gravi, nelle quali devo far mia la decisione definitiva di  anteporre la verità al benessere, alla carriera, al possesso, la certezza della  vera, grande speranza, di cui abbiamo parlato, diventa necessaria. Anche per  questo abbiamo bisogno di testimoni, di martiri, che si sono donati totalmente,  per farcelo da loro dimostrare – giorno dopo giorno. Ne abbiamo bisogno per  preferire, anche nelle piccole alternative della quotidianità, il bene alla  comodità – sapendo che proprio così viviamo veramente la vita. Diciamolo ancora  una volta: la capacità di soffrire per amore della verità è misura di umanità.  Questa capacità di soffrire, tuttavia, dipende dal genere e dalla misura della  speranza che portiamo dentro di noi e sulla quale costruiamo. I santi poterono  percorrere il grande cammino dell'essere-uomo nel modo in cui Cristo lo ha  percorso prima di noi, perché erano ricolmi della grande speranza.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;40. Vorrei aggiungere ancora una piccola annotazione non del tutto irrilevante  per le vicende di ogni giorno. Faceva parte di una forma di devozione, oggi  forse meno praticata, ma non molto tempo fa ancora assai diffusa, il pensiero di  poter « offrire » le piccole fatiche del quotidiano, che ci colpiscono sempre di  nuovo come punzecchiature più o meno fastidiose, conferendo così ad esse un  senso. In questa devozione c'erano senz'altro cose esagerate e forse anche  malsane, ma bisogna domandarsi se non vi era contenuto in qualche modo qualcosa  di essenziale che potrebbe essere di aiuto. Che cosa vuol dire « offrire »?  Queste persone erano convinte di poter inserire nel grande com-patire di Cristo  le loro piccole fatiche, che entravano così a far parte in qualche modo del  tesoro di compassione di cui il genere umano ha bisogno. In questa maniera anche  le piccole seccature del quotidiano potrebbero acquistare un senso e contribuire  all'economia del bene, dell'amore tra gli uomini. Forse dovremmo davvero  chiederci se una tale cosa non potrebbe ridiventare una prospettiva sensata  anche per noi.&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;b&gt;III. Il Giudizio come luogo di apprendimento e di esercizio  della speranza&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;41. Nel grande &lt;i&gt;Credo &lt;/i&gt;della Chiesa la parte centrale, che tratta del  mistero di Cristo a partire dalla nascita eterna dal Padre e dalla nascita  temporale dalla Vergine Maria per giungere attraverso la croce e la risurrezione  fino al suo ritorno, si conclude con le parole: « ...di nuovo verrà nella gloria  per giudicare i vivi e i morti ». La prospettiva del Giudizio, già dai  primissimi tempi, ha influenzato i cristiani fin nella loro vita quotidiana come  criterio secondo cui ordinare la vita presente, come richiamo alla loro  coscienza e, al contempo, come speranza nella giustizia di Dio. La fede in  Cristo non ha mai guardato solo indietro né mai solo verso l'alto, ma sempre  anche in avanti verso l'ora della giustizia che il Signore aveva ripetutamente  preannunciato. Questo sguardo in avanti ha conferito al cristianesimo la sua  importanza per il presente. Nella conformazione degli edifici sacri cristiani,  che volevano rendere visibile la vastità storica e cosmica della fede in Cristo,  diventò abituale rappresentare sul lato orientale il Signore che ritorna come re  – l'immagine della speranza –, sul lato occidentale, invece, il Giudizio finale  come immagine della responsabilità per la nostra vita, una raffigurazione che  guardava ed accompagnava i fedeli proprio nel loro cammino verso la  quotidianità. Nello sviluppo dell'iconografia, però, è poi stato dato sempre più  risalto all'aspetto minaccioso e lugubre del Giudizio, che ovviamente  affascinava gli artisti più dello splendore della speranza, che spesso veniva  eccessivamente nascosto sotto la minaccia.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;42. Nell'epoca moderna il pensiero del Giudizio finale sbiadisce: la fede  cristiana viene individualizzata ed è orientata soprattutto verso la salvezza  personale dell'anima; la riflessione sulla storia universale, invece, è in gran  parte dominata dal pensiero del progresso. Il contenuto fondamentale dell'attesa  del Giudizio, tuttavia, non è semplicemente scomparso. Ora però assume una forma  totalmente diversa. L'ateismo del XIX e del XX secolo è, secondo le sue radici e  la sua finalità, un moralismo: una protesta contro le ingiustizie del mondo e  della storia universale. Un mondo, nel quale esiste una tale misura di  ingiustizia, di sofferenza degli innocenti e di cinismo del potere, non può  essere l'opera di un Dio buono. Il Dio che avesse la responsabilità di un simile  mondo, non sarebbe un Dio giusto e ancor meno un Dio buono. È in nome della  morale che bisogna contestare questo Dio. Poiché non c'è un Dio che crea  giustizia, sembra che l'uomo stesso ora sia chiamato a stabilire la giustizia.  Se di fronte alla sofferenza di questo mondo la protesta contro Dio è  comprensibile, la pretesa che l'umanità possa e debba fare ciò che nessun Dio fa  né è in grado di fare, è presuntuosa ed intrinsecamente non vera. Che da tale  premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia  non è un caso, ma è fondato nella falsità intrinseca di questa pretesa. Un mondo  che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza. Nessuno e  niente risponde per la sofferenza dei secoli. Nessuno e niente garantisce che il  cinismo del potere – sotto qualunque accattivante rivestimento ideologico si  presenti – non continui a spadroneggiare nel mondo. Così i grandi pensatori  della scuola di Francoforte, Max Horkheimer e Theodor W. Adorno, hanno criticato  in ugual modo l'ateismo come il teismo. Horkheimer ha radicalmente escluso che  possa essere trovato un qualsiasi surrogato immanente per Dio, rifiutando allo  stesso tempo però anche l'immagine del Dio buono e giusto. In una  radicalizzazione estrema del divieto veterotestamentario delle immagini, egli  parla della « nostalgia del totalmente Altro » che rimane inaccessibile – un  grido del desiderio rivolto alla storia universale. Anche Adorno si è attenuto  decisamente a questa rinuncia ad ogni immagine che, appunto, esclude anche l'«  immagine » del Dio che ama. Ma egli ha anche sempre di nuovo sottolineato questa  dialettica « negativa » e ha affermato che giustizia, una vera giustizia,  richiederebbe un mondo « in cui non solo la sofferenza presente fosse annullata,  ma anche revocato ciò che è irrevocabilmente passato »[&lt;a linkindex="30" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn30" name="_ftnref30" title=""&gt;30&lt;/a&gt;]. Questo,  però, significherebbe – espresso in simboli positivi e quindi per lui inadeguati  – che giustizia non può esservi senza risurrezione dei morti. Una tale  prospettiva, tuttavia, comporterebbe « la risurrezione della carne, una cosa che  all'idealismo, al regno dello spirito assoluto, è totalmente estranea »[&lt;a linkindex="31" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn31" name="_ftnref31" title=""&gt;31&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;43. Dalla rigorosa rinuncia ad ogni immagine, che fa parte del primo  Comandamento di Dio (cfr&lt;i&gt; Es &lt;/i&gt;20,4), può e deve imparare sempre di nuovo  anche il cristiano. La verità della teologia negativa è stata posta in risalto  dal IV Concilio Lateranense il quale ha dichiarato esplicitamente che, per  quanto grande possa essere la somiglianza costatata tra il Creatore e la  creatura, sempre più grande è tra di loro la dissomiglianza[&lt;a linkindex="32" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn32" name="_ftnref32" title=""&gt;32&lt;/a&gt;]. Per il  credente, tuttavia, la rinuncia ad ogni immagine non può spingersi fino al punto  da doversi fermare, come vorrebbero Horkheimer e Adorno, nel « no » ad ambedue  le tesi, al teismo e all'ateismo. Dio stesso si è dato un' « immagine »: nel  Cristo che si è fatto uomo. In Lui, il Crocifisso, la negazione di immagini  sbagliate di Dio è portata all'estremo. Ora Dio rivela il suo Volto proprio  nella figura del sofferente che condivide la condizione dell'uomo abbandonato da  Dio, prendendola su di sé. Questo sofferente innocente è diventato  speranza-certezza: Dio c'è, e Dio sa creare la giustizia in un modo che noi non  siamo capaci di concepire e che, tuttavia, nella fede possiamo intuire. Sì,  esiste la risurrezione della carne[&lt;a linkindex="33" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn33" name="_ftnref33" title=""&gt;33&lt;/a&gt;]. Esiste una giustizia[&lt;a linkindex="34" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn34" name="_ftnref34" title=""&gt;34&lt;/a&gt;].  Esiste la « revoca » della sofferenza passata, la riparazione che ristabilisce  il diritto. Per questo la fede nel Giudizio finale è innanzitutto e soprattutto  speranza – quella speranza, la cui necessità si è resa evidente proprio negli  sconvolgimenti degli ultimi secoli. Io sono convinto che la questione della  giustizia costituisce l'argomento essenziale, in ogni caso l'argomento più  forte, in favore della fede nella vita eterna. Il bisogno soltanto individuale  di un appagamento che in questa vita ci è negato, dell'immortalità dell'amore  che attendiamo, è certamente un motivo importante per credere che l'uomo sia  fatto per l'eternità; ma solo in collegamento con l'impossibilità che  l'ingiustizia della storia sia l'ultima parola, diviene pienamente convincente  la necessità del ritorno di Cristo e della nuova vita.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;44. La protesta contro Dio in nome della giustizia non serve. Un mondo senza Dio  è un mondo senza speranza (cfr &lt;i&gt;Ef&lt;/i&gt; 2,12). Solo Dio può creare giustizia. E  la fede ci dà la certezza: Egli lo fa. L'immagine del Giudizio finale è in primo  luogo non un'immagine terrificante, ma un'immagine di speranza; per noi forse  addirittura l'immagine decisiva della speranza. Ma non è forse anche un'immagine  di spavento? Io direi: è un'immagine che chiama in causa la responsabilità.  Un'immagine, quindi, di quello spavento di cui sant'Ilario dice che ogni nostra  paura ha la sua collocazione nell'amore[&lt;a linkindex="35" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn35" name="_ftnref35" title=""&gt;35&lt;/a&gt;]. Dio è giustizia e crea  giustizia. È questa la nostra consolazione e la nostra speranza. Ma nella sua  giustizia è insieme anche grazia. Questo lo sappiamo volgendo lo sguardo sul  Cristo crocifisso e risorto. Ambedue – giustizia e grazia – devono essere viste  nel loro giusto collegamento interiore. La grazia non esclude la giustizia. Non  cambia il torto in diritto. Non è una spugna che cancella tutto così che quanto  s'è fatto sulla terra finisca per avere sempre lo stesso valore. Contro un tale  tipo di cielo e di grazia ha protestato a ragione, per esempio, Dostoëvskij nel  suo romanzo « &lt;i&gt;I fratelli Karamazov&lt;/i&gt; ». I malvagi alla fine, nel banchetto  eterno, non siederanno indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se  nulla fosse stato. Vorrei a questo punto citare un testo di Platone che esprime  un presentimento del giusto giudizio che in gran parte rimane vero e salutare  anche per il cristiano. Pur con immagini mitologiche, che però rendono con  evidenza inequivocabile la verità, egli dice che alla fine le anime staranno  nude davanti al giudice. Ora non conta più ciò che esse erano una volta nella  storia, ma solo ciò che sono in verità. « Ora [il giudice] ha davanti a sé forse  l'anima di un [...] re o dominatore e non vede niente di sano in essa. La trova  flagellata e piena di cicatrici provenienti da spergiuro ed ingiustizia [...] e  tutto è storto, pieno di menzogna e superbia, e niente è dritto, perché essa è  cresciuta senza verità. Ed egli vede come l'anima, a causa di arbitrio,  esuberanza, spavalderia e sconsideratezza nell'agire, è caricata di smisuratezza  ed infamia. Di fronte a un tale spettacolo, egli la manda subito nel carcere,  dove subirà le punizioni meritate [...] A volte, però, egli vede davanti a sé  un'anima diversa, una che ha fatto una vita pia e sincera [...], se ne compiace  e la manda senz'altro alle isole dei beati »[&lt;a linkindex="36" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn36" name="_ftnref36" title=""&gt;36&lt;/a&gt;]. Gesù, nella parabola  del ricco epulone e del povero Lazzaro (cfr&lt;i&gt; Lc&lt;/i&gt; 16,19-31), ha presentato a  nostro ammonimento l'immagine di una tale anima devastata dalla spavalderia e  dall'opulenza, che ha creato essa stessa una fossa invalicabile tra sé e il  povero: la fossa della chiusura entro i piaceri materiali, la fossa della  dimenticanza dell'altro, dell'incapacità di amare, che si trasforma ora in una  sete ardente e ormai irrimediabile. Dobbiamo qui rilevare che Gesù in questa  parabola non parla del destino definitivo dopo il Giudizio universale, ma  riprende una concezione che si trova, fra altre, nel giudaismo antico, quella  cioè di una condizione intermedia tra morte e risurrezione, uno stato in cui la  sentenza ultima manca ancora.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;45. Questa idea vetero-giudaica della condizione intermedia include l'opinione  che le anime non si trovano semplicemente in una sorta di custodia provvisoria,  ma subiscono già una punizione, come dimostra la parabola del ricco epulone, o  invece godono già di forme provvisorie di beatitudine. E infine non manca il  pensiero che in questo stato siano possibili anche purificazioni e guarigioni,  che rendono l'anima matura per la comunione con Dio. La Chiesa primitiva ha  ripreso tali concezioni, dalle quali poi, nella Chiesa occidentale, si è  sviluppata man mano la dottrina del purgatorio. Non abbiamo bisogno di prendere  qui in esame le vie storiche complicate di questo sviluppo; chiediamoci soltanto  di che cosa realmente si tratti. Con la morte, la scelta di vita fatta dall'uomo  diventa definitiva – questa sua vita sta davanti al Giudice. La sua scelta, che  nel corso dell'intera vita ha preso forma, può avere caratteri diversi. Possono  esserci persone che hanno distrutto totalmente in se stesse il desiderio della  verità e la disponibilità all'amore. Persone in cui tutto è diventato menzogna;  persone che hanno vissuto per l'odio e hanno calpestato in se stesse l'amore. È  questa una prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra storia  lasciano discernere in modo spaventoso profili di tal genere. In simili  individui non ci sarebbe più niente di rimediabile e la distruzione del bene  sarebbe irrevocabile: è questo che si indica con la parola&lt;i&gt; inferno&lt;/i&gt;[&lt;a linkindex="37" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn37" name="_ftnref37" title=""&gt;37&lt;/a&gt;].  Dall'altra parte possono esserci persone purissime, che si sono lasciate  interamente penetrare da Dio e di conseguenza sono totalmente aperte al prossimo  – persone, delle quali la comunione con Dio orienta già fin d'ora l'intero  essere e il cui andare verso Dio conduce solo a compimento ciò che ormai sono[&lt;a linkindex="38" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn38" name="_ftnref38" title=""&gt;38&lt;/a&gt;].&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;46. Secondo le nostre esperienze, tuttavia, né l'uno né l'altro è il caso  normale dell'esistenza umana. Nella gran parte degli uomini – così possiamo  supporre – rimane presente nel più profondo della loro essenza un'ultima  apertura interiore per la verità, per l'amore, per Dio. Nelle concrete scelte di  vita, però, essa è ricoperta da sempre nuovi compromessi col male – molta  sporcizia copre la purezza, di cui, tuttavia, è rimasta la sete e che,  ciononostante, riemerge sempre di nuovo da tutta la bassezza e rimane presente  nell'anima. Che cosa avviene di simili individui quando compaiono davanti al  Giudice? Tutte le cose sporche che hanno accumulate nella loro vita diverranno  forse di colpo irrilevanti? O che cosa d'altro accadrà? San Paolo, nella &lt;i&gt; Prima Lettera ai Corinzi&lt;/i&gt;, ci dà un'idea del differente impatto del giudizio  di Dio sull'uomo a seconda delle sue condizioni. Lo fa con immagini che vogliono  in qualche modo esprimere l'invisibile, senza che noi possiamo trasformare  queste immagini in concetti – semplicemente perché non possiamo gettare lo  sguardo nel mondo al di là della morte né abbiamo alcuna esperienza di esso.  Paolo dice dell'esistenza cristiana innanzitutto che essa è costruita su un  fondamento comune: Gesù Cristo. Questo fondamento resiste. Se siamo rimasti  saldi su questo fondamento e abbiamo costruito su di esso la nostra vita,  sappiamo che questo fondamento non ci può più essere sottratto neppure nella  morte. Poi Paolo continua: « Se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro,  argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l'opera di ciascuno sarà ben  visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco  proverà la qualità dell'opera di ciascuno. Se l'opera che uno costruì sul  fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l'opera finirà  bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco »  (3,12-15). In questo testo, in ogni caso, diventa evidente che il salvamento  degli uomini può avere forme diverse; che alcune cose edificate possono bruciare  fino in fondo; che per salvarsi bisogna attraversare in prima persona il « fuoco  » per diventare definitivamente capaci di Dio e poter prendere posto alla tavola  dell'eterno banchetto nuziale.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;47. Alcuni teologi recenti sono dell'avviso che il fuoco che brucia e insieme  salva sia Cristo stesso, il Giudice e Salvatore. L'incontro con Lui è l'atto  decisivo del Giudizio. Davanti al suo sguardo si fonde ogni falsità. È  l'incontro con Lui che, bruciandoci, ci trasforma e ci libera per farci  diventare veramente noi stessi. Le cose edificate durante la vita possono allora  rivelarsi paglia secca, vuota millanteria e crollare. Ma nel dolore di questo  incontro, in cui l'impuro ed il malsano del nostro essere si rendono a noi  evidenti, sta la salvezza. Il suo sguardo, il tocco del suo cuore ci risana  mediante una trasformazione certamente dolorosa « come attraverso il fuoco ». È,  tuttavia, un dolore beato, in cui il potere santo del suo amore ci penetra come  fiamma, consentendoci alla fine di essere totalmente noi stessi e con ciò  totalmente di Dio. Così si rende evidente anche la compenetrazione di giustizia  e grazia: il nostro modo di vivere non è irrilevante, ma la nostra sporcizia non  ci macchia eternamente, se almeno siamo rimasti protesi verso Cristo, verso la  verità e verso l'amore. In fin dei conti, questa sporcizia è già stata bruciata  nella Passione di Cristo. Nel momento del Giudizio sperimentiamo ed accogliamo  questo prevalere del suo amore su tutto il male nel mondo ed in noi. Il dolore  dell'amore diventa la nostra salvezza e la nostra gioia. È chiaro che la «  durata » di questo bruciare che trasforma non la possiamo calcolare con le  misure cronometriche di questo mondo. Il « momento » trasformatore di questo  incontro sfugge al cronometraggio terreno – è tempo del cuore, tempo del «  passaggio » alla comunione con Dio nel Corpo di Cristo[&lt;a linkindex="39" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn39" name="_ftnref39" title=""&gt;39&lt;/a&gt;]. Il Giudizio  di Dio è speranza sia perché è giustizia, sia perché è grazia. Se fosse soltanto  grazia che rende irrilevante tutto ciò che è terreno, Dio resterebbe a noi  debitore della risposta alla domanda circa la giustizia – domanda per noi  decisiva davanti alla storia e a Dio stesso. Se fosse pura giustizia, potrebbe  essere alla fine per tutti noi solo motivo di paura. L'incarnazione di Dio in  Cristo ha collegato talmente l'uno con l'altra – giudizio e grazia – che la  giustizia viene stabilita con fermezza: tutti noi attendiamo alla nostra  salvezza « con timore e tremore » (&lt;i&gt;Fil&lt;/i&gt; 2,12). Ciononostante la grazia  consente a noi tutti di sperare e di andare pieni di fiducia incontro al Giudice  che conosciamo come nostro « avvocato »,&lt;i&gt; parakletos&lt;/i&gt; (cfr&lt;i&gt; 1 Gv &lt;/i&gt; 2,1).&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;48. Un motivo ancora deve essere qui menzionato, perché è importante per la  prassi della speranza cristiana. Nell'antico giudaismo esiste pure il pensiero  che si possa venire in aiuto ai defunti nella loro condizione intermedia per  mezzo della preghiera (cfr per esempio &lt;i&gt;2 Mac&lt;/i&gt; 12,38-45: I secolo a.C.). La  prassi corrispondente è stata adottata dai cristiani con molta naturalezza ed è  comune alla Chiesa orientale ed occidentale. L'Oriente non conosce una  sofferenza purificatrice ed espiatrice delle anime nell'« aldilà », ma conosce,  sì, diversi gradi di beatitudine o anche di sofferenza nella condizione  intermedia. Alle anime dei defunti, tuttavia, può essere dato « ristoro e  refrigerio » mediante l'Eucaristia, la preghiera e l'elemosina. Che l'amore  possa giungere fin nell'aldilà, che sia possibile un vicendevole dare e  ricevere, nel quale rimaniamo legati gli uni agli altri con vincoli di affetto  oltre il confine della morte – questa è stata una convinzione fondamentale della  cristianità attraverso tutti i secoli e resta anche oggi una confortante  esperienza. Chi non proverebbe il bisogno di far giungere ai propri cari già  partiti per l'aldilà un segno di bontà, di gratitudine o anche di richiesta di  perdono? Ora ci si potrebbe domandare ulteriormente: se il « purgatorio » è  semplicemente l'essere purificati mediante il fuoco nell'incontro con il  Signore, Giudice e Salvatore, come può allora intervenire una terza persona,  anche se particolarmente vicina all'altra? Quando poniamo una simile domanda,  dovremmo renderci conto che nessun uomo è una monade chiusa in se stessa. Le  nostre esistenze sono in profonda comunione tra loro, mediante molteplici  interazioni sono concatenate una con l'altra. Nessuno vive da solo. Nessuno  pecca da solo. Nessuno viene salvato da solo. Continuamente entra nella mia vita  quella degli altri: in ciò che penso, dico, faccio, opero. E viceversa, la mia  vita entra in quella degli altri: nel male come nel bene. Così la mia  intercessione per l'altro non è affatto una cosa a lui estranea, una cosa  esterna, neppure dopo la morte. Nell'intreccio dell'essere, il mio  ringraziamento a lui, la mia preghiera per lui può significare una piccola tappa  della sua purificazione. E con ciò non c'è bisogno di convertire il tempo  terreno nel tempo di Dio: nella comunione delle anime viene superato il semplice  tempo terreno. Non è mai troppo tardi per toccare il cuore dell'altro né è mai  inutile. Così si chiarisce ulteriormente un elemento importante del concetto  cristiano di speranza. La nostra speranza è sempre essenzialmente anche speranza  per gli altri; solo così essa è veramente speranza anche per me[&lt;a linkindex="40" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftn40" name="_ftnref40" title=""&gt;40&lt;/a&gt;]. Da  cristiani non dovremmo mai domandarci solamente: come posso salvare me stesso?  Dovremmo domandarci anche: che cosa posso fare perché altri vengano salvati e  sorga anche per altri la stella della speranza? Allora avrò fatto il massimo  anche per la mia salvezza personale.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Maria, stella della speranza&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;49. Con un inno dell'VIII/IX secolo, quindi da più di mille anni, la Chiesa  saluta Maria, la Madre di Dio, come « stella del mare »: &lt;i&gt;Ave maris stella&lt;/i&gt;.  La vita umana è un cammino. Verso quale meta? Come ne troviamo la strada? La  vita è come un viaggio sul mare della storia, spesso oscuro ed in burrasca, un  viaggio nel quale scrutiamo gli astri che ci indicano la rotta. Le vere stelle  della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente. Esse sono  luci di speranza. Certo, Gesù Cristo è la luce per antonomasia, il sole sorto  sopra tutte le tenebre della storia. Ma per giungere fino a Lui abbiamo bisogno  anche di luci vicine – di persone che donano luce traendola dalla sua luce ed  offrono così orientamento per la nostra traversata. E quale persona potrebbe più  di Maria essere per noi stella di speranza – lei che con il suo « sì » aprì a  Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca  dell'Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda  in mezzo a noi (cfr&lt;i&gt; Gv &lt;/i&gt;1,14)?&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;50. A lei perciò ci rivolgiamo: Santa Maria, tu appartenevi a quelle anime umili  e grandi in Israele che, come Simeone, aspettavano « il conforto d'Israele » (&lt;i&gt;Lc &lt;/i&gt;2,25) e attendevano, come Anna, « la redenzione di Gerusalemme » (&lt;i&gt;Lc &lt;/i&gt; 2,38). Tu vivevi in intimo contatto con le Sacre Scritture di Israele, che  parlavano della speranza – della promessa fatta ad Abramo ed alla sua  discendenza (cfr&lt;i&gt; Lc &lt;/i&gt;1,55). Così comprendiamo il santo timore che ti  assalì, quando l'angelo del Signore entrò nella tua camera e ti disse che tu  avresti dato alla luce Colui che era la speranza di Israele e l'attesa del  mondo. Per mezzo tuo, attraverso il tuo « sì », la speranza dei millenni doveva  diventare realtà, entrare in questo mondo e nella sua storia. Tu ti sei  inchinata davanti alla grandezza di questo compito e hai detto « sì »: « Eccomi,  sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto » (&lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt;  1,38). Quando piena di santa gioia attraversasti in fretta i monti della Giudea  per raggiungere la tua parente Elisabetta, diventasti l'immagine della futura  Chiesa che, nel suo seno, porta la speranza del mondo attraverso i monti della  storia. Ma accanto alla gioia che, nel tuo &lt;i&gt;Magnificat&lt;/i&gt;, con le parole e  col canto hai diffuso nei secoli, conoscevi pure le affermazioni oscure dei  profeti sulla sofferenza del servo di Dio in questo mondo. Sulla nascita nella  stalla di Betlemme brillò lo splendore degli angeli che portavano la buona  novella ai pastori, ma al tempo stesso la povertà di Dio in questo mondo fu fin  troppo sperimentabile. Il vecchio Simeone ti parlò della spada che avrebbe  trafitto il tuo cuore (cfr &lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt; 2,35), del segno di contraddizione che il  tuo Figlio sarebbe stato in questo mondo. Quando poi cominciò l'attività  pubblica di Gesù, dovesti farti da parte, affinché potesse crescere la nuova  famiglia, per la cui costituzione Egli era venuto e che avrebbe dovuto  svilupparsi con l'apporto di coloro che avrebbero ascoltato e osservato la sua  parola (cfr&lt;i&gt; Lc &lt;/i&gt;11,27s). Nonostante tutta la grandezza e la gioia del  primo avvio dell'attività di Gesù tu, già nella sinagoga di Nazaret, dovesti  sperimentare la verità della parola sul « segno di contraddizione » (cfr &lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt;  4,28ss). Così hai visto il crescente potere dell'ostilità e del rifiuto che  progressivamente andava affermandosi intorno a Gesù fino all'ora della croce, in  cui dovesti vedere il Salvatore del mondo, l'erede di Davide, il Figlio di Dio  morire come un fallito, esposto allo scherno, tra i delinquenti. Accogliesti  allora la parola: « Donna, ecco il tuo figlio! » (&lt;i&gt;Gv&lt;/i&gt; 19,26). Dalla croce  ricevesti una nuova missione. A partire dalla croce diventasti madre in una  maniera nuova: madre di tutti coloro che vogliono credere nel tuo Figlio Gesù e  seguirlo. La spada del dolore trafisse il tuo cuore. Era morta la speranza? Il  mondo era rimasto definitivamente senza luce, la vita senza meta? In quell'ora,  probabilmente, nel tuo intimo avrai ascoltato nuovamente la parola dell'angelo,  con cui aveva risposto al tuo timore nel momento dell'annunciazione: « Non  temere, Maria! » (&lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt; 1,30). Quante volte il Signore, il tuo Figlio, aveva  detto la stessa cosa ai suoi discepoli: Non temete! Nella notte del Golgota, tu  sentisti nuovamente questa parola. Ai suoi discepoli, prima dell'ora del  tradimento, Egli aveva detto: « Abbiate coraggio! Io ho vinto il mondo » (&lt;i&gt;Gv&lt;/i&gt;  16,33). « Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore » (&lt;i&gt;Gv &lt;/i&gt; 14,27). « Non temere, Maria! » Nell'ora di Nazaret l'angelo ti aveva detto  anche: « Il suo regno non avrà fine » (&lt;i&gt;Lc&lt;/i&gt; 1,33). Era forse finito prima  di cominciare? No, presso la croce, in base alla parola stessa di Gesù, tu eri  diventata madre dei credenti. In questa fede, che anche nel buio del Sabato  Santo era certezza della speranza, sei andata incontro al mattino di Pasqua. La  gioia della risurrezione ha toccato il tuo cuore e ti ha unito in modo nuovo ai  discepoli, destinati a diventare famiglia di Gesù mediante la fede. Così tu  fosti in mezzo alla comunità dei credenti, che nei giorni dopo l'Ascensione  pregavano unanimemente per il dono dello Spirito Santo (cfr&lt;i&gt; At&lt;/i&gt; 1,14) e lo  ricevettero nel giorno di Pentecoste. Il « regno » di Gesù era diverso da come  gli uomini avevano potuto immaginarlo. Questo « regno » iniziava in quell'ora e  non avrebbe avuto mai fine. Così tu rimani in mezzo ai discepoli come la loro  Madre, come Madre della speranza. Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra,  insegnaci a credere, sperare ed amare con te. Indicaci la via verso il suo  regno! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;i&gt;Dato a Roma, presso San Pietro, il 30 novembre, festa di Sant'Andrea Apostolo,  dell'anno 2007, terzo di Pontificato.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt; &lt;b&gt;BENEDICTUS PP. XVI&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;hr /&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="41" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;[1]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Corpus Inscriptionum Latinarum&lt;/i&gt;, vol. VI, n. 26003.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="42" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref2" name="_ftn2" title=""&gt;[2]&lt;/a&gt; Cfr &lt;i&gt;Poemi dogmatici&lt;/i&gt;, V, 53-64:&lt;i&gt; PG&lt;/i&gt; 37, 428-429.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="43" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref3" name="_ftn3" title=""&gt;[3]&lt;/a&gt; Cfr&lt;i&gt; Catechismo della Chiesa Cattolica,&lt;/i&gt; nn. &lt;span class="jajahWraper"&gt;&lt;a class="jajahLink" title="Click to call this number with JAJAH..." jajahtargetnumber="1817-1821" href="javascript:void(0)"&gt;&lt;span class="jajahInLink"&gt;1817-1821&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="44" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref4" name="_ftn4" title=""&gt;[4]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Summa Theologiae&lt;/i&gt;, II-II&lt;sup&gt;ae&lt;/sup&gt;, q. 4, a. 1.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="45" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref5" name="_ftn5" title=""&gt;[5]&lt;/a&gt; H. Köster: &lt;i&gt;ThWNT&lt;/i&gt;, VIII (1969) 585.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="46" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref6" name="_ftn6" title=""&gt;[6]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; De excessu fratris sui Satyri&lt;/i&gt;, II, 47: &lt;i&gt;CSEL &lt;/i&gt;73,  274.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="47" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref7" name="_ftn7" title=""&gt;[7]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Ibid&lt;/i&gt;, II, 46:&lt;i&gt; CSEL&lt;/i&gt; 73, 273.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="48" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref8" name="_ftn8" title=""&gt;[8]&lt;/a&gt; Cfr Ep. 130&lt;i&gt; Ad Probam&lt;/i&gt; 14, 25-15, 28: &lt;i&gt;CSEL &lt;/i&gt;44,  68-73.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="49" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref9" name="_ftn9" title=""&gt;[9]&lt;/a&gt; Cfr &lt;i&gt;Catechismo della Chiesa Cattolica,&lt;/i&gt; n. 1025.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="50" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref10" name="_ftn10" title=""&gt;[10]&lt;/a&gt; Jean Giono, &lt;i&gt;Les vraies richesses &lt;/i&gt;(1936), Préface, Paris 1992, pp. 18-20,  in: Henri de Lubac,&lt;i&gt; Catholicisme. Aspects sociaux du dogme&lt;/i&gt;, Paris 1983,  p. VII.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="51" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref11" name="_ftn11" title=""&gt;[11]&lt;/a&gt; Ep. 130 &lt;i&gt;Ad Probam&lt;/i&gt; 13, 24: &lt;i&gt;CSEL &lt;/i&gt;44, 67.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="52" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref12" name="_ftn12" title=""&gt;[12]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Sententiae &lt;/i&gt;III, 118:&lt;i&gt; CCL &lt;/i&gt;6/2, 215.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="53" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref13" name="_ftn13" title=""&gt;[13]&lt;/a&gt; Cfr &lt;i&gt;ibid.&lt;/i&gt; III, 71: &lt;i&gt;CCL&lt;/i&gt; 6/2, 107-108.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="54" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref14" name="_ftn14" title=""&gt;[14]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Novum Organum&lt;/i&gt; I, 117.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="55" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref15" name="_ftn15" title=""&gt;[15]&lt;/a&gt; Cfr.&lt;i&gt; ibid.&lt;/i&gt; I, 129.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="56" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref16" name="_ftn16" title=""&gt;[16]&lt;/a&gt; Cfr&lt;i&gt; New Atlantis.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="57" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref17" name="_ftn17" title=""&gt;[17]&lt;/a&gt; In: &lt;i&gt;Werke&lt;/i&gt; IV, a cura di W. Weischedel (1956), 777.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="58" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref18" name="_ftn18" title=""&gt;[18]&lt;/a&gt; I. Kant, &lt;i&gt;Das Ende aller Dinge&lt;/i&gt;, in:&lt;i&gt; Werke&lt;/i&gt; VI, a  cura di W. Weischedel (1964), 190.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="59" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref19" name="_ftn19" title=""&gt;[19]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Capitoli sulla carità, Centuria&lt;/i&gt; 1, cap. 1: &lt;i&gt;PG&lt;/i&gt; 90,  965.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="60" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref20" name="_ftn20" title=""&gt;[20]&lt;/a&gt; Cfr&lt;i&gt; ibid.&lt;/i&gt;:&lt;i&gt; PG 90&lt;/i&gt;, 962-966.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="61" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref21" name="_ftn21" title=""&gt;[21]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Conf. &lt;/i&gt;X 43, 70: &lt;i&gt;CSEL&lt;/i&gt; 33, 279.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="62" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref22" name="_ftn22" title=""&gt;[22]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Sermo &lt;/i&gt;340, 3: &lt;i&gt;PL &lt;/i&gt;38, 1484; cfr F. Van der Meer,&lt;i&gt; Augustinus der Seelsorger,&lt;/i&gt;  (1951), 318.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="63" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref23" name="_ftn23" title=""&gt;[23]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Sermo&lt;/i&gt; 339, 4:&lt;i&gt; PL &lt;/i&gt;38, 1481.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="64" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref24" name="_ftn24" title=""&gt;[24]&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Conf&lt;/i&gt;. X, 43, 69:&lt;i&gt; CSEL &lt;/i&gt;33, 279.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="65" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref25" name="_ftn25" title=""&gt;[25]&lt;/a&gt; Cfr &lt;i&gt;Catechismo della Chiesa Cattolica,&lt;/i&gt; n. 2657.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="66" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref26" name="_ftn26" title=""&gt;[26]&lt;/a&gt; Cfr &lt;i&gt;In 1 Joannis &lt;/i&gt;4, 6:&lt;i&gt; PL&lt;/i&gt; 35, 2008s.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="67" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref27" name="_ftn27" title=""&gt;[27]&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Testimoni della speranza&lt;/i&gt;, Città Nuova 2000, 156s.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="68" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref28" name="_ftn28" title=""&gt;[28]&lt;/a&gt; Breviario Romano, Ufficio delle Letture, 24 novembre.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="69" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref29" name="_ftn29" title=""&gt;[29]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Sermones in Cant., Serm.&lt;/i&gt; 26,5:&lt;i&gt; PL&lt;/i&gt; 183, 906.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="70" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref30" name="_ftn30" title=""&gt;[30]&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Negative Dialektik&lt;/i&gt; (1966) Terza parte, III, 11, in:  Gesammelte Schriften Bd. VI, Frankfurt/Main 1973, 395.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="71" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref31" name="_ftn31" title=""&gt;[31]&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Ibid.&lt;/i&gt;, Seconda parte, 207.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="72" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref32" name="_ftn32" title=""&gt;[32]&lt;/a&gt; DS 806.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="73" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref33" name="_ftn33" title=""&gt;[33]&lt;/a&gt; Cfr&lt;i&gt; Catechismo della Chiesa Cattolica,&lt;/i&gt; nn. &lt;span class="jajahWraper"&gt;&lt;a class="jajahLink" title="Click to call this number with JAJAH..." jajahtargetnumber="988-1004" href="javascript:void(0)"&gt;&lt;span class="jajahInLink"&gt;988-1004&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="74" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref34" name="_ftn34" title=""&gt;[34]&lt;/a&gt; Cfr&lt;i&gt; ibid.&lt;/i&gt;, n. 1040.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="75" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref35" name="_ftn35" title=""&gt;[35]&lt;/a&gt; Cfr&lt;i&gt; Tractatus super Psalmos&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Ps&lt;/i&gt;. 127, 1-3: &lt;i&gt;CSEL&lt;/i&gt; 22, 628-  630.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="76" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref36" name="_ftn36" title=""&gt;[36]&lt;/a&gt; &lt;i&gt; Gorgia&lt;/i&gt; 525a-526c.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="77" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref37" name="_ftn37" title=""&gt;[37]&lt;/a&gt; Cfr&lt;i&gt; Catechismo della Chiesa Cattolica, &lt;/i&gt;nn. &lt;span class="jajahWraper"&gt;&lt;a class="jajahLink" title="Click to call this number with JAJAH..." jajahtargetnumber="1033-1037" href="javascript:void(0)"&gt;&lt;span class="jajahInLink"&gt;1033-1037&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="78" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref38" name="_ftn38" title=""&gt;[38]&lt;/a&gt; Cfr&lt;i&gt; ibid., &lt;/i&gt;nn. &lt;span class="jajahWraper"&gt;&lt;a class="jajahLink" title="Click to call this number with JAJAH..." jajahtargetnumber="1023-1029" href="javascript:void(0)"&gt;&lt;span class="jajahInLink"&gt;1023-1029&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="79" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref39" name="_ftn39" title=""&gt;[39]&lt;/a&gt; Cfr&lt;i&gt; Catechismo della Chiesa Cattolica, &lt;/i&gt;nn. &lt;span class="jajahWraper"&gt;&lt;a class="jajahLink" title="Click to call this number with JAJAH..." jajahtargetnumber="1030-1032" href="javascript:void(0)"&gt;&lt;span class="jajahInLink"&gt;1030-1032&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="left"&gt;&lt;a linkindex="80" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html#_ftnref40" name="_ftn40" title=""&gt;[40]&lt;/a&gt; Cfr &lt;i&gt;Catechismo della Chiesa Cattolica, &lt;/i&gt;n. 1032.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;color:#663300;"&gt;© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-1126012216659895094?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html' title='nella speranza siamo stati salvati'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/1126012216659895094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=1126012216659895094&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1126012216659895094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1126012216659895094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/12/nella-speranza-siamo-stati-salvati.html' title='nella speranza siamo stati salvati'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-3994288889119316269</id><published>2007-12-04T04:04:00.000Z</published><updated>2007-12-04T20:30:26.013Z</updated><title type='text'>cresce il baratro tra un ordine spirituale e il caos mondiale.</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=3854&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione="&gt;&lt;/a&gt;di Marco Baldassari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In risposta all'enciclica sulla speranza, questo disarmante &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=3854&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione="&gt;articolo di Rusconi su La stampa&lt;/a&gt; evidenzia il processo divergente che sta allargando il baratro tra la visione relativista globale puramente materialista e quella orientata di un sistema che tenga in conto coerentemente sia la dimensione materiale che quella spirituale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti le due diverse realta' non solo risultano incompatibili su molteplici valori cardine, ma divergono in modo antitetico nel metodo di valutazione della scala dei valori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice Rusconi:&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;Il discorso del Papa, con l’accusa rivolta all’Onu di «relativismo morale», è chiarissimo. nelle grandi questioni di scelta etica, il contrasto tra una visione religiosa e una concezione laica diversamente orientata è insuperabile sul piano dei principi. Sorge allora l’interrogativo di come tali incompatibilità possano incidere sulla convivenza di uomini e di donne, di culture e di organizzazioni che si muovono con assunti morali differenti.&lt;/blockquote&gt;Essendovi divergenze antitetiche su valori cardine del vivere sociale, diventa impossibile realizzare ordinamenti giuridici e norme sociali compatibili con entrambi i sistemi. Questo significherebbe che in prospettiva si dovrebbero scindere "due mondi" ciascuno con regole proprie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La possibilita' di ricondurre la visione laicista e quella orientata spirituale in un unico sistema sociogiuridico e' infatti subordinata al riconoscimento reciproco di verita' e valori condivisi e metodi per definirli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo risulta evidente che l'antiteticita' trai due sistemi sta proprio nel metro di giudizio valoriale:&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;Il paradosso è che soltanto una visione laica, che ora viene sistematicamente diffamata come relativista, si fonda sulla convinzione che «il rispetto dell’uomo» incominci proprio dal rispetto delle diversità delle posizioni. Diversità - si badi - non affermata in modo insindacabile, «auto-centrata» (per dirla con il Papa), cioè basata su opinioni personali che si sottraggono al confronto con le altre. Al contrario, tutte le posizioni devono essere sempre e continuamente argomentabili con tutti, senza pre-giudizio morale.&lt;/blockquote&gt;In sintesi, la cultura laicista considera valore supremo proprio il relativismo - ovvero la continua e costante rinegoziazione tra tutte le posizioni personali - che  il sistema orientato e spirituale considera il difetto supremo del laicismo. Le posizioni non sono solo inconciliabili, ma radicalmente divergenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siccome il mondo iperconnesso sta collassando in un punto, richiedendo un unico sistema omogeneo per tutto il mondo, queste due visioni del mondo, radicalmente antitetiche sono destinate a venire in conflitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre viene rifiutata la visione cattolica come latrice di valori universali, perche' in essa e' implicitamente inclusa una visione spirituale che definisce in modo preciso e dogmatico la verita' spirituale cattolica:&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;La Chiesa oggi si autopromuove sempre più come «agenzia etica», «esperta dell’umano» senza volere o potere esplicitare le motivazioni dogmatico-religiose che la guidano. Pubblicamente lascia così indeterminato o semplicemente non detto il nesso stretto tra la sua idea di «vita», di «natura», di «dignità umana» e le dottrine tradizionali del peccato o della redenzione in Cristo che le sottendono.&lt;/blockquote&gt;In altri termini, siccome la chiesa dei credenti si occupa di un qualcosa che i laicisti - ovvero gli atei - rifiutano, anche l'insieme dei valori etici che propone deve rimanere confinato nella soggettivita' individuale e non puo' essere proposto come valore universalmente riconosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' vero che il papa e' tenuto a diffondere la visione cattolica integrale e che non avrebbe senso ragionare su un sottoinsieme di essa, perche' la visione e' monolitica e completa, non parcellizzabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pero' non e' difficile provare matematicamente che il relativismo porta al caos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto la visione orientata della chiesa - come quella di analoghe religioni e filosofie - ha il pregio di essere radicata nella cultura in cui un popolo si riconosce e tramanda educando i figli. Ha il pregio di offrire un comune modello educativo a tutti i figli che si affacciano su questo mondo, in cui i figli possano riconoscersi, identificarsi e sentire la loro appartenenza a una comunita' orientata. L'educazione, funzione essenziale, richiede una guida, una funzione paterna che dia esempio incarnando delle regole chiare da trasmettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il relativismo definisce il metodo di verita' come "tutte le posizioni devono essere sempre e continuamente argomentabili con tutti" in una continua e costante rinegoziazione tra tutte le posizioni personali - per definizione diventa impossibile educare. Infatti quale posizione sarebbe lecito insegnare, se non tutte contemporaneamente? Siccome la somma di un universo di posizioni antitetiche e' zero, questo equivale a non insegnare nulla. Anzi, nella realta' dei processi cognitivi, equivale a realizzare il caos nelle menti di poveri disgraziati figli del relativismo.&lt;br /&gt;Non a caso i giovani di oggi appaiono alquanto confusi e conflittuali. Non avendo piu' limiti ne regole precise, non sanno neppure come fare per trasgredire le regole. Sono nel caos e nell'impossibilita' di fare l'esperienza della contrapposizione antagonista al padre ovvero alle regole. O mandano tutti affanculo e si fanno le proprie regole a partire da zero (ovvero le regole del branco) come nel ben noto romanzo "The lord of the flies" o escono pazzi e si suicidano o diventano borderline.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma il relativismo sul piano psicopedagogico e' na chiavica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nel ridefinire in modo "evoluzionistico" le regole e i valori con il processo di rinegoziazione continua di tutte le posizioni personali, il modo relativistico presenta il suo limite teorico. Ovvero, non definendo altro criterio di elaborazione della verita' che quello del confronto e rinegoziazione tra "tutte le possibili posizioni personali" tutto viene costantemente rimesso in discussione. Inoltre ciascun individuo singolarmente ha lo stesso identico "peso" di tutti gli individui sul pianeta, con cui far valere, in ottica apparentemente democratica le proprie buone ragioni. In altri termini significa che ciascuna persona sulla terra ha il diritto di costruirsi le teorie con le quali dimostrare che puo' fare quello che gli pare, con pieno diritto di farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginiamo dunque il sistema matematico, che per definizione non presenta ambiguita' e dunque definisce un modello preciso di una realta' totalmente astratta - questo e' il bello della matematica. Non abbiamo problemi filosofici di percezione della realta' e di grado di verita' del modello che la approssima. La verita' matematica e' conoscibile perfettamente. Pero' sappiamo che la matematica e' frutto di un lunghissimo processo di apprendimento e di astrazioni successive. Se ogni studentello di matematica, ignorando la teoria che si e' sviluppata nel corso di millenni nel mondo, cominciasse a ridefinirsi il modello matematico a partire dalle sue dita, forse impiegherebbe una vita per arrivare ad accorgersi che gli serve lo zero e per definire la moltiplicazione e la divisione. Molti non arriverebbero neppure a far di conto per comprarsi "ecce bombo" all'alba uscendo dalla discoteca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che il relativismo mette in crisi e' la possibilita' di evolvere culturalmente, elevandosi sulle spalle di chi ci ha preceduti, se non esistendo una verita' tutto viene costantemente rinegoziato da ciascun individuo sul pianeta. Non esistendo una sola verita' ne esistono infinite. Di fatto ne esiste solo una, quella che va di moda in quel momento, incarnata nel sistema sociogiuridico in continua oscillazione browniana, scaldato ora da questa ora da quella fazione o "esperto" relativisticamente parlando. Tanto e' tutto relativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre il relativismo, in un mondo iperconnesso e globalizzato, oltre a portare al caos di informazione, porta velocemente al "totalitarismo isterico", laddove nel caos un qualcosa deve imporsi per dare regole universali. Per la composizione totalmente browniana di questo magma ridefinito costantemente su base puntuale, e' altamente probabile che l'insieme di tutte le regole universalmente imposte a tutti - per questo totalitarie - non riescano a trovare una integrazione coerente tra loro, essendo state negoziate individualmente - per questo isteriche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma oltretutto non e' vero che tutti sono connessi con tutti e non e' vero che tutti dispongono dell'informazione, del tempo e della capacita' di elaborazione per partecipare alla contrattazione del sistema di regole. Anzi, il tempo diventa un fattore limitante, perche' la vita intera di una persona non basterebbe per discutere una minima frazione delle regole e delle verita' che vengono costantemente rimesse in discussione da tutti. Ne risulta necessariamente limitata la profondita' alla quale si riesce a discutere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ridefinizione della verita' globale diventerebbe un processo simile alla redazione del verbale di una riunione di condominio. Il caos appunto. Oppure, siccome il condominio deve rimanere in piedi, la dittatura del caposcala di turno. Che e' la stessa cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritornando ai nostri sistemi sociogiuridici relativistici, il problema che si pone e' la valutazione funzionale del sistema sul piano sociale. Data la continua ricontrattazione delle posizioni individuali, il sistema sociale diventa difficilmente osservabile, perche' gli effetti sociali sugli individui e sulla societa' si osservano nel tempo delle generazioni (anche tre) mentre il metodo relativistico rende estremamente instabile e dinamico il sistema di regole che governa il sistema sociale. Come un sistema eccessivamente controreazionato diventa intrinsecamente instabile, un sistema relativistico cambiando le regole con una costante di tempo di gran lunga inferiore all'inerzia del sistema sociale, rende impossibile osservare gli effetti sociali delle regole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi il sistema chiesa ha un grandissimo pregio, potendo contare su persone che si dedicano da una vita allo studio di quanto elaborato dalle generazioni precedenti, imparando da quanto gia' sedimentato nel tempo, si appoggiano sulle spalle di altri nel processo di crescita. Mantenendo la discussione in un "focus group" dedicato si incaricano di studiare il sistema etico piu' funzionale all'umanita', tenendo conto delle esigenze delle generazioni, degli aspetti materiali e spirituali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come disse Spinoza, siamo comunque nel migliore dei mondi possibili. Just relax. Have faith.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-3994288889119316269?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/3994288889119316269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=3994288889119316269&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/3994288889119316269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/3994288889119316269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/12/cresce-il-baratro-tra-un-ordine.html' title='cresce il baratro tra un ordine spirituale e il caos mondiale.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-7760287213447185483</id><published>2007-11-29T04:06:00.000Z</published><updated>2007-11-29T04:06:48.678Z</updated><title type='text'>il popolo italiano si fida sempre meno</title><content type='html'>Dire che e' un piacere pagare le tasse a chi e' onesto e cerca di guadagnarsi il pane sul libero mercato, suona un poco come uno sfotto quando poi "chi tocca i fili muore" (ogni riferimento a Forleo e De Magistris e' puramente casuale). C'e' il pericolo che l'esercito dei bamboccioni, dei tassisti, degli ultras, etc etc etc dia lo sfratto esecutivo ai burattinari d'itaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/11/28/la-cassazione-contro-la-forleo-ma-abbiano-il-diritto-di-sapere-perche/"&gt;La Cassazione contro la Forleo. Panorama.it - Italia&lt;/a&gt;: "il popolo italiano si fida sempre meno"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti magistrati sono stati puniti dalla Cassazione per avere intercettato politici che non dovevano, espresso giudizi sopra le righe, avere addirittura offeso l’onore delle forze dell’ordine? Quanti hanno subito il trasferimento d’ufficio ad opera del Csm? &lt;p&gt;Perché questo è capitato e &lt;a set="yes" linkindex="25" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=223821" target="_blank"&gt;sta capitando a Cementina Forleo&lt;/a&gt;, il Gip di Milano che indaga sull’&lt;a linkindex="26" href="http://blog.panorama.it/italia/index.php?tag=unipol"&gt;&lt;em&gt;affaire&lt;/em&gt; Unipol&lt;/a&gt; e che ha chiesto al Parlamento &lt;a set="yes" linkindex="27" href="http://blog.panorama.it/italia/2007/07/20/il-giudice-forleo-i-politici-complici-consapevoli-di-consorte-co/"&gt;l’autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni &lt;/a&gt;di alcuni esponenti di Forza Italia, ma soprattutto dei diessini &lt;a linkindex="28" href="http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&amp;amp;storyID=2007-11-08T154343Z_01_LAN851570_RTRIDST_0_OITTP-DALEMA-FORLEO.XML" target="_blank"&gt;Massimo D’Alema e Nicola Latorre&lt;/a&gt;. Ricevendo tra l’altro una risposta da Comma 22: la legge dice che richieste simili vanno indirizzate alla Camera di appartenenza o a quella di provenienza, ma all’epoca dei fatti il ministro degli Esteri era europarlamentare, dunque la richiesta va indirizzata a Strasburgo; ma siccome oggi non lo è più sarebbe irricevibile anche là. Insomma, quella lettera “o” non è chiara ai legislatori che l’hanno scritta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;È evidente che la Forleo non è una Giovanna D’Arco ed è chiaro anche ai non addetti ai lavori che ha peccato di protagonismo, accettando di comparire in tv e parlando di manovre politiche e istituzionali nei suoi confronti. Ciò che invece non è per nulla evidente, e che probabilmente non sapremo mai, è se nel merito dell’indagine Unipol ed i suoi sospetti sui politici erano fondati. Così come non sapremo se era fondata &lt;a linkindex="29" href="http://blog.panorama.it/italia/2007/09/28/catanzaro-story-de-magistris-non-cede-a-mastella/"&gt;l’indagine sui potenti di De Magistris.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In passato altri magistrati avevano esternato in pubblico e avevano ceduto al protagonismo, come e ben più della Forleo. Basta pensare a Saverio Borrelli, ad Tonino Di Pietro (quando faceva il pm), a Giancarlo Caselli, ad &lt;a linkindex="30" href="http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/cronache/file/casocordova.html" target="_blank"&gt;Agostino Cordova&lt;/a&gt;, a molti altri. Erano stati discussi, soggetti a ispezioni ministeriali, ma mai era stato impedito loro di portare avanti le indagini. Che erano andate a segno con esiti assai fragorosi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Altri giudici erano incorsi in clamorosi errori giudiziari - il più noto quello per &lt;a linkindex="31" href="http://www.repubblica.it/online/album/ottantatre/biagi/biagi.html" target="_blank"&gt;Enzo Tortora&lt;/a&gt; - senza tracce di punizioni e trasferimenti. Proprio oggi un gip ha archiviato buona parte delle accuse di estorsione dell’inchiesta Vallettopoli messa in piedi dal pm Henry John Woodcock , altro magistrato che non vola precisamente basso. Perché questi due pesi e due misure?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora, a distanza di pochi giorni, sia la Forleo sia il pm di Catanzaro Luigi De Magistris vengono messi in condizioni di non lavorare. Che entrambi abbiano toccato politici della maggioranza (e dell’opposizione), incorrendo nelle ire sia del governo sia di parte del centrodestra non può apparire un caso. Il garantismo è un principio sacrosanto, ma andrebbe applicato a tutti: quante intercettazioni illegittime o discutibili si fanno ogni giorno in Italia? Quanti magistrati dicono la loro il politica e in tv? Quanti si trasferiscono direttamente in partiti o nei governi?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il miglior modo per giudicare un magistrato resta quello di sottoporlo al giudizio di un organismo davvero terzo. Per un pm dovrebbe essere naturalmente un giudice, se esistesse una reale divisione delle funzioni e soprattutto delle carriere. Se compie delle palesi infrazioni disciplinari, c’è in Italia il Csm: a condizione però che usi per tutti lo stesso metro di giudizio. Ma sarebbe meglio anche in questo caso evitare gli organi di autogoverno e ricorrere, anche qui, ad organismi terzi. Si torna insomma alla netta distinzione tra procuratori e giudici; che però in Italia non c’è.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Infine due parole sulle parole scelte dalla Cassazione per promuovere l’azione disciplinare di fronte al Csm: “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;abnorme invasione di campo&lt;/span&gt;”, “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;osservazioni stupefacenti e illegittime&lt;/span&gt;” “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;grave e inescusabile negligenza aver richiesto alla Camera l’autorizzazione a procedere&lt;/span&gt;”. Non siamo abituati a sentire magistrati che rompono lo spirito di casta per processare in questi termini uno di loro. Forse è l’inizio di un’inversione di tendenza, magari salutare. Forse, come per De Magistris, è invece un modo per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;giustificare la sostituzione di colleghi scomodi&lt;/span&gt;. Il problema è che non lo sapremo mai, perché la politica ha già abbondantemente strumentalizzato i casi Forleo e De Magistris. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Cassazione e il Csm dovrebbero dunque spiegare e documentare le loro accuse all’opinione pubblica.&lt;/span&gt; In fondo i magistrati agiscono “in nome del popolo italiano”, ma il popolo italiano si fida sempre meno, e qualche buona ragione ce l’ha. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-7760287213447185483?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://blog.panorama.it/italia/2007/11/28/la-cassazione-contro-la-forleo-ma-abbiano-il-diritto-di-sapere-perche/' title='il popolo italiano si fida sempre meno'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/7760287213447185483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=7760287213447185483&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7760287213447185483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7760287213447185483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/il-popolo-italiano-si-fida-sempre-meno.html' title='il popolo italiano si fida sempre meno'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-2420200924850241445</id><published>2007-11-27T11:21:00.000Z</published><updated>2007-11-27T11:31:41.496Z</updated><title type='text'>Due morti al prezzo di una figa.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID="&gt;ilGiornale.it - "Elimina mio marito e sarò tua". Omicidio, poi suicidio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;&lt;a href="javascript:;" onclick="MM_openBrWindow('/img_popup.pic1?IMG_ID=&amp;BIG=1','IMGPopup','scrollbars=yes,width=900,height=800')"&gt;&lt;img src="http://www.ilgiornale.it/art_jpg.php?ID=&amp;amp;X=490&amp;amp;Y=500" alt="Clicca per ingrandire" class="foto_inerte" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                            &lt;p class="xtesto_notizie"&gt; Sono tragedie. Ma nel bel mezzo affiora il ghigno beffardo della commedia, un po’ Molière e un po’ Ionesco. Anche se nella fattispecie, i morti essendo veri, il riso finisce per essere un po’ amaro; e il farsesco, dopo un altro po’, vira nel dramma.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="xtesto_notizie"&gt; Vedrà il lettore che il canovaccio, fino a un certo punto, è piuttosto scontato. C’è il finto incidente di caccia, con un morto. E qui siamo nel classico. C’è un uomo, legato da amicizia e dalla comune passione venatoria al defunto, che si toglie la vita, anche lui con una fucilata. E qui siamo nel giallo. Poi c’è lei, la moglie del primo morto, che finisce con le manette ai polsi con l’accusa di aver istigato quello che non un incidente di caccia era, ma un omicidio premeditato. E qui, volendo, siamo di nuovo nel classico. È quando si scopre che il morto suicida era l’aspirante amante della donna (aspirante nel senso che lei gliela aveva fatta intravedere, negandogliela a servizio ottenuto, come ora raccontano con dissacrante e molto toscana ribalderia nei bar di Pontremoli) che la commedia degli equivoci vira nella tragedia shakespeariana. &lt;/p&gt; &lt;p class="xtesto_notizie"&gt; Ma la sciarada dura lo spazio di poche righe.&lt;br /&gt;Tutto comincia il 17 novembre, quando nei boschi di Pallerone, vicino ad Aulla (La Spezia) viene trovato morto, con un fucilata nel petto, tale Maurizio Cioni, quarantanovenne magazziniere di Follo, altro comune spezzino. Si disse: incidente di caccia. Forse un bracconiere, chissà. L’altro ieri, domenica, ad Arcola, lì vicino, si uccide con una fucilata nel petto Giordano Trenti, 50 anni, impiegato, moglie e due figli, amico e sodale del Cioni. Addosso, i carabinieri gli trovano un biglietto che avrebbe insospettito anche chi carabiniere non è. C’è scritto: «Io non so chi abbia ucciso Maurizio, ma questa cosa non riesco a sopportarla». Si va dalla moglie del primo morto, a questo punto. Clara Maneschi, così si chiama, resiste sei ore sotto il fuoco di fila di domande degli investigatori. Poi crolla. E racconta. &lt;/p&gt; &lt;p class="xtesto_notizie"&gt; Racconta che con il marito Maurizio (padre di due figli avuti dalla prima moglie) il rapporto si era ultimamente deteriorato. Le aveva anche prese, in qualche occasione, lei; e di questo (e del malandare in famiglia, ormai insanabile) Clara si era confidata con l’amico di famiglia Giordano Trenti. Il quale essendosi nel frattempo innamorato della donna le promise che avrebbe pensato lui a sistemare la faccenda una volta per tutte. Se poi questa promessa sia venuta in cambio di un’altra promessa, o addirittura di un congruo anticipo del genere al quale state pensando (come giurano sempre nei bar di Pontremoli) non sappiamo. Sappiamo solo che il 16 novembre Clara chiama il Trenti per dirgli che il marito l’indomani sarebbe andato a caccia da solo. La vigilia i due uomini si incontrano a Vezzano Ligure, in un ricovero per cani dove la vittima teneva i suoi segugi. E il 18 scatta l’agguato nel bosco. Un colpo solo. Pallettoni da cinghiale. «Tutto apposto. Ti ho resa felice», le dice il Trenti al telefono. &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;&lt;p class="xtesto_notizie"&gt; Poi il rimorso, la sindrome di Raskolnikov, i pensieri devastati da un senso di colpa intollerabile. Rimorso impiombato, e reso infine insostenibile, anche dall’atteggiamento di donna Clara, che quando il Trenti le si presenta davanti, convinto di incassare il pattuito, lei lo guarda con freddezza, e all’ingrosso gli dice: «Scusa, ma a te chi ti conosce?». Ai carabinieri la donna confida: «Speravo che dopo averlo ucciso si costituisse». &lt;/p&gt; &lt;p class="xtesto_notizie"&gt; Sono tragedie. Perché qui non c’è solo il rimorso per essersi lordato le mani del sangue di un amico (sempre che la storia risulti infine confermata. E i protagonisti che dicano il come e il perché non ci son più). Qui c’è anche la rabbia, il disdoro, la bruciante vergogna per essere stato gabbato come un grullo da una mantide di cui l’uomo non aveva neppure intravisto l’algida doppiezza. Difficile, in casi come questi, alzarsi volentieri al mattino. Nello specchio, uno vede solo un tipo a cui vien voglia di sparare un colpo. &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID="&gt; &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-2420200924850241445?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=223426' title='Due morti al prezzo di una figa.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/2420200924850241445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=2420200924850241445&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/2420200924850241445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/2420200924850241445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/due-morti-al-prezzo-di-una-figa.html' title='Due morti al prezzo di una figa.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-4052250718792230412</id><published>2007-11-26T17:06:00.000Z</published><updated>2007-11-26T18:03:40.351Z</updated><title type='text'>Stop alla propaganda di odio antimaschile.</title><content type='html'>Sulla violenza domestica e' in corso un ampio dibattito internazionale in USA, nelle sedi ONU e in Europa, per dimensionare correttamente il fenomeno e comprenderlo nei dettagli, con dati oggettivi, in modo da elaborare strategie di contrasto alla violenza domestica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;"In his latest Fox News debate, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marc Rudov stated that HHS and CDC statistics show women and men commit domestic violence equally. &lt;/span&gt;The website "MediaMatters for America" has responded by calling Marc's statement false. (See article and video at &lt;a href="http://mediamatters.org/items/" target="_blank"&gt;http://mediamatters.org/items&lt;wbr&gt;/&lt;/a&gt;). &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Media Matters claims that the ratio is 62% to 38%."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;In March 2007, the peer-reviewed scientific journal, "American Journal of Public Health" published a report by Centers for Disease Control researchers Whitaker, Haileyesus, Swahn, and Saltzman entitled "Differences in Frequency of Violence and Reported Injury Between Relationships With Reciprocal and Nonreciprocal Intimate Partner Violence". (&lt;a href="http://www.ajph.org/cgi/content/abstract/97/5/941" target="_blank"&gt;http://www.ajph.org/cgi/content/abstract/97/5/941&lt;/a&gt;). &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;This study reports that women are the sole perpetrator in 70% of cases where the other partner was non-violent!&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Today, there are over 200 major studies reporting that women initiate at least half of domestic violence, and little credible scientific evidence to the contrary.&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.csulb.edu/%7Emfiebert/assault.htm" target="_blank"&gt;http://www.csulb.edu/~mfiebert&lt;wbr&gt;/assault.htm&lt;/a&gt;)&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Evidentemente si sta dibattendo sui valori di una forchetta che pone consistenti responsabilita' della violenza domestica a carico delle donne, del 40-50% circa.&lt;br /&gt;Quindi la criminalizzazione maschile a senso unico e' FALSA E STRUMENTALE.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Essendo questo il risultato della ricerca internazionale sulla violenza, com'e' possibile in Italia questa radicale campagna antimaschile, che presenta dati manipolati per gonfiare il fenomeno a livelli non credibili e facendo apparire gli uomini come responsabili esclusivi della violenza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun giornalista e nessun giornale o televisione ha ancora messo in dubbio le cifre e i metodi di indagine, amplificando acriticamente una palese campagna denigratoria del genere maschile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diventa lecito chiedersi a chi serve questa propaganda e quali sono le finalita' occulte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le signore, circa 30.000, che sfilavano sabato a Roma nel corteo &lt;a set="yes" linkindex="16" href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/Corteo-la-rabbia-delle-donne-contestate-le-ministre-presenti/1394028?ref=rephp"&gt;&lt;strong&gt;antiviolenza &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;hanno scritto con la vernice all’inizio d via Torino "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL MASCHIO MORTO NON STUPRA&lt;/span&gt;" che, come piattaforma della manifestazione, ci pare un messaggio &lt;a set="yes" linkindex="17" href="http://qn.quotidiano.net/2007/11/25/49022-corteo_delle_donne_anti_violenza.shtml"&gt;&lt;strong&gt;molto chiaro.&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblichiamo dunque integralmente il comunicato della associazione GESEF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;=======================================================&lt;br /&gt;&lt;p&gt;COMUNICATO STAMPA: Fermiamo la Violenza Femminista&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stop alla Propaganda Terroristica di Dati Falsi e Mistificati &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;    Con la presente intendiamo attuare un'informazione di contrasto&lt;br /&gt;alla propaganda mistificatoria  inerente la violenza sulle donne.&lt;br /&gt;Evidenziando falsità e manipolazione dei relativi dati statistici,&lt;br /&gt;diffusi in maniera sproporzionatamente ridicola - senza alcun&lt;br /&gt;riscontro - da parte di Ministri, esponenti parlamentari e sedicenti&lt;br /&gt;"esperte", attraverso un martellamento mediatico senza precedenti&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tale propaganda mira a radicare nell'immaginario collettivo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; l'idea di un ambiente domestico scenario di delitti e terribili &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; violenze, dove vittima è sempre e solo la donna mentre il carnefice è &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; esclusivamente di sesso maschile. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     Vengono svelate &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cifre  inquietanti&lt;/span&gt; quanto sospette: oltre sei&lt;br /&gt;milioni (qualcuno ha sparato 14 milioni) di donne hanno subito&lt;br /&gt;violenza da parte di un partner o altro familiare, di cui la metà&lt;br /&gt;stuprate. Sulla base &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di dati statistici pubblicati dall'Istat, dietro &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; incarico della Ministra per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La quale &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ha potuto disporre di un finanziamento doppio per il suo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; dicastero  rispetto a quanto previsto per il suo predecessore.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt; Leggendo tali dati sul sito dell'Istituto si scopre che altro non sono&lt;br /&gt;che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;proiezioni statistiche dei risultati scaturenti da un sondaggio &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; telefonico effettuato  lo scorso anno su 25.000 abbonate&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(v. &lt;a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.istat.it/"&gt;www.istat.it&lt;/a&gt;),&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La nota metodologica del sondaggio chiarisce che le domande poste&lt;br /&gt;alle intervistate&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; evitano volutamente  riferimenti espliciti alla &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; violenza fisica o sessuale,&lt;/span&gt; ma invitano le stesse a "descrivere&lt;br /&gt;concretamente atti e/o comportamenti in modo di rendere più facile&lt;br /&gt;alle donne aprirsi". Ciò per evitare una sottostima del fenomeno,&lt;br /&gt;"[...] sottostima che può essere determinata anche dal fatto che a&lt;br /&gt;volte le donne non riescono a riconoscersi come vittime e non hanno&lt;br /&gt;maturato una consapevolezza riguardo alle violenze subite". &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non sono &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; quindi le donne intervistate ad aver denunciato violenze subite, bensì &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; le loro descrizioni sono poi state catalogate in varie fattispecie di &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; "violenza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cosicché l'attenzione sessuale  diventa molestia, l'esercizio del&lt;br /&gt;dovere coniugale dal parte del partner  diventa stupro, un banale&lt;br /&gt;litigio diventa violenza fisica,  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una critica al vestito o alla &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; pettinatura é considerata violenza psicologica&lt;/span&gt;, un blando rifiuto&lt;br /&gt;diventa limitazione della libertà personale, la necessità di chiarire&lt;br /&gt;situazioni ambigue diventa violazione della privacy, la richiesta di&lt;br /&gt;una equa distribuzione delle risorse familiari diventa ricatto&lt;br /&gt;economico.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     I dati del sondaggio  assunti come scientifici - ripetiamo:&lt;br /&gt;25.000 interviste telefoniche "guidate"- oltreché proiettarsi&lt;br /&gt;riversati statisticamente sull'intera popolazione femminile italiana&lt;br /&gt;di età 16-59 anni, sono costruiti  in funzione esclusiva di uno&lt;br /&gt;spettacolare allarmismo, e dunque sottratti al rigore della prova dei&lt;br /&gt;fatti. Tale metodologia è già stata adottata nel decennio scorso in&lt;br /&gt;altri Paesi Europei ed occidentali, e fortemente contestata da&lt;br /&gt;femministe storiche dotate di un certo spessore intellettuale (ad es.&lt;br /&gt;Francia: vedi  Elisabeth Badinter - Il percorso sbagliato).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     Consola il fatto che l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Assemblea ONU&lt;/span&gt;, pur avendo decretato il 25&lt;br /&gt;novembre come giornata contro la violenza alle donne già dal 2001,  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;lo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; scorso anno ha "preso nota" ma di fatto rigettato l'ultimo rapporto &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; sulle violenze domestiche&lt;/span&gt; contro le donne presentato dall'uscente&lt;br /&gt;Segretario, poiché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quanto contenuto risultava outrageously inaccurate, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; contrived, manipulated and most distinctly dangerous&lt;/span&gt;, come riportato&lt;br /&gt;dalla stampa statunitense&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;   La Ministra, ed altri esponenti del Governo e dell'Opposizione&lt;br /&gt;Parlamentare, oltre a propinarci dati mistificati, azzarda anche&lt;br /&gt;impressionanti confronti: la violenza domestica sarebbe la causa&lt;br /&gt;principale di decessi ed invalidità, prima del cancro e degli&lt;br /&gt;incidenti automobilistici.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Auspichiamo che la ventilata riduzione del numero di ministri la&lt;br /&gt;coinvolga, stante la sua imperizia a documentarsi: i delitti familiari&lt;br /&gt;che registrano una donna come vittima ad opera di un familiare si&lt;br /&gt;contano annualmente in numero di  60 a fronte di oltre 10.400 decessi&lt;br /&gt;femminili  conseguenti malattie cancerogene (per un totale di oltre&lt;br /&gt;18.000 considerate tutte le patologie - v. Istituto Superiore di&lt;br /&gt;Sanità) e 600 per incidenti stradali.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Al tempo stesso si tace della violenza femminile e materna:  le &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; cronache ci forniscono amari resoconti di  omicidio, uxoricidio ed &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; infanticidio, oltreché della  partecipazione ad episodi di abuso &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; sessuale che attestano il medesimo potenziale di brutalità.&lt;/span&gt;  Anche se&lt;br /&gt;allo stesso reato si conferisce raramente un carattere penale quando a&lt;br /&gt;commetterlo sono delle donne: ciò mette in pericolo l'immagine che&lt;br /&gt;hanno di se stesse, e  si tende a giustificarle -  talora a&lt;br /&gt;legittimarle - con argomenti che rasentano il grottesco.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     Le sottaciute inchieste europee informano che il 10% delle&lt;br /&gt;violenze domestiche sono rappresentate da mogli che picchiano i&lt;br /&gt;mariti. Al punto che  la Germania da qualche anno ha inaugurato due&lt;br /&gt;rifugi per uomini vittime di percosse, ed altrettanto stanno facendo&lt;br /&gt;Spagna e Belgio.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In Italia l'unica indagine esistente è stata effettuata dalla &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; scrivente GESEF &lt;/span&gt;su un campione di genitori che si sono rivolti alle&lt;br /&gt;sue strutture per aiuto e supporto .&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;Attesta  che nell'ambito del&lt;br /&gt;conflitto separativo&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; un marito su tre è fatto oggetto di denunce per &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; abuso sessuale sui figli o sulla partner, finalizzate ad allontanarlo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; definitivamente dai figli.&lt;/span&gt; Denunce che risultano sistematicamente&lt;br /&gt;false, ma la cui prassi giudiziaria provoca conseguenze devastanti sia&lt;br /&gt;sul piano psicologico che economico degli accusati. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rileva altresì che &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; oltre il 50% dei mariti ha subito violenze fisiche di varia natura ed &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; entità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;      Analoga percentuale si rileva da imponenti studi effettuati&lt;br /&gt;negli USA ed altri Paesi anglosassoni: le violenze domestiche sono&lt;br /&gt;agite e subite in maniera paritaria tra uomini e donne, anche se&lt;br /&gt;queste ultime eccellono per  violenza psicologica e provocatoria.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In tutto il mondo infanticidio e  figlicidio restano primato assoluto&lt;br /&gt;delle donne.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;      La Ministra Pollastrini, titolare di un dicastero definito&lt;br /&gt;appunto Pari Opportunità,  non si è però mai posta lo scrupolo di&lt;br /&gt;richiedere all'Istat analoga ricerca concernente l'eventuale violenza&lt;br /&gt;subita dagli uomini.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     La manifestazione organizzata nella vigilia della giornata&lt;br /&gt;preposta dall'ONU, alla luce di siffatte statistiche  induce  qualche&lt;br /&gt;dubbio, poi confermato dagli avvenimenti&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     Infatti la frangia separatista del femminismo nostrano che ha&lt;br /&gt;organizzato l'evento, impossessandosi della tematica "violenza alle&lt;br /&gt;donne" l'ha trasformata in violenza maschile alle donne, tappezzando&lt;br /&gt;le strade di Roma con manifesti diffamatori contro gli uomini&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;    Gli slogans esibiti ed urlati durante il corteo sono stati una&lt;br /&gt;fiorescenza della colorata cialtroneria veterofemminista anni '70,&lt;br /&gt;come qualcuno ha poi scritto. Cui si è aggiunta una vera e propria&lt;br /&gt;offensiva misandrica di regime per imporre l'idea che qualunque uomo&lt;br /&gt;che si muove tra le pareti domestiche è un potenziale assassino&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Viene chiamata in causa non la violenza esercitata da singoli&lt;br /&gt;delinquenti, ma quella collettiva che pervaderebbe culturalmente&lt;br /&gt;l'intera popolazione maschile.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una manifestazione, dunque, contro gli uomini e contro la famiglia.&lt;br /&gt;Scivolando infine nell'antipolitica, come insulti e aggressioni a&lt;br /&gt;giornalisti, deputate e ministre ci hanno mostrato, confermando il&lt;br /&gt;dispotismo delle femministe che manifestavano contro la violenza alle&lt;br /&gt;donne.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;     La violenza più subdola  sta nella loro  campagna di &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; discriminazione e criminalizzazione &lt;/span&gt;aprioristica. Mirata a far&lt;br /&gt;digerire normative e prassi giudiziarie limitanti la libertà&lt;br /&gt;individuale, che decretano il definitivo ritorno alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;presunzione di &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; colpevolezza ed al processo inquisitorio.&lt;/span&gt; Il cui scopo è quello di&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; porre ciascun uomo&lt;/span&gt; - anche delle future generazioni - in una&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; condizione di sudditanza psicologica, emotiva e morale di fronte al &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; potere indiscutibile della percezioni femminile,&lt;/span&gt; in base alla quale&lt;br /&gt;viene definita la liceità o meno di qualunque comportamento maschile.&lt;br /&gt;Condizione che -stante l'assenza di contraddittorio e possibilità di&lt;br /&gt;difesa - induce alla disperazione i soggetti più deboli e ne  fomenta&lt;br /&gt;risposte incontrollate  e brutali.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     La recente &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;approvazione di uno stanziamento di EURO 20.000.000 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(soldi dei contribuenti perlopiù uomini) per contrastare la violenza&lt;br /&gt;sulle donne è parte integrante del progetto. Il fondo è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;destinato a &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; finanziare  i gruppi femministi &lt;/span&gt; (centri antiviolenza, comitati pari&lt;br /&gt;opportunità, ecc) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;da cui è partito il parossistico allarme sociale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;appositamente ingegnato e la conseguente manifestazione nazionale del&lt;br /&gt;24 novembre scorso.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma suona come un oltraggio a fronte delle problematiche che le&lt;br /&gt;famiglie italiane - afflitte dal caro vita, dal caro mutui, dal&lt;br /&gt;precariato, dalla carenza di asili nido e dalla insicurezza urbana -&lt;br /&gt;si trovano ad affrontare.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La violenza non ha sesso:  si combatte attraverso l'equilibrata e &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; puntuale applicazione delle norme vigenti, interventi preventivi &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; adeguati che riconoscano le problematiche di entrambe le parti in &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; conflitto, dialogo e confronto culturale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     L'arma della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;colpevolizzazione, umiliazione e vilipendio &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; dell'intero genere maschile non vi pone alcun rimedio: è finalizzata &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; invece ad alimentare l'odio sociale&lt;/span&gt;, la guerra tra i sessi,&lt;br /&gt;l'insicurezza delle donne da poter così convogliare sotto la "tutela"&lt;br /&gt;di avvocate e psicologhe dei centri antiviolenza, l'annichilimento&lt;br /&gt;degli uomini da "rieducare", l'isolamento affettivo degli individui.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;   Un'arma funzionale solo all'affermazione del potere politico-&lt;br /&gt;burocratico-istituzionale e l'ottenimento di maggiori finanziamenti&lt;br /&gt;pubblici da parte di una esigua ma influentissima schiera di&lt;br /&gt;militanti, spinte da  torpori di rivalsa distruttiva. Che sfruttano&lt;br /&gt;abilmente debolezze ed avidità delle donne - fregandosene altamente&lt;br /&gt;delle loro reali sofferenze - per dirigere la società verso il&lt;br /&gt;definitivo sfacelo delle relazioni uomo-donna, e di conseguenza della&lt;br /&gt;famiglia così come storicamente intesa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     Ringraziamo i giornalisti, le deputate. le ministre - cui&lt;br /&gt;esprimiamo la nostra solidarietà - vittime della aggressione&lt;br /&gt;femminista, che inconsapevolmente con la loro presenza hanno sturato&lt;br /&gt;la rabbiosa esaltazione delle organizzatrici del corteo. In pochi&lt;br /&gt;secondi le immagini diffuse dai media hanno testimoniato agli italiane&lt;br /&gt;(donne e uomini) quanto noi conosciamo  per esperienza diretta e&lt;br /&gt;divulghiamo da tempo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;    Auspichiamo pertanto una nuova fase di impegno istituzionale - più&lt;br /&gt;sensbile e collaborativo verso tutte le espressioni&lt;br /&gt;dell'associazionismo - orientato a liberare la nostra società da&lt;br /&gt;questa cappa di odio sessista, per ricostruire la relazione uomo/donna&lt;br /&gt;all'insegna del reciproco rispetto e valorizzazione dei ruoli sociali&lt;br /&gt;e familiari,  nell'uguaglianza dei poteri e delle responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per restituire dignità ad entrambi i Generi, alla Famiglia ed ai&lt;br /&gt;nostri Figli.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Elvia Ficarra&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Responsabile Osservatorio Famiglie Separate - Gesef&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;============================================================&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt; Media Matters bases its claim on excerpts from a CDC handout about domestic violence (&lt;a href="http://www.cdc.gov/ncipc/dvp/ipv_factsheet.pdf" target="_blank"&gt;http://www.cdc.gov/ncipc/dvp&lt;wbr&gt;/ipv_factsheet.pdf&lt;/a&gt;), which cites as its source the CDC-funded 1996 National Violence Against Women Survey. (&lt;a href="http://www.ncjrs.gov/pdffiles1/nij/.pdf" target="_blank"&gt;http://www.ncjrs.gov/pdffiles1&lt;wbr&gt;/nij/.pdf&lt;/a&gt;) The 1996 survey was conducted using a modified version of a research instrument known as the Conflict Tactics Scales. Dr. Murray Straus, the pre-eminent researcher on domestic violence is the inventor of the Conflict Tactics Scales. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Straus has objected to the 1996 survey because the modifications made to the Conflict Tactics Scales would artificially suppress the percentage of male victims.&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.breakingthescience.org/StrausSaysTjadenThoennesBiased.mp3" target="_blank"&gt;http://www.breakingthescience&lt;wbr&gt;.org/StrausSaysTjadenThoennesBi&lt;wbr&gt;ased.mp3&lt;/a&gt;) &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The latest CDC scientific research shows much higher perpetration rates for women.&lt;/span&gt; In March 2007, the peer-reviewed scientific journal, "American Journal of Public Health" published a report by Centers for Disease Control researchers Whitaker, Haileyesus, Swahn, and Saltzman entitled "Differences in Frequency of Violence and Reported Injury Between Relationships With Reciprocal and Nonreciprocal Intimate Partner Violence". (&lt;a href="http://www.ajph.org/cgi/content/abstract/97/5/941" target="_blank"&gt;http://www.ajph.org/cgi/content/abstract/97/5/941&lt;/a&gt;). &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;This study reports that women are the sole perpetrator in 70% of cases where the other partner was non-violent!&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Murray Straus, co-founder of the Univ. of New Hampshire Family Research Laboratory, was the first leading scientist to call for federal domestic violence laws. Today, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;he also calls for women to stop abusing men, and for policy changes to effect reforms in violence policy to address this major, unaddressed national problem&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.citizen.com/apps/pbcs.dll/article?AID=//NEWS0202//-1/CITIZEN" target="_blank"&gt;http://www.citizen.com/apps/pbcs.dll/article?AID=//NEWS0202//-1/CITIZEN&lt;/a&gt;). &lt;/p&gt; &lt;p&gt; Dr. Straus scientifically explains why Media Matters is wrong in "The Controversy Over Domestic Violence by Women". (&lt;a href="http://pubpages.unh.edu/%7Emas2/CTS21.pdf" target="_blank"&gt;http://pubpages.unh.edu/~mas2&lt;wbr&gt;/CTS21.pdf&lt;/a&gt;). Straus reconciles the vast differences between the findings of crime-based studies such as the National Crime Victimization Survey (NCVS) and empirical studies based on the Conflict Tactical Scales (CTS). In a nutshell, studies based on crime data and women's advocacy surveys report what we expect: Men often win major spousal altercations and men are the ones arrested (without considering who initiated the altercation). CTS-based studies more accurately report the nature of family violence and who is causing it.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Today, there are over 200 major studies reporting that women initiate at least half of domestic violence, and little credible scientific evidence to the contrary.&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.csulb.edu/%7Emfiebert/assault.htm" target="_blank"&gt;http://www.csulb.edu/~mfiebert&lt;wbr&gt;/assault.htm&lt;/a&gt;) &lt;/p&gt;=================================================================&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-4052250718792230412?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/4052250718792230412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=4052250718792230412&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/4052250718792230412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/4052250718792230412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/stop-alla-propaganda-di-odio.html' title='Stop alla propaganda di odio antimaschile.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-3092076530032655796</id><published>2007-11-25T14:28:00.000Z</published><updated>2007-11-25T14:28:36.196Z</updated><title type='text'>Lettera a un bambino che è nato</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=&amp;amp;START=0&amp;amp;2col="&gt;ilGiornale.it - Lettera a un bambino che è nato&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Stefano Zecchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt; In un convegno a Roma, il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Centro Aiuto alla Vita&lt;/span&gt;, presentando i risultati della sua attività ha segnalato un dato che obbliga a una riflessione. In trent’anni di lavoro il Centro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ha fatto nascere 85.000 bambini&lt;/span&gt;. Proprio così: ha fatto nascere. La legge 194, erroneamente indicata come la legge sull’aborto, in realtà tutela la gravidanza, e il Centro di cui stiamo parlando si adopera per aiutare le donne incinte a mettere al mondo il loro bimbo nonostante le difficoltà che esse ritengono di non riuscire a superare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;Le persone che operano nei Centri per l’aiuto alla vita sono tutte volontarie, sono presenti nelle cliniche e negli ospedali perché la legge prevede il tipo di assistenza che esse offrono. E tuttavia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;incontrano &lt;/span&gt;difficoltà se non &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ostilità&lt;/span&gt;, nello svolgere la loro attività, non tanto per motivi pratici, quanto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;per ragioni culturali&lt;/span&gt;: di fronte a una nascita che presenta problemi, l’aborto è drammaticamente la via più semplice, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;perché è più facile distruggere che creare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;In questo modo di pensare c’è la radice più profonda della cultura nihilista occidentale. Il nulla ci sottrae alla responsabilità, l’essere ci obbliga al significato che dobbiamo dare alla vita; il nulla mette un comodo silenziatore alla coscienza, l’essere ci impegna alla decisione e quindi alla scelta morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questa cultura nihilista aggredisce la donna con l’inganno più perfido e malevolo.&lt;/span&gt; Le fa credere di liberarla, in realtà &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;annienta la parte essenziale dell’essere femminile.&lt;/span&gt; Le fa credere che l’aborto sia un problema che riguarda lei soltanto. Non il padre, che ormai non conta più niente, e soprattutto non il figlio che porta in sé, che c’è, che vive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;Pensare all’aborto sempre dal punto di vista della donna significa davvero favorire la sua libertà, aiutarne la sua emancipazione? O non è piuttosto un modo spiccio e un po’ ipocrita con cui una cultura intende liberarsi di un problema? &lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;La legge 194 ammette, in determinate circostanze, l’interruzione della gravidanza. Ma se una cosa è ammessa dalla legge significa anche che è la cosa migliore e più giusta da fare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;D’accordo: la legge è stata importante per arginare gli aborti clandestini, per affrontare consapevolmente ciò che comporta qualche grave patologia del feto, ma poi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si sono anche fatte rientrare&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non previste dalla normativa&lt;/span&gt;) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;situazioni psicologiche della donna &lt;/span&gt;incinta che, considerate sbrigativamente e comodamente, sono diventate motivi ammissibili per abortire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt; Si è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;banalizzato il significato della nascita&lt;/span&gt;, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;conseguenze distruttive enormi&lt;/span&gt; per il valore della famiglia. &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;L’arbitrio che porta a interrompere una gravidanza è, poi, lo stesso che porta a distruggere una famiglia: si decide che un figlio che sta per nascere non deve vivere, così si decide con la stessa perentorietà che un figlio nato possa vivere anche senza una famiglia unita.&lt;/span&gt; In questo pensiero c’è una arroganza distruttiva che annienta una società, tanto più violento quanto più è sostenuto come affermazione e difesa della libertà dell’individuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;Ottantacinquemila bambini sono nati grazie al Centro Aiuto alla Vita che è stato capace di far superare tante difficoltà alle donne che non si sarebbero sentite di mettere al mondo il proprio figlio. A questi bambini mi piacerebbe scrivere una lettera che, modificando il titolo di un celebre libro, avrebbe questa intestazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lettera a un bambino nato. A lui &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vorrei ricordare il coraggio della sua mamma&lt;/span&gt;, che ha scelto la strada più difficile. A lui vorrei dire che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il diritto alla vita&lt;/span&gt; non è tanto facilmente riconosciuto dalla nostra cultura e che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;lui è nato contro ogni volontà distruttrice&lt;/span&gt; che in troppi, oggi, sono pronti a giustificare e a comprendere come se fosse un principio del progresso civile. A lui vorrei dire che abbia la più grande &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;gratitudine verso sua madre e anche verso suo padre che lo hanno strappato al nulla&lt;/span&gt;, gratitudine &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;verso chi ha saputo aiutare e consigliare sua madre. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei ricordargli che nel nome di una falsa cultura libertaria non sarebbe dovuto nascere, vorrei non dimenticasse che la sua vita ha sconfitto la banalità del nulla.&lt;br /&gt;Stefano Zecchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=&amp;amp;START=0&amp;amp;2col="&gt; &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-3092076530032655796?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=222944&amp;START=0&amp;2col=' title='Lettera a un bambino che è nato'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/3092076530032655796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=3092076530032655796&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/3092076530032655796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/3092076530032655796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/lettera-un-bambino-che-nato.html' title='Lettera a un bambino che è nato'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-755869331230963270</id><published>2007-11-25T02:54:00.000Z</published><updated>2007-11-27T13:33:30.981Z</updated><title type='text'>La violenza delle femministe contro la violenza</title><content type='html'>&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/violenza-donne/corteo/corteo.html"&gt;Violenza delle donne, a Roma in centomila&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non  c'è dubbio che sia cominciata &lt;i&gt;sbagliata&lt;/i&gt; questa manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;fischi alle deputate di Forza Italia&lt;/b&gt; Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo; "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fuori i fascisti da questo corteo&lt;/span&gt;"; "La violenza sulle donne non si strumentalizza, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sei una fascista non sei una donna"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;spintoni e calci a un fotografo e a un giornalista&lt;/span&gt; con l'unico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;torto di essere maschi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'assassino non bussa, ha le chiavi di casa"&lt;/span&gt; è scritto su uno degli striscioni a metà del corteo.&lt;br /&gt;(a togliere le chiavi all'assassino ci pensa il giudice nella separazione cautelativa, assamai)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dacia Mariani, ad esempio - anima del movimento femminista negli anni settanta&lt;br /&gt;"Sono commossa, era dagli anni Settanta che non si vedeva una manifestazione così".&lt;br /&gt;(ma c'erano anche le molotov e le P38?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Questa violenza verbale va solo contro le donne" taglia corto Giovanna Melandri.&lt;br /&gt;"La contestazione di qualcuno va a discapito di tutte" rincara la dose Livia Turco.&lt;br /&gt;Più morbida la Pollastrini: "Cerchiamo il lato positivo: tante, tantissime donne per dire basta alla violenza". Il problema è che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a fine serata della giornata si parla più per le polemiche che per i contenuti&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che la manifestazione, organizzata molto in sordina, quasi ignorata fino a due-tre giorni fa, è stata messa in piedi da un gruppo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;collettivi femministi&lt;/span&gt; tra cui Amatrix, Libellule, Feramenta, Associazione femminista via dei Volsci, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a cui sicuramente non fa difetto la rabbia e le idee chiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non vogliamo cappelli politici&lt;/span&gt; anche perché delle scelte di questa politica non condividiamo quasi nulla. E &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non vogliamo uomini&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;abbiamo fatto una scelta sessista&lt;/span&gt; e separatista perché in questo modo si capisca che il problema in Italia è di tipo culturale e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;serve scardinare la società di tipo patriarcale&lt;/span&gt;...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini"&lt;br /&gt;(la violenza delle donne contro gli uomini comincia nei collettivi e finisce nei cortei e nei tribunali)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Fiducia nello stato non ne abbiamo / l'autodifesa è nostra e non la deleghiamo".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Monica Pepe, la più gettonata tra le organizzatrici: "Un episodio come quello della morte di Giovanna Reggiani è stato strumentalizzato per dare vita a un pacchetto sicurezza xenofobo e razzista".&lt;br /&gt;(ovvero? solo la violenza di maschi italiani contro donne va condannata? quella di donne e delinquenti no?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una dura nota in merito alle contestazioni è arrivata dalla direzione del tg de La7, costretta a interrompere la diretta. «&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vedere giornalisti messi in condizione di non svolgere il proprio lavoro, dover interrompere la trasmissione in diretta in nome di un malinteso veterofemminismo, fa soltanto cadere le braccia&lt;/span&gt;», si legge in una nota, che esprime «piena e convinta solidarietà a Giulia Buongiorno, Mara Carfagna, Giovanna Melandri, Alessandra Mussolini, Barbara Pollastrini, Stefania Prestigiacomo, Livia Turco»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/post/1694443.html"&gt;Il commento di una donna che ha partecipato&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-755869331230963270?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/755869331230963270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=755869331230963270&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/755869331230963270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/755869331230963270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/la-violenza-delle-femministe-contro-la.html' title='La violenza delle femministe contro la violenza'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-9196835797873554447</id><published>2007-11-24T11:27:00.000Z</published><updated>2007-11-28T14:06:12.408Z</updated><title type='text'>Contro la violenza sui bambini</title><content type='html'>&lt;h5 class="title"&gt;&lt;a href="http://lindipendente.splinder.com/post//Discriminazione+di+genere"&gt;&lt;span class="rss:title"&gt;Discriminazione di genere - L'indipendente&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h5&gt;   &lt;span class="rss:item"&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="font-family: Georgia; font-size: 12pt; text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 128);"&gt;  GLI UOMINI PICCHIANO LE DONNE &lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: Verdana; font-size: 10pt; text-align: justify;"&gt;  Questo il messaggio che &lt;strong&gt;&lt;a set="yes" linkindex="153" href="http://new.rifondazione.it/materiali/" target="_blank"&gt;Rifondazione Comunista&lt;img id="snap_com_shot_link_icon" class="snap_preview_icon" style="border: 0pt none ; margin: 0pt ! important; padding: 1px 0pt 0pt; font-style: normal; font-weight: normal; font-family: &amp;quot;trebuchet ms&amp;quot;,arial,helvetica,sans-serif; float: none; position: static; left: auto; top: auto; line-height: normal; background-image: url(http://i.ixnp.com/images/v3.4/theme/ice/palette.gif); background-color: transparent; width: 14px; height: 12px; background-position: -787px 0pt; background-repeat: no-repeat; text-decoration: none; visibility: visible; vertical-align: top; display: inline;" src="http://i.ixnp.com/images/v3.4/t.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; sta lanciando in questi giorni con una campagna che culminerà in una manifestazione oggi a Roma. &lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: Verdana; font-size: 10pt; text-align: justify;"&gt; È vero: ci sono uomini che picchiano le donne, così come ci sono donne che uccidono i figli, bambini che picchiano altri bambini e persino donne che picchiano gli uomini, e non sono poche. La violenza è ovunque e va fermata, senza eccezioni. Ma una campagna come quella di Rifondazione Comunista non è una campagna contro la violenza, &lt;strong&gt;è essa stessa una forma di violenza&lt;/strong&gt;, perché lancia un'accusa generica che sembra quasi voler dire «&lt;em&gt;È nella natura degli uomini picchiare le donne&lt;/em&gt;», ovvero, essere uomini è di per sé un crimine. Ricorda molto le accuse dei nazisti nei confronti degli ebrei e dei razzisti americani nei confronti dei neri: è quindi una &lt;strong&gt;discriminazione di genere&lt;/strong&gt; a tutti gli effetti. &lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: Verdana; font-size: 10pt; text-align: justify;"&gt; Ma al di là di tutte le considerazioni razionali, cosa avreste detto voi se accanto al manifesto che Rifondazione Comunista ha fatto stampare e affiggere in tutta Italia, ne fosse comparso anche un altro come quello (mai realizzato) disegnato sulla falsa riga del primo, che denuncia gli innumerevoli casi di violenze contro i bambini da parte di donne? Quale sarebbe stata la vostra reazione? &lt;/p&gt; &lt;div align="center"&gt; &lt;table&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td style="font-family: Verdana; font-size: 8pt; text-align: center; color: rgb(0, 0, 128);" align="center" valign="top"&gt; &lt;img src="http://www.dejudicibus.it/blog/images/violenza_uomini.jpg" alt="" border="0" height="345" width="242" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il manifesto di&lt;br /&gt;Rifondazione Comunista &lt;/td&gt; &lt;td style="width: 20px;" align="center" valign="top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt; &lt;td style="font-family: Verdana; font-size: 8pt; text-align: center; color: rgb(0, 0, 128);" align="center" valign="top"&gt; &lt;img src="http://www.dejudicibus.it/blog/images/violenza_donne.jpg" alt="" border="0" height="345" width="242" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il manifesto realizzato&lt;br /&gt;sulla stessa falsariga&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a set="yes" linkindex="8" href="http://www.rifondazione.it/forumdonne/?p=225" rel="bookmark" title="Permalink per: I numeri della violenza maschile sulle donne"&gt;I numeri della violenza maschile sulle donne - Partito della Rifondazione Comunista&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;          &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#800000;"&gt;I numeri della violenza maschile sulle donne - dati Istat [dati commissionati  dalla Pollastrini]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;- Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un milione e 400mila (il 6,6% del totale) ha subito uno stupro prima dei 16 anni;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Solo il 18,2% delle donne è consapevole che quello che ha subito è un reato, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; La prima causa di morte delle donne dai 14 ai 44 anni è la violenza subita da un uomo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;a set="yes" linkindex="9" onclick="javascript:urchinTracker ('/downloads/forumdonne/wp-content/uploads/2007/10/slide_maschio_assassino.pdf');" href="http://www.rifondazione.it/forumdonne/wp-content/uploads/2007/10/slide_maschio_assassino.pdf" title="Slide “Maschio assassino”"&gt;Slide “Maschio assassino”&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style="text-align: left;" class="storytitle" id="post-160"&gt; &lt;a set="yes" linkindex="1" href="http://maschiselvatici.blogsome.com/2007/11/22/violenza-maschile-prima-causa-di-morte-per-le-donne/" rel="bookmark" title="Permanent Link: Violenza maschile prima causa  di morte  per le donne?"&gt;Violenza maschile prima causa  di morte  per le donne?&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;" class="storycontent"&gt;          &lt;p&gt;di A. Ermini&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.firstrunfeatures.com/presskits/goebbels_experiment/images/goebbels1.jpg" alt="Joseph Goebbels" align="left" hspace="3" width="200" /&gt;Ormai lo leggiamo e ascoltiamo ogni giorno in un effluvio di esternazioni senza fine. Buon ultimo, dopo la stampa così detta grande (più, ovvio, quella di sinistra per la quale l’ideologia è verità), le TV, le ministre, le soubrette e presentatori di talk show vari, il presidente del consiglio Prodi. Senza alcun accenno di buon senso, di onestà intellettuale, di semplice verifica di dati a tutti disponibili. A niente valgono nemmeno le parole di femministe oneste che contestano sia i dati in sè, sia i criteri usati per elaborarli, come Elisabeth Badinter o Susan Faludi. Usava la stessa tecnica terroristica anche Goebbels. “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Da parte nostra dubitiamo molto che quello che ne resterà, anche alle donne destinatarie del messaggio di odio e criminalizzazione antimaschile, sia minimamente positivo. In ogni caso non vogliamo assistere inermi a questo scempio della verità e della ragione. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’ultimo dato ISTAT sulle cause di morte è del 2002&lt;br /&gt;In quell’anno morirono in italia 560.390 persone, di cui:&lt;br /&gt;maschi: 279.296&lt;br /&gt;femmine: 281.094&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nella classificazione ISTAT l’omicidio e le lesioni (mortali, evidentemente) provocati INTENZIONALMENTE da altri corrispondono al codice descrittivo BE 77 (“Omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri”, appunto), a sua volta ricompreso nella classe BE 71-78 (“Cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti”), così composta:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;BE(71-78)E - CAUSE ESTERNE DEI TRAUMATISMI E DEGLI AVVELENAMENTI&lt;br /&gt;BE 71 Accidente stradale da veicolo a motore&lt;br /&gt;BE 72 Altri accidenti da trasporto&lt;br /&gt;BE 73 Avvelenamenti accidentali&lt;br /&gt;BE 74 Cadute accidentali&lt;br /&gt;BE 75 Accidenti causati da incendi e da fuoco&lt;br /&gt;BE 76 Suicidio e autolesione&lt;br /&gt;BE 77 Omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri&lt;br /&gt;BE 78 Altre cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri&lt;/span&gt; (BE77) sono morte in Italia, nel 2002, 560 persone, di cui&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Maschi: 401&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Femmine 159&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;Le cause di morte sono state, in valori assoluti:&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1)Malattie del sistema circolatorio: 131.472&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2)Tumori: 69.672&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3)Altri stati morbosi: 21.173&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;4)Malattie dell’apparato respiratorio: 15.324&lt;br /&gt;5)Disturbi psichici e malattie sist. Nervoso org. Sensi: 14.765&lt;br /&gt;6)Malattie dell’apparato digerente: 12.234&lt;br /&gt;7)Cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti: 10.667 (di cui omicidi 560, ripartiti come più sopra)&lt;br /&gt;8)Sintomi, segni e stati morbosi mal definiti: 3.640&lt;br /&gt;9)Malattie infettive e parassitarie: 2.147&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Fonte: http://www.istat.it/dati/dataset/20051107_00/&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;il numero di donne morte nel 2001 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;per tutte le patologie &lt;/span&gt;in&lt;br /&gt;un'età compresa&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; tra i 15 e i 39 anni sono state 3.502&lt;/span&gt; (dati ISS)&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold;"&gt;le donne &lt;span class="rss:item"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tra i 15 e i 39 anni &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;morte per mano di un uomo non arrivano a 100&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vogliamo contare i padri che si sono suicidati &lt;/span&gt;perche' sono stati ingiustamente cacciati di casa e allontanati dai figli? sono circa 100 ogni anno. ogni santo anno.&lt;/p&gt;a che gioco vogliamo giocare?&lt;br /&gt;chi ha interesse a manipolare i dati e fare propaganda in modo talmente sporco?&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;Anche i nazisti usavano le statistiche in questo modo.&lt;br /&gt;La violenza di stato e' molto piu' grave della violenza privata.&lt;br /&gt;Siamo palesemente in un regime che manipola e controlla l'informazione e la giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Attenzione perche' di questo passo si arriva a dire "STATO ASSASSINO"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-9196835797873554447?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/9196835797873554447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=9196835797873554447&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/9196835797873554447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/9196835797873554447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/contro-la-violenza-sui-bambini.html' title='Contro la violenza sui bambini'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-33295752606751396</id><published>2007-11-24T03:48:00.000Z</published><updated>2007-11-24T03:55:48.774Z</updated><title type='text'>la violenza appresa guardando (Video)</title><content type='html'>&lt;a href="http://psicocafe.blogosfere.it/2007/11/il-bobo-doll-experiment-la-violenza-appresa-guardando-video.html"&gt;Il Bobo doll Experiment: la violenza appresa guardando (Video) - Psicocafé&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;Cari avventori, ho trovato alcuni spezzoni del filmato originale del famoso &lt;strong&gt;Bobo doll experiment&lt;/strong&gt; condotto da Albert Bandura nel 1961 nell’ambito degli studi sull’apprendimento sociale. Come sapete l’apprendimento sociale è quella maniera di imparare degli esseri umani che non passa attraverso la messa in atto di tentativi e di errori, ma è l’esito di un processo di osservazione e imitazione del comportamento altrui.&lt;br /&gt;Il Bobo doll Experiment fu disegnato, in particolare, per indagare l’apprendimento sociale del comportamento aggressivo nei bambini piccoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partecipanti sperimentali furono 72 bambini e bambine dell'asilo della Stanford University con un età compresa tra i 37 e i 69 mesi, a cui si aggiunsero 24 bambini come gruppo di controllo.&lt;br /&gt;Metà dei bimbi partecipanti fu esposto alla visione di un adulto che agiva comportamenti aggressivi nei confronti del Bobo doll, un pupazzo gonfiabile, mentre l’altra metà assistette ad agìti non aggressivi nei confronti dello stesso pupazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine della fase di esposizione, lasciati da soli, i bambini esposti alla condizione aggressiva esibirono comportamenti aggressivi fortemente imitativi di quelli osservati nell’adulto.&lt;br /&gt;Guardando il filmato, che dura pochi minuti, si rimane sconcertati dalla violenza fisica che bambini così piccoli riescono a produrre e dalla "puntualità" dell' imitazione.&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato, è possibile leggere &lt;a set="yes" linkindex="24" href="http://psychclassics.yorku.ca/Bandura/bobo.htm"&gt;il paper integrale &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial,helvetica,sans-serif;"&gt;che consente di apprezzare la complessità,  l’accuratezza e l’eleganza teorica con cui l’esperimento fu condotto e che ne fanno una pietra miliare nella storia della psicologia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pDtBz_1dkuk&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/pDtBz_1dkuk&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-33295752606751396?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://psicocafe.blogosfere.it/2007/11/il-bobo-doll-experiment-la-violenza-appresa-guardando-video.html' title='la violenza appresa guardando (Video)'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/33295752606751396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=33295752606751396&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/33295752606751396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/33295752606751396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/la-violenza-appresa-guardando-video.html' title='la violenza appresa guardando (Video)'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-1277633582519108571</id><published>2007-11-22T23:06:00.000Z</published><updated>2007-11-24T11:27:34.524Z</updated><title type='text'>home sweet home. contro la violenza sul padre.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/R0VYkNdwApI/AAAAAAAAAt0/PbQcZduHGWg/s1600-h/padre_Lumumba_torna_a_casa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/R0VYkNdwApI/AAAAAAAAAt0/PbQcZduHGWg/s400/padre_Lumumba_torna_a_casa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a set="yes" linkindex="12" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID="&gt;Lumumba a casa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a set="yes" linkindex="12" href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID="&gt;"Ringrazio Dio, che mi ha aiutato a tornare a casa. "&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Padre di famiglia torna a casa,&lt;br /&gt;dopo essere stato falsamente accusato&lt;br /&gt;di stupro e violenze&lt;br /&gt;da una donna assassina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tanti i papa' ingiustamente accusati&lt;br /&gt;che non hanno fatto ritorno a casa.&lt;br /&gt;Ora marciscono in carcere.&lt;br /&gt;Il governo vuole approvare una legge&lt;br /&gt;per mandare in galera tutti i papa'&lt;br /&gt;scomodi al regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengono dette balle spaziali sui dati delle violenze&lt;br /&gt;sono per legge censurati i dati sulle donne assassine e violente&lt;br /&gt;vengono gonfiate in modo ridicolo le cifre rendendole enormi&lt;br /&gt;per fare apparire sempre criminali gli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scopo di distruggere la famiglia e il padre&lt;br /&gt;come aveva teorizzato Engels&lt;br /&gt;con la violenza di stato e le false accuse&lt;br /&gt;a beneficio di una lobby finanziata con soldi pubblici&lt;br /&gt;che ha lo stesso potere di Hitler.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aiutaci a far cessare l'olocausto.&lt;br /&gt;Prima che diventi un far west.&lt;br /&gt;Pensa ai tuoi figli e alla tua famiglia.&lt;br /&gt;Domani potrebbe non esserci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.brusselsjournal.com/node/2572"&gt;The Fatherless Civilization&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-1277633582519108571?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/1277633582519108571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=1277633582519108571&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1277633582519108571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1277633582519108571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/home-sweet-home.html' title='home sweet home. contro la violenza sul padre.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/R0VYkNdwApI/AAAAAAAAAt0/PbQcZduHGWg/s72-c/padre_Lumumba_torna_a_casa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-4104396641201487471</id><published>2007-11-20T20:54:00.000Z</published><updated>2007-11-24T01:10:37.584Z</updated><title type='text'>Uomini (comunisti) che picchiano le donne.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://new.rifondazione.it/materiali/2007/img/071124donne.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://new.rifondazione.it/materiali/2007/img/071124donne.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Veramente odioso il solito volantino proveniente dall'estrema sinistra, dai soliti pugnettari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la manifestazione (giusta) contro la violenza, criminalizzano gli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"GLI UOMINI PICCHIANO LE DONNE"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perche' accomunare a voi stessi tutti gli uomini? Abbiate il coraggio di affrontare la verita'.&lt;br /&gt;Se vi riconoscete in questo vostro manifesto precisatelo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"GLI UOMINI COMUNISTI PICCHIANO LE DONNE"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gia' che ci siete, fate outing senza timore fino in fondo. Vi sentirete meglio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"GLI UOMINI COMUNISTI&lt;br /&gt;PICCHIANO LE DONNE&lt;br /&gt;E MANGIANO I BAMBINI"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo si sapeva, ma ora ne abbiamo la confessione pubblica!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://new.rifondazione.it/materiali/2007"&gt;http://new.rifondazione.it/materiali/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.uomini3000.it/520.htm"&gt;Lettera aperta a tutti gli uomini che pensano di autoflagellarsi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://antifeminist.altervista.org/notizie/2007/2_11_2007.htm"&gt;Donne che picchiano le donne&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donne uccise dagli uomini in italia 100 ogni anno.&lt;br /&gt;Morti per incidenti stradali 5000 in Italia ogni anno.&lt;br /&gt;Uomini che si suicidano perche donne impediscono loro di stare con i figli 2000 in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/R0d4wtdwAqI/AAAAAAAAAt8/QGTTum2nU2g/s1600-h/girl-185_211848a.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/R0d4wtdwAqI/AAAAAAAAAt8/QGTTum2nU2g/s320/girl-185_211848a.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;           &lt;i&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Times New Roman,Times,serif;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/crime/article.ece"&gt;[Nella                      foto: Bethany James - The Times]&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;           "Le ragazze si sono scagliate&lt;br /&gt;           sulla vittima come &lt;b&gt;bestie selvagge&lt;/b&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Dc6UkJlVx0E"&gt;Donne (comuniste) che picchiano gli uomini (e pretendono di avere ragione)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Dc6UkJlVx0E&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Dc6UkJlVx0E&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-4104396641201487471?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/4104396641201487471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=4104396641201487471&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/4104396641201487471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/4104396641201487471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/uomini-comunisti-che-picchiano-le-donne.html' title='Uomini (comunisti) che picchiano le donne.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/R0d4wtdwAqI/AAAAAAAAAt8/QGTTum2nU2g/s72-c/girl-185_211848a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-4461077374870630901</id><published>2007-11-20T20:35:00.000Z</published><updated>2007-11-20T20:44:09.228Z</updated><title type='text'>Le donne moderne criticano il femminismo conflittuale.</title><content type='html'>&lt;p class="post-info"&gt;  &lt;a set="yes" linkindex="5" href="http://claudiorise.blogsome.com/2007/11/20/le-femministe-cambiano-idea/" rel="bookmark" title="Permanent Link: Le femministe cambiano idea"&gt;Le femministe cambiano idea&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="post-content"&gt;          &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 19 novembre 2007, &lt;a set="yes" linkindex="6" href="http://www.ilmattino.it/" target="_blanck"&gt;www.ilmattino.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le femministe stanno cambiando idea (almeno negli altri paesi, fuori dall’Italia). &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La lotta senza quartiere al maschio, e al padre, è sostituita con sempre maggior decisione dall’amore&lt;/span&gt; verso il proprio compagno, dalla tenerezza come stile di rapporto, e dalla consapevolezza che un buon padre è indispensabile per la crescita equilibrata dei figli, e la felicità di tutta la famiglia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si volta pagina. E il diverso sentire delle giovani donne segnerà le leggi, e il costume, di oggi e domani. Dietro questo cambiamento ci sono molte cose, tra le quali le statistiche di quasi quarant’anni di infelicità generale: delle donne che si ritrovavano sole e deluse, dei mariti allontanati da casa e dai figli, dei figli disorientati e scontenti. Come dimostrano le cronache quotidiane.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Dietro ogni storia di disagio giovanile, da Amanda che mette in scena a Perugia la sua disperazione, al piccolo Diego G., 15 anni, che si è buttato dalla finestra ad Ischia, c’è, anche, una famiglia spezzata, e un padre che non puoi più vedere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Si sapeva già che il pensiero femminista internazionale, influenzato anche dalle esperienze delle sue protagoniste, aveva cominciato da tempo a tener conto del lutto prodotto nella vita delle persone dall’inimicizia tra uomo e donna. Da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luce Irigaray&lt;/span&gt;, a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Doris Lessing&lt;/span&gt;, a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Susan Faludi&lt;/span&gt;, ovunque &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;le grandi interpreti del pensiero femminista&lt;/span&gt; hanno ormai spezzato molte lance a favore di questa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;constatazione: non ci sono donne felici in un mondo di uomini disprezzati e disorientati. &lt;/span&gt;Solo in Italia, paese molto ideologico e poco attento ai fatti, queste riflessioni sono ancora poco diffuse, soprattutto nell’isolata galassia della politica, indifferente all’osservazione della realtà.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Ora arrivano i dati su &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;come la pensano le giovani donne.&lt;/span&gt; L’ultima ricerca, svolta da due studiose, le psicologhe Laurie Rudman e Julie Phelan, dell’Università del New Jersey, negli Stati Uniti, ha confermato quanto già raccolto in altri studi, soprattutto nei paesi anglosassoni. Le giovani donne, e i loro partner, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sono ormai al di là delle antiche diatribe femministe.&lt;/span&gt; Nel senso che sono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tutti d’accordo sull’eguaglianza tra i due generi&lt;/span&gt;, sull’importanza della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;stabilità della relazione&lt;/span&gt;, sulla necessità che ognuno dei due partner si prenda a cuore anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la soddisfazione sessuale dell’altro&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt; Queste &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;consapevolezze condivise&lt;/span&gt;, segnalano anche come sia ormai nata, nel tempo, una nuova educazione sentimentale, al passo coi tempi. Queste giovani coppie infatti, che si dichiarano s&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ensibili ed attente alla questione femminile&lt;/span&gt;, arrivano senza difficoltà a riconoscere che: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;“femminile e romanticismo procedono insieme”.&lt;/span&gt; Il che da una parte è ovvio: se ami le donne, ne riconosci la natura romantica, e tendi a soddisfarla. Dall’altra però è un bel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;capovolgimento rispetto alla rappresentazione conflittuale dei rapporti tra uomini e donne&lt;/span&gt; proposta dal femminismo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; I dati sui &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vantaggi di una coppia affettuosa, e serena&lt;/span&gt;, sono puntualmente confermati dalle ricerche internazionali sulla durata e qualità della vita. E’ nella famiglia monogamica ed affiatata che si fa sesso coi risultati più appaganti, che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; si vive più a lungo&lt;/span&gt;, che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ci si ammala di meno. &lt;/span&gt;I single non sposati al di sotto dei 34 anni, secondo la statistiche nazionali della Gran Bretagna, hanno un tasso di mortalità due volte e mezzo superiore a quello dei loro coetanei sposati. E tra i grandi anziani, vedovi e divorziati muoiono prima, ed in circostanze più amare, dei loro coetanei sposati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Meglio amarsi dunque, e stare insieme.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-4461077374870630901?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/4461077374870630901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=4461077374870630901&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/4461077374870630901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/4461077374870630901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/le-donne-moderne-criticano-il.html' title='Le donne moderne criticano il femminismo conflittuale.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-4532554698540462405</id><published>2007-11-20T04:51:00.000Z</published><updated>2007-11-20T05:13:59.238Z</updated><title type='text'>Amanda la sceneggiatrice assassina?</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/perugia-uccisa3/un-amico/un-amico.html"&gt;Per me era come un fratello&lt;/a&gt;   &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_19/meredith_quarto_uomo.shtml"&gt;&lt;em&gt;Meredith, caccia al quarto uomo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Rudy Hermann Guede, 21 anni.&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Viveva con il padre ma quello se n'è andato&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;Brutta infanzia ha avuto il ricercato per l'omicidio di Meredith: sradicato dal suo Paese quando era poco più che un bambino, abbandonato dal padre e infine affidato ad una famiglia che "poi l'ha rifiutato. Viveva con il padre ma quello se n'è andato in Africa e non s'è più visto. E' stato mio fratello a portarselo a casa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Era piccolissimo quando è immigrato: avrà avuto 5 anni. Frequentava la scuola, suo padre sembrava lavorasse ma, più o meno quattro anni fa, il genitore è partito per la Costa d'Avorio dove era nato e non si è fatto più vivo. Ritornerò tra qualche settimana, gli aveva detto, ma è scomparso. Gede a soli 17 anni è rimasto solo e mio fratello l'ha portato a casa. L'abbiamo accolto in famiglia come fosse un fratello. Abbiamo pure convinto un parente molto ricco di Perugia, a prenderlo in affidamento. Con loro è rimasto un paio d'anni ma poi non l'hanno più voluto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Gede era un tipo difficile, sperperava un sacco di soldi, diceva bugie, non si comportava bene e i nostri parenti non hanno più rinnovato l'affidamento e lui è scomparso: è andato a Milano, mi ha detto. Non so chi conoscesse lassù: mi disse che aveva una fidanzata e che arrotondava facendo il dj in qualche locale. L'ho rivisto pochi mesi fa, quando è ritornato a Perugia. Ha preso in affitto una casa non lontana da quella della studentessa inglese uccisa (&lt;i&gt;in corso Garibaldi, nella stessa via dove si trova l'appartamento di Raffaele Sollecito, ndr&lt;/i&gt;). Non so come si procurasse i soldi per pagare la pigione. Qualcosa gli hanno dato anche i miei ma per il resto non so proprio. Leggo che fosse uno spaccatiore: da quello che lo conosco io, &lt;i&gt;spacciatore&lt;/i&gt; è una parola grossa. Forse qualcosa la faceva ma era roba da poco. Se dovessi giudicare Gede direi che è un ragazzo che non riesce a camminare da solo. Tutto qua, ma assassino, proprio no".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rudy giocava a basket, in C1, nella Uisp Pallacanestro Perugia. Gli ex compagni di squadra lo descrivono come «un ragazzo perfetto, sempre puntuale agli allenamenti, sempre disponibile ad aiutare gli altri e con il basket come sua grande passione». Fino alla stagione  aveva giocato nel ruolo di guardia. Alla fine di quell'anno, quando il club perugino chiuse i battenti per fondersi con l'altra squadra della città, la Nuova Pallacanestro (dando vita al Perugia Basket), Rudy, poco più che maggiorenne (è nato il 12 dicembre del 1986) lasciò l'Umbria e si trasferì in Lombardia. Anche l'allora presidente della Uisp Perugia, Roberto Segoloni, che fa parte anche della dirigenza della nuova società, ha ricordato Guede come «un ragazzo più che perfetto». «Al punto da far ritenere - ha aggiunto - che tutto questo parlarne in relazione a un fatto così grave per la nostra città sia da ritenere quanto meno prematuro».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;L'ombra di una messiscena sul delitto di Perugia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Secondo gli investigatori, quando fu uccisa Meredith Kercher era vestita "Poi fu spogliata per simulare la violenza".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/perugia-uccisa3/messinscena/messinscena.html"&gt;Nuovo indizio contro Amanda.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt;                                                 &lt;h1&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;Arriva dall'esame degli schizzi di sangue un nuovo indizio contro Amanda Knox, la giovane americana in carcere per l'uccisione di Meredith Kercher, la coinquilina inglese. Nel corso del primo interrogatorio fattole dagli investigatori della squadra mobile il 2 ottobre, il giorno della scoperta del cadavere in via della Pergola 7, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Amanda aveva dichiarato: "Apprendevo in quel momento dal mio ragazzo che all'interno della camera di Meredith nell'armadio vi era il corpo di una ragazza coperta da lenzuolo&lt;/span&gt; e l'unica cosa che si riusciva a vedere era un piede. Nessuno dei presenti ha fatto il nome di Meredith ed essendo io uscita di casa subito dopo e non avendo visto il corpo non posso affermare che si tratti di lei...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel riferimento all'armadio ora per gli investigatori della Mobile e dello Sco assume una rilevanza tutt'altro che casuale. L'analisi degli schizzi di sangue rilevati dalla squadra Ert (esperti ricerca tracce) hanno permesso di abbozzare una prima ricostruzione del delitto. Meredith Kercher, il cui corpo senza vita è stato trovato tra il letto e l'ingresso dell'alloggio, sarebbe stata uccisa accanto all'armadio citato da Amanda. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sul mobile ci sono infatti le tracce inequivocabili del delitto. &lt;/span&gt;Gli assassini hanno quindi spostato il suo corpo? O lei, negli spasmi dell'agonia, ha cercato di appoggiarsi a qualcuno (a qualcosa?) finendo dietro il letto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo il reggiseno della studentessa londinese sporco di sangue è stato raccolto ben lontano dal corpo. Altri indumenti erano sparsi per la stanza. "Come a voler suggerire una violenza carnale" sottolinea chi è entrato la mattina del 2 novembre nell'alloggio di via della Pergola 7.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In più nella lavatrice della casa sono stati trovati diversi indumenti di Meredith sottoposti ad un approfondito lavaggio. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il fatto poi che sulle gambe della vittima non siano state trovate tracce di sangue fa balenare il sospetto che sia stata uccisa quando ancora indossava i jeans e successivamente spogliata per inscenare un delitto a sfondo sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Di Amanda è stata trovata una sola traccia su un bicchiere, nonostante abitasse in quella casa, di Patrick Lumumba (che aspetta di essere liberato e i cui legali hanno fatto ricorso al tribunale della Libertà) e di Raffaele Sollecito invece nessun segno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincia quindi a balenare il sospetto, almeno tra una parte degli investigatori, che la sera del primo novembre la casa della studentessa londinese non fosse troppo affollata e che il numero degli assassini di Meredith Kercher possa presto essere drasticamente ridotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/amanda-filmata-casa-prima-del-delitto.html"&gt;C.V.D.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-4532554698540462405?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/perugia-uccisa3/un-amico/un-amico.html' title='Amanda la sceneggiatrice assassina?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/4532554698540462405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=4532554698540462405&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/4532554698540462405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/4532554698540462405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/viveva-con-il-padre-ma-quello-se-n.html' title='Amanda la sceneggiatrice assassina?'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-9026925818089764960</id><published>2007-11-18T17:37:00.000Z</published><updated>2007-11-18T17:37:40.753Z</updated><title type='text'>si vendica del suo assassino 9 anni dopo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID="&gt;ilGiornale.it - Delitto nella casa di cura psichiatrica: paziente ucciso nel sonno a coltellate&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="xtesto_notizie"&gt;Daniele Martani allora 19enne «ragazzo difficile» aveva afferrato &lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la nipotina nata da soli 4 giorni e l’aveva uccisa scaraventandola sul pavimento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;Nove anni dopo, &lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;l'infanticida si e' ritrovato ucciso &lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;poco prima di mezzanotte, nella casa di cura psichiatrica San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, più conosciuta come i Pilastroni dal nome della via in cui si trova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;Stava dormendo, Martani, quando &lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;un altro ricoverato nella casa di cura psichiatrica &lt;/span&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;si è avventato su di lui e lo ha massacrato a coltellate. Poco più tardi l’omicida ha spiegato di essere stato «obbligato a uccidere da una voce sentita più volte, da tempo». Venerdì notte all’improvviso ha devastato a coltellate il proprio letto, vibrando decine di fendenti, poi ha fatto irruzione nella stanza attigua dove dormivano un ragazzo autistico, rimasto illeso, e Daniele Martani che e' stato colpito almeno 16 volte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dal 1978 ad       adesso il totale aborti in Italia circa è di 4,5 milioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID="&gt; &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-9026925818089764960?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=221370' title='si vendica del suo assassino 9 anni dopo.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/9026925818089764960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=9026925818089764960&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/9026925818089764960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/9026925818089764960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/si-vendica-del-suo-assassino-9-anni.html' title='si vendica del suo assassino 9 anni dopo.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-5293943903635725947</id><published>2007-11-16T23:34:00.000Z</published><updated>2007-11-16T23:34:17.383Z</updated><title type='text'>Il divorzio che fa male ai figli</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/divorzio-imperfetto/divorzio-imperfetto/divorzio-imperfetto.html"&gt;Il divorzio che fa male ai figli un saggio su Britney Spears - Scienza &amp;amp; Tecnologia - Repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;i&gt;di CRISTINA NADOTTI&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;         &lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;                     &lt;b&gt;ROMA - &lt;/b&gt;La storia di Britney Spears e Kevin Federline, ovvero il perfetto esempio di un divorzio gestito male, in cui &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i figli soffrono e possono subire traumi psicologici seri.&lt;/span&gt; Dopo aver occupato le prime pagine dei giornali scandalistici, la fine del matrimonio della popstar e la conseguente battaglia per la custodia dei figli diventano ora oggetto di studio scientifico.&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Larry Ganong&lt;/span&gt;, un ricercatore dell'Università del Missouri-Columbia, esperto di divorzi e tematiche delle famiglie allargate, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;usa il caso Spears-Federline come oggetto di ricerca ed esercitazioni didattiche&lt;/span&gt; nel suo corso di Sviluppo Umano e Studi sulla famiglia. Ora le sue osservazioni sul divorzio celebre sono diventate &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un saggio, che ha avuto l'onore della pubblicazione sulla rivista &lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: bold;"&gt;Envinromental Sciences&lt;/i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;. "&lt;/span&gt;Questo caso serve di esempio - ha commentato Ganong - per sottolineare i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;danni che vengono ai minori quando sono intrappolati in una battaglia legale per la loro custodia". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;                     La storia tra la popstar e Federline è stata un fenomeno mediatico fin dall'inizio. Ogni passo della vita privata dei due è stato analizzato, commentato e amplificato da video, articoli e foto. La richiesta di divorzio fatta a Federline con un sms, i ricoveri della Spears nelle cliniche di riabilitazione, le immagini che mostravano una donna in precarie condizioni psicologiche che stringe tra le braccia i figli piccoli (Sean Preston ha 2 anni e Kevin 1) hanno fatto della storia tra i due un perfetto argomento da tabloid.&lt;br /&gt;             &lt;div class="ad-box"&gt;&lt;!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --&gt; &lt;script language="javascript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt;&lt;script id="extFlashMiddle1" type="text/javascript" src="http://oas.repubblica.it/RealMedia/ads/Creatives/OasDefault/manzoni_archivio_javascript/new_TFSMflashobject.js"&gt;&lt;/script&gt; &lt;script language="JavaScript"&gt; &lt;!--  // * variabili flash da modificare * //  file_swfMiddle = "banner_S24_180x150.swf"; // nome file swf da caricare file_gifMiddle  = "banner_S24_180x150.gif"; // nome file backup gif/jpeg caricare oas_widthMiddle = 180; // larghezza immagine oas_heightMiddle = 150; // altezza immagine oas_versione_flashMiddle = 6;  // * fine parte modificabile * //  coordinateMiddle ="width="+oas_widthMiddle+" height="+oas_heightMiddle; oas_swfMiddle ="http://oas.repubblica.it/0/OasDefault/Sanna_Ambien_NwST_SqIns_121107/"+file_swfMiddle+"?clickTag=http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/hi-tech/interna/397521838/Middle/OasDefault/Sanna_Ambien_NwST_SqIns_121107/banner_S24_180x150.html/35346463353665393437323439356630?"; oas_gifMiddle ="http://oas.repubblica.it/0/OasDefault/Sanna_Ambien_NwST_SqIns_121107/"+file_gifMiddle;  if(!document.body) document.write("&lt;html&gt;&lt;body&gt;"); OASd = document; var plug = false; var flashVersion = -1; var minFlashVersion = oas_versione_flashMiddle; if(navigator.plugins != null &amp;&amp; navigator.plugins.length &gt; 0){flashVersion =(navigator.plugins["Shockwave Flash 2.0"] || navigator.plugins["Shockwave Flash"]) ? navigator.plugins["Shockwave Flash" +(navigator.plugins["Shockwave Flash 2.0"] ? " 2.0" : "")].description.split(" ")[2].split(".")[0] : -1; plug = flashVersion &gt;= minFlashVersion;} else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf("webtv/2.6") != -1){flashVersion = 4;plug = flashVersion &gt;= minFlashVersion;} else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf("webtv/2.5") != -1){flashVersion = 3;plug = flashVersion &gt;= minFlashVersion;} else if(navigator.userAgent.toLowerCase().indexOf("webtv") != -1){flashVersion = 2;plug = flashVersion &gt;= minFlashVersion;} else if((navigator.appVersion.indexOf("MSIE") != -1) &amp;&amp;(navigator.appVersion.toLowerCase().indexOf("win") != -1) &amp;&amp;(navigator.userAgent.indexOf("Opera") == -1)){var oasobj; var exc; try{oasobj = new ActiveXObject("ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.7"); flashVersion = oasobj.GetVariable("$version");} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject("ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.6"); version = "WIN 6,0,21,0";  oasobj.AllowScriptAccess = "always"; flashVersion = oasobj.GetVariable("$version");} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject("ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.3"); flashVersion = oasobj.GetVariable("$version");} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject("ShockwaveFlash.ShockwaveFlash.3"); flashVersion = "WIN 3,0,18,0";} catch(exc){try{oasobj = new ActiveXObject("ShockwaveFlash.ShockwaveFlash"); flashVersion = "WIN 2,0,0,11";} catch(exc){flashVersion = -1;}}}}} plug =(flashVersion != -1)? flashVersion.split(" ")[1].split(",")[0] &gt;= minFlashVersion : false;}  if(plug) { document.write("&lt;div id="\"&gt;&lt;/div&gt;"); function loadFlashMiddle1(){  if(navigator.userAgent.indexOf("MSIE") != -1 &amp;&amp; navigator.userAgent.indexOf("Opera") == -1){     if (extFlashMiddle1.readyState == "complete")     {       FlashObject(oas_swfMiddle, "OAS_AD_Middle", coordinateMiddle, "opaque", "clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" ,minFlashVersion, "FinContentMiddle1");    extFlashMiddle1.onreadystatechange = "";   }     extFlashMiddle1.onreadystatechange = loadFlashMiddle1;  }  else  {            OASfp=" Menu=FALSE swModifyReport=TRUE width="+oas_widthMiddle+" height="+oas_heightMiddle+" ";     if (minFlashVersion == 6) {            OASd.write("&lt;object id="\" classid="\" codebase="\" version="6,0,0,0\"&gt;");     }   else if (minFlashVersion == 7) {            OASd.write("&lt;object id="\" classid="\" codebase="\" version="7,0,0,0\"&gt;");   }     else if (minFlashVersion == 8) {            OASd.write("&lt;object id="\" classid="\" codebase="\" version="8,0,0,0\"&gt;");   }      else if (minFlashVersion == 9) {            OASd.write("&lt;object id="\" classid="\" codebase="\" version="9,0,0,0\"&gt;");   }             else {          OASd.write("&lt;object id="\" classid="\" codebase="\" version="6,0,0,0\"&gt;"); }            OASd.write("&lt;param name="src" value="\"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;param name="quality" value="autohigh"&gt;&lt;param name="loop" value="true"&gt;&lt;param name="play" value="true"&gt;&lt;param name="menu" value="false"&gt;&lt;param name="wmode" value="opaque"&gt;&lt;param name="FlashVars" value="\" clicktag="http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/hi-tech/interna/397521838/Middle/OasDefault/Sanna_Ambien_NwST_SqIns_121107/banner_S24_180x150.html/35346463353665393437323439356630?\"&gt;");            OASd.write("&lt;embed src="\" pluginspage="\" type="\" width="+oas_widthMiddle+" height="+oas_heightMiddle+" play="true" loop="true" quality="autohigh" wmode="opaque" flashvars="\" clicktag="http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/hi-tech/interna/397521838/Middle/OasDefault/Sanna_Ambien_NwST_SqIns_121107/banner_S24_180x150.html/35346463353665393437323439356630?\" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;");            OASd.write("&lt;/object&gt;");         }  }  loadFlashMiddle1(); } else { OASd.write('&lt;a href="http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/hi-tech/interna/397521838/Middle/OasDefault/Sanna_Ambien_NwST_SqIns_121107/banner_S24_180x150.html/35346463353665393437323439356630?" target="_blank"&gt;&lt;img src="'+oas_gifMiddle+'" width="'+oas_widthMiddle+'" height="'+oas_heightMiddle+'" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;'); } if(!document.body) document.write("&lt;/body&gt;&lt;/html&gt;"); //--&gt; &lt;/script&gt;&lt;/div&gt;           &lt;br /&gt;Del resto Britney e Federline, almeno all'inizio, hanno fatto di tutto per essere sotto i riflettori, fino ad essere i protagonisti, nel 2005, di un reality show sulla loro vita di coppia. Poi i due bambini: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quando nel novembre 2006 Britney ha mandato a Federline il messaggio con cui chiedeva il divorzio, ha stabilito subito che i figli restassero a lei. &lt;/span&gt;Ma il rapper le ha dato battaglia e per mesi si sono susseguite discussioni tra legali e minacce per ottenere almeno una custodia congiunta.&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;                       "Stanno sbagliando praticamente tutto - scrive Ganong nella sua ricerca - questo tipo di battaglie è davvero dannoso per i bambini. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Invece che insegnare il valore della cooperazione e del dialogo dà esattamente il messaggio opposto. &lt;/span&gt;Qualunque sia la situazione e di fronte a qualunque tipo di richieste, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;chi divorzia dovrebbe sempre mettere al primo posto i bisogni dei bambini&lt;/span&gt;, mettere da parte la rabbia e imboccare la strada del confronto tenendo a mente che prima di tutto ci sono i figli".&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;                     &lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;/span&gt; Facile a dirsi, ma il caso Spears-Federline non è raro, tanto che &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;circa la metà dei tribunali americani impone alle coppie che stanno divorziando di seguire un corso per imparare a mettere da parte le loro rivendicazioni e porre al centro dell'accordo la tranquillità e il benessere dei bambini. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ganong è l'ideatore di uno di questi "programmi di formazione", adottato da molti tribunali statunitensi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;                      "Quando tengo il mio corso - spiega Ganong - utilizzo la storia delle due star come esempio. La conoscono più o meno tutti e inoltre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;capita che gli studenti&lt;/span&gt;, o gli adulti che devono seguire il programma imposto dal tribunale, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;simpatizzino per l'una o l'altro&lt;/span&gt;. In questo modo riesco a evidenziare meglio che, invece, l'attenzione deve essere rivolta in primo luogo ai bambini". &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Quando cerchiamo di insegnare a chi divorzia a collaborare, non ci aspettiamo che provi simpatia per l'ex coniuge, ma vogliamo arrivare a mostrare l'importanza della correttezza, della cordialità dei rapporti. Trattiamo l'ex matrimonio come un'impresa d'affari in cui ci sia ancora del lavoro da fare insieme e questo lavoro è l'educazione dei figli. Solo se lo si fa bene si otterranno dei profitti". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;                      Un altro aspetto della storia di Britney Spears che serve a Ganong è quello della pessima fama che la cantante si è conquistata. "Durante i miei corsi sottolineo che l'interazione con l'ex partner su basi di correttezza è difficile, perché ciascuno conosce bene i punti deboli dell'altro e li utilizza per ottenere quel che vuole e spesso per gettare discredito sul coniuge". "Prendiamo il caso famoso: Britney ha problemi di alcol, è instabile psicologicamente. Federline ha più volte ripetuto che esige la custodia dei bambini per "allontanarli dai pericoli". Un modo esemplare di usare un diritto dei bambini, quello alla sicurezza e alla tranquillità, per fini personali".&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;"&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Allontanare del tutto i figli da uno dei due genitori è completamente sbagliato&lt;/span&gt;, anche se uno dei due ha problemi - continua Ganong - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;padre e madre devono collaborare per essere una presenza costante nella vita dei loro figli, sempre.&lt;/span&gt; La sicurezza dei bambini è senz'altro prioritaria, soprattutto se ci sono stati episodi di violenza domestica o tossicodipendenze. Tuttavia non vedere mai uno dei genitori, che in genere è quello che ha più problemi, può essere pericoloso per il bambino. I figli tendono a idealizzare il genitore che non vedono mai o ad averne una opinione distorta perché tutto ciò che sentono su di lui o lei è negativo. Nessuna delle due situazioni è positiva, il bambino crescerà comunque senza conoscere la realtà".&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;Sembra quasi una difesa d'ufficio di Britney, fotografata ubriaca, rasata, barcollante, ma spesso stretta ai figli. Magari la ricerca e i corsi di Ganong non serviranno alla coppia da tabloid, che si combatte a suon di migliaia di dollari spalleggiata da avvocati famosi, ma potranno aiutare qualche coppia comune a uscire con maggiore dignità delle star da un matrimonio sbagliato.&lt;br /&gt;          &lt;!-- fine TESTO --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-5293943903635725947?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/divorzio-imperfetto/divorzio-imperfetto/divorzio-imperfetto.html' title='Il divorzio che fa male ai figli'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/5293943903635725947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=5293943903635725947&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5293943903635725947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5293943903635725947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/il-divorzio-che-fa-male-ai-figli.html' title='Il divorzio che fa male ai figli'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-5228634026574371872</id><published>2007-11-16T17:55:00.000Z</published><updated>2007-11-18T17:58:06.314Z</updated><title type='text'>Proposta di legge matrimonio cristiano indissolubile</title><content type='html'>Antonio Canizares, arcivescovo di Toledo e vicepresidente della Conferenza episcopale ha avvertito che il boom dei divorzi pronostica un rischio di «sfascio della societa». Padre Leopoldo Vives, il responsabile della commissione Famiglia e Difesa della vita della Conferenza episcopale spagnola, ha aggiunto che la nuova legge sul divorzio è quella «che più sta danneggiando la famiglia perché costa meno divorziare che cancellare un abbonamento telefonico». Il “Foro della Famiglia”, una delle principali organizzazioni non governative di orientamento conservatore, ha denunciato la trasformazione dell'impegno che marito e moglie prendono davanti a Dio in «contratto immondizia», grazie soprattutto alla legge socialista. Per questo ha invocato l'aiuto della società e delle forze politiche di varare, accanto a quella esistenze, «un'alternativa seria, vale a dire un matrimonio blindato, ovvero un'unione protetta nella sua stabilità e continuità per coloro che liberamente lo desiderino, che aiuti e inviti ad affrontare i conflitti senza puntare ad una facile rottura».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Come nei contratti di lavoro si può optare per formule a tempo parziale e contratti a tempo indeterminato - ha detto il Foro -, sarebbe logico che anche in un settore tanto importante esista questa opzione». Anche l'Istituto di politica familiare, un'organizzazione internazionale indipendente, ha invitato il governo di Josè Luis Rodriguez Zapatero a modificare la legge del “divorzio express” che ha fatto della Spagna il Paese con il maggior tasso di rotture familiari, rispetto alla media dell'Unione Europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2006, rispetto al 2005 quando è stata introdotta la legge per il cosiddetto “divorzio express” che semplifica al massimo le procedure di separazione, c'è stato un aumento del 74,3% di matrimoni andati in frantumi, pari a 126.952 coppie. Il 51,3% dei divorzianti hanno figli piccoli e il 45% non ha avuto il tempo di avere una discendenza. Le separazioni, prima considerate come la via intermediaria al divorzio, invece, sono diminuite del 70%. In media, le unioni che finiscono male durano 15,1 anni. Aumento del 330% delle rotture matrimoniali tra le COPPIE SPOSATE DA MENO DI UN ANNO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Ine ha puntato il dito contro l'approvazione del “divorzio express”, la norma che consente la fine dell'unione matrimoniale per decisione di una delle parti, senza necessità di ricorrere prima a una separazione o di spiegarne le ragioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-5228634026574371872?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/5228634026574371872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=5228634026574371872&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5228634026574371872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5228634026574371872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/proposta-di-legge-matrimonio-cristiano.html' title='Proposta di legge matrimonio cristiano indissolubile'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-7226158769929639441</id><published>2007-11-15T21:58:00.001Z</published><updated>2007-11-15T22:54:06.061Z</updated><title type='text'>Donne violente. Erinni al volante.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/RzzBJNdwAoI/AAAAAAAAAts/qSPQdt69W9U/s1600-h/donna_aggredita_da_una_donna.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/RzzBJNdwAoI/AAAAAAAAAts/qSPQdt69W9U/s400/donna_aggredita_da_una_donna.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nonostante la recente legge che censura la diffusione delle notizie sulla violenza femminile, qualche giornalista "disobbediente" non teme le reazioni del governo cinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovrebbe far riflettere lo stupore della vittima, che pretendeva di inserirsi nel traffico con prepotenza,&lt;br /&gt;sfogandosi con litanie di insulti verbali quando la "&lt;a href="http://www.einaudiscuola.it/enciclopedia_antico/lemmi/erinni.html"&gt;erinni&lt;/a&gt;" che la precedeva non ha ceduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"La vedevo davanti a me e mai avrei immaginato quello che stava per accadere."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente. Se ti comporti in modo prepotente e ti metti ad insultare la gente, visto che ormai in televisione lo fanno tutti, che vuoi che ti succeda? L'impunita' ormai e' un luogocomune. Mandiamoci tutti affanculo volendoci bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ancor piu' esilarante e' quando afferma: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Non pensavo a una sua reazione."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Se fosse stato un uomo, certamente mi sarei chiusa dentro la macchina."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non ero spaventata." &lt;/span&gt;Questo distacco dalla realta', dalla propria responsabilita' e soprattutto dalle possibili conseguenze del proprio comportamento ha del patologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Pensavo che volesse continuare a litigare a voce."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece, la reazione della Erinni e' violenta: si getta sulla rivale, la colpisce con calci e pugni, le strappa i capelli e le sbatte la faccia contro un'auto parcheggiata. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Ha cercato di schiacciarmi la testa nella portiera."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente aveva visto l'ultimo film con Jodie Foster o Nikita di turno...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-7226158769929639441?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/7226158769929639441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=7226158769929639441&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7226158769929639441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7226158769929639441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/donne-violente-erinni-al-volante.html' title='Donne violente. Erinni al volante.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/RzzBJNdwAoI/AAAAAAAAAts/qSPQdt69W9U/s72-c/donna_aggredita_da_una_donna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-4475875395493674039</id><published>2007-11-15T21:18:00.000Z</published><updated>2007-11-15T21:18:24.958Z</updated><title type='text'>FIGLI-PADRONI, BULLISMO AVANZA</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_.html"&gt;ANSA.it - EURISPES: IN CASA FIGLI-PADRONI, BULLISMO AVANZA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Agnese Malatesta&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Sono figli-padroni, aggressivi e senza un'idea del futuro i bambini e gli adolescenti italiani. Si confermano a proprio agio con le tecnologie, tanto da insegnare ai loro padri come usarle, sia che riguardi Internet, Youtube o l'mp3. Cosi' l'8/o rapporto annuale di Eurispes- Telefono Azzurro sull'infanzia e l'adolescenza, presentato oggi a Roma dai rispettivi presidenti, Gian Maria Fara e Ernesto Caffo, descrive il complesso mondo dei giovani. Il rapporto denuncia, in particolare, la crisi del ruolo dei genitori che sono sempre piu' permissivi, temono le reazioni dei figli, li accontentano per evitare conflitti ma cosi' facendo li rendono insicuri e senza punti di riferimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- GENITORI SPAVENTATI DI FRONTE AI FIGLI.&lt;/strong&gt; E' la ''pedofobia''. I ruoli si invertono. I figli non hanno regole e non hanno cosi' un'idea del futuro. I genitori passano meno tempo in famiglia troppo presi dal lavoro e dallo stress. Le difficolta' economiche pesano nel rapporto tant'e' vero che sempre piu' genitori sono alla ricerca del secondo e terzo lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; - BULLISMO AVANZA E DIVENTA 'CYBER'&lt;/strong&gt;. Sono molti gli adolescenti che dichiarano di subire provocazioni e prese in giro (35,6%), offese (25,8%), brutti scherzi (19,1%). C'e' una deriva 'cyber-bullying' che prende forma, in modo del tutto anonimo, nell'invio di sms ed e-mail oppure nella creazione di nuovi siti o anche nella diffusione di foto o di filmati compromettenti sulla rete. ''Contro il bullismo - ha detto Caffo - bisogna creare un clima positivo all'interno della classe, sensibilizzando tutti contro la violenza fin dalle prime manifestazioni, anche quando si presenta in forme piu' sottili e nascoste. Il buon esito di un intervento anti-bullismo dipende anche dalla continuita'''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- DILAGA LO 'SHOTTINO' PRIMA DELLE DISCOTECHE.&lt;/strong&gt; E' lo 'sparo' che consiste nell'assunzione di un superalcolico puro, assunto per stordirsi immediatamente facendo arrivare i giovani gia' ubriachi sulle piste da ballo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- DOVE SONO I BAMBINI ROM? &lt;/strong&gt;Dei 75 mila censiti solo 13 mila sono iscritti a scuola. Dove sono tutti gli altri? si chiede il rapporto. In generale i bambini scomparsi - secondo i dati della polizia criminale, al 31 maggio 2007, sono 11.941.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- ABUSI NELL'INFANZIA. &lt;/strong&gt;Dalle chiamate al servizio Emergenza Infanzia 114 di Telefono Azzurro (gennaio 2006-agosto 2007), quelle che riguardano i maltrattamenti sessuali corrispondono al 4,2%, quelli fisici al 5,1%, quelli psicologici al 7,6%. La violenza domestica, con il 9%, e' una delle principali cause di richiesta di aiuto. Da ottobre 2006 ad agosto 2007, il servizio ha accolto, inoltre, 955 segnalazioni su contenuti illegali e dannosi per bambini ed adolescenti presenti in Internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- FRA GLI ADOLESCENTI AUMENTA IL SESSO OCCASIONALE.&lt;/strong&gt; Nel 2002, il 17,4% non aveva mai avuto un rapporto occasionale, nel 2007 questa percentuale e' scesa al 7,7%. Un ragazzo su tre tuttavia non risponde alle domande. I giovani sono anche poco romantici: il 32,7% ha un approccio pragmatico con il sesso. Il 57% e' comunque ancora in attesa della 'prima volta'. Giovani fanno anche sesso virtuale attraverso sms.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- GLI AFFIDI FAMILIARI STANNO DECOLLANDO. &lt;/strong&gt;Nel 1999 erano 8.800 i  minori affidati alle famiglie, nel 2007 sono diventati 14 mila.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- GIOCATTOLI KILLER.&lt;/strong&gt; Nella classifica dei prodotti piu' pericolosi i giocattoli, soprattutto provenienti dalla Cina, hanno superato per la prima volta gli elettrodomestici. Da gennaio a meta' agosto 2007, sono state emesse da 30 paesi europei 817 notifiche nei confronti di prodotti ritenuti pericolosi, il 48% di provenienza cinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; - SI SENTONO AMATI DAI GENITORI, MADRE E' IL MODELLO.&lt;/strong&gt; Primario e' il ruolo della famiglia, i giovani si sentono amati ma per il 74,9% degli adolescenti e' la mamma il modello di comportamento; per il 72,6% il modello e' invece il padre. Solo il 4,3% si sente trascurato dalla mamma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; - I DISAGI DELLA SEPARAZIONE.&lt;/strong&gt; Il 65,4% dei bambini preferisce  non rispondere. Sono quindi evidenti le difficolta' emotive  della situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; - CELLULARE SEMPRE PIU' DIFFUSO. &lt;/strong&gt;Lo possiede il 56,3% dei  bambini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-4475875395493674039?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_65221866.html' title='FIGLI-PADRONI, BULLISMO AVANZA'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/4475875395493674039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=4475875395493674039&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/4475875395493674039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/4475875395493674039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/figli-padroni-bullismo-avanza.html' title='FIGLI-PADRONI, BULLISMO AVANZA'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-6224527229124906083</id><published>2007-11-14T18:33:00.000Z</published><updated>2007-11-15T13:39:54.019Z</updated><title type='text'>media domination program. sieg heil.</title><content type='html'>&lt;object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=&amp;amp;server=www.vimeo.com&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=" height="300" width="400"&gt; &lt;param name="quality" value="best"&gt; &lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt; &lt;param name="scale" value="showAll"&gt; &lt;param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=&amp;amp;server=www.vimeo.com&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color="&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vimeo.com//l:embed_"&gt;Mozioni sul ruolo della donna nelle trasmissioni televisive&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://www.vimeo.com/user/l:embed_"&gt;Af Af&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com/l:embed_"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/donne_tv.htm"&gt;commento completo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;dopo Angelo Ogliari &lt;b&gt;altro omicidio sottaciuto di moglie separanda :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;12-11-2007 UCCIDE MARITO DURANTE LITE PER SEPARAZIONE NEL LECCHESE&lt;br /&gt;&lt;a href="http://blog.libero.it/Figliliberi/3572605.html" target="_blank"&gt;http://blog.libero.it/Figlilibe&lt;wbr&gt;ri/3572605.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.agi.it/milano/notizie/200711091503-cro-rmi1010-art.html" target="_blank"&gt;http://www.agi.it/milano&lt;wbr&gt;/notizie/200711091503-cro&lt;wbr&gt;-rmi1010-art.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ricordo alcuni passaggi della mozione "&lt;u&gt;basta donne carnefici in tv&lt;/u&gt;" approvata il 13.9.07&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;color:#808080;"&gt;&lt;b&gt;"...nei programmi di informazione la donna compare soprattutto all’interno di servizi di cronaca nera (67,8%), protagonista di vicende drammatiche in cui appare o come vittima di violenze, stupri e prevaricazioni, o come «carnefice» (basti pensare a tutta la serie di «madri assassine» di cui la cronaca ha parlato negli ultimi anni), vicende in cui i particolari piu` macabri o scabrosi sono dati in pasto al pubblico in una difesa ipocrita del «diritto di cronaca»..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"...paradossalmente sono le fiction ad offrire un’immagine più realistica della donna"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"...impegna il Governo: ad assumere le &lt;u&gt;iniziative necessarie&lt;/u&gt; affinchè il sistema radiotelevisivo pubblico, che rappresenta [...] &lt;u&gt;una corretta rappresentazione della figura e del ruolo delle donne&lt;/u&gt; ad alla &lt;u&gt;rimozione di espressioni di discriminazione&lt;/u&gt; e degli stereotipi, lesivi della dignità delle stesse;..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nel frattempo vogliono approvare di gran fretta in parlamento una legge che consentira' di eliminare il padre con false denuncie legalizzate, eliminando l'onere della prova introducendo il regime di presunta colpevolezza (gia' prassi nei tribunali a dire il vero).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se questo nn e' un regime, bokassa era una mammoletta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dobbiamo chiederci se gli ultras e gli anti-G8 hanno poi tutti i torti...&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-6224527229124906083?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/donne_tv.htm' title='media domination program. sieg heil.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/6224527229124906083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=6224527229124906083&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6224527229124906083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6224527229124906083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/media-domination-program-sieg-heil.html' title='media domination program. sieg heil.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-847105276364958757</id><published>2007-11-12T12:46:00.000Z</published><updated>2007-11-15T21:22:42.863Z</updated><title type='text'>Amanda filmata, a casa prima del delitto.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_12/meredith_telecamere.shtml"&gt;Amanda filmata, a casa prima del delitto . Corriere della Sera&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera del primo novembre Amanda Knox rientrò a casa alle 20.43. Il suo ingresso fu registrato dalla telecamera che si trova nel parcheggio antistante. Le immagini sono abbastanza nitide, catturano i dettagli. Si vede la giovane varcare la porta. Indossa abiti chiari, ha la gonna. È sola. I fotogrammi fissano dunque una circostanza fondamentale per l'inchiesta: mentre Meredith Kercher veniva uccisa, la studentessa statunitense era nell'appartamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Due giorni fa la ragazza ha detto alla madre&lt;/span&gt; «Mi sono confusa, ho sbagliato e spero di poterlo dimostrare. È vera la prima versione, quella in cui sostenevo che io non ero lì, quella sera».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il video conferma invece le dichiarazioni rese la sera del 5 novembre quando ha ammesso di essere lì mentre la sua amica veniva assassinata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;«Ero a casa e ho navigato al computer per circa due ore — ha detto il fidanzato —, Amanda è tornata verso l'una»&lt;/span&gt;. Poi, durante l'udienza di convalida, ha modificato questa versione: «Non ricordo se Amanda è uscita». Sono proprio queste contraddizioni ad aver alimentato il sospetto che fossero entrambi nella casa del delitto e abbiano tentato di simulare l'ingresso di estranei. Il vetro di una finestra è stato sfondato, ma gli accertamenti della Scientifica hanno dimostrato che è stato rotto dall'interno con una delle pietre raccolte nel giardino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'orma di una scarpa misura 42 impressa nel sangue della vittima, proprio accanto al corpo. «Combacia perfettamente con la suola delle Nike verdi e marroni sequestrate a Raffaele Sollecito» &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Adesso dovranno però verificare l'eventuale presenza di tracce ematiche&lt;/span&gt; per poter affermare con certezza che si tratti delle stesse scarpe. Il resto delle analisi riguarderà i tre coltelli che Sollecito aveva, ma anche il piumone e il lenzuolo che coprivano il corpo di Meredith per scoprire se ci siano residui organici che possano fornire il profilo genetico dell'assassino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E se Amanda avesse sottratto scarpe e coltello per incolpare Sollecito, mentre stuprava Meredith per gioco? Come piu' volte aveva fantasticato nei suoi racconti dei due fratelli, uno dei quali aveva commesso uno stupro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="boxocchiello2"&gt;15/11/2007 (16:54)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sulla lama di uno dei coltelli sequestrati nell’abitazione di Raffaele Sollecito sono state trovate tracce del dna di Meredith Kercher e di Amanda Knox.&lt;/span&gt; Tre i coltelli esaminati, due a serramanico e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;uno da cucina&lt;/span&gt;: "negativi" i primi due, mentre sulla lama del terzo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è stato isolato il Dna della vittima&lt;/span&gt;, Meredith Kercher, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;e quello della fidanzata di Sollecito, Amanda Knox.&lt;/span&gt; Dna lasciato - spiegano gli esperti - da tracce biologiche accuratamente lavate, verosimilmente sangue. È uno dei primi risultati degli «accertamenti tecnici irripetibili» eseguiti, alla presenza di consulenti, nei laboratori della polizia scientifica di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare su uno dei coltelli sequestrati a casa di  Raffaele la scientifica ha trovato tracce del dna di Meredith,  soprattutto sulla parte alta della lama, e quello di Amanda, nalla parte più  vicina al manico. Non si è per ora appreso se facesse parte delle dotazioni  della sua cucina o di quella delle due ragazze. Quello che sembra certo è che il  coltello in questione non è uno di quelli a serramanico che Raffaele  collezionava, e che aveva in tasca anche quando fu interrogato in questura dopo  l'omicidio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-847105276364958757?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_12/meredith_telecamere.shtml' title='Amanda filmata, a casa prima del delitto.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/847105276364958757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=847105276364958757&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/847105276364958757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/847105276364958757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/amanda-filmata-casa-prima-del-delitto.html' title='Amanda filmata, a casa prima del delitto.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-6559893939043107412</id><published>2007-11-11T13:51:00.000Z</published><updated>2007-11-11T20:46:40.706Z</updated><title type='text'>Contro la violenza di uno stato totalitario</title><content type='html'>l'on. Silvana Mura (Italia dei Valori) con la scusa di migliorare le&lt;br /&gt;leggi sulla violenza sulle donne ha fatto una proposta di legge che di&lt;br /&gt;fatto pone la "presunzione di colpevolezza" per ogni uomo italiano,&lt;br /&gt;una sorta di regime inquisitorio dove qualunque donna può denunciare&lt;br /&gt;senza prove qualunque uomo ottenendo una condanna senza che ci sia&lt;br /&gt;contraddittorio e difesa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/sicurezza/contro_la_violenza_sessuale_e.php#comments"&gt;http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/sicurezza/contro_la_violenza_sessuale_e.php#comments&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece di fare leggi da regime stalinista, che favoriscono la delazione, la persecuzione e il ricatto invertendo l'onere della prova - in due parole, anticostituzionali e stataliste-totalitarie - fate funzionare la giustizia garantendo la certezza del diritto e della pena. A chi serve una legge di questo tipo? Agli avvocati. Come se non ci fossero abbastanza denunce infondate, per non dire false, al solo scopo di violentare tramite la mano dello stato. Mobbing e altre forme di intimidazione e persecuzione si fondano proprio su leggi come questa. Se la giustizia si fonda sulle dichiarazioni e non sulle prove, non e' piu' giustizia ma persecuzione. Lo sapete che con le false denuncie si molesta? Gia' non bastano le leggi razziali che ci sono? Con la diffamazione si distrugge psicologicamente, si macchia per sempre la dignita' della persona. Questo non e' tollerabile. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'approvazione di una legge siffatta scatenerabbe la guerra civile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il principio di legittima difesa e secondo la dichiarazione dei diritti dell'uomo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una legge siffatta autorizza chi viene ingiustamente denunciato a difendersi direttamente&lt;/span&gt; e il popolo a rovesciare un regime che ricalca il peggiore leninismo-stalinismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piuttosto portatevi a casa la salma di Lenin, se vi fa tanto piacere. Ma rispettate la costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa la "presunzione di colpevolezza" sono inquietanti le &lt;a href="http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/nazionalsocialismo/nazismo/articolo.php?id=1264&amp;amp;titolo=Il%20codice%20di%20Hitler%20rese%20legali%20gli%20orrori%20dell%27antisemitismo"&gt;analogie con altri regimi&lt;/a&gt;, come ci spiega &lt;span class="author"&gt;Paolo DEOTTO:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;"È vero che l'ebreo è un essere umano, ma anche la pulce è un essere vivente, per nulla gradevole... il nostro dovere verso noi stessi e verso la nostra coscienza sta nel renderla inoffensiva. Lo stesso vale per gli ebrei". Potrebbe essere una delle mille frasi nate dalla pianta malata dell'antisemitismo, sempre ricca, purtroppo, di frutti velenosi. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Identificare dei nemici, scaricare su di loro colpe e problemi è un sistema, vecchio come il mondo, con cui si acquietano le coscienze gli individui meno dotati dal punto di vista culturale e intellettuale.&lt;/span&gt; Ma la frase riportata non era stata pronunciata da un uomo qualunque, tantomeno da un uomo non dotato intellettualmente, bensì da Joseph Goebbels, Ministro della propaganda del Terzo Reich, uomo di profonda cultura, scrittore raffinato, uno dei maggiori responsabili della costruzione di quell'unicum della storia umana che fu lo Stato nazionalsocialista di Adolfo Hitler.&lt;/blockquote&gt;Con questa legge in pratica ogni uomo è con un piede in galera anche&lt;br /&gt;se non ha fatto niente, in ogni istante della sua giornata dovrà&lt;br /&gt;essere scortato da almeno 2 testimoni per poter sempre riferire dove&lt;br /&gt;era e cosa stava facendo, come un carcerato in libertà controllata.&lt;br /&gt;Questa legge potrebbe essere usata contro "qualunque" maschio:&lt;br /&gt;giudice, politico, padre, prete, giornalista, comico, artista, uomo o&lt;br /&gt;ragazzo, chiunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La costituzione italiana dice (art.24) " La difesa è diritto&lt;br /&gt;inviolabile in ogni stato e grado del procedimento " o (art.111) " la&lt;br /&gt;legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve&lt;br /&gt;tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi&lt;br /&gt;dell'accusa elevata a suo carico, disponga del tempo e delle&lt;br /&gt;condizioni necessari per preparare la sua difesa " e poi " La&lt;br /&gt;colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di&lt;br /&gt;dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre&lt;br /&gt;volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o&lt;br /&gt;del suo difensore. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo un esempio concreto: ogni giorno ci sono 352 separazioni tra&lt;br /&gt;uomo e donna ed è oramai una bieca prassi per una donna su tre (circa)&lt;br /&gt;denunciare il marito di violenze e molestie per ottenere figli, soldi&lt;br /&gt;e affido (infatti nell'83% dei casi lo ottengono) che sia una mera&lt;br /&gt;tattica lo si scopre perchè dopo il regolare processo nel 99% dei casi&lt;br /&gt;queste si rivelano false denuncie. &lt;a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=15&amp;amp;ID=1050" target="_blank"&gt;http://www.la7.it/blog/post&lt;wbr&gt;_dettaglio.asp?idblog=15&amp;amp;ID&lt;wbr&gt;=1050&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con questa nuova legge invece molte donne disoneste otterrebbero&lt;br /&gt;l'allontanamento di un buon padre dai figli, genitore che potrebbe&lt;br /&gt;rivedere i figli solo mesi o anni dopo il suo proscioglimento, prima&lt;br /&gt;si punisce poi forse si ascolta l'imputato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andando a leggere la proposta e le dichiarazioni dell'on. Mura in&lt;br /&gt;pratica la donna che si ritiene (quindi non ha bisogno di dimostrare)&lt;br /&gt;vittima di insidie, offese o avance, comunica al giudice che dispone&lt;br /&gt;diffida, divieti e reclusione fino a 2 anni, tutto senza sentire&lt;br /&gt;l'altra parte se ciò è vero o no. Se risuccede che la donna rintenga&lt;br /&gt;si può arrivare anche a 5 anni di galera, così... come ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui sotto riportiamo un estratto delle parole dell'on. Mura con&lt;br /&gt;relativi link al testo ed ai video.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" La violenza contro le donne è un fenomeno in aumento riguarda tanto&lt;br /&gt;le violenze fisiche quanto quelle psicologiche, le donne rappresentano&lt;br /&gt;l'80% delle vittime [...] il 90% delle violenze sessuali non viene&lt;br /&gt;denunciata dalle vittime stesse. [...] Ho ritenuto quindi doveroso,&lt;br /&gt;come donna prima ancora che come parlamentare, presentare una proposta&lt;br /&gt;di legge per combattere questo odioso fenomeno. " On. Silvana Mura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;video e testo&lt;br /&gt;&lt;a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/sicurezza/contro_la_violenza_sessuale_e.php#comments" target="_blank"&gt;http://italiadeivalori.antonio&lt;wbr&gt;dipietro.com/articoli/sicurezz&lt;wbr&gt;a/contro_la_violenza_sessuale&lt;wbr&gt;_e.php#comments&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"reato di molestia insistente" - una donna riceve delle mail&lt;br /&gt;insidiose, subisce delle offese, delle molestie, delle avance&lt;br /&gt;telefoniche, viene infastidita sul posto di lavoro, questa donna non&lt;br /&gt;può denunciare il proprio molestatore perché questo tipo di reato non&lt;br /&gt;è previsto dal nostro codice penale. [...] vuoto legislativo va&lt;br /&gt;colmato al più presto perché nel 50% dei casi la molestia si tramuta&lt;br /&gt;in violenza sessuale vera e propria. On. Silvana Mura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;proposta di legge pdl 2101 del 21.12.06&lt;br /&gt;&lt;a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/proposte_di_legge/documenti/proposta_di_legge_mura_violenza_e_molestie_sessuali_documento.pdf" target="_blank"&gt;http://italiadeivalori.antonio&lt;wbr&gt;dipietro.com/proposte_di_legge&lt;wbr&gt;/documenti/proposta_di_legge&lt;wbr&gt;_mura_violenza_e_molestie&lt;wbr&gt;_sessuali_documento.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;art.12 " chiunque, indebitamente ponendo in essere con continuita`&lt;br /&gt;atti volti alla sorveglianza, alla molestia, all'intrusione nella vita&lt;br /&gt;privata e pubblica o al contatto fisico indesiderato, infligge a&lt;br /&gt;un'altra persona un grave stato di disagio emotivo, di paura o di&lt;br /&gt;soggezione, tale da ledere la liberta` morale o personale o la salute&lt;br /&gt;psicofisica della persona medesima, e` punito con la reclusione fino a&lt;br /&gt;due anni."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;art.13 " La persona che si ritiene vittima delle condotte di cui&lt;br /&gt;all'articolo 12 puo` presentare all'autorita` giudiziaria competente&lt;br /&gt;richiesta di diffida dell'autore delle stesse. L'autorita` di pubblica&lt;br /&gt;sicurezza, previa autorizzazione del giudice, diffida formalmente&lt;br /&gt;l'indagato dal compiere ulterioriatti di molestia reiterata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tutelare l'incolumita` fisica o psicologica della persona offesa,&lt;br /&gt;il giudice puo` rivolgere all'indagato ogni opportuna prescrizione,&lt;br /&gt;compresi i divieti di avvicinarsi al domicilio e ad altri luoghi&lt;br /&gt;abitualmente frequentati dalla persona offesa o dai suoi familiari,&lt;br /&gt;nonche´ di contattarla attraverso il mezzo telefonico o un altro&lt;br /&gt;strumento di comunicazione elettronica. Se nonostante la diffida&lt;br /&gt;formale irrogata ai sensi del comma 1 l'indagato compie nuovi atti di&lt;br /&gt;molestia reiterata, la pena della reclusione e` aumentata da uno a&lt;br /&gt;cinque anni. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un nuovo osservatorio nazionale dovrà prevenire i suddetti reati,&lt;br /&gt;previsti stanziamenti per 1.000.000 di euro dal 2007 al 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-6559893939043107412?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/6559893939043107412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=6559893939043107412&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6559893939043107412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6559893939043107412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/contro-la-violenza-di-uno-stato.html' title='Contro la violenza di uno stato totalitario'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-2666230395893686243</id><published>2007-11-09T23:40:00.000Z</published><updated>2007-11-09T23:48:34.762Z</updated><title type='text'>La violenza e il rifiuto del padre.</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Meredith vittima del vuoto di regole, flessibilità e permissivismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’omicidio di Meredith ha scosso Perugia. Ma soprattutto ha messo i riflettori sulla vita dei giovani universitari, sulle le loro abitudini, sui locali che frequentano, sul consumo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;droghe &lt;/span&gt;ed &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;alcol&lt;/span&gt;, sui blog nei quali proiettano le loro paure, i loro dubbi e forse anche i lati oscuri dello loro personalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ciò che produce maggior preoccupazione è la descrizione del contesto in cui gli studenti vivono. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La vita della tribù degli universitari in cerca di un’identità in divenire&lt;/span&gt;, che nell’accelerazione della multimedialità &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sovrappongono l’apparire al vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;bisogno di provare tutto&lt;/span&gt;, di estremizzare le &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;emozioni pompate dall’uso di droghe&lt;/span&gt;, di consumo comune, che si trovano per strada come al mercato. Di passare le serate nei locali a divertirsi, a conoscersi, ma anche a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;bere fino allo sfinimento&lt;/span&gt;, a consumare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rapporti spesso effimeri che soprappongono la quantità alla profondità dei sentimenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella possibilità di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;estraniarsi da sé&lt;/span&gt; offerta dall’esperienza di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vita fuori dal contesto abituale della famiglia e delle amicizie di sempre&lt;/span&gt;, i nostri giovani rischiano di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;perdere i loro riferimenti valoriali.&lt;/span&gt; Vivono “la movida” spesso senza inibizioni, come se il tempo dovesse finire domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo delitto mi colpisce, perché avviene in un ambito che mi è caro e familiare. Il mondo degli studenti universitari, che mi circondano ogni giorno. Meredith poteva essere una delle mie studentesse, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una brava ragazza, solare e studiosa, che non ha percepito il rischio&lt;/span&gt;. Vittima innocente del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vuoto di regole&lt;/span&gt; che sostituisce la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;flessibilità &lt;/span&gt;ed il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;permissivismo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article826"&gt;http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article826&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CRIMINOLOGO: E' STATO DELITTO LUDICO-SESSUALE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'omicidio di Meredith Kercher è un crimine ludico-sessuale, un delitto a sfondo sessuale nato da un gioco pericoloso. E' l'opinione del criminologo Vincenzo Mastronardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'ordinanza del gip si legge: "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Volevano provare una nuova sensazione&lt;/span&gt;". Quindi, è l'ipotesi accusatoria, la lesione mortale al collo di Meredith potrebbe essere stata inizialmente una minaccia, qualcosa che poi, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;perso il controllo&lt;/span&gt;, si è trasformata nel delitto. E le cause, scrive il giudice, sarebbero collegate alla volontà di "provare una qualche nuova sensazione", &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;soprattutto da parte di Amanda&lt;/span&gt; e Raffaele Sollecito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuove sensazioni, proprio ciò che ricercano allo spasimo quelli che gli esperti dell'Fbi, spiega Mastroanrdi, inseriscono tra gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;stupratori nella categoria dei 'taking risk'&lt;/span&gt;, "coloro che devono provare a tutti i costi una sensazione di rischio, un brivido eccessivo, un jumping portato alle estreme conseguenze", dice il criminologo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una ricerca folle che il branco alimenta, sottolinea Mastronardi. Se infatti colui che cerca nuove emozioni, non riesce a soddisfarle in modo singolo, spesso si rivolge al branco ed è il branco che lo sostiene. Un conduttore e dei gregari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lumumba, era desideroso di avere rapporti "con una ragazza che gli piaceva e lo rifiutava", si legge ancora nell'ordinanza del gip. Un'altra delle situazioni tipiche che possono spiegare lo stupro, "un rifiuto che se si scontra con un narcisismo maligno, che cerca a tutti i costi l'affermazione personale, può portare anche all'omicidio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sempre in questi casi si giunge all'omicidio, spiega il criminologo ricordando una casistica Usa secondo cui solo nel 20% dei casi l'atto sessuale aggressivo si trasforma in omicidio. "Ma - continua Mastronardi - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;se c'è di mezzo la droga le cose si complicano.&lt;/span&gt; Non è escluso, dal punto di vista della casistica, che anche qui l'uso di droghe abbia fatto sfuggire di mano la situazione".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-2666230395893686243?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/2666230395893686243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=2666230395893686243&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/2666230395893686243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/2666230395893686243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/la-violenza-e-il-rifiuto-del-padre.html' title='La violenza e il rifiuto del padre.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-7193799777487822683</id><published>2007-11-09T20:24:00.000Z</published><updated>2007-11-09T20:50:05.222Z</updated><title type='text'>La violenza e le donne.</title><content type='html'>&lt;span style="color:#000080;"&gt;&lt;b&gt;Cristina, 34 anni, Prato          &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000080;"&gt;Il mio senso    della vita è dare la vita. Il mio desiderio più grande è sempre stato quello    di avere un figlio, chissà se succederà! Vivo un rapporto sereno con un uomo    separato, che &lt;b&gt;ha un bimbo di 8 anni, bimbo che riesce a vedere raramente,    perché la mamma gli fa una guerra spietata. Vuole solo soldi, lo odia e in    nome di quest'odio impedisce ad un padre e un figlio di riacquistare un    rapporto, di cui entrambi hanno un disperato bisogno&lt;/b&gt;. Non so cosa succeda    in certe persone, &lt;b&gt;per il proprio egoismo tolgono ad altri quel sentimento    che era il loro unico e indispensabile senso della vita: l’amore&lt;/b&gt;.    &lt;b&gt;Quando vedo il mio uomo piangere mi sento impotente. Vorrei, con il mio    abbraccio, distruggere la sua sofferenza, ma non ci riesco e penso che sia    peggio avere avuto un figlio e vederselo negato che non averlo avuto    affatto&lt;/b&gt;. Vorrei tanto fare un figlio con lui, sarebbe bellissimo! Ma penso    a lui, alla sua situazione e non vorrei mai complicare le cose. Vorrei solo    vederlo felice, questo si! Mi chiedo come mai, quando finisce l'amore, certe    persone si trasformino in mostri. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mi chiedo come mai tanti genitori si vedano    negati i loro diritti e la loro dignità.&lt;/span&gt; In questi giorni c’è stata una    manifestazione dei padri in tema di affidamento congiunto, ci sarà una luce    oltre questo buio? Io vorrei solo che il senso della vita di tanti, l’amore,    avesse la possibilità di manifestarsi liberamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilsensodellavita.tv/pub_storie.php?id=75&amp;amp;m=13" target="_blank"&gt;http&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.ilsensodellavita.tv/pub_storie.php?id=75&amp;amp;m=13" target="_blank"&gt;://www.ilsensodellavita.tv/pub&lt;wbr&gt;_storie.php?id=75&amp;amp;m=13&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La montatura mediatica sul caso di Tor di Quinto&lt;/span&gt;, dove la violenza nei confronti della donna uccisa è stata usata e abusata per montare una campagna mediatica e politica xenofoba contro i rumeni, ci fa capire bene come sia difficile far passare la cosa più evidente: che la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;violenza contro le donne avviene per il 90 per cento in famiglia&lt;/span&gt;. I nostri governanti ci ripropongono l’intreccio, pericoloso, tra violenza e sicurezza, dimenticando che il problema, a Tor di Quinto come nelle altre città italiane, si chiama sessismo e non ha connotazioni di etnia, perché riguarda gli uomini di tutti i paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accanto al montante clima di odio, cresce anche l’indignazione di molte donne, che non si vogliono prestare al gioco né del sindaco di Roma Veltroni, né del capo del Governo Prodi. E’ anche per questa ragione &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che la manifestazione nazionale&lt;/span&gt; “&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;contro la violenza degli uomini sulle donne&lt;/span&gt;”, indetta per il 24 novembre da gruppi femministi romani, sarà sicuramente partecipata, perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;raccoglie un sentimento diffuso di ribellione non solo verso gli uomini che maltrattano, stuprano, uccidono, ma per quella maggioranza maschile&lt;/span&gt; silenziosa che ancora non riesce a dire:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una violenza che ci riguarda&lt;/span&gt;, riguarda il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dominio storico che il nostro sesso ha esercitato sull’altra metà della specie umana&lt;/span&gt;, riguarda quella che è stata considerata la cellula prima della società, cioè la famiglia, ma che per una inspiegabile, macroscopica contraddizione si è voluto che ne restasse separata, inclusa attraverso un’esclusione dalla sfera pubblica, così come la storia ha fatto con la natura, il pensiero col corpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quell’ ‘altrove’, da quel margine che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la politica “ha deliberatamente lasciato a un potere patriarcale sul quale non andava messo becco&lt;/span&gt;” (Rossana Rossanda), considerandolo una “libertà” naturale, sono uscite, quasi quarant’anni fa, voci, saperi, movimenti di donne per dire che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la lunga oppressione degli uomini sull’altro sesso comincia proprio là dove nessuno vorrebbe vederla: nell’amore, nelle relazioni sessuali, nei legami di parentela e nell’appartenenza intima a un altro essere, quale è l’unione della madre col figlio nella fase iniziale della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Lea Melandri http://www.rifondazione.it/forumdonne/?p=231&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------------------------------&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#800000;"&gt;Il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza maschile contro le donne, tutte in piazza a Roma, Largo Argentina, ore 12, con il sole o con la pioggia…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Come Forum delle donne scenderemo in piazza a Largo Argentina a Roma il 25 novembre contro la violenza maschile contro le donne. Scenderemo in piazza insieme all’assemblea delle donne di Roma per dire nel modo più diretto possibile che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la violenza degli uomini contro le donne è una realtà anche nel nostro paese, ed è una realtà che si consuma in grandissima parte dentro le mura domestiche, come confermano tutti i dati, cioè dentro quella famiglia patriarcale che preti e politici difendono con tanta foga &lt;/span&gt;contro la nostra libertà e il nostro desiderio di autodeterminarci. Dai banchi delle chiese ai banchi del Parlamento non abbiamo sentito altro in questi anni che voci maschili tuonare per imporre il loro dominio sui nostri corpi sessuati, da sempre ossessione del patriarcato.&lt;br /&gt;Scendiamo in piazza per dire basta alla violenza, agli stupri, agli omicidi contro le donne per mano degli uomini. E per dire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;basta alle politiche familiste.&lt;/span&gt; Basta a quelle leggi come la legge 40 che sono lo specchio fedelissimo di un modello patriarcale che detestiamo, in qualsiasi salsa si presenti e di qualsiasi sfumatura di colore si mascheri.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;http://www.rifondazione.it/forumdonne/?p=58&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;-------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La violenza e' sempre da condannare, potendosi vincere soltanto quando tutti saremo contro la violenza, contro tutte le violenze, di qualsiasi natura, per qualsiasi fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sopratutto si deve essere contro tutte le violenze, indipendentemente da chi la subisce e da chi la agisce. La focalizzazione che si sta facendo soltanto sulla violenza subita dalle donne, ha palesemente scopi ideologici che sono violenti e di natura rivendicativa, di guerra di genere.&lt;br /&gt;La distruzione della famiglia e la stigmatizzazione del maschio e sopratutto del padre effettuata in modo cosi' radicale e generalizzante e' una gravissima violenza, perche' induce all'odio individuando il maschio e il padre, tutti i maschi e tutti i padri, come capro espiatorio e causa di una violenza di cui non e' responsabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa rivendicazione "di classe" e' mistificante (perche' fondata sul filtro della violenza femminile sui figli e sui padri che non si vuole vedere, e sulla generalizzazione e l'estensione a tutti i maschi e padri delle responsabilita' personali di quei soggetti che hanno agito in modo violento).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una analoga mistificazione era alla base dell'odio nei confronti degli ebrei, che ha portato alla tremenda distruzione di massa con le leggi razziali. Non si comprende come possano attivisti politici che si considerano "antinazisti" seguire gli stessi percorsi di odio che hanno portato allo sterminio degli ebrei, incitanto alla violenza contro "lo sporco ebreo" causa di ogni male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla violenza non si puo' e non si deve reagire in modo rivendicativo e violento, perche' questo non fa altro che innescare una spirale di aggressivita' e di odio, che porta soltanto a perdite di vite umane e alla distruzione della famiglia che e' un bene dei figli, per i figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun figlio vuole la guerra di genere nella sua famiglia. La lotta di genere porta sciagure distruttivita' e morte nelle famiglie. Tutto questo lo subiscono i bambini, inermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro tutte le violenze puo' solo un atteggiamento di dialogo, di comprensione reciproca, di condanna generalizzata della violenza di chiunque contro chiunque. Non esiste una violenza che possa essere giustificata, non esiste la violenza buona. Tutte le violenze devono essere condannate. Soprattutto quando si parla di famiglia non e' ammissibile che le ideologie manipolino le informazioni e facciano leva sui risentimenti e sull'odio per fini politici sulla pelle dei bambini. La violenza in famiglia ha sempre soltanto una vittima costante: i figli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-7193799777487822683?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/7193799777487822683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=7193799777487822683&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7193799777487822683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7193799777487822683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/la-violenza-e-le-donne.html' title='La violenza e le donne.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-6909583508965299128</id><published>2007-11-08T21:25:00.000Z</published><updated>2007-11-09T21:27:32.793Z</updated><title type='text'>Epitaffio. Sublime.</title><content type='html'>&lt;p&gt;"Posto che l'unico modo per vivere a lungo è invecchiare, quando un        amico muore, abbia pure 87 anni, è sempre troppo giovane per andarsene via        lasciandoci un po' più soli. &lt;strong&gt;Enzo&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt;        aveva una cagionevole salute di ferro. Ebbe il primo di numerosi infarti a        49 anni. Dirigeva o stava per andare a dirigere il Resto del Carlino, dove        aveva debuttato ventenne quale praticante. Una sera, nella sua sobria casa        fra i calanchi di Sasso Marconi, a un tiro di fucile dal Reno, avvertì un        dolore alla schiena. Strappo, reumatismo? Visita. Il medico aggrotta la        fronte e dice: "Meglio ricoverare". Coronarie malandate. Un mese dopo,        &lt;strong&gt;Enzo&lt;/strong&gt; si dimentica del cuore matto e si butta nel        rinnovamento del Carlino con l'intento di trasformarlo da regionale in        nazionale. Ci riesce. Alla grande. Ma non fa in tempo a godersi i frutti        delle ventimila copie recuperate: lo cacciano. Accusa: quel        &lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt; lì è un filino comunista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, il        Carlino ha sfrucugliato Preti, socialdemocratico, ministro delle Finanze.        Questi è in rapporti con l'editore, Attilio Monti, il quale pur estimatore        di &lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt; (era stato lui in persona a volerlo al timone        del quotidiano bolognese) non può andare contro il ministro delle Finanze        (e della Guardia di finanza). La prudenza non è mai troppa quando ci si        occupa di petrolio e generi affini. Il petroliere non aveva scelta:        liquidare il signor direttore. Cui offre in cambio di un'uscita soft un        appezzamento di terra. &lt;strong&gt;Enzo&lt;/strong&gt; lo guarda stupito: mi prendi        per scemo? E se ne va con una congrua somma, contanti. Questa storia dei        soldi è diventata negli anni mitologica. Quando qualcuno non sapeva come        denigrare il giornalista, ripiegava sulla sua esosità. Bravo è bravo, ma        pensa solamente ai quattrini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha il reddito di un banchiere.        Balle. Però bisogna capire. Il 99 per cento degli iscritti al nostro        Ordine campa di stipendio, buono finché vuoi ma pur sempre di stipendio si        tratta. E con la busta paga non ci si arricchisce. &lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt;        invece era tra i pochi che non si accontentavano dei tran tran della        redazione. Diceva: il giornale è l'ospedale, una garanzia. Poi c'è        l'ambula torio, e qui arrotondi. Lui lavorava molto e bene, con metodo; e        oltre ad arrotondare accumulava. Desiderava incassare cifre alte non per        avidità. Il denaro gli forniva la prova di essere apprezzato. E gli dava        soddisfazione umiliare la miseria che aveva patito da ragazzo. Sui suoi        contratti si è sempre favoleggiato: di bocca in bocca, l'importo si        moltiplicava. Gli è stato attribuito un patrimonio che non si è mai        sognato di possedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l'altro per sé spendeva pochi spiccioli,        che maneggiava con fastidio. Una volta mi disse: a chi ti chiede un        prestito di dieci milioni (lire s'intende) regalane uno; lui sarà        contento; tu di più, perché in quel momento avrai risparmiato nove        milioni. Sacramentava, e scazzottava la scrivania &lt;strong&gt;Enzo&lt;/strong&gt;        era una miniera di battute, motteggi, aforismi; parlare con lui era come        consultare il calendario di Frate Indovino; spiritoso e incazzoso, era in        netto contrasto con la sua immagine televisiva da parroco mite. Nei        momenti di furia sacramentava e scazzottava la scrivania con vigore        liberatorio. Si placava subito e, testa bassa, si rimetteva a lavorare.       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da fessi polemizzare o discutere con lui. Le argomentazioni non        erano il suo forte. Ti fulminava con una stoccata. Durante una riunione in        Rai, non ricordo a proposito di cosa, mi permisi: per tua informazione...        Non gli era andato a genio l'incipit e mi interruppe: accidentalmente mi        trovo anch'io nel ramo dell'informazione, e da te non mi aspetto notizie        ma idee, ammesso te ne possa venire una. Mi sarei sprofondato. Da allora        prima di aprire bocca, conto fino a dieci. &lt;strong&gt;Enzo&lt;/strong&gt;        nell'ultimo decennio è stato parecchio lodato; in passato parecchio        denigrato e calunniato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si malignava che avesse dei "negri" a        disposizione, cioè giovanotti che scrivevano nella sua bottega per quattro        soldi, e che lui si limitasse a sistemarne la prosa. Di qui la sua        mastodontica produzione. Falso. Era un accentratore. Non si fidava di        nessuno. Erano sue anche le virgole. Noi della squadra eravamo semplici        manovali. I più fortunati e stimati avevano il diritto di accompagnarlo a        bere il caffè. Non sono mai riuscito a precederlo alla cassa.       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certe sere abbiamo cenato insieme. Se non mangiavi quanto lui -        impossibile - si inquietava: stai male? Arrotolava le tagliatelle con lo        stesso impegno con cui vergava gli articoli: la faccia praticamente nel        piatto; arrotolava e masticava senza requie. Uno spettacolo. Terminato il        pasto, tirava un profondo sospiro e con lo sguardo preso diceva: mi girano        i "maroni" (con una erre) perché continuo a ingrassare. Si scioglieva al        secondo bicchierino Aveva una piccola collezione di Cognac e Armagnac. Non        doveva pregarmi per bere con lui. Al secondo bicchierino        &lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt; si scioglieva in racconti che tenevano inchiodati        al tavolo ore e ore; aveva conosciuto mezzo mondo e di ciascun personaggio        conservava un ricordo: aneddoti, flash.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era un memorialista        formidabile, un bozzettista e un caricaturista di straordinaria efficacia.        Parlava solo lui. Tutti zitti ad ascoltarlo. Meritava. Se per caso, in una        pausa del suo discorrere colorito, ti inserivi per un'osservazione, si        scocciava. Dei problemi del prossimo gli importava sì e no. Il monopolio        dei problemi era suo: la Rai, &lt;strong&gt;Berlusconi&lt;/strong&gt;, il cuore, il        Corriere, l'ultimo libro. Eppure era generoso. Se rimanevi senza lavoro,        si sbatteva per trovartene uno buono: telefonava a Tizio e Caio        assicurandoli che assumendo te avrebbero fatto fortuna. Sbrigava ogni        pratica in fretta. Non ti dimenticava, non ti abbandonava. Aveva sofferto        e non sopportava di veder soffrire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo conobbi al Corriere della        Sera, mi pare nel Settantotto. Sedevo al tavolone della sala albertiniana,        illuminata da lampade che davano luce a noi scrivani addetti ai titoli e a        correggere articoli. Entrò con passo pesante da montanaro, il parquet        scricchiolava sotto le suole. Si diresse verso il capo, Carlo Galimberti,        calvo e gli occhiali che scivolavano sulla punta del naso. Parlottarono.        Tesi le orecchie senza comprendere. Fingevo di leggere un pezzo. Una mano        si appoggiò sulla mia spalla: "Sei tu Feltri?". Mi voltai intimidito        accennando ad alzarmi. Comodo, comodo, mi disse &lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt;. Mi        piaci come scrivi, farai strada, ti legge anche Sandro Bolchi. E se ne        andò senza attendere risposta. In realtà &lt;strong&gt;Enzo&lt;/strong&gt; penso che        apprezzasse la cura con cui passavo la sua rubrica "Strettamente        personale". Sia come sia, di lì a qualche mese fui reclutato nella sua        squadra. Gliene fui e gliene sono grato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt;        non insegnava se non con l'esempio. Ti consentiva di rubargli il mestiere.        E lavorandogli accanto ho compiuto tanti furti. Per lui la notizia era        come il maiale: non si butta via niente. La prendeva e la rovesciava, la        scarnificava e ne dava al pubblico l'anima. La sua scrittura è        inimitabile. Nervosa e pudica, spiritosa e sentimentale, essenziale e        commemorativa, quanto di meglio per arrivare allo stomaco del lettore.        &lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt; era terrorizzato dalle ripetizioni e dagli        aggettivi. Il suo top tecnologico era la penna a sfera. Con la quale        &lt;strong&gt;Enzo&lt;/strong&gt; ha scritto centinaia di articoli e migliaia di        libri, sceneggiature televisive, domande per interviste, facendola        scorrere sulle righe di taccuini da stenografo, sempre gli stessi per        settant'anni. Una grafia pessima e decifrabile soltanto dalla sua        segretaria che provvedeva a battere a macchina o a dettare ai dimafonisti.        Rare correzioni, rarissimi pentimenti e riscritture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno,        sfottendo, definì &lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt; il Fenomeno. Ma lo era davvero.        Un impressionista della biro, un artigiano che in alcuni momenti ha        sfondato la barriera dell'arte. Il romanzo "Disonora il padre",        rigorosamente biografico, è divertente e struggente; l'avventura di un        uomo partito povero da Pianaccio, Appennino toscoemiliano, con in tasca il        diplomino di ragioniere, e arrivato a Milano attratto da un posto        precario: caporedattore a Epoca, che stava fallendo. Un anno più tardi lui        era direttore. La rivista in nove anni salì da 70 a 500 mila. In pieno        miracolo editoriale, &lt;strong&gt;Enzo&lt;/strong&gt; fu pregato di togliere il        disturbo. Non leccava i politici E lo allontanavano Andò alla Stampa di        Torino. Poi direttore del Tg1 che rivoluzionò. Abolì il taglio dei nastri        e le leccate ai politici. Inaugurò un settimanale d'attualità. E ancora        una volta sul più bello fu allontanato a causa di interferenze del        Palazzo. Altri tempi, si dirà. Ma i tempi sono sempre funesti per chi non        si assoggetta alla volontà dei potenti e dei prepotenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre        aggiungere che &lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt; non era appassionato di politica,        non l'ha mai seguita né analizzata né compresa. Non era nelle sue corde di        cronista più portato a narrare che a interpretare. Aveva delle simpatie e        delle antipatie che non controllava e non nascondeva. Di qui le sue        evitabilissime disgrazie. Gli stava sulle scatole Craxi, e lo diceva ogni        due minuti. Gli stava sulle scatole &lt;strong&gt;Berlusconi&lt;/strong&gt;, e non        pubblicava un articolo se non elencando almeno venti difetti del medesimo.        Invecchiando, si diventa ossessivi. E lui lo era. Sicuro. Aveva molte        qualità e moltissimi difetti, esaltati dall'onnipotenza che prende chi ha        successo. L'ha fatta pagare ai suoi detrattori e loro l'hanno fatta pagare        a lui. Questa è la vita, questo è il mondo. E pensare che        &lt;strong&gt;Biagi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Berlusconi&lt;/strong&gt; si somigliano: due        supposti padreterni con un limite molto umano, quello di trascurare che        non lo sono, e che viene un giorno in cui la candela si spegne e la        processione finisce. Ed è pronta la livella". &lt;/p&gt;       &lt;p&gt;(Vittorio Feltri Libero 7 novembre  2007)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-6909583508965299128?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/6909583508965299128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=6909583508965299128&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6909583508965299128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6909583508965299128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/epitaffio-sublime.html' title='Epitaffio. Sublime.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-5744950499928939851</id><published>2007-11-07T01:07:00.000Z</published><updated>2007-11-07T01:07:33.226Z</updated><title type='text'>il comunismo è ancora il futuro.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/politica/mummia-lenin/mummia-lenin/mummia-lenin.html"&gt;Diliberto: "La mummia di Lenin a Roma" Gasparri: "Ok, ma lui vada a Mosca"&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se oltre al rimpatrio dei delinquenti non Italiani si procedesse finalmente al rimpatrio dei Comunisti in Russia? Possibile che in un paese democratico come dovrebbe essere l'Italia possano sedere in parlamento persone che vogliono restaurare la ditattura del proletariato e il totalitarismo comunista? Ma esportiamoli in Cina. Non si potranno mai fare dei passi avanti se non si chiude mai con il marxismo. Quale fiducia possiamo offrire alle democrazie liberali se il fantasma del comunismo continua a venir coltivato nella mente di tanti giovani? Come possiamo chiedere di boicottare le olimpiadi cinesi quando il regime comunista cinese sta procedendo verso la democrazia e il rispetto dei diritti umani piu' rapidamente dei nostri parlamentari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Repubblica riporta che il capogruppo del Pdci alla Camera Pino Sgobio avrebbe detto: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"A novant'anni dalla rivoluzione d'ottobre, Lenin evidentemente fa ancora paura sia agli anticomunisti. Tutto questo è la dimostrazione che il comunismo è ancora il futuro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che Lenin fa paura, mette i brividi sapere che esistano italiani che lo vorrebbero.&lt;br /&gt;Ora basta con le leggende della resistenza rossa di liberazione. L'italia e' stata liberata dagli alleati con gli Stati Uniti in testa. Fuori i fascisti e i comunisti per sempre dal suolo italiano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-5744950499928939851?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/politica/mummia-lenin/mummia-lenin/mummia-lenin.html' title='il comunismo è ancora il futuro.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/5744950499928939851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=5744950499928939851&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5744950499928939851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5744950499928939851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/il-comunismo-ancora-il-futuro.html' title='il comunismo è ancora il futuro.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-8366837223166384435</id><published>2007-11-06T11:30:00.000Z</published><updated>2007-11-06T11:30:34.617Z</updated><title type='text'>IMMIGRATI IN GERMANIA</title><content type='html'>Mi sembra che in Germania non ci siano problemi ne di immigrazione ne di recessione economica.&lt;br /&gt;Se le istituzioni non si danno una mossa a far funzionare questo nostro paese, vadano affanculo.&lt;br /&gt;Con quale faccia chiedono il pagamento delle tasse? L'Italia e' diventato un paese invivibile.&lt;br /&gt;E tutti quelli che remano contro e fanno casino, andate affanculo pure voi. Avete rotto i coglioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.veja.it/index.php?/archives/1161-IMMIGRATI-VEDIAMO-COME-FANNO-IN-GERMANIA.html"&gt;IMMIGRATI: VEDIAMO COME FANNO IN GERMANIA - Veja&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo cosa deve fare un extracomunitario (tra cui sono compresi i rumeni per una moratoria, giustificata dal pericolo ROM) per ottenere permesso di soggiorno e lavoro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Passare un test di conoscenza della lingua tedesca (leggere un articolo e riassumerlo in tedesco)&lt;br /&gt;2) Possedere alte competenze o essere disposti a fare lavori che i tedeschi non fanno più&lt;br /&gt;3) Passare un test sulla costituzione tedesca, sulle leggi più importanti, su usi e costumi del popolo tedesco e sulla sua storia (un test che probabilmente non passerebbero nemmeno alcuni tedeschi)&lt;br /&gt;4) Dimostare ogni 6 mesi un reddito di almeno 800 euro al mese (non in nero) e di lavorare full-time&lt;br /&gt;5) Se il requisito del reddito viene meno, vi sono 6 mesi di sussidio di disoccupazione (800 euro).&lt;br /&gt;6) Passato il periodo di sussidio (seconda chance), espulsione con accompagnamento scortato alla frontiera.&lt;br /&gt;7) La cittadinanza tedesca non verrà mai riconosciuta per tutta la vita e anche per i figli ci sono difficoltà (principio dell jus sanguinis e NON dello jus soli, ovvero del tempo di permanenza). Paradossalmente il figlio di un tedesco avrà la cittadinanza di diritto, anche se non andrà mai in Germania, mentre un turco da 30 anni in Germania non la otterrà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-8366837223166384435?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.veja.it/index.php?/archives/1161-IMMIGRATI-VEDIAMO-COME-FANNO-IN-GERMANIA.html' title='IMMIGRATI IN GERMANIA'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/8366837223166384435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=8366837223166384435&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/8366837223166384435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/8366837223166384435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/immigrati-in-germania.html' title='IMMIGRATI IN GERMANIA'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-5986616558592124680</id><published>2007-11-05T12:23:00.000Z</published><updated>2007-11-05T12:23:45.469Z</updated><title type='text'>vivere o morire. solidarieta' e speranza.</title><content type='html'>di Marco Baldassari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mattina Gianni Giliberti era radioso, pieno di vita e di entusiasmo. Come promesso a Maurizio Costanzo, l'Assessore &lt;a href="http://www.comune.torino.it/scatTO/archivio/2006/img/ottobre06/3010_IMG_1115.jpg"&gt;Tricarico&lt;/a&gt; al comune di Torino dopo una convulsa riunione della commissione emergenza abitativa, lo ha ricevuto nel suo ufficio, mettendogli a disposizione un minialloggio dove e' stato accompagnato dall'inviato della redazione del MCS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soltanto pochi giorni fa, il 23 ottobre aveva meditato il suicidio, sentendosi perso. Grazie all'articolo su Repubblica di Niccolo' Zancan l'episodio - trascurato da quasi tutti i media - ha  potuto prendere una dimensione umana, bucando il muro di indifferenza che Gianni si e' trovato da solo a dover fronteggiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/regalo-suicidio/parla-disoccupato/parla-disoccupato.html"&gt;"Non ho più soldi né lavoro posso solo rubare o morire" - cronaca - Repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invitato da Maurizio Costanzo, Gianni Giliberti ha potuto rendersi conto della vera solidarieta' umana, che si attiva sempre quando le situazioni sono rese note al pubblico. Nello spazio di un fine settimana, ha anche trovato un posto di lavoro come autotrasportatore, accolto con calore dal titolare che lo ha fatto sentire come in famiglia. Una signora di Guidonia si e' anche offerta di pagare il canone di affitto dell'alloggio messo a disposizione dall'Assessore Tricarico. Casa e lavoro, per ricominciare a vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo pensiero di Gianni e' andato a sua figlia, che ha 18 anni e non puo' comprendere la disperazione in cui era crollato. "Spero che possa perdonarmi, per quel gesto che non ha scusanti e di cui mi vergogno." La vita puo' sembrare impossibile quando ci si sente soli e non si sa piu' a chi potersi rivolgere per avere una risposta immediata, quella solidarieta' umana che riscalda il cuore e dona speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non conoscevo nessuno che mi potesse aiutare, non ero al corrente delle associazioni e di altri come me nella stessa situazione." Dunque e' stata soprattutto la solitudine e la disperazione che hanno portato Gianni a questo gesto. Quel senso di abbandono che puo' essere letale quando non si hanno piu' risorse proprie. Per questo le persone e le relazioni sono cosi' importanti, insostituibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mattina Gianni era pieno di energie, un altro uomo rispetto a pochi giorni fa.&lt;br /&gt;"Voglio restituire quello che mi e' stato dato, voglio aiutare chi come me si trova in difficolta." Una promessa di impegno che ha fatto prima di entrare in auto per raggiungere la sua nuova casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-5986616558592124680?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/regalo-suicidio/parla-disoccupato/parla-disoccupato.html' title='vivere o morire. solidarieta&apos; e speranza.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/5986616558592124680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=5986616558592124680&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5986616558592124680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5986616558592124680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/11/vivere-o-morire-solidarieta-e-speranza.html' title='vivere o morire. solidarieta&apos; e speranza.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-7685024862051398162</id><published>2007-10-28T15:35:00.000Z</published><updated>2007-10-28T15:35:55.130Z</updated><title type='text'>il mercato vince lo stato.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.corriere.it/spettacoli/07_ottobre_28/mercao_uccide_democrazie.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eric Hobsbawm&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;28 ottobre 2007&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;Decadono gli Stati nazionali.&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;E così l'unità di Italia, Spagna e Gran Bretagna è a rischio&lt;/h2&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Oggi «il popolo» è il fondamento e il punto di riferimento comune di tutte le forme di governo statali eccetto quella teocratica. E ciò non è soltanto qualcosa di inevitabile, ma è qualcosa di giusto, perché per avere un qualunque scopo il governo deve parlare in nome e nell'interesse di tutti i cittadini.&lt;br /&gt;Nell'epoca dell'uomo comune, ogni governo è un governo del popolo e per il popolo, anche se chiaramente non può essere, in nessun senso funzionale, un governo esercitato direttamente dal popolo. Tale principio non si basa solo sull'egualitarismo dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;popoli, che non sono più disposti ad accettare una posizione di inferiorità in una società gerarchica governata da uomini superiori&lt;/span&gt; «per diritto naturale», ma anche sul fatto che finora i sistemi sociali, le economie e gli Stati nazionali moderni non hanno potuto funzionare senza l'appoggio passivo, ma anche la partecipazione attiva e la mobilitazione, di moltissimi dei loro cittadini. Questo principio rappresenta l'eredità del XX secolo. Ma sarà ancora la base dei governi popolari, incluso quello liberaldemocratico, nel XXI? La mia tesi è che la fase attuale dello sviluppo capitalistico globalizzato lo sta minando alle radici, e che ciò avrà — anzi, sta già avendo — serie implicazioni per quanto riguarda la democrazia liberale come viene intesa oggi. L'odierna politica democratica, infatti, si fonda su due assunzioni, una morale — o, se preferite, teorica — e l'altra pratica. Moralmente parlando, essa richiede il supporto esplicito del regime da parte della maggioranza dei cittadini, che si presume costituiscano il grosso degli abitanti dello Stato. Ma per quanto fossero democratici gli ordinamenti in vigore per la popolazione bianca nel Sudafrica dell'apartheid,un regime che privava permanentemente del diritto di voto la maggior parte della sua popolazione non può essere considerato come democratico. Gli atti con cui si esprime il proprio assenso alla legittimità di un sistema politico, come votare periodicamente alle elezioni, possono essere poco più che simbolici. Di fatto, è da molto tempo un luogo comune tra i politologi dire che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;solo una modesta minoranza di cittadini partecipa costantemente e attivamente alla vita del proprio Stato o di un'organizzazione di massa. Ciò torna a vantaggio di coloro che comandano&lt;/span&gt;; e, in effetti, è da tempo che i pensatori e i politici moderati si augurano la diffusione di un certo grado di apatia politica. Ma questi atti sono importanti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;Oggi ci troviamo di fronte a un'evidentissima secessione dei cittadini dalla sfera della politica.&lt;/b&gt; La partecipazione alle elezioni appare in caduta libera nella maggior parte dei Paesi liberaldemocratici. Se le elezioni popolari sono il primo criterio di rappresentatività democratica, in che misura è possibile parlare di legittimità democratica per un'autorità eletta da un terzo dell'elettorato potenziale (la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti) o, come è avvenuto di recente per le amministrazioni locali britanniche e il Parlamento europeo, da qualcosa come il 10 o il 20 per cento dell'elettorato? O per un presidente americano eletto da poco più di metà del 50 per cento degli americani che hanno diritto di voto? Sul lato pratico, i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;governi dei moderni Stati nazionali o territoriali&lt;/span&gt; — qualunque governo — &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;si basano su tre presupposti&lt;/span&gt;: primo, che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;abbiano più potere di altre unità&lt;/span&gt; operanti sul loro territorio; secondo,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; che gli abitanti dei loro territori accettino&lt;/span&gt;, più o meno volentieri, la loro autorità; e terzo, che tali governi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;siano in grado di fornire ai cittadini quei servizi ai quali non sarebbe altrimenti possibile provvedere&lt;/span&gt;, perlomeno non con la stessa efficacia (come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;«legge e ordine»&lt;/span&gt;, per riprendere un'espressione proverbiale). &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;Negli ultimi trenta o quarant'anni, questi presupposti hanno progressivamente perso la loro validità&lt;/b&gt;. In primo luogo, pur essendo ancora di gran lunga più potenti di qualunque rivale interno, anche gli Stati più forti, più stabili e più efficienti hanno perso il monopolio assoluto della forza coercitiva, non ultimo grazie alla marea di nuovi strumenti di distruzione portatili, oggi facilmente accessibili ai piccoli gruppi dissidenti, e all'estrema vulnerabilità della vita moderna di fronte agli sconvolgimenti improvvisi, per quanto leggeri possano essere. In secondo luogo, hanno iniziato a vacillare anche i due pilastri più solidi di un governo stabile, ossia (nei Paesi che godono di una legittimità popolare) la lealtà dei cittadini e la loro disponibilità a servire gli Stati, e (nei Paesi dove questa legittimità popolare manca) la pronta obbedienza a un potere statale schiacciante e indiscusso. Senza il primo pilastro,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; le guerre totali basate sulla coscrizione obbligatoria e sulla mobilitazione nazionale sarebbero state impossibili, così come sarebbe stata impossibile &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;la crescita degli introiti erariali degli Stati&lt;/span&gt; fino all'odierna percentuale dei Pil (introiti che &lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;possono oggi superare il 40 per cento del Pil in alcuni Paesi&lt;/span&gt; contro il 20 per cento negli Stati Unit&lt;/span&gt;i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;e in Svizzera&lt;/span&gt;). Senza il secondo pilastro, come ci mostra la storia dell'Africa e di ampie regioni dell'Asia, piccoli gruppi di europei non avrebbero potuto mantenere per generazioni il controllo sulle colonie a un costo relativamente modesto. Il terzo presupposto è stato minato non solo dall'indebolimento del potere statale ma anche, a partire dagli anni Settanta, da un ritorno, tra i politici e gli ideologi, a una critica dello Stato basata su un laissez-faire ultraradicale, secondo la quale &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il ruolo dello Stato stesso dev'essere ridimensionato a tutti i costi. &lt;/span&gt;Questa critica afferma, più per una sorta di fede teologica che non sulla base di evidenze storiche, che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ogni servizio che le autorità pubbliche possono fornire o è qualcosa di indesiderabile, oppure potrebbe essere fornito in modo migliore, più efficiente e più economico dal «mercato». &lt;/span&gt;A partire da quel periodo, la sostituzione dei servizi pubblici con servizi privati o privatizzati è stata massiccia. Attività caratteristiche di un governo nazionale o locale come gli uffici postali, le prigioni, le scuole, l'approvvigionamento idrico e anche i servizi assistenziali e previdenziali sono stati ceduti a (o trasformati in) imprese commerciali; i dipendenti pubblici sono stati trasferiti ad agenzie indipendenti o rimpiazzati con subappaltatori privati. Anche alcune parti dell'apparato bellico sono state subappaltate. E, naturalmente, il modus operandi delle aziende private — che mirano alla massimizzazione dei profitti — è diventato il modello al quale ogni governo aspira a uniformarsi. E nella misura in cui ciò avviene, lo Stato tende a fare affidamento su meccanismi economici privati per sostituire la mobilitazione attiva e passiva dei propri cittadini. Allo stesso tempo, è impossibile negare che nei Paesi ricchi del mondo gli straordinari trionfi dell'economia mettono a disposizione della maggior parte dei consumatori più di quanto i governi o l'azione collettiva abbiano mai promesso o fornito in tempi più poveri. Ma il problema sta proprio qui. &lt;/p&gt; &lt;div id="rectangle right" class="right"&gt;&lt;!-- OAS AD '180x150'begin --&gt; &lt;script type="text/javascript"&gt; &lt;!-- OAS_AD('Bottom1'); //--&gt; &lt;/script&gt;&lt;a linkindex="36" href="http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/spettacoli/265370041/Bottom1/default/empty.gif/35346463353665393437323439356230" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/0/oas-eu.247realmedia.com/0/default/empty.gif" alt="" border="0" height="2" width="2" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;!-- OAS AD '180x150' end --&gt;    &lt;/div&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;L'ideale della sovranità del mercato non è un complemento, bensì un'alternativa &lt;/b&gt;alla democrazia liberale. Di fatto, esso è un'alternativa a ogni sorta di politica, poiché nega la necessità di decisioni politiche, che sono esattamente le decisioni sugli interessi comuni o di gruppo in quanto distinti dalla somma di scelte, razionali o meno che siano, dei singoli individui che perseguono i propri interessi personali. Si aggiunga che il continuo processo di discernimento per scoprire che cosa vuole la gente, processo messo in atto dal mercato (e dalle ricerche di mercato), deve per forza essere più efficiente dell'occasionale ricorso alla grezza conta elettorale. La partecipazione al mercato viene a sostituire la partecipazione alla politica; il consumatore prende il posto del cittadino. Francis Fukuyama ha di fatto sostenuto che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; la scelta di non votare, così come la scelta di fare la spesa in un supermercato anziché in un piccolo negozio locale, «riflette una scelta democratica fatta dalle popolazioni.&lt;/span&gt; Esse vogliono la sovranità del consumatore». Senza dubbio la vogliono, ma questa scelta è compatibile con ciò che abbiamo imparato a considerare come un sistema politico liberaldemocratico? Così, lo Stato territoriale sovrano (o la federazione statale), che forma la cornice essenziale della politica democratica e di ogni altra politica, è oggi più debole di ieri. La portata e l'efficacia delle sue attività sono ridotte rispetto al passato. Il suo comando sull'obbedienza passiva o il servizio attivo dei suoi sudditi o cittadini è in declino. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Due secoli e mezzo di crescita ininterrotta del potere, del raggio d'azione, delle ambizioni e della capacità di mobilitare gli abitanti degli Stati territoriali moderni, quali che fossero la natura o l'ideologia dei loro regimi, sembrano essere giunti al termine.&lt;/span&gt; L'integrità territoriale degli Stati moderni — ciò che i francesi chiamano «la Repubblica una e indivisibile» — non è più data per scontata. Fra trent'anni ci sarà ancora una singola Spagna — o un'Italia, o una Gran Bretagna — come centro primario della lealtà dei suoi cittadini? Per la prima volta in un secolo e mezzo possiamo porci realisticamente questa domanda. E tutto ciò non può non influire sulle prospettive della democrazia.&lt;/p&gt;------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commento di Marco Baldasari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa sintetica analisi che dipinge il passaggio dal potere "degli eletti" al potere del "consumatore".&lt;br /&gt;L'allarmismo, tuttavia, e' totalmente fuori luogo. Se il politico eletto in uno stato "pesante" - come lo e' l'italia che governa bel oltre il 50% del PIL - detiene un evidente dominio dirigistico sulle scelte economiche, lo stesso politico detiene anche un enorme "potere di scambio" per contrattare con i suoi elettori le proprie scelte in cambio dei voti. Si arriva al caos odierno della contrapposizione totale di lobby e sottolobbies in un continuo contrattare di favori in cambio di benefici economici. Si arriva allo statomafia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contro, in un sistema dove il consumatore ha la possibilita' di scegliere democraticamente il prodotto o servizio al miglior rapporto costo-beneficio, la democrazia diretta viene esercitata in ogni istante in cui ciascun consumatore decide di acquistare. Non essendo piu' lo stato a produrre i beni e servizi, non sara' piu' possibile quel conflitto di interesse tra il politico e la lobby. Non sara' piu' la dialettica marxista a mediare tra interessi in conflitto, in un perpetuo tiro alla fune, perche' lo stato non avra' piu' le leve del mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale funzione deve dunque avere lo stato? Al servizio del mercato e del consumatore, deve garantire Law and Order affinche le regole siano rigidamente applicate e rispettate da tutti. Il mercato non puo' esistere senza regole. Quindi lo stato avra' i mezzi, che il mercato dovra' fornire a un "arbitro supremo" che stabilisca e faccia rispettare le regole. Questo fa si che le lobby potranno si continuare a influenzare le scelte politiche, ma soltando influenzando le regole e non con lo scambio do-ut-des di tipo mafioso e corruttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre siccome il mercato ha bisogno di concorrenza e di potere di acquisto che "tiri" la domanda, lo stesso mercato non puo' esistere senza un potere forte che bilanci le instabilita' proprie del libero mercato. Masse enormi di capitali si spostano da un territorio all'altro, da un settore di mercato all'altro, creando enormi tensioni economiche che possono distruggere uno stato. Si pensi all'italia, col suo enorme debito pubblico che supera il 106% del PIL che per oltre il 50% e' determinato dall'azione stessa dello stato. Basta un nonnulla, una improvvisa interruzione del gettito fiscale perche' lo stato non abbia i mezzi per provvedere al PIL e dunque a pagare gli interessi sul debito. In un sistema a moneta indipendente (come l'Euro) lo stato non puo' agire sulla svalutazione della moneta (come il buon Amato fece nel 92) trovandosi improvvisamente a rischio di insolvenza. Si pensi all'Argentina. Lo stato, senza cassa adeguata, si trova costretto a far crescere il debito, che oggi e' in larga parte costituito dall'enorme massa di pagamenti in ritardo - ben oltre i 365 giorni in italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, sul timore che lo stato sia insolvibile, soltanto il WMF potrebbe concedere prestiti ulteriori. Sarebbe possibile che il mercato mondiale dichiari guerra agli stati con elevato indebitamento e spesa superiore. Come nel caso dell'italia con debito oltre il 106% e PIL oltre il 50% gonfiato da spesa clientelare mafiosa.&lt;br /&gt;Lo stato deve essere virtuoso, come l'amministrazione di un condominio, perche' non ha piu' il potere coercitivo di imporre la spesa e di scegliersi chi pagare con i soldi pubblici. E' il consumatore che sceglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi lo stato deve funzionare come una macchina, un sistema efficiente, che garantisca al consumatore e al mercato le regole e la fiducia che quelle regole saranno rispettate. Le regole diventano importantissime.&lt;br /&gt;Regole che non possono flettersi in funzione del cittadino (come vorrebbe anche l'art. 3 della nostra bella, teorica costituzione - per quanto inapplicata) perche' il mercato farebbe immediatamente scontare questo dispregio delle regole, punendo lo stato con una fuga dei capitali e delle economie. Quanto appunto sta avvenendo in italia, dove e' folle pensare di investire - a meno che sia necessario per la sopravvivenza di un attore preinsediato in questo paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il mercato (inteso come insieme dei produttori e dei consumatori) servono regole, ma anche redistribuzione del reddito, sempre secondo regole chiare e possibilmente stabili sul lungo periodo.&lt;br /&gt;Affinche' le regole influenzino il mercato, la loro futura evoluzione deve essere molto prevedibile al fine di mantenere uno scenario il piu' possibile stabile, di fiducia emotiva del minimo rischio di cambiamento. Se non possiamo prevedere una eruzione o una alluvione, accettiamo di prendere quei rischi ma non quelli che sono il prodotto di una volonta' razionale, che cambia il terreno sotto i nostri piedi mentre stiamo camminando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mercato libero puro non esiste e non puo' esistere, perche' il mercato e' un sistema endemicamente  instabile che pero' ha assoluta necessita' di essere stabilizzato. Ovvero la stabilizzazione del mercato e' necessaria al mercato stesso, in termini macroeconomici.  Servono le regole, che consentano di mantenere il mercato stabile per creare quella fiducia nel futuro che e' la molla di ogni investimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non devono poter esistere posizioni di dominio del mercato (monopoli o cartelli) come non devono esistere rischi per chi non ha mezzi o li ha persi, poiche' il rischio e il fallimento sono il metodo con cui evolve il mercato. Devono dunque essere dati ai consumatori (che sono anche investitori e imprenditori) i mezzi per garantire loro il potere economico di scelta e di sussistenza in caso di crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che la regola e' come la funzione di trasferimento del regolatore di un sistema in controreazione. Non piu' soggetta alla trattativa di scambio della politica, ma soluzione di un problema matematico che rappresenta il sistema produttori-stati-consumatori di cui la politica ha il compito di individuare le condizioni al contorno e identificare i parametri. Governi di tecnici e di mediatori competenti.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;formazione&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'informazione&lt;/span&gt; costituiscono quel potere essenziale che permette dunque al mercato di sopravvivere. Incidentalmente sono anche le due risorse indispensabili per far sopravvivere la democrazia e i consumatori. La funzione di informare e di educare il mercato (produttori e consumatori) diventa essenziale ruolo dello stato, inteso come la totalita' dei consumatori-produttori.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;Per questo internet e' garanzia di democrazia e di benessere. Per dare ai consumatori il potere della conoscenza, necessaria per poter scegliere in modo oculato e influenzare il mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'informazione deve controbilanciare la propaganda dei produttori e degli operatori del mercato.&lt;br /&gt;Neppure gli analisti sono liberi, se traggono profitto dal mercato. Maestri e analisti sono la democrazia.&lt;br /&gt;Consumatore sovrano del mercato e dello stato.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="footnotes"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-7685024862051398162?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it/spettacoli/07_ottobre_28/mercao_uccide_democrazie.shtml' title='il mercato vince lo stato.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/7685024862051398162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=7685024862051398162&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7685024862051398162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7685024862051398162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/il-mercato-vince-lo-stato.html' title='il mercato vince lo stato.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-5417981861388393942</id><published>2007-10-26T02:20:00.000Z</published><updated>2007-10-26T04:19:56.255Z</updated><title type='text'>la coppia del terzo millennio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/RyFb_gZJSXI/AAAAAAAAAOk/2geuATCpsiA/s1600-h/8.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 676px; height: 451px;" src="http://bp2.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/RyFb_gZJSXI/AAAAAAAAAOk/2geuATCpsiA/s400/8.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125478997509622130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; A Genova, un manager quarantenne rimane disoccupato, espulso dall’azienda in parte sua perchè gli altri due soci lo ritengono non abbastanza «moderno», troppo ostile ai loro metodi (licenziamenti, tagli di spese, produzione trasferita all’estero). Per mesi non dice nulla alla moglie Margherita Buy, restauratrice che sta laureandosi in storia dell’arte, alla figlia che insieme con il ragazzo amato (deplorato dai genitori) ha aperto un bistrò. Poi parla: ha cercato lavoro ma non l’ha trovato, debbono vendere la casa per estinguere il debito con la banca, venderanno la barca, anche lei dovrà lavorare. La moglie è risentita per non aver saputo nulla prima: con il pragmatismo e la resistenza delle donne prende a lavorare in un call center. Lui ha incontri per il lavoro sempre più deludenti, mortificanti: richiede a un amico sei milioni prestatigli anni prima per sentirsi rispondere con una bugia, «te li ho già restituiti». Sta a casa, legge gli annunci sui giornali, fa la spesa, passa l’aspirapolvere, guarda la tv, fa la lavatrice. Soffre: il lavoro non è per lui soltanto un’abitudine, una misura della propria condizione sociale, uno stipendio per sopravvivere, è anche un impiego del tempo, una fuga dall’ozio devastante. Di fare nulla non ne può più. Gli offrono un lavoro di pony express, accetta. Dall’auto la figlia lo vede correre a consegnare buste, e si addolora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mymovies.it/filmclub/2007/09/099/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2007/09/099/locandina.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I rapporti coniugali diventano difficili; la nuova casa è piccola, soffocante; il tentativo di fare l’imbianchino con due suoi ex operai pure disoccupati fallisce; il tradimento svogliato della moglie divenuta segretaria non aiuta. A lui non importa più niente di niente. Passa i giorni muto e solo, buttato sul divano. Guarda dalla finestra, non si occupa più della casa. Li salvano l’amore e l’estasi della bellezza: l’affresco al cui restauro la moglie lavorava si rivela prezioso, il bisogno di restare insieme e amarsi è più forte di tutto. Finale racconsolante poco credibile; l’analisi della famiglia borghese proletarizzata è molto intelligente e toccante; Genova è il luogo stupendo d’una pessima situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Silvio Soldini&lt;/span&gt; con &lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46830"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giorni e nuvole&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ha fatto un film bello che per la prima volta analizza nel profondo, negli effetti sulla personalità smarrita, nel dolore individuale, quella mancanza di lavoro divenuta per tanti una forma nominalistica, un problema che riguarda gli altri: e offre ad Antonio Albanese e a Margherita Buy la migliore occasione della loro vita di bravi attori, còlta benissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/RyFcZwZJSYI/AAAAAAAAAOs/OGOe1qLys3w/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/RyFcZwZJSYI/AAAAAAAAAOs/OGOe1qLys3w/s400/1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125479448481188226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«Racconto lo stupore di due persone che sono certe che la vita abbia preso un corso ben definito e che, improvvisamente, scoprono che tutto è cambiato in maniera inimmaginabile». «Il problema principale - ha aggiunto - è stato quello di riuscire a non farsi trascinare verso il finale drammatico e tragico a cui tutto sembrava condurre. Io volevo che i due protagonisti si mettessero uno di fronte all’altro, si spogliassero di tutto e decidessero di essere sinceri chiedendosi: cos’è la cosa più importante del mondo per me?».&lt;br /&gt;La storia del manager che si trova senza lavoro, che deve cambiare casa e abitudini, che tenta di fare altri lavori anche molto poco qualificati pur di uscire dalla depressione, che rischia di perdere l’amore della moglie e che, al contempo, comprende meglio la figlia e il suo compagno, trova continuamente riscontri reali nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soldini riflette sull'equazione tra lavoro e tempo: il lavoro organizza il nostro tempo, se si lavora poco si perde tempo, se si lavora molto si guadagna tempo. Quando il Michele di Albanese perde il lavoro entra perciò in un tempo dell'attesa e dell'introspezione. Incapace di ri-organizzarsi la vita senza i ritmi dell'azienda, il protagonista vive una progressiva perdita di definizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michele appartiene alla borghesia alta e intellettuale, una classe che ha fatto del lavoro la misura di ogni cosa e la fonte della propria identità. Elsa, abituata a riflettersi nel lavoro del marito e a godere del prestigio sociale e delle opportunità (laurearsi e fare senza compenso la restauratrice) della loro condizione, trova uno, due, tre lavori per provare a rientrare nella "normalità" da cui sono usciti. I due protagonisti sono avvolti da un velo di sofferenza non detta, da una cortina impenetrabile che rende inutile qualsiasi contatto umano.&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Capiranno insieme, distesi a contemplare l'affresco del Boniforti, che è l'amore (e non il lavoro) a "produrre" valore e realizzazione personale.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-5417981861388393942?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cinemaroma/200710articoli/26921girata.asp' title='la coppia del terzo millennio'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/5417981861388393942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=5417981861388393942&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5417981861388393942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/5417981861388393942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/la-coppia-del-terzo-millennio.html' title='la coppia del terzo millennio'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_uSHIKoCDy5I/RyFb_gZJSXI/AAAAAAAAAOk/2geuATCpsiA/s72-c/8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-1611875209372741977</id><published>2007-10-25T19:17:00.000Z</published><updated>2007-10-25T19:17:17.912Z</updated><title type='text'>Lo stato-barzelletta</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/"&gt;Blog di Beppe Grillo&lt;/a&gt;: "Il mondo ride di noi. Il Times in un articolo dal titolo: '"&lt;a href="http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/20071025-Times-Levi-Prodi-assalto-geriatrico-bloggers-italiani.asp" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Assalto geriatrico ai bloggers italiani&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;"' ci definisce come: 'una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati'."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente della Repubblica &lt;strong&gt;Giorgio Napolitano&lt;/strong&gt; ha affermato che l' inchiesta &lt;strong&gt;Why Not&lt;/strong&gt; deve andare avanti. &lt;strong&gt;Romano Prodi&lt;/strong&gt;, presidente del Consiglio indagato, ha dato piena fiducia alla magistratura e elogiato Mastella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il &lt;strong&gt;22/10&lt;/strong&gt; è saltato l’interrogatorio del &lt;strong&gt;supertestimone Giuseppe Tursi Prato&lt;/strong&gt;, ex assessore socialista in carcere per concussione (che ha fornito informazioni su Mastella, Prodi e altri) e che &lt;a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/10/22/de-magistris-cede-linchiesta-che-scotta-e-il-testimone-non-parla-piu/" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;non vuole più parlare&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; (lo capisco)&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Caterina Merante&lt;/strong&gt;, la testimone chiave dell’inchiesta, e la sua famiglia, sono sottoposte a &lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_70734311.html" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;continue minacce&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mastella&lt;/strong&gt; ha dichiarato prima di ottenere la fiducia di Prodi in Consiglio dei ministri: “Voglio proprio vedere come fa Prodi ad accettare le mie dimissioni. Un minuto dopo dovrebbe dimettersi anche lui, dal momento che è indagato come me dalla Procura di Catanzaro...” (Corriere della Sera 24/10/2007).&lt;br /&gt;L’uomo è un &lt;strong&gt;mito&lt;/strong&gt;. Ha polverizzato tutti i suoi cloni on line con un &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/immagini/Comunicato_min_Giustizia.pdf" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;comunicato stampa ufficiale&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; del Ministero della Giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;Come il mondo vede l’Italia&lt;/h2&gt;   &lt;h1&gt;Times: “La Levi Prodi è un assalto geriatrico ai bloggers italiani”&lt;/h1&gt;   &lt;h3&gt;Grillo “crociato”, Prodi “arzillo sessantottenne”: in Italia governano “nonni”&lt;/h3&gt;&lt;strong&gt;Levi&lt;/strong&gt; non molla. Ha infatti &lt;a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;amp;cod=6339&amp;amp;numero=907" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;modificato l'articolo 7&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; della Levi-Prodi con un comma aggiuntivo invece di cancellare l'articolo. Ecco il &lt;strong&gt;comma&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;"Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro".&lt;br /&gt;Cosa si intende per &lt;strong&gt;organizzazione imprenditoriale del lavoro&lt;/strong&gt;? Chi propone pubblicità dal suo sito, come ad esempio Google AdSense, ricade in questo caso? Chi vende un prodotto on line è un imprenditore del lavoro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ per questo che anche uno dei quotidiani più famosi al mondo ha deciso di occuparsi  dell’argomento e dall’articolo di ieri l’Italia non esce bene: “Considerando gli  standard del G8, l’Italia è un Paese strano – si legge – Per farla semplice, è una  nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli  altri non contano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’intento della proposta di legge, come è stato scritto quando è passata al  vaglio del Consiglio dei Ministri, sarebbe quello di mettere il bavaglio ai bloggers,  che ormai rappresentano un vero guaio per quelli che sono al potere”, continua l’articolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così il Times continua, dipingendo Prodi come un “arzillo sessantottenne” che  ha battuto un Berlusconi settantunenne alle ultime elezioni, mentre a Napolitano  (82 anni) ne aveva già 20 quando i tedeschi si sono arresi alla fine della seconda  guerra mondiale.&lt;br /&gt;Secondo il Times, il governo italiano “non sembra capace di adattarsi al mondo moderno”  e la spiegazione è semplice: “Anche il vostro Paese funzionerebbe in questo modo  se i vostri nonni fossero in carica”, sostiene l’articolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-1611875209372741977?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.beppegrillo.it/' title='Lo stato-barzelletta'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/1611875209372741977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=1611875209372741977&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1611875209372741977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1611875209372741977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/lo-stato-barzelletta.html' title='Lo stato-barzelletta'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-1304102410100920905</id><published>2007-10-24T11:20:00.000Z</published><updated>2007-10-26T09:58:25.998Z</updated><title type='text'>Eurabia-Italia. Un milione di minori extracomunitari.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200710articoli/26951girata.asp"&gt;Il baby-boom degli stranieri - LASTAMPA.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="sezione"&gt;GIORDANO STABILE&lt;/div&gt; &lt;div class="articologirata"&gt;TORINO&lt;br /&gt;Una città come Torino che aumenta al ritmo del 10 per all’anno, sempre più integrata nel nostro paese e con aspettative crescenti. Sono i «figli degli immigrati», cittadini stranieri per la maggior parte, ma anche nuovi italiani figli di coppie miste oppure naturalizzati. Saranno loro il nuovo volto dello «straniero» nel nostro Paese, più simile al nostro, forse più facile da accettare, ma con bisogni - prima di tutto scuola e formazione - che dovremo trovare il modo di garantire. Una ricerca della Fondazione Giovanni Agnelli, presentata ieri al Melting Box di Torino, ha calcolato che questa fetta d’Italia toccherà quota un milione all’inizio del 2008, con tre anni di anticipo rispetto a quanto previsto nel 2005. Il primo gennaio del 2007 i «figli degli immigrati» erano 900mila, e per effetto dei ricongiungimenti familiari e delle nascite, varcheranno tra pochi mesi la soglia mediatica del milione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Abbiamo messo a confronto i dati nazionali Istat e quelli di comuni che includevano anche i figli di coppie miste e gli stranieri naturalizzati - spiega Stefano Molina, dirigente di ricerca della Fondazione -. E abbiamo visto il rapporto tra i figli di stranieri e il numero complessivo di “figli di immigrati” è di uno a 2,25. Considerato che i figli di stranieri sono circa 400mila, il numero complessivo dei secondi era intorno ai 900mila all’inizio dell’anno. Con i ritmi attuali, supereranno il milione nel 2008 e non nel 2011 come pensavamo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il fattore che ha fatto cambiare i calcoli è stata la grande regolarizzazione del 2002-2003, che ha dato stabilità giuridica, e di conseguenza un lavoro e una casa più sicuri, a migliaia di famiglie. &lt;/span&gt;«È stato uno choc che ha avuto conseguenze interessanti e anche paradossali - continua Molina -. Per esempio &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il numeri di figli di per donna di molte comunità immigrate è più alto in Italia che nel Paese di origine, quando ci si aspetterebbe il contrario. Ma è facile che una coppia che ha atteso la regolarizzazione per molto tempo decida di avere figli subito dopo aver stabilizzato la sua condizione&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo fattore, il rapido aumento dei flussi migratori dai nuovi Paesi dell’Unione Europea, soprattutto Romania. I residenti stranieri al primo gennaio 2007 erano 2.938.922, con un più 10,1% rispetto al 2006. Nell’ultimo anno però, la crescita nel complesso è dovuta soprattutto all’aumento dei nati da genitori stranieri: 57mila. Le stime della Fondazione Agnelli considerano i nati in Italia da genitori stranieri - seconde generazioni in senso stretto - e le cosiddette generazioni frazionali: la generazione 1,75 (giovani nati all’estero e immigrati in Italia tra 0 e 5 anni), la generazione 1,5 (immigrati tra i 6 e i 12 anni) e la generazione 1,25 (immigrati tra i 13 e i 17 anni). «Oggi in Italia - precisa Molina -, sono prevalenti gli ultimi due gruppi, ragazzi che hanno cominciato la scuola nel Paese d’origine, con difficoltà peculiari, prima di tutto l’apprendimento dell’italiano».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un problema che sta mettendo in crisi parecchie scuole, soprattutto al Nord, ma che sarà presto sorpassato da altri, anche più complessi. &lt;/span&gt;È destinata a crescere la percentuale di figli di stranieri nati e scolarizzati in Italia, con aspettative simili a quelle dei coetanei italiani; difficilmente accetteranno un ruolo subalterno come quello destinato alla maggior parte dei loro genitori. «Sarebbe un errore considerare le loro aspettative come quelli degli immigrati di prima generazione - osserva Marco Demarie, direttore della Fondazione -. Se vogliamo che da loro vengano energie e risorse preziose, dovremo considerarli alla pari di tutti gli altri».&lt;br /&gt;-----------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La famiglia media italiana va a puttane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                          &lt;h1&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;b&gt;Torino, disoccupato, sbattuto fuori di casa tenta il suicidio perche' non vede la&lt;br /&gt;figlia.&lt;/b&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;                                                    &lt;br /&gt;                &lt;!-- inizio TESTO --&gt;                                                         &lt;b&gt;TORINO&lt;/b&gt; - Separato dalla moglie, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;disoccupato, senza fissa dimora, senza i soldi&lt;/span&gt; per fare un regalo alla figlia, che compirà gli anni tra pochi giorni. Per tutti questi motivi un uomo di 39 anni ha tentato il suicidio ieri sera: è stato salvato dall'intervento della polizia, avvertita da un'operatrice di Telefono Amico.&lt;br /&gt;                             &lt;br /&gt;                                              &lt;b&gt;La storia. &lt;/b&gt;Ieri, verso le 18, l'uomo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;originario di Foggia e residente a Torino&lt;/span&gt;, ha mandato un disperato sms al numero dell'associazione. Una operatrice di Telefono amico, allarmata dal messaggio, ha subito chiesto aiuto al 113. La polizia è intervenuta chiamando quel numero di cellulare, cui però ha risposto la moglie dell'uomo: "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ci siamo separati da poco&lt;/span&gt; - ha spiegato la donna - è depresso e beve, ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sopratutto è distrutto perché non vede la bambina". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                             &lt;br /&gt;Gli agenti hanno chiesto alla moglie il numero di telefono dell'ex marito e lo hanno chiamato per dargli un appuntamento alla Gran Madre, ma di fronte alla chiesa non l'hanno trovato. L'uomo era sul ponte vicino, guardava le acque del fiume e piangeva disperato. La polizia si è avvicinata con calma, ha ascoltato la sua storia e lo ha accompagnato in un bar a bere qualcosa di caldo. Subito dopo sono scattati i soccorsi del 118.&lt;br /&gt;                             &lt;br /&gt;Non c'è stato bisogno di ricovero perché l'uomo si è fatto visitare spontaneamente da uno psichiatra, accettando di ricevere le cure del caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ci faceva un Italiano senza lavoro in mezzo a una strada? Il lavavetri?&lt;br /&gt;Perche' non vede la bambina? Chi/cosa gli impediva di stare con la bambina?&lt;br /&gt;Perche' non aveva un posto dove vivere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali piani hanno le istituzioni? Deve suicidarsi la popolazione italiana per fare posto?&lt;br /&gt;E' un nazismo buonista?&lt;br /&gt;-------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/regalo-suicidio/parla-disoccupato/parla-disoccupato.html"&gt;&lt;br /&gt;http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/regalo-suicidio/parla-disoccupato/parla-disoccupato.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" class="strPlayer" id="flashplayerObj" align="middle" height="410" width="500"&gt; &lt;param name="allowScriptAccess" value="sameDomain"&gt; &lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt; &lt;param name="wmode" value="transparent"&gt; &lt;param name="movie" value="http://tv.repubblica.it/flashplayer/player_embed.swf"&gt; &lt;param name="quality" value="high"&gt; &lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt; &lt;param name="flashvars" value="autostart=false&amp;amp;strip=0&amp;amp;logo=1&amp;amp;image=&amp;amp;repeat=false&amp;amp;file=repubblicatv/file/2007/suicida241007.flv&amp;amp;videoTitle=Aspirante suicida: la confessione&amp;amp;fsType=fl"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://tv.repubblica.it/flashplayer/player_embed.swf" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" class="class=" strplayer="" name="flashplayerObj" wmode="transparent" allowscriptaccess="sameDomain" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" flashvars="autostart=false&amp;amp;strip=0&amp;amp;logo=1&amp;amp;repeat=false&amp;amp;image=&amp;amp;file=repubblicatv/file/2007/suicida241007.flv&amp;amp;videoTitle=Aspirante suicida: la confessione&amp;amp;fsType=fl" align="middle" height="410" width="500"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 class="storytitle" id="post-147"&gt; &lt;a set="yes" linkindex="1" href="http://maschiselvatici.blogsome.com/2007/10/25/disoccupato-tenta-il-suicidio-non-aveva-i-soldi-per-il-regalo-alla-figlia/" rel="bookmark" title="Permanent Link: Disoccupato tenta il suicidio. Non aveva i soldi per il regalo alla figlia"&gt;Disoccupato tenta il suicidio. Non aveva i soldi per il regalo alla figlia&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;  &lt;div class="storycontent"&gt;          &lt;p&gt;di Armando Ermini&lt;br /&gt;E’ la storia, tristissima, riportata dai giornali. Un trentanovenne foggiano con residenza a Torino, si è trovato all’improvviso senza più nulla della sua vita. Separato da poco e quindi senza casa, senza possibilità di vedere la figlia, disoccupato (e chissà che ciò non abbia influito sulla separazione) e senza soldi in tasca, neanche per un regalo alla bambina che compiva gli anni. Disperato insomma. Ha mandato un sms a Telefono Amico che con l’aiuto della polizia è riuscita a sventare il tentativo di suicidio che l’uomo stava mettendo in atto. La cronaca ci dice che gli agenti gli avevano dato appuntamento di fronte alla chiesa della Gran Madre (coincidenza significativa) ma che lo hanno trovato piangente su un vicino ponte. Ora è in cura psichiatrica.&lt;br /&gt;Ma non è la psichiatria a poterlo aiutare per davvero, se non per lenire sul momento la sua disperazione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ormai troppi maschi e troppi padri si trovano a vivere situazioni simili e non c’è da meravigliarsi se si lasciano andare a gesti estremi, contro se stessi o gli altri.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Esiste una vera emergenza sociale provocata dalla facilità con la quale un uomo ed un padre possono essere spossessati di tutto, affetti e beni materiali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quella che è stata definita con felice quanto triste espressione, la Fabbrica dei divorzi lavora a pieno ritmo. Non esiste crisi economica che tenga. Ma è anche l’ora di smetterla, una volta per tutte, di accusare i maschi di insensibilità e di volontà di potere sulle donne e sui figli. Quale insensibilità? Quella che li fa sentire annientati per non poter provvedere alla famiglia? Quale potere? Quello di essere sbattuti fuori dalla propria casa senza aver nessuna colpa se non quella di non piacere più a Lei? Quello di dover mendicare qualche ora coi figli? &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La verità è che è stata costruita una mostruosa macchina, culturale, mediatica e giuridica, fondata su una menzogna, quella del maschio oppressore, che si autoalimenta e si autoconferma quando qualche disperato, certamente fragile, certamente non giustificabile, perde la testa e si mette a sparare come a Reggio Emilia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di questi fatti portano la responsabilità anche tutti coloro, legislatori, giudici, Associazioni femminili, che quella macchina hanno contribuito a costruire considerando gli uomini in torto a prescindere, ma anche ingannando e deresponsabilizzando tante donne, facendo loro credere di potersi permettere tutto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;------------------------------------------------------------&lt;/p&gt;&lt;div class="dettagliocoldx"&gt;&lt;div class="centrabanner"&gt;&lt;div class="banner"&gt;A due giorni di distanza, ecco un altro caso di tentato suicidio, fortunatamente sventato:&lt;br /&gt;&lt;!------- End of Ad'LINK ADJ Tag - Javascript Format, size : 300x250 ------&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;            &lt;div class="ultimissime"&gt;             &lt;h2&gt;&lt;span&gt;Ultimissime&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h3&gt;TENTA SUICIDIO, AGENTE-PSICOLOGO LO CONVINCE A DESISTERE&lt;/h3&gt;                   &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a linkindex="33" href="http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200710261157-cro-rom1048-art.html"&gt;DENISE: MADRE CHIEDE LEGGE CONTRO SEQUESTRO MINORI&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;           &lt;/div&gt;                &lt;/div&gt;              &lt;p&gt;(AGI) - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Brescia, 25 ott. &lt;/span&gt;- Era stato abbandonato dalla moglie e, la scorsa notte, aveva deciso di farla finita buttandosi da un ponte che sovrasta la tangenziale, all'altezza del casello autostradale di Brescia centro. Un automobilista ha pero' notato l'uomo - un bresciano di 26 anni - che aveva scavalcato il parapetto e stava sul ciglio della strada, cosi' ha chiamato il 113. Sul posto si sono precipitate quindi le Pantere della Volante, oltre ai Vigili del fuoco e al 118. Un agente, sfoderando doti da psicologo, si e' seduto accanto all'aspirante suicida, ha iniziato a parlargli e lo ha convinto a desistere.&lt;br /&gt;   &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-1304102410100920905?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200710articoli/26951girata.asp' title='Eurabia-Italia. Un milione di minori extracomunitari.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/1304102410100920905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=1304102410100920905&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1304102410100920905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1304102410100920905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/eurabia-italia-un-milione-di-minori.html' title='Eurabia-Italia. Un milione di minori extracomunitari.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-6313476490272762232</id><published>2007-10-22T14:22:00.000Z</published><updated>2007-10-22T16:30:31.559Z</updated><title type='text'>Allarme Rosso Trevi. Arte e Censura.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tgcom.mediaset.it/bin/147.%24plit/orig_C_0_articolo_384529_immagine.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.tgcom.mediaset.it/bin/147.%24plit/orig_C_0_articolo_384529_immagine.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=215087"&gt;Cecchini - fontana allarme rosso trevi.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Se fossi stato io continuerei su questa strada, mettendo alla berlina alcuni personaggi, magari versando loro del liquido blu sulla testa". "Chi ha apprezzato il mio gesto è un grande. Tutti mi rifiutano sia a destra che a sinistra. Sono un uomo libero, un artista, un futurista". &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;"Un’azione geniale non c’è alcun atto distruttivo, non c’è dolo, non è stato rovinato nulla. C’è solo un grandissimo rodimento di fondo schiena di molti. Se andiamo nelle periferie, a Centocelle, a Tor bella Monaca della Festa del cinema non gliene frega nulla a nessuno. Il rosso è un segnale di emergenza.&lt;br /&gt;&lt;h3 class="post-title"&gt;&lt;a href="http://ordinegenerale.blogspot.com/2007/10/la-fontana-di-trevi-di-rosso-vestita.html"&gt;      La Fontana di Trevi di rosso vestita l'ho trovata divina&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=4854"&gt;Stop ai motori di ricerca&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Cina blocca da giorni i motori di ricerca americani &lt;i&gt;Google&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Yahoo!&lt;/i&gt; e &lt;a linkindex="7" href="http://www.live.com/" target="_blank"&gt;Live&lt;/a&gt;, il motore di Microsoft, reindirizzando automaticamente gli utenti sul sito del motore cinese &lt;a set="yes" linkindex="8" href="http://www.baidu.com/" target="_blank"&gt;Baidu&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberoblog.libero.it/attualita/bl7494.phtml"&gt;Stop alle pubblicazioni libere&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dice l'articolo 2 del testo di legge: "&lt;em&gt;Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento,che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso&lt;/em&gt;". in termini elementari significa che ogni &lt;a id="edCreatedblog_3" edcreated="1" style="border-bottom: 3px double rgb(0, 128, 0); text-decoration: none; color: rgb(0, 128, 0); cursor: pointer;"&gt;blog&lt;/a&gt; dovrà essere registrato al R.O.C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092383"&gt;Stop al sito Italia.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Molti denari pubblici sono stati &lt;strike&gt;buttati&lt;/strike&gt; impegnati in Italia.it. Del totale di quelli previsti &lt;a set="yes" linkindex="23" href="http://scandaloitaliano.wordpress.com/2007/07/26/un-po-di-luce-sui-conti-di-italiait/" target="_blank"&gt;si parla&lt;/a&gt; di &lt;strong&gt;35,9 milioni di euro&lt;/strong&gt; effettivamente investiti. Un quadro aggravato anche dal fatto che, come ben sanno i lettori di &lt;em&gt;Punto Informatico&lt;/em&gt;, mentre Italia.it veniva costruito, le Regioni, pur coinvolte in Italia.it, &lt;a linkindex="24" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2056741" target="_blank"&gt;sviluppavano&lt;/a&gt; anche un &lt;em&gt;Portale Interregionale&lt;/em&gt; che non solo non ha mai visto la luce ma, nonostante gli stanziamenti (13 milioni di euro), non sembra destinato a vederla mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.iltempo.it/2007/10/22/213272-grande_azienda_italiana_mafia.shtml"&gt;Stop alla piu' grande azienda d'itaglia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La Mafia Spa si conferma la prima azienda italiana con un fatturato che tocca i 90 miliardi di euro, una cifra pari al 7% del Pil nazionale, pari a cinque manovre finanziarie e otto volte il "tesoretto"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_21/di_pietro_mastella_polemica.shtml"&gt;Stop allo statomafia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;stiamo rischiando di mettere in pericolo lo Stato di diritto, come giustamente hanno fatto e fanno osservare oramai molti autorevoli osservatori e la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=1808&amp;amp;Itemid=52"&gt;     Audio intervista a De Magistris&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.agi.it/business/news/200710221319-eco-ren0023-art.html"&gt;Stop alla spesa pubblica oltre 50% del PIL&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Brussels, Oct 22 - Italy had the worst public accounts in the euro zone in 2006, according to Eurostat data on the deficit and public debt of member states last year. In 2006, deficit/GDP reached a record of 4.4 percent in Italy. Among euro currency countries, the second worst place went to Portugal (3.8 percent) and, much further off, were Greece and France with 2.5 percent. The comparison is not the best with regard to public debt, which was of 106.8 percent in Italy last year: the highest in the euro zone but also in the entire European Union. Next was Greece with 95.3 percent and Belgium with 88.2 percent. The most virtuous country in the euro zone is Finland, which had a surplus of 3.8 percent in 2006, while the best country in terms of public debt was Luxembourg, with 6.6 percent.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.avionews.com/index.php?corpo=see_news_home.php&amp;amp;news_id=1081004&amp;amp;pagina_chiamante=index.php"&gt;Stop al volo in Italia del Nord&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;The Italian civil aviation sector is among the most hit in these days by unrest and union protests. Shortly will begin, at 12:00am, lasting until 4:00pm, the strike of the flight controllers of ENAV, the Italian flight assistance society, adhering to to the UGL union. The same ENAV lets know however that the workers who belong to this union are not more than 3 percent of the total. Also today down their tools the flight personnel of Alitalia of the Cisal-Assovolo union, from 10:00am alle 6:00pm. And particularly heavy will be the situation at the airports in Lombardy of Linate and Malpensa, due to the general strike summoned for the air transportation for the entire region from 10:00am to 2:00pm.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-6313476490272762232?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo384529.shtml' title='Allarme Rosso Trevi. Arte e Censura.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/6313476490272762232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=6313476490272762232&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6313476490272762232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6313476490272762232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/allarme-rosso-trevi-arte-e-censura.html' title='Allarme Rosso Trevi. Arte e Censura.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-199794349834781433</id><published>2007-10-21T15:09:00.000Z</published><updated>2007-10-21T15:10:30.933Z</updated><title type='text'>Colpirne uno per educarne cento.</title><content type='html'>due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori. In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo &lt;strong&gt;oltre Gelli&lt;/strong&gt;, oltre la P2. Siamo al &lt;strong&gt;golpe politico-giudiziario&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Per una volta, inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” su Prodi, Mastella &amp;amp; C. al titolare, cioè al pm &lt;strong&gt;Luigi De M&lt;/strong&gt;agistris, è inutile e fuorviante. Meglio andare subito alla sostanza, che è questa: il magistrato che aveva raccolto elementi sufficienti per indagare Mastella per abuso, truffa e finanziamento illecito, cioè riteneva di aver trovato i soldi, &lt;strong&gt;non potrà portare a termine la sua indagine&lt;/strong&gt;, ormai in dirittura d’arrivo. Il fascicolo passerà a un altro magistrato, che impiegherà mesi per studiarsi tutti gli atti. E, se non vorrà fare la fine di De Magistris - attaccato da destra e da sinistra, difeso da nessuno, ispezionato per mesi e mesi, trascinato dinanzi al Csm, proposto per il trasferimento immediato e infine espropriato del suo lavoro - ascolterà l’amorevole consiglio che gli danno il governo e l’opposizione una volta tanto compatte: archiviare tutto, lasciar perdere, voltarsi dall’altra parte.&lt;br /&gt;Checchè se ne dica, questa non è una questione privata fra De Magistris e Mastella. Questa è la &lt;strong&gt;soluzione finale&lt;/strong&gt; dopo vent’anni di &lt;strong&gt;guerra della politica alla Giustizia&lt;/strong&gt;. E’ il coronamento del sogno dei vari Gelli, Craxi e Berlusconi di fermare sul nascere le indagini sul potere. Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mastella e chi gli sta dietro&lt;/strong&gt; hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se &lt;strong&gt;ne chiede il trasferimento &lt;/strong&gt;(del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro &lt;strong&gt;al ministro stesso&lt;/strong&gt;, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui. E, col &lt;strong&gt;gioco delle tre carte&lt;/strong&gt;, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm. Si chiama “guerra preventiva”, e non l’ha neppure inventata Mastella. L’aveva già teorizzata Mao: “&lt;strong&gt;Colpirne uno per educarne cento&lt;/strong&gt;”. Funziona.” &lt;em&gt;&lt;br /&gt;Marco Travaglio&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-199794349834781433?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_soluzione_fi.html#comments' title='Colpirne uno per educarne cento.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/199794349834781433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=199794349834781433&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/199794349834781433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/199794349834781433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/colpirne-uno-per-educarne-cento.html' title='Colpirne uno per educarne cento.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-7360824985470758491</id><published>2007-10-18T14:40:00.000Z</published><updated>2007-10-21T15:11:40.559Z</updated><title type='text'>Evoluzione della famiglia immigrata.</title><content type='html'>Sembrerebbe che la sparatoria in tribunale non sia altro che l'esecuzione di una condanna, per chi aveva osato sfidare le leggi del &lt;a href="http://www.europuglia.it/portal/dmdocuments/ILKANUNOGGI_ciit.pdf"&gt;Kanun.&lt;/a&gt;  Infatti oltre al voler lasciare la propria famiglia, azione osteggiata dalle proprie figlie e praticamente dall'intera comunita' Albanese, potrebbe essere considerato "oltraggioso" il castello infamante di accuse e le modalita' con cui veniva aggredita la figura del padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cose a cui oggi ormai gli italiani non danno peso. La calunnia e la diffamazione sono triste consuetudine dell'intera cultura italiana, dalle veline alla politica. Pero' un tempo anche da noi l'onore e l'onorabilita' erano la cosa piu' importante. Un tempo usava sfidarsi a duello quando la dignita' di una persona veniva infamata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai nostri giorni, gli Albanesi sono ancora tra i pochi a tirare fuori il coltello o la pistola per uno sguardo di troppo, per due parole mal dette in un locale pubblico. Con relativa rappresaglia e mattanza a ripagare l'onore, una parola vuota nella nostra societa' liquida. Non per la loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però attenzione a sottovalutare le trasformazioni delle donne immigrate, sia dal Maghreb che dai Balcani. Esse fanno una vera e propria sfilata quotidiana davanti agli uffici delle case popolari.&lt;br /&gt;Tornano a più riprese: le si vede cambiare da una volta all'altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena immigrate giungono col marito: velo e sguardo basso; parla solo lui.&lt;br /&gt;Tornano l'anno successivo per rinnovare l'istanza: il costo della vita li ha stritolati; lei ha lasciato perdere la cottura della pecora in casa ed è andata alla coop delle pulizie; sono tutte donne,&lt;br /&gt;il marito è tranquillo. Ed è appunto lì l'inghippo: l'indottrinamento delle altre. Se poi ci aggiungiamo la frequentazione del Centro Famiglie (subdola scuola politica dei Servizi Sociali) per imparare l'italiano, il trend si fa a tinte fosche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non di rado al terzo anno vengono da separate. Via il velo. Lieve accento nel dialetto locale. Guardano il  funzionario maschio dritto negli occhi: se e' affabile loro reagiscono sorridendo al limite della civetteria. Non ci saranno i pantaloni a vita bassa ma ci sono mille altri presupposti.&lt;br /&gt;Qualche volta hanno già fatto il pellegrinaggio di rito alla Casa delle Donne: 2-3 mesi lì ed il punteggio per la casa popolare schizza alle stelle. Tutto pianificato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-7360824985470758491?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/7360824985470758491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=7360824985470758491&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7360824985470758491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7360824985470758491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/evoluzione-della-famiglia-immigrata.html' title='Evoluzione della famiglia immigrata.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-8247379344728234041</id><published>2007-10-17T10:50:00.000Z</published><updated>2007-10-21T15:21:28.327Z</updated><title type='text'>separazioni civili.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_72551565.html"&gt;ANSA.it - SPARATORIA IN TRIBUNALE REGGIO EMILIA, 3 MORTI&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sparatoria è scoppiata all'interno del tribunale di Reggio Emilia. Nello scontro a fuoco sarebbero morte tre persone. Si tratterebbe, secondo le prime ricostruzioni, di un albanese, che avrebbe ucciso la moglie e colpito a morte un parente mentre erano in attesa in una sala per partecipare a un'udienza di separazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sparatoria è avvenuta nell'aula delle separazioni civili del tribunale. Due avvocati (tra cui il legale che assisteva la donna) e un poliziotto sono rimasti feriti non gravemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt;DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO&lt;/span&gt;  "indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche,  se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere come ultima istanza,  alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(tratto da &lt;a href="http://comunicazionecondiviso.blogspot.com/"&gt;comunicazione condiviso&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ERA IL PIU' AMOREVOLE E RESPONSABILE DEI PADRI -&lt;br /&gt;LA MOGLIE, FREDDA ED ANAFFETTIVA, LO AVEVA ESASPERATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Il Giornale di Reggio del 19 ottobre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua vita è stata sconvolta da una tragedia tanto più grande di lei.&lt;br /&gt;I parenti la attorniano e scoppiano a piangere. Lei, invece, parla con&lt;br /&gt;una freddezza inimmaginabile per chiunque si trovasse al suo posto, in&lt;br /&gt;quella situazione: tanto più per lei, una ragazzina di sedici anni.&lt;br /&gt;Accoglie i parenti, giunti da tutt'Italia e parla con i giornalisti&lt;br /&gt;della sua storia familiare: lucida e con una grinta da leonessa,&lt;br /&gt;difende la figura del padre omicida. Accanto a lei e ai parenti&lt;br /&gt;albanesi c'è anche il fratello di Clirim Fejzo, che li aiutava dagli&lt;br /&gt;Stati Uniti: veglia su di lei e sulle sue parole, come ha fatto&lt;br /&gt;nell'ultimo anno di difficoltà. Mentre siamo nella loro casa di via&lt;br /&gt;Andreini 11, squilla il cellulare della ragazza. Sono le 14.30, arriva&lt;br /&gt;un'altra drammatica notizia: anche la madre, ricoverata nel reparto di&lt;br /&gt;Rianimazione dell'ospedale Santa Maria Nuova, non ce l'ha fatta. E'&lt;br /&gt;stata dichiarata la morte cerebrale. E' lei stessa ad annunciarlo a&lt;br /&gt;tutti: è la terza vittima di questa tragedia, dopo il padre, freddato&lt;br /&gt;dall'agente di polizia, e lo zio Arjan Demcolli, fratello della&lt;br /&gt;mamma.&lt;br /&gt;Alla figlia, Tisjana Fejzo, si inumidiscono per un attimo gli occhi, e&lt;br /&gt;c'è il tempo per un abbraccio con la cugina: ma le parole di dolore&lt;br /&gt;sono tutte per suo padre, l'omicida che ha sconvolto la vita della sua&lt;br /&gt;famiglia e un intero Paese, sotto i suoi occhi. Tisjana è cresciuta in&lt;br /&gt;fretta: la sorte si è abbattuta su di lei, e sembra non aver paura. Ha&lt;br /&gt;perso un anno di scuola all'istituto Levi-Scaruffi e ora sta lavorando&lt;br /&gt;da Viola parrucchieri, a San Prospero. La sorella minore, di 12 anni,&lt;br /&gt;è ora ospitata dalla Casa delle donne: sottratta allo strazio del via&lt;br /&gt;vai dei parenti.&lt;br /&gt;«Mio padre è sempre stato un uomo tranquillo e sereno: andava&lt;br /&gt;d'accordo con tutti e per noi figlie ha fatto tantissimi sacrifici -&lt;br /&gt;lo ricorda la figlia - a differenza di nostra madre: lei nell'ultimo&lt;br /&gt;anno ci aveva abbandonato quattro volte. La prima volta era stata&lt;br /&gt;ospitata dal fratello morto, la seconda era andata ancora da Arjan che&lt;br /&gt;però non se la sentiva più di ospitarla, e così si era trasferita&lt;br /&gt;dall'altro fratello Valmir. Poi è ritornata, ma poco dopo si è&lt;br /&gt;trasferita di nuovo da Valmir. Mio padre la accettava sempre,&lt;br /&gt;l'avrebbe sempre accettata. L'ultima volta, era l'11 novembre 2006, se&lt;br /&gt;n'è andata per sempre».&lt;br /&gt;Cosa può dire la figlia dei tormentati rapporti tra i genitori? «Sono&lt;br /&gt;scoppiati quando mio padre le ha chiesto di tornare in Albania perché&lt;br /&gt;sua sorella era morta. Lei non voleva affatto, e da allora non&lt;br /&gt;facevano altro che litigare. Lui voleva ottenere la separazione in&lt;br /&gt;Albania, dove ci sono alcuni beni di famiglia, lei non voleva e lo ha&lt;br /&gt;minacciato più volte. Mia madre non aveva mai parlato con noi di ciò&lt;br /&gt;che accadeva tra loro. Io le avevo detto di separarsi con le buone,&lt;br /&gt;lei diceva "Vediamo". Non ho mai sentito mio padre minacciarla, e a&lt;br /&gt;noi non ha mai fatto del male: per noi si faceva in quattro».&lt;br /&gt;Le due figlie avevano chiesto di stare con il padre: «Sapevamo che&lt;br /&gt;aveva ragione: faceva l'artigiano, ha fatto di tutto per non farci&lt;br /&gt;mancare niente, mentre nostra madre parlava solo dei soldi che lui le&lt;br /&gt;doveva - continua la maggiore - lui ha chiesto più volte aiuto alle&lt;br /&gt;forze dell'ordine e ai servizi sociali, ma non l'hanno aiutato. Voleva&lt;br /&gt;rivedere mia madre, sapevo che aveva chiesto degli incontri anche&lt;br /&gt;tramite l'avvocato, ma non ha mai avuto risposta. Non ne poteva più».&lt;br /&gt;La goccia tre giorni fa: «Mia madre è andata a prendere a scuola mia&lt;br /&gt;sorella, ma mio padre non è stato avvisato: se l'è trovata davanti e&lt;br /&gt;hanno litigato. Tre volte sono andata a trovarla alla Casa delle&lt;br /&gt;donne, ma mi ha liquidata in poco tempo: l'ultima volta mi ha detto di&lt;br /&gt;farmi la mia vita, mi trattava come se non fossi più sua figlia».&lt;br /&gt;Fino al dramma in tribunale: «Mio padre era tranquillo, ero seduta&lt;br /&gt;accanto a lui. Poi ricordo solo una scena: il poliziotto che ha&lt;br /&gt;ricaricato la pistola. Mio padre ci ha fatto del bene, ed è scoppiato&lt;br /&gt;perché non ne poteva più. Ha chiesto aiuto e non lo hanno ascoltato.&lt;br /&gt;Nonostante tutto non posso dimenticarlo».&lt;br /&gt;--------------------------------&lt;br /&gt;&lt;h3 class="blu"&gt;R.Emilia, la storia di Klirim e Vjosa &lt;/h3&gt;&lt;p&gt;La storia tra l'albanese che ha fatto fuoco al tribunale di Reggio Emilia e sua moglie era iniziata tanti anni fa. Klirim Fejzo e Vyosa Demcolli, infatti  si conoscevano da bambini quando con i loro coetanei giocavano nelle stradine del piccolo paese di Sukth, ad una decina di chilometri da Durazzo. Divenuti adolescenti quell'amicizia si è trasformata in amore. E così i due si sono sposati, e insieme hanno tentato l'aventura in Italia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Inizialmente sono andati a vivere in una casa che lui si è fatto costruire quasi attigua a quella della famiglia di lei. E sempre insieme una decina di anni fa si sono lasciati tentare dall'avventura italiana, dove vivevano tutti e quattro i fratelli di Vjosa. Quel sogno si è drammaticamente infranto nel palazzo di giustizia di Reggio Emilia nel giorno in cui la giustizia avrebbe dovuto sancire la fine di quell'amore. Dapprima incredulità, poi sgomento. Sono le reazioni di coloro che conoscevano bene Clirim, Vjosa e Arjan (il fratello della donna ucciso anch'egli a Reggio Emilia) nell'apprendere la notizia della tragedia giunta nel primo pomeriggio dall'Italia. Tre persone conosciute come grandi lavoratori, Clirim anche come ''un bravissimo ragazzo''.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A Sukth vive, sola, Dituri Demcolli, 57 anni, pensionata, la mamma di Vjosa e Arjan. Un parente, Servet Perfundi, le ha raccontato una pietosa bugia: ''Vjosa e Arjan sono rimasti feriti in circostanze non ancora ben chiare, e sono entrambi in ospedale". "Adesso - racconta al microfono di una televisione albanese, dove la strage di Reggio Emilia è in copertina così come nei media di tutto il Paese - bisognerà trovare il coraggio di dirle la verità". E poi - conclude Perfundi - dovremo aspettare l'arrivo delle salme e organizzare i funerali''.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Clirim Fejzo è stato a Sukth nello scorso agosto e ha dormito nella sua casa che non ha mai voluto affittare nonostante da dieci anni risiedesse in Italia. Era molto legato a quella piccola abitazione - affermano in paese - dove probabilmente cercava ancora di ritrovare l'essenza di un amore irrimediabilmente perso. ''Li conoscevo entrambi - dice con commozione Edison Maraje, ricordando Clirim e Vjosa - lui era una persona molto tranquilla, un bravissimo ragazzo che non ha mai fatto del male a nessuno. Chissà cosa gli è passato per la testa perché si armasse e facesse una strage".&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo384006.shtml"&gt;http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo384006.shtml&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;-----------------------------------------------------&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ha atteso l'arrivo in tribunale della moglie e delle due figlie. Appena entrate ha fatto fuoco almeno una trentina di volte, ha detto un testimone. Klirim Fejzo ha puntato l'arma alla testa della moglie, Vyosa Demcolli (ora in morte cerebrale al Santa Maria Nuova). Poi ha freddato il cognato, Arjan Demcolli, che aveva tentato di disarmarlo. E' questa la ricostruzione fatta dagli investigatori della sparatoria in tribunale di Reggio Emilia: l'uomo a quel punto ha fatto fuoco contro chi gli era intorno, compresi i suoi avvocati, ferendo due poliziotti, l'avvocatessa della coniuge e un'altra persona, non è ancora chiaro se un avvocato o un dipendente giudiziario. Poi&lt;br /&gt;è stato ucciso appena varcata la soglia dell'aula dell'udienza per le separazioni civili. L'uomo, da una decina d'anni in Italia, da sette a Reggio Emilia, era considerato a rischio per storie di violenze e percosse in famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questi motivi la moglie da un anno era ospite della Casa delle Donne, gestita dall'associazione "Non da sola", di cui la sua legale, &lt;a href="http://www.forumdonnegiuriste.it/curriculum.php?pid=5"&gt;Giovanna Fava&lt;/a&gt;, è una dirigente. L'avvocatessa, ferita lievemente a una spalla, ha voluto lasciare l'ospedale per tornare a rendersi conto di ciò che è&lt;br /&gt;successo in una sorta di storia di morte annunciata. Decine le persone che hanno assistito alla scena e hanno riportato choc. Sembra che il rapporto tra i due coniugi fosse ulteriormente deteriorato per la questione dell'affidamento delle figlie e che il motivo scatenante sia stata una&lt;br /&gt;visita a sorpresa ieri a una di loro: l'uomo sarebbe andata a prenderla a scuola senza avvertire e ci sarebbe stato l'ennesimo alterco con la moglie.&lt;/p&gt;---------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ASSOCIAZIONE NONDASOLA &lt;/strong&gt; è nata nel 1995 per volontà di un gruppo di donne che, diverse per esperienze personali, culturali, politiche, hanno trovato forti motivazioni comuni ad approfondire la riflessione sulla violenza alle donne, sulle sue radici, sui modi di contrastarla.                             &lt;p align="justify"&gt;&lt;span&gt;La nostra lettura del fenomeno della violenza alle donne si fonda sul dato, registrato ormai da tutte le statistiche, che sono gli uomini ad agire la violenza contro le donne: &lt;strong&gt;la violenza è dunque violenza di genere&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://www.nondasola.it/" target="_blank" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)"&gt;http://www.nondasola.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.campagnadelfioccoblu.com/"&gt;Contro la guerra di genere&lt;/a&gt; e contro tutte le violenze, serve educazione al controllo di se e sostegno quando esistono disagi. La violenza e' sempre da condannare, salvo per autodifesa.&lt;br /&gt;Non si educa con la violenza, violando le emozioni si fa solo del male. Solo la forza dell'amore, l'aiuto e il dialogo curano la violenza. Non l'emarginazione e la radicalizzazione del conflitto, soprattutto quando viene stereotipato con schemi generalizzanti che si prestano a manipolazioni. Sono cose note da 2000 anni che non vanno dimenticate.&lt;br /&gt;In questi casi ci vuole terapia intensiva e prevenzione. La giustizia non e' vendetta.&lt;br /&gt;------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.ansa.it/webimages/mida/medium/8/87712b0a9edd037624ecc69a05f1b911.jpg" class="section_image_not" align="left" border="0" hspace="10" /&gt;IL FEMMINISMO FA BENE AI RAPPORTI DI COPPIA  ROMA - Femminismo e romanticismo vanno d'accordo, tanto da rendere le donne che si definiscono tali le migliori candidate a rapporti di coppia stabili e appaganti. Lo ha dimostrato uno studio dell'università americana di Rutgers, pubblicato dalla rivista tedesca Sex Roles, secondo cui sia le donne che si autodefiniscono femministe sia i loro partner hanno relazioni migliori.&lt;br /&gt;:))))))))))))))))))))))))))))))))))&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&amp;amp;friendid=89300656"&gt;BUON ASCOLTO AI BENPENSANTI&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-8247379344728234041?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/8247379344728234041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=8247379344728234041&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/8247379344728234041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/8247379344728234041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/separazioni-civili.html' title='separazioni civili.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-9079029921112809989</id><published>2007-10-15T02:50:00.000Z</published><updated>2007-10-15T03:24:13.841Z</updated><title type='text'>The Last Days of Europe di Walter Laqueur</title><content type='html'>&lt;a href="http://filoapiombo.blogspot.com/2007/10/lepitaffio-per-leuropa-di-walter.html#cooliris"&gt;Il Filo a Piombo: L'epitaffio per l'Europa di Walter Laqueur&lt;/a&gt;: "The Last Days of Europe"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Guglielmo Piombini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La denatalità associata all’immigrazione fuori controllo potrebbe segnare la fine della civiltà europea, avverte lo storico Walter Laqueur, autore di fondamentali studi sull’Europa del dopoguerra, l’antisemitismo e il terrorismo, nel suo nuovo libro &lt;i&gt;The Last Days of Europe: Epitaph for an Old Continent.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;All’inizio del nuovo millennio gli intellettuali più ascoltati indicavano nell’Europa la potenza guida del XXI secolo. L’Unione Europea, secondo questa visione, avrebbe assunto la leadership mondiale non con la forza militare, ma grazie al “potere trasformativo” del suo superiore sistema sociale, che il resto del mondo avrebbe imitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Walter Laqueur si chiede come siano potute nascere quelle allucinazioni. Col passar del tempo il welfare state europeo è diventato sempre più costoso, la tassazione sempre più elevata, l’economia sempre più regolamentata. L’invecchiamento della popolazione e il calo della forza-lavoro giovanile suonano come una condanna a morte per il gravoso sistema assistenziale europeo. Oggi appare chiaro che l’Europa non ha alcuna possibilità di competere con gli Stati Uniti sul piano economico o geopolitico, e che fatica persino a reggere la concorrenza della Cina e dell’India.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin dalla fine degli anni Ottanta gli esperti in demografia, come i francesi Alfred Sauvy e Jean-Claude Chesnais o il tedesco Herwig Birg, avevano suonato l’allarme, spiegando che l’Europa non stava riproducendosi a sufficienza. I loro avvertimenti però non vennero mai presi seriamente in considerazione dalle classi politiche, perché gli effetti negativi del calo demografico si sentono nel lungo periodo, ma gli uomini politici raramente guardano al di là dei quattro o cinque anni che li separano dalle elezioni successive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al calo delle nascite si aggiunge l’arrivo di una massiccia immigrazione che sta cambiando il volto del paesaggio urbano. Anche in passato nelle città europee c’erano delle zone abitate da ebrei o da lavoratori ospiti. Gli immigrati di un tempo però si contavano in qualche decina di migliaia, non in milioni di persone. Non usufruivano come oggi di generosi sussidi e servizi sociali, e per questa ragione facevano ogni sforzo per integrarsi nella società ospitante. Adesso invece molti immigrati, soprattutto musulmani, si auto-segregano volontariamente in comunità separate, e non socializzano con i vicini tedeschi, inglesi o francesi. I predicatori gli insegnano che i loro valori e le loro tradizioni sono di gran lunga superiori a quelli degli infedeli, e che ogni contatto con loro è indesiderabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli europei cresce il timore di ritrovarsi stranieri nella propria terra, e che ormai sia troppo tardi per fermare questo processo. Già nel 2004 a Bruxelles più del 55 per cento dei neonati erano figli di immigrati; nella regione tedesca della Ruhr entro pochi anni più della metà delle classi d’età sotto i trent’anni saranno di origine etnica non tedesca; fra cinquant’anni gli Stati Uniti avranno più di 400 milioni di abitanti, mentre la popolazione dell’Unione Europea potrebbe essere meno numerosa di quella del Pakistan o della Nigeria. Chi lavorerà nelle fabbriche dell’Europa priva della sua gioventù? Chi servirà negli eserciti europei, gli ultraquarantenni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La spiacevole verità, scrive Laqueur, è che l’Europa non sta diventando una superpotenza, ma si trova nel bel mezzo di una crisi esistenziale. La posta in gioco non è il ruolo egemonico mondiale, ma la sopravvivenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-9079029921112809989?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://filoapiombo.blogspot.com/2007/10/lepitaffio-per-leuropa-di-walter.html#cooliris' title='The Last Days of Europe di Walter Laqueur'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/9079029921112809989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=9079029921112809989&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/9079029921112809989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/9079029921112809989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/last-days-of-europe-di-walter-laqueur.html' title='The Last Days of Europe di Walter Laqueur'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-2715541972490774384</id><published>2007-10-14T15:37:00.000Z</published><updated>2007-10-14T15:39:24.062Z</updated><title type='text'>We the People</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2007/10/cantare_e_rivol/index.html"&gt;Blog di Beppe Grillo&lt;/a&gt;: "Noi siamo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un'unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l'ora suonò.”"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-2715541972490774384?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.beppegrillo.it/2007/10/cantare_e_rivol/index.html' title='We the People'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/2715541972490774384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=2715541972490774384&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/2715541972490774384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/2715541972490774384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/we-people.html' title='We the People'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-8201394167895764127</id><published>2007-10-13T01:27:00.000Z</published><updated>2007-10-13T01:27:54.878Z</updated><title type='text'>Comma 22 delle separazioni. Se non  trovate accordo e' meglio trovare un accordo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://blog.solignani.it/2007/10/09/a-chi-spetta-la-casa-coniugale-in-caso-di-separazione/#cooliris"&gt;a chi spetta la casa coniugale in caso di separazione? « tiziano solignani&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sicuramente, nel caso in cui sia una separazione consensuale i due coniugi possono accordarsi affinchè la moglie vada a vivere nell’appartamento di sua proprietà e Angelo le passi un assegno di mantenimento mensile. Oppure, possono stabilire che la moglie vivrà nella casa coniugale e affitterà l’altro immobile di sua proprietà cossichè da non incidere economicamente sul marito.  Queste sono solo due possibili soluzioni consensuali, ma molte altre se ne possono trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso in cui, invece, la separazione fosse giudiziale, il Giudice potrebbe senz’altro decidere di assegnare la casa coniugale alla moglie di Angelo e obbligare quest’ultimo a versare un assegno alla moglie.  Consiglio, pertanto, ad Angelo di trovare un accordo con la moglie in merito alle condizioni di separazione anche perchè una causa di separazione giudiziale potrebbe andare avanti per diversi anni con conseguente dispendio di tempo e denaro."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-8201394167895764127?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://blog.solignani.it/2007/10/09/a-chi-spetta-la-casa-coniugale-in-caso-di-separazione/#cooliris' title='Comma 22 delle separazioni. Se non  trovate accordo e&apos; meglio trovare un accordo.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/8201394167895764127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=8201394167895764127&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/8201394167895764127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/8201394167895764127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/comma-22-delle-separazioni-se-non.html' title='Comma 22 delle separazioni. Se non  trovate accordo e&apos; meglio trovare un accordo.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-7319294073486097731</id><published>2007-10-11T22:59:00.000Z</published><updated>2007-10-15T03:20:30.033Z</updated><title type='text'>gli uomini sardi seviziano le fidanzate</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.unionesarda.it/DettaglioSardegna/?contentId=14465"&gt;Sevizia la fidanzata, è sardo: "Naturale che si comporti così"&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Menzogne, menzogne, menzogne. Quanto tempo durerà ancora? Perché non posso essere felice, godere la vita? Dio, tu sei l'unico testimone che io non ho dormito con lui. Devo mentire perché altrimenti mi picchia di nuovo. E ancora questa merda che ho provato. Era terribile. Non vorrei provare droghe per tutta la vita. La cosa peggiore è che soffro ogni giorno. Mi si rimprovera ciò che non è successo. Questa è la cosa più terribile. Qualche volta mi domando perché ho mentito così. La risposta è semplicissima: per paura di essere picchiata di nuovo. Quanto ha fatto a me e al mio corpo era terribile. Quante notte insonni, quanto dolore sofferto. Aiutami, Dio ti prego. Aiuta la nostra relazione, io lo amo e potrei perdonargli tutto. Dio aiutami a rimettermi in piedi. Del resto oggi sono 5 mesi che stiamo insieme. E il mio corpo, il cuore, appartiene solo a lui ."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era convinto che la sua fidanzata lo tradisse. Non era vero ma, nel tentativo di estorcerle la confessione, per tre interminabili settimane l'ha segregata per usarle violenze e umiliazioni di ogni tipo. Dopo averla immobilizzata al letto con le manette l'ha picchiata, le ha spento le sigarette sulle parti intime, l'ha costretta a fare sesso in tre, bere aceto, iniettarsi eroina. E ancora non bastava: l'ha spogliata, le ha urinato addosso, e l'ha fotografata. È successo lo scorso anno, in Germania, a Stadthagen, dove un 29enne cagliaritano, Maurizio Pusceddu, lavorava come cameriere in gelateria e, fra mance e stipendio, guadagnava 3.500 euro netti al mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza, lituana, lo ha denunciato e l'ex fidanzato (difeso dall'avvocato Annamaria Busia) è stato condannato dal Tribunale di Buckeburg a sei anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un'attenuante sorprendente: bisogna tener conto di come in Sardegna si sviluppano i rapporti tra uomo e donna. Leggere la sentenza per credere: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;«Si deve tener conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. È un sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Passi la considerazione che l'imputato, italiano, «deve vivere separato dalla sua famiglia e dalla sua cerchia di amici in patria», e pure che «i reati sono stati un efflusso di un esagerato pensiero di gelosia», ma l'impronta etnico-culturale è davvero troppo. Anche perché lo stesso Tribunale tedesco poche righe più sotto scrive che l'imputato «ha pianificato e agito in modo straordinariamente spietato, ha vissuto fino in fondo le sue tendenze sadiche, ha tormentato la fidanzata per tre settimane, oltre alle lesioni personali e alle violenze carnali l'ha privata della sua dignità orinando su di lei, non ha esitato neppure a fotografare il risultato dei suoi maltrattamenti». Però: l'impronta culturale in Sardegna è quella. Dunque: se anche stupra, picchia, umilia, droga, deride, fotografa merita un'attenuante che l'avvocato Busia si è guardato bene dal chiedere. Era geloso, ha esagerato ma, suvvia, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non è tutta colpa sua. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice ripercorre la vita di Pusceddu senza sconti: 29 anni, figlio di una coppia che gestisce un ristorante a Cagliari, consumatore di hascisc, cocaina ed eroina. Aveva conosciuto la ragazza lituana in un ristorante greco, sempre in Germania. Era il Natale 2004, si era innamorato e subito era andato a vivere con lei. Le aveva chiesto di lasciare il lavoro ed era stato accontentato. Poi, improvvisa, quella gelosia accecante per un suo collega cameriere e l'inizio, per la donna, di tre settimane da incubo: la porta di casa chiusa a chiave, il tentativo della ragazza di scappare calandosi dalla finestra con le lenzuola, le notti al freddo nuda sul pavimento con le finestre aperte, il coltellino a scalfire le bruciature appena provocate con la sigaretta, l'aceto sulle ferite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come prendersela con un giudice razzista-buonista, quando il nostro Amato ministro disse:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://visionimarziane.blogspot.com/2007/07/picchiare-le-donne-nella-tradizione.html"&gt;"picchiare le donne e' nella tradizione siculo-pakistana"&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non faccio a tempo a pensarlo che Perla Scandinava ha gia' sottolineato tutta la pericolosa demenzialita' di questa politica di dis-integrazione europea di mentalita' radical-chic:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://perlascandinava.blogspot.com/2007/10/sardo-siculo-pakistano.html"&gt;sardo-siculo-pakistano&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Quel giudice tedesco probabilmente ignora la posizione geografica della Sardegna e la crede incuneata tra l’Iran e l’Afghanistan oppure sa che si tratta di un’isola italiana solo perché l’ha letto sui francobolli dietro le cartoline di sughero raffiguranti donne in costume nero, evidentemente scambiato per burqa. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scherzi a parte quel giudice è sicuramente un magistrato assai pericoloso se è convinto che meriti clemenza la violenza sulle donne quando derivante da una diversa cultura o etnia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se altri uomini di legge interpretassero il codice come ha fatto costui nella loro giurisdizione spianerebbero la strada ai fautori della sharìa che, da tempo, chiedono il diritto di infliggere liberamente pene corporali alle donne, secondo le spaventose tradizioni islamiche. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E, infine, l’ultima riflessione, la più amara, ci viene immaginando che presso le corti di giustizia europee giungano le dichiarazioni di un importantissimo ministro degli interni italiano di nome &lt;a set="yes" linkindex="4" href="http://perlascandinava.blogspot.com/2007/07/da-dott-sottile-mullah-de-noantri.html"&gt;Giuliano Amato,&lt;/a&gt; dalle quali potranno ricevere la precisa raffigurazione della sottomissione all’uomo della donna italiana.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dunque, come possiamo prendercela con un cittadino tedesco quando abbiamo giustificato (alcuni addirittura applaudito) un uomo con quelle responsabilità di potere, il quale ha, urbi et orbi, ineffabilmente e con ammirevole flemma parlato di tradizione siculo-pakistana? &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se questi strapotenti e strafottenti continueranno impuniti la loro opera di denigrazione del cittadino, allora non resta che pronunciare quel tristissimo detto: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso!” &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sarebbe meglio difenderci in casa nostra per non vederci costretti a scagliarci contro gli stranieri, rei solamente di aver seguito la linea relativista e lesiva dell’immagine degli italiani, esportata da questo governo.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-7319294073486097731?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/7319294073486097731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=7319294073486097731&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7319294073486097731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/7319294073486097731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/gli-uomini-sardi-seviziano-le-fidanzate.html' title='gli uomini sardi seviziano le fidanzate'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-6735168278107083293</id><published>2007-10-02T19:34:00.000Z</published><updated>2007-10-02T19:42:33.553Z</updated><title type='text'>a scuola in bici o a piedi.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.massacriticatorino.it/img/mole.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.massacriticatorino.it/img/mole.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/motori/motori-ottobre-2007/motori-bologna-lettera/motori-bologna-lettera.html"&gt;A piedi è meglio: lettera aperta ai genitori dei bambini di Bologna - Motori - Repubblica.it&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"'Gentili mamme e gentili papà', si legge nella lettera, '&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;proviamo a immaginare che ogni mattina un fiume di pedoni e biciclette&lt;/span&gt; 'invadà la città. L'aria sarebbe molto più respirabile e le strade diventerebbero più sicure e meno rumorose. [...] Il cielo sarebbe più blu e la terra meno malata.'"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un'immagine da sogno", riconoscono i firmatari della lettera, che però ricordano che "troppo spesso diamo per scontato che l'automobile sia il solo mezzo per muoverci. Forse, a pensarci bene, potremmo trovare diverse occasioni in cui &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una passeggiata a piedi o in bicicletta potrebbe sostitui&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;re l'auto, e qualche volta essere anche più rapida e gradevole. A prevalere è invece spesso la pigrizia o solo l'abitudine&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;                                                                                                &lt;!--inserto--&gt;&lt;div class="ad-box"&gt;&lt;!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --&gt; &lt;script language="javascript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;!--/inserto--&gt;                             &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 0);"&gt; "Cambiare non è facile", ammettono il Centro Antartide e la Fondazione Villa Ghigi, "eppure dobbiamo farlo, magari cominciando proprio dal percorso casa-scuola. Dobbiamo farlo per noi, ma soprattutto per i nostri figli. Dobbiamo farlo senza attendere che siano altri a dare il buon esempio". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                       &lt;br /&gt;La lettera ci ricorda che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;andare in bici o a piedi non fa bene solo alla collettività, diminuendo il traffico&lt;/span&gt; e l'inquinamento, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ma anche alla salute di chi decide di muoversi in questo modo, così antico,&lt;/span&gt; ma oggi così nuovo. La vita sedentaria è infatti tra le principali cause di malattie cardiovascolari e obesità, mentre - continua la lettera - "camminare ha effetti benefici sia sul corpo che sulla mente, allena i muscoli e distende i pensieri".&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.massacriticatorino.it/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: right; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.massacriticatorino.it/img/logo.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.massacriticatorino.it/"&gt;MASSA CRITICA&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-6735168278107083293?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/6735168278107083293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=6735168278107083293&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6735168278107083293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6735168278107083293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/10/scuola-in-bici-o-piedi.html' title='a scuola in bici o a piedi.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-3372912631383627484</id><published>2007-09-30T22:06:00.000Z</published><updated>2007-09-30T22:17:36.729Z</updated><title type='text'>liberazione.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.google.com/search?hl=en&amp;amp;lr=&amp;amp;q=define%3A+liberazione&amp;amp;sourceid=navclient&amp;amp;hl=en"&gt;define: liberazione - Google Search&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Definitions of  liberazione on the Web in Italian:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; * "Liberazione" è un dipinto ad olio su tela di cm 168 x 88 realizzato tra il 1937 ed il 1952 dal pittore Marc Chagall.&lt;br /&gt;   it.wikipedia.org/wiki/Liberazione_(Marc_Chagall)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; * 1. E' quando un movimento interno ad un paese (anche con l'appoggio esterno di una forza militare) si libera da una dittatura, attraverso una lotta anche cruenta (di resistenza, di guerra, terroristica...). 2. E' quando uno stato "democratico" ne invade uno "non democratico" e sostituisce il leader di quello stato con uno da lui scelto (chi è "democratico" e chi non lo è lo decide lo stato "democratico")&lt;br /&gt;   salgalaluna.clarence.com/permalink/164133.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non puoi usare un termine come guerra di liberazione, da una parte perché stai parlando del tuo Paese; e poi per noi la guerra di liberazione è solo una, quella - rimarca Bertinotti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad attaccare è il leader in pectore del Pd, Walter Veltroni. «La Cdl - avverte - deve dirci con chi vuole governare l'Italia, e se vuole farlo con chi rifiuta di riconoscere la bandiera nazionale e dice determinate frasi. Non è uno scherzo, anzi è una questione da porre con serietà».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dall'Ulivo a Rifondazione (con Giordano che ricorda sommessamente che «la lotta di liberazione è quella partigiana»), la condanna è unanime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;li-ber- ah- zio-nehhhh    libera nos a malo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E' quando un movimento interno ad un paese  si libera da una dittatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ci si libera da una oppressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le parole possono avere un "proprietario?" appropriazione indebita olistica...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="353"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/J0yXkMMpoK0&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/J0yXkMMpoK0&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="353"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-3372912631383627484?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.google.com/search?hl=en&amp;lr=&amp;q=define%3A+liberazione&amp;sourceid=navclient&amp;hl=en' title='liberazione.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/3372912631383627484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=3372912631383627484&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/3372912631383627484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/3372912631383627484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/09/liberazione.html' title='liberazione.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-6374989770013249450</id><published>2007-09-28T17:35:00.000Z</published><updated>2007-09-28T17:39:30.293Z</updated><title type='text'>free burma.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_H4ap7fPVaew/RvprA2jveKI/AAAAAAAAAB8/yBm25GHtTz4/S225/monkstencil.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://bp2.blogger.com/_H4ap7fPVaew/RvprA2jveKI/AAAAAAAAAB8/yBm25GHtTz4/S225/monkstencil.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_qa0owgT_gGc/RvyawgfVYpI/AAAAAAAAAJU/GyZDKo6SL0Q/s400/Red_T%2Bcopy.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://bp1.blogger.com/_qa0owgT_gGc/RvyawgfVYpI/AAAAAAAAAJU/GyZDKo6SL0Q/s400/Red_T%2Bcopy.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2007/09/28/MN8QSFFUD.DTL"&gt;Bloggers in Burma keep world informed during military crackdown&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_63uOqYlI5Kk/RvxLUjU0SNI/AAAAAAAAAhU/QPSLwUz3Ksw/s400/DSCF7034.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://bp0.blogger.com/_63uOqYlI5Kk/RvxLUjU0SNI/AAAAAAAAAhU/QPSLwUz3Ksw/s400/DSCF7034.JPG" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://ko-htike.blogspot.com/"&gt;ko htike&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sadly announce that the Burmese military junta has cut off the internet connection throughout the country. I therefore would not be able to feed in pictures of the brutality by the brutal Burmese military junta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I will also try my best to feed in their demonic appetite of fear and paranoia by posting any pictures that I receive though other means (Journos!! please don’t ask me what other means would be??). I will continue to live with the motto that “if there is a will there is a way”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;We probably need to lobby the  Chinese government or UN envoy to Burma to ask the junta to switch on the  Internet. Please!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-6374989770013249450?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2007/09/28/MN8QSFFUD.DTL' title='free burma.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/6374989770013249450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=6374989770013249450&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6374989770013249450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/6374989770013249450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/09/free-burma.html' title='free burma.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_H4ap7fPVaew/RvprA2jveKI/AAAAAAAAAB8/yBm25GHtTz4/s72-c/monkstencil.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-514503940461188380</id><published>2007-09-27T16:56:00.000Z</published><updated>2007-09-27T16:58:42.328Z</updated><title type='text'>DIPENDENTI-AVATAR IBM PROTESTANO SU SECOND LIFE</title><content type='html'>2007-09-27 18:46&lt;br /&gt;CONTRATTO: DIPENDENTI-AVATAR IBM PROTESTANO SU SECOND LIFE (2)&lt;br /&gt;MILANO&lt;br /&gt;(ANSA) - MILANO, 27 SET - Second Life è messa a dura prova, non regge tanti avatar contemporaneamente in una sola isola. La protesta virtuale dei dipendenti Ibm dilaga. "Siamo in un mondo virtuale per difendere diritti terreni" dicono Ricky77 e Ninia Loon per spiegare le ragioni della prima protesta sindacale della vita reale mai realizzata sul web, secondo quanto sostenuto dalle stesse organizzazioni dei lavoratori, che si sviluppa nell'arco di 24 ore e che coinvolge i dipendenti di tutti gli stabilimenti Ibm sparsi per il mondo. Ibmalfo00 Boa, impiegato romano, spiega ai giornalisti e ai colleghi di altre imprese intervenuti per solidarietà: "I diritti dei lavoratori sono ormai attaccati un po' ovunque". E Barillo Kohnko, rappresentante sindacale europeo impiegato a Vimercate, insiste:"Abbiamo chiesto un aumento di 40 euro e ce ne hanno tolti 1000. L'obiettivo è che le ragioni di questa protesta italiana arrivino ai vertici americani". Gli avatar riescono a infilarsi in una riunione di dirigenti al Business center Ibm. Chiedono un colloquio. Ma i dirigenti se ne vanno. La protesta continua per le strade virtuali tra suoni di clacson, fischietti e cartelli. Non sarà come una manifestazione in una città reale, ma anche questa ha bloccato il traffico di una sim. La vertenza supera le barriere di spazio e di tempo. E' la globalizzazione. (ANSA).&lt;br /&gt;MD/ S0A S41 QBXH&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rsuibmvimercate.it"&gt;http://www.rsuibmvimercate.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.union-network.org/uniwebmasters.nsf/slibm?openform"&gt;globalunion&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-514503940461188380?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/514503940461188380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=514503940461188380&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/514503940461188380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/514503940461188380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/09/dipendenti-avatar-ibm-protestano-su.html' title='DIPENDENTI-AVATAR IBM PROTESTANO SU SECOND LIFE'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-9222319272405176830</id><published>2007-09-24T10:33:00.000Z</published><updated>2007-09-24T10:34:54.996Z</updated><title type='text'>Lo stato siamo noi. Ricerca staminali.</title><content type='html'>Avvenire del 19 settembre riportava un appello, legato al fatto che al&lt;br /&gt;Prof. Vescovi, massimo esperto mondiale in tema di cellule staminali e&lt;br /&gt;impegnato sulle cellule adulte, mancano circa Euro 200.000 per poter avviare&lt;br /&gt;una sperimentazione sull'uomo di nuove cure per malattie neurodegenerative&lt;br /&gt;come la SLA (per intendersi, la malattia di Coscioni e Melazzini).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo, aldilà di tante chiacchiere, lo Stato non finanzia una ricerca&lt;br /&gt;in un campo in cui l'Italia è all'avanguardia e che non comporta dilemmi&lt;br /&gt;etici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Allora, Avvenire proponeva una sorta di autofinanziamento: ognuno che&lt;br /&gt;voglia manda una cifra su un apposito conto corrente  n° 10146 della Banca Popolare&lt;br /&gt;Commercio e Industria, Agenzia di Bresso (Milano) intestato a Associazione&lt;br /&gt;Eurothon Onlus, ABI 05048, CAB 32620, CIN T.&lt;br /&gt; Grazie a quanti vorranno collaborare&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-9222319272405176830?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/9222319272405176830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=9222319272405176830&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/9222319272405176830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/9222319272405176830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/09/lo-stato-siamo-noi-ricerca-staminali.html' title='Lo stato siamo noi. Ricerca staminali.'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-1514067177376791707</id><published>2007-09-12T00:08:00.000Z</published><updated>2007-09-24T10:57:16.932Z</updated><title type='text'>politico italiano vaffanculo</title><content type='html'>&lt;div class="post-body"&gt;&lt;img src="http://www.imitidicthulhu.it/Blog/smsForleo.jpg" alt="help" title="help" border="0" width="349" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FASSINO &lt;/span&gt;- Il gip Clementina Forleo «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;si è arrogata un  compito d'accusa che non le appartiene&lt;/span&gt;». Lo scrive il segretario dei Ds Piero  Fassino nella sua memoria...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;D'ALEMA&lt;/span&gt; - La frase «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Facci sognare! Vai!&lt;/span&gt;» detta a Consorte per telefono e intercettata dagli inquirenti non si può configurare - secondo l'esponente della Quercia - come istigazione, perché il concorso morale «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non può con serietà assumere la  forma dell'incitamento scherzoso&lt;/span&gt;».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;LA CANZONE PIU' BELLA DEL V-DAY&lt;/h2&gt;&lt;a href="http://dev.netsons.org/upload/Download/politico%20feat.%20drastic%20onion.mp3"&gt;politico feat. drastic onion.mp3 (audio/mpeg Object)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;p class="crumb"&gt;                               &lt;span class="nobr"&gt;&lt;a href="http://beppegrillo.meetup.com/13/messages/boards/"&gt;Message Board&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;                                                               &lt;span class="nobr"&gt;› LA CANZONE PIU' BELLA DEL V-DAY&lt;/span&gt;        &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14977801-1514067177376791707?l=visionimarziane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://dev.netsons.org/upload/Download/politico%20feat.%20drastic%20onion.mp3' title='politico italiano vaffanculo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://visionimarziane.blogspot.com/feeds/1514067177376791707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14977801&amp;postID=1514067177376791707&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1514067177376791707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14977801/posts/default/1514067177376791707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://visionimarziane.blogspot.com/2007/09/politico-italiano-vaffanculo.html' title='politico italiano vaffanculo'/><author><name>marcobiondo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14977801.post-6350612200744349199</id><published>2007-09-11T21:16:00.000Z</published><updated>2007-09-28T18:15:01.134Z</updated><title type='text'>malagiustizia a taranto. si incatena al tribunale.</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="353"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1VaVh1MifG0&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1VaVh1MifG0&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="353"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.centrostudiseparati.org/index2.php?option=com_mgmedia2&amp;amp;mode=popup&amp;amp;playerid=629c4559c99692a4b2e3d84f0205fdda&amp;amp;no_html=1%27"&gt;Centro Studi Separazioni e Affido Minori intervista in esclusiva Sergio Nardelli&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.papaseparatilombardia.org/on_line/categorie.asp?pr=194"&gt;http://www.papaseparatilombardia.org/on_line/categorie.asp?pr=194&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RIVOGLIO I MIEI FIGLI&lt;br /&gt;Papà separato si incatena al Tribunale dei Minori di Taranto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Taranto, 12 settembre 2007 – Oggi 12 settembre Sergio Nardelli, papà separato, si incatena ai cancelli del Tribunale dei Minori di Taranto, pronto a trascorrere notti e giorni per protesta contro gli impedimenti alla frequentazione dei figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso venuto alla ribalta sulle cronache italiane grazie ad una intervista trasmessa su Italia1 nel 2006 è l'ennesima storia di mala giustizia: da 4 anni nonostante Sergio Nardelli non abbia commesso alcunché gli è permesso di stare con la propria figlia per sole 10 ore la settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mi hanno accusato falsamente di violenza sessuale su mia figlia, dichiara Sergio Nardelli, e per questo motivo ingiustamente ho fatto 60 giorni di carcere nell'ala pedofili. Mi hanno così portato via i figli, la casa e tutto ciò che avevo. Sono stato colpito fisicamente, psicologicamente ed economicamente. Mi hanno rovinato la vita."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una serie 
